
Scritto il 19/05/2012 alle 01:26 nella Off Topics | Permalink | Commenti (0)
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...grande potenza, i database in genere, e la dashboard di typepad in particolare, quando funziona... Ricordavo, vagamente, che sulla storia della mancata intervista di Grillo a Gilioli uno che si firmava Simplicius, che aveva lo stesso indirizzo email, e lo stesso IP, la pensava in maniera leggermente diversa dal Simplicius versione Gennaio 2008.
Niente di male. Tutti possono cambiare idea. Però il cambiamento è così radicale, che quasi certamente si tratta di un caso di omonimia, o si tratta di un impostore, ladro di identità. Dunque, cliccate sulla foto del Grullo, e vi apparirà un post del Tafanus del 10 Gennaio 2008, sul quale per la prima volta raccontavo la storia della mancata intervista di Beppe Grillo ad Alessandro Gilioli. Niente di strano. La storia è sempre quella che ho richiamato in questi giorni. Non è cambiata una virgola. E allora?
Allora la mia memoria da vecchio rincoglionito in preda a Viagra, Alzheimer, cateteri e pappagalli, mi ha spinto a leggere i commenti. E al commento n° 5, che ti trovo? Cercatelo sul blog che si apre cliccando sullo screen-shot sottostante, oppure, per vostra comodità (e sulla fiducia, of course...) ne faccio io sotto un copia&incolla:
Uff, questa non risposta al giornalista è indifendibile. Mi tocca ammettere che Grillo si è sputtanato, passando da miniberlusconi ben intenzionato a miniberlusconi opportunista. Anche perchè aveva tutto il tempo per rispondere, e c'era abbondantemente di che rispondere.
Simplicius - 10/01/2008 - Ore 22:46
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...quantum mutatus ab illo...
Ma non è finita qui, perchè c'è una versione ancora più antica, di Simplicius: Simpl.ver.12.07
14/12/2007 - Grillo non ha strategie a lungo termine, non va oltre la mera contestazione, qualche iniziativa a livello locale, e il vendere i suoi prodotti. E quelli che provano a cavalcarne l'onda sono destinati a finire nella polvere (Di Pietro), perchè se ti associ a un comico che sbuffoneggia in quanto comico alla fine vieni preso come un comico, cioè non seriamente. Purtroppo hai ragione pure tu quando citi "Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più ridicolo del reame?". Solo che Grillo non si guarda nello specchio. Grillo è lo specchio. Lo specchio del pataccaro di arcore, di cui mima linguaggio e tecniche, evidenziandone la cialtronaggine populista. Ed è lo specchio del livello farsesco a cui è scesa la vita politica Italiana. Visto che chi si occupa di politica è terrorizzato dalle carnevalate di un comico e che le carnevalate di un comico sono poco distinguibili dalle iniziative dei politici. Simplicius
Insomma, il Simpl.ver.1.08 afferma che [Grillo] aveva tutto il tempo per rispondere, e c'era abbondantemente di che rispondere.
Invece per il Simpl.ver.5.12 noi siamo diventati dei fottuti pennivendoli asserviti alla propaganda, Grillo fa bene a non rispondere, perchè pone domande "assertive", e Gilioli che pone queste domande è un disonesto...
No, certamente i Simpl. vecchie versioni sono degli impostori che, chissà come, sono riusciti ad avere lo stesso nick (ma questo è facile), la stessa email, e lo stesso IP dell'ultima versione. Strana, la rete... Tafanus
Scritto il 18/05/2012 alle 19:26 | Permalink | Commenti (6)
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Per la selezione delle macro-aree, ci siamo avvalsi della suddivisione aggiornata della Nielsen AC, che sposta la Sardegna dall'area "Sud+Isole" (che di fatto sparisce, sostituita dall'area "SUD"), nell'area "Centro". Le aree, nella loro ultima definizione, includono le regioni indicate in calce, anche se in alcune di queste regioni non si è votato:
P.S.: i dati si riferiscono ai capoluoghi e ai centri superiori a 15.000 abitanti. Nei comuni inferiori a 15.000 abitanti le liste del M5S sono di fatto praticamente assenti. Il M5S va al ballottaggio - senza chance di vittoria - a Parma e in altri tre grandi comuni. Il successo epocale del M5S alla fine consisterà nella elezione del sindaco di Sarego (VI)), 6.500 abitanti.
Sarà che ormai il mantra Grillo+Casaleggio proclama il M5S "terzo partito". A noi non risulta. Prima di Grillo, a livello nazionale, troviamo PD, PdL, UDC, SEL, IdV. Quindi per la nostra aritmetica elementare Grillo è il sesto partito considerando i centri grandi nei quali si è votato. La sua quota (prossima allo zero nei piccoli comuni, che tuttavia, sommati, rappresentano oltre due milioni di votanti), considerando che alle politiche votano anche i piccoli comuni (e votano le liste che conosciamo, e non le strane liste civiche di impossibile declinazione), i voti del grillo passerebbero dal 5,2% (211.000 voti su un totale di 4.054.000 votanti) al 3,5% scarso (220.000 voti su 6.100.000 votanti). Con la legge elettorale attuale prenderebbe zero senatori e FORSE un paio di deputati. Forse. E sarebbe più irrilevante del Partito dei Pensionati.
Da notare che sia il PD che il PdL appaiono con percentuali inferiori - e di molto - a quelle della media dei sondaggi. La ragione è da ricercare tutta nel fatto che in moltissimi grandi comuni una parte del voto ai due maggiori partiti è nascosto sotto liste civiche di sostegno dai nomi più indecifrabili. Resta il fatto che queste elezioni certificano, pur nella loro imprecisione, una ulteriore crescita - nei rapporti di forze - del PD rispetto al PdL. Secondo gli ultimi sondaggi pre-elettorali, il PD sarebbe stato di circa il 28% più alto del PdL. I "voti di pietra" di questo test elettorale dicono che il PD è invece più alto del 37% rispetto al PdL. Tanto per chiarire quale sia la catastrofe del PD.
Infine, interessante notare come del Lombardo-Veneto, tanto più forte quanto più è accentuato il crollo della Lega. Tanto per capire da dove arrivino gli elettori grillini: una quota di giovani strumentalizzati e plagiati dal cazzaro, e una quota di livorosi eredi del razzismo e del classismo leghista (come si può evincere anche dalla qualità dei commenti grillini che ricevo sia qui che su Facebook... Chissà che un giorno non decida di pubblicarne una bella raccolta antologica...). Poi, forse c'è persino una quota di gente in buona fede, incantata da nulla che dice il cazzaro, ma detto con molta verve e senso del palcoscenico, e del trombonismo.
Domani daremo il dettaglio per singole regioni, dal quale si vedrà quali e quanti "buchi nell'ozono" ci siano nel "trionfo" grillino. Da lunedì, a ballottaggi conclusi, daremo le trionfali cifre dei sindaci e dei consiglieri portati a casa dal grillismo. E a quel punto produrremo anche una media-analysis sull'andamento dell'interesse dei maggiori quotidiani sul grillismo. In genere, nel giro di un mese si ottengono dati molto, ma molto interessanti sulla "caduta degli Dei". Tafanus
Scritto il 18/05/2012 alle 11:38 nella Grillo, Politica, Tafanus | Permalink | Commenti (12)
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18 Maggio 2012: San Venanzio da Camerino.
Il sole sorge (ammesso che sorga) alle 5:47, e tramonta alle 20:27.
Altre notizie di rilievo: oggi al Foro Italico quarti di finale che vedono opposti Flavia Pennetta a Serena Williams, Andreas Seppi a Roger Federer, e vedono impegnate nei quarti anche due coppie all-italians (Pennetta/Schiavone contrp Hamton/Tatishvili, e Errani/Vinci contro Kirilenko/Petrova). Tutto su SuperTennis, free.
Oggi è anche il compleanno di mia moglie, Marisa, alla quale faccio tanti auguri.
Tafanus
Scritto il 18/05/2012 alle 01:21 nella Off Topics | Permalink | Commenti (11)
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Finalmente un post come quelli che piacciono a noi... lo pubblica Detestor, che non ho potuto pubblicamente ringraziare, perchè i commenti sono chiusi. Cercherò altre vie per farlo. Questo post dimostra per acta cose che abbiamo sempre saputo, ma lo fa con ampio uso di documentazione, links, screen-shot. Un altro mito che cade? Tafanus
La verità sul Fatto Quotidiano

Bene bene, eccoci qua, dove Iside non può cancellare quello che scrivo. Allora, tanto per cominciare , il forum de ilfattoquotidiano.it, testata che tanto millanta la sua indipendenza e libertà, è uno dei forum di giornale più censurati della Rete. La soffocante censura del forum, infatti, si abbatte come una mannaia su qualsiasi messaggio ritenuto scomodo. Attenzione, qui si sta parlando di censura di idee, una cosa che non ho mai visto su altri forum che ho visitato, per esempio quelli de L’Unità o anche ilgiornale.it . I vecchi lettori della testata non potranno che confermare quello che dico.
Prima una premessa: come voi ben saprete, l’editore di Beppe Grilo e del suo Blog è la nota Casaleggio Associati. Questa azienda ha uno strano concetto di “business”, la loro visione la potete vedere in questi filmati, pubblicati sul loro sito internet qui e qui qui
Come potete vedere, si evoca un delirante futuro in cui un nuovo ordine mondiale basato su Internet e sulla vita nel cyberspazio sostituirà i governi del mondo. E come si arriverebbe, secondo loro, a questa realtà? Utilizzando i cosiddetti "Influencer".
In parole povere, alcuni (pochi) utenti condizionerebbero le masse di fruitori di Internet nelle loro scelte, dal film da vedere nel weekend, fino alla lista da votare alle elezioni.
Come si può leggere qui, Casaleggio Associati sta gestendo anche la parte informatica di Chiare Lettere, casa editrice che pubblica i libri del vicedirettore Travaglio, e guarda caso ultimamente sta pubblicando anche Grillo e Casaleggio (vedi sito chiarelettere), ed è di recente entrata nell’azionariato del Fatto Quotidiano.
Bene, dopo alcune ricerche mi sono reso conto che alcuni di questi “Influencer” sono presenti su ilfattoquotidiano.it Come? ilfattoquotidiano.it utilizza per il suo forum la piattaforma Disqus. Su questa piattaforma è possibile visualizzare lo storico dei commenti di ogni utente registrato, semplicemente visitando l’URL http://disqus.com/<nome utente=""></nome>
Bene, esistono i seguenti profili:
Già dai nomi, sembrerebbe palese che siano stati registrati dallo stesso individuo. Basta fare una ricerca all’interno dei messaggi di queste utenze, per accorgersi che dicono spesso le stesse cose, spesso persino utilizzando le stesse parole. Questo nonostante i nickname che compaiono poi sul sito sembrerebbero appartenere a diverse persone, uomini e donne. Ecco l’elenco dei nickname corrispondenti:
http://disqus.com/vespa200/
http://disqus.com/vespa201/
http://disqus.com/vespa202/
http://disqus.com/vespa203/
http://disqus.com/vespa204/
http://disqus.com/vespa205/
http://disqus.com/vespa206/
http://disqus.com/vespa207/
http://disqus.com/vespa208/
http://disqus.com/vespa209/
http://disqus.com/vespa210/
http://disqus.com/vespa211/
napo orso capo
antonella
antitroll
Enzo Paolo
mafiosialmuro
clito ride
tonno011
Detestor (un mio clone, come si può vedere in questo screenshot, scattato nel momento della “trasformazione”) – ex "primadelgiorno"
titti74
divergenze parallele
plonk
anti_troll
Si può anche notare che i messaggi scritti da questi account vengono premiati con dei “like” provenienti dagli account “gemelli”, ovviamente questo per dare più credibilità ai messaggi. Inutile dire che i messaggi in questione fanno una pubblicità sfacciata a Beppe Grillo e al Movimento 5 Stelle.
Ma c’è di più: la piattaforma Disqus ha una caratteristica, documentata qui, sotto il titolo “Flagged Comment Moderation”, che rende possibile, mediante il tasto “segnala” presente su ogni messaggio, eliminare i messaggi.
In pratica, quando parecchi diversi account cliccano su quel pulsante, il messaggio viene censurato SENZA dover passare dalla moderazione. Capite ora com’è semplice, per l’individuo di cui stiamo parlando, eliminare tutti i messaggi scomodi utilizzando i suoi svariati account. Questo mi è successo di notte (quando i moderatori non sono presenti), quando ho visto scomparire in tempi velocissimi i miei messaggi. Tutte le evidenze puntano al fatto che questi individui lavorano sopratutto la notte (ma anche di giorno) per “plasmare” indisturbati le discussioni del forum. Ecco il viral marketing di Casaleggio.
E' chiaro che il sito del noto giornale è praticamente una piattaforma di indottrinamento del Movimento 5 Stelle.
Basta visitarlo, per accorgersi della quantità di commenti censurati. Quando mi sono reso conto di questa cosa, io e molti altri lettori hanno cercato di contattare in tutti i modi la redazione, per avvertirli e chiedere conto in ogni caso dell’opprimente censura perpetrata anche dalla moderazione “ufficiale” del sito. Hanno scritto mail, chiesto nei commenti, persino risposto direttamente a un commento del direttore Peter Gomez, che sicuramente, per come funziona Disqus, ha visto le richieste . Nessuna risposta (Vedi screenshot di "detestor")
Anzi, siccome io insistevo sull’argomento parlando con altri lettori, i miei messaggi sono cominciati a sparire a una velocità supersonica, e sono stato espulso dal sito molte volte. Attenzione, il particolare comportamento di Disqus di cui si è parlato NON permette l’espulsione automatica dal sito, che invece è determinata dalla moderazione. Di questa particolarità, la moderazione è chiaramente a conoscenza (vedi screenshot detestor).
Inoltre, come si può vedere su quest'altro screenshot, un moderatore ha risposto male e con un linguaggio per nulla consono alla sua posizione a un utente che stava cercando di denunciare lo stato delle cose, dimostrando così di proteggerlo.
Inoltre, un utente di mia conoscenza, dopo che gli era stato bloccato l’account, ha ricevuto la seguente mail dalla moderazione:
Gentile Lettore, abbiamo riscontrato purtroppo un problema relativo al suo account: per un problema tecnico risultava infatti out of the database. Sono personalmente riuscita a risalire ai suoi contatti e riabilitare il suo profilo. Mi scuso del disagio e della difficoltà che avrà riscontrato oggi. Le chiedo la cortesia di comunicare direttamente a questo indirizzo qualora il suo account dovesse avere ancora problemi o esperire qualunque sorta di blocco al commento. La ringrazio del tempo e dell'attenzione che ci dedica. Cordialmente, v.
A parte la stranezza di una mail da parte della moderazione con un vero mittente, a cui si può rispondere - ma di solito non è così - ho qualche conoscenza tecnica, e il motivo addotto non mi sembra plausibile, ma il bello viene dopo.
Ecco la comprensibile risposta dell’utente in questione:
il mio account è stato riattivato, non ho subito disagi nè difficoltà. leggo, comunque che è stato chiesto ad un altro utente del sito un link in cui ci fosse una mia conversazione con lo stesso e questo mi pare estremamente scorretto. scriverò una lettera alla redazione perchè assicuro che è la prima volta in vita mia che mi capita una cosa del genere. E anche qui, mi sembra palese che per riattivare un account basta conoscere l’identificativo che lo contraddistingue, non bisogna certo mandare una mail a un altro utente per avere un fantomatico “link”.
Ed ecco infatti l’assurda risposta:
Da: moderazioneilfatto@i-side.com Data: 30/04/2012 11.42 - Gentile utente, ho agito in questo modo per risalire ai suoi contributi, spero che non travasi ("travasi"???) le mie parole o il mio operato. Purtroppo il suo account risultava inaccessibile e dunque era necessario partire da un link corrispondente ad un articolo del fatto in cui lei era intervenuta in passato. Altri lettori mi avevano scritto chiedendomi di ristabilire il suo account, e, nell'ottica di venire incontro a lei e ad altri, ho chiesto supporto nella ricerca, per attivazione del suo profilo. Dal momento che conosco il suo operato ho piena fiducia che comprenderà che ho agito nella sola ottica di ristabilire il pieno possesso del suo account. Bloccato per l'intera mattinata. Purtroppo si è erroneamente ritenuto che il profilo fosse stato clonato da un troll, e quindi è stata attivata la procedura di protezione. Consiglio sempre di non alimentare le derive off topic capeggiate da Detestor e dai suoi numerosi cloni. Altrimenti saremo costretti a cancellare le vostre opinioni, proprio perchè OT. Non vorrei, e qui parlo a titolo personale, vedere bloccati degli account validi e di persone stimate e costruttive all'interno della community o all'interno del nostro team. Persone come lei, riassumendo. Mi dispiace del disguido e la ringrazio ancora della gentilezza e disponibilità. Valentina
Di nuovo uno strano slang (troll) che non ci si aspetta da un professionista, e nel merito pare che la moderazione attivi o disattivi gli account in base all’acclamazione popolare, e poi una specie di minaccia di ban nel caso che l’utente parlasse con me (che guarda caso, come accennato prima, ero stato vittima di clonaggio del nostro misterioso “vespa”, ed ero uno di quelli che aveva smascherato la connivenza della moderazione con questo personaggio).
E’ palese che la moderazione sita cercando di nascondere ciò che non desidera si sappia.
Dal dominio dell’indirizzo email della moderatrice si risale facilmente alla azienda milanese alla quale evidentemente è appaltata la moderazione del Fatto Quotidiano.
...e bravo Peter Gomez, Direttore del "Fatto" online, paladino della libertà di stampa, nemico acerrimo della censura, così come tutto lo staff del Fatto (a cominciare da uno dei maggiori azionisti, il Denunciatore in Servizio Permanente Effettivo Marco Travaglio). Il Fatto, che nel tempo ha "embedded" tutto il cazzarismo italiano, da Grillo e il Vaffanculo, a Di Pietro, al Popolo Viola, ai rottamatori... Quante cose ti può dire, la rete, se sei capace di guardarci dentro... E ora aspetto a piè fermo l'assalto dei grillini a tempo pieno, che non mancheranno di pormi qualche domandina sulle attitudini sessuali di mia sorella (che non ho). Chi comincia? Tafanus.
Scritto il 17/05/2012 alle 16:03 nella Censura, Grillo, Impresentabili, Media , Politica | Permalink | Commenti (21)
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Scritto il 17/05/2012 alle 11:57 | Permalink | Commenti (15)
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Matteo Renzi, il sindaco "ex più amato dagli italiani", si faccia e ci faccia una grazia: anzichè replicare sui suoi strumenti di lavoro preferiti (comizietti sui fontanelli, Facebook e Twitter), lasci i videogioche sui social networks ai suoi bimbi, e vada a riferire non ai suoi fans facendo "tweet tweet", ma si rechi alla Procura della Repubblica, e spieghi. Oppure presenti formale querela a carico di Lusi per diffamazione.
Twitter e Facebook sono il trionfo dell'aria fritta. TafanusScritto il 17/05/2012 alle 11:43 nella Criminalità dei politici, Renzi | Permalink | Commenti (3)
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Scritto il 17/05/2012 alle 08:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (4)
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Come anticipato, abbiamo concluso l'analisi del voto per tutti i comuni capoluogo e per i grandi comuni sopra 15.000 abitanti. Il dettaglio lo trovata su foglio excel al seguente link:
Chiarimento: I dati sono disposti per ordine alfabetico delle regioni. Si è votato in circa 950 comuni, ma abbiamo limitato l'analisi ai 159 ciomuni superiori a 15.000 (comuni capoluoco inclusi), che rappresentano comunque circa due terzi dell'elettorato che ha votato: oltre 4 milioni di voti, su circa 6 milioni. D'altra parte spingere l'analisi a quasi 1000 comuni sarebbe stato non solo impossibile, ma anche inutile, visto che la maggior parte delle elezioni nei piccoli comuni sono articolate su liste civiche di impossibile declinazione politica.
Seconda precisazione: in questi giorni si sono sprecati confronti impropri, fra amministrative 2012, ed elezioni europee o precedenti politiche. Tutta roba senza senso, perchè innanzitutto alle elezioni per il sindaco si vota molto per le persone, cosa che non accade per le politiche e per le europee; in secondo luogo perchè è cambiata la composizione dei partiti e delle alleanze: dal PD è uscito un pezzetto di ex margheriti portati via verso i magnifici destini dell'API di Rutelli; dal PdL è uscito il pezzetto di AN confluito nel FLI di Fini. Inoltre, sono cambiate le alleanze: la Lega dice di essere all'opposizione del PdL, IdV fa di fatto l'opposizione a sinistra e a destra, come Sel, come Grillo. Ancora: l'inquinamento delle liste civiche e/o delle liste civetta non consente neanche la valutazione in assoluto delle "quote dei due partiti maggiori (PD e PdL), che entrambi prendono ufficialmente meno dei voti - in percentuale - che venivano loro attribuiti dagli ultimi sondaggi (circa il 29% per il PD, il 23% per il PdL).
Ultima precisazione: sul "fenomeno Grillo" molti arrapati commentatori tendono a prendere come base della misura del grande successo solo la percentuali prese nei posti dove Grillo si è presentato. Indagine politicamente insensata, perchè in proiezione di elezioni nazionali, TUTTO si rapporta al parco di aventi diritto al voto. Se un partito si presenta solo in una zona ridotta per ragioni oggettive (Union Valdotaine, Sued Tiroler Volkspartei), la cosa ha un senso. Se invece un partito prova ad espandersi dappertutto, e invece riesce a formare le liste solo in aree circoscritte del Paese (Lega, Grillo), allora quando si parla di questi partiti non si può dire che la Lega è un partito del 30% perchè ha il 30% nelle valli bergamasche. E(ra) un partito del 10% come media fra le regioni dove aveva il 30%, e le regioni dove non riusciva a radicarsi.
Esattamente come Grillo o i grillisti non possono fare, alla Mentana, la media fra quattro città dove Grillo è ben radicato, e poi estrapolare il risultato sul territorio nazionale, e dire che Grillo ha più del 14%. Un esempio? In Sicilia Grillo si è speso moltissimo, ma è riuscito a varare le liste solo a Palermo e Sciacca. A Palermo si ferma (nonostante il comizio di chiusura di Grillo) ad un miserrimo 4,3%. A Sciacca si ferma al 4,1%. In 21 grandi centri su 23 non riesce a presentare le liste. In tutta la Sicilia, su 848.000 voti espressi, Grillo ne prende 16.260, pari a meno del 2%. E la "teoria Mentana"?
Fra i piccolii comuni, ho aperto un piccolo campione molto casuale di venti comuni (il 2,5%). Ne ho trovato UNO con lista Grillo, che ha preso 283 voti. Se volessimo estrapolare questo risultato ai circa 800 piccoli comuni, forse troveremmo 40 comuni minori con liste grillo, e forse troveremmo altri 11.000/12.000 voti per la sua lista.
Più avanti, a questo post - che per ora prende in considerazione i risultati nazionali (Capoluoghi più grandi comuni over 15.000) - discenderemo per li rami, analizzando i dati per le grandi aggregazioni regionali (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud), e quindi le aggregazioni dei dati per regione. Ci sarà molto da imparare... Chi può dire di aver vinto, chi non può negare di aver perso, chi dovrebbe abbassare i toni circa presumibili Grandi Vittorie che i numeri non supportano.
P.S.: Con buona pace del cazzarino fiorentino, che calcola gli insuccessi del SUO PD per portare un attacco a Bersani, dicendo che il PD ha preso 91.000 voti in meno, vorrei ricordare che ha preso 91.000 voti in meno, su un parco votanti che si è ristretto di oltre 600.000 voti. Ha vinto o ha perso? Inoltre: Cosa confronta, esattamente, Renzi? Un PD con dentro pezzi di Margherita? Andiamo... i "trecartari" usano metodi persino più eleganti, per imbrogliare i "clienti"... Renzi si adegui almeno all'etica dei trecartari.Non chiediamo niente di più.
Dunque, questa è la situazione in 159 comuni superiori a 15.000 abitanti (inclusi i comuni capoluogo):
Hanno votato 4.053.700 elettori, che rappresentano circa i due terzi dei voti che includono i piccoli comuni inferiori a 15.000 abitanti. Diamo i voti presi dai pariti nei voti di lista (valori assoluti e percentuali), ripetendo l'avvertenza che i valori per il PD e il PdL sono sporcati in maniera indecifrabile dalle liste civiche collaterali e/o dalle liste-civetta. Fenomeno che non riguarda assolutamente Grillo, e riguarda marginalmente la Lega (Verona e qualche altra città minore del Nord).
Totale PD PdL Lega Grillo
4.053.700 662.855 483.874 100.624 211.446
100,0% 16,4% 11.9% 2,5% 5,2%
Secondi gli ultimi sondaggi, il PD avrebbe dovuto prendere circa il 32% di voti più del PdL (29% versus 22%). Di fatto, prende il 38% in più. Al netto degli errori sistematici dovuti al fatto che si è votato in alcune aree e non in altre, sembra certo che oggi il PD sia di gran lunga il maggior partito italiano, molto più consolidato di quanto non dicano i sondaggi. O, se preferite, il PdL è crollato molto di più di quanto non prevedessero i sondaggi stessi.
La Lega Nord è virtualmente sparita. Valeva circa il 40% dell'alleato PdL, adesso vale, a conti fatti, circa il 20% del PdL. Si è dimezzata persino rispetto ad un PdL in caduta libera.
Il Mov. 5 Stelle vale, nel contesto grandi comuni, circa il 5,2%. Ma da un'analisi a campione del voto nei piccoli comuni, si deduce che in questi Grillo è praticamente non pervenuto. Per cui aumentando generosamente i voti grillini a 222.000 su circa 6 milioni di abitanti, il risultato, includendo i comuni piccoli (che votano, alle politiche), vale a spanne il 3,7%. E questo è quanto.
Grillo "Terzo Partito Italiano"? Balle. Prima del Mov. 5 Stelle ci sono il PdL, l'UDC, il PD, l'IdV, SEL. Grillo sesto partito, non terzo. Grillo a distanza siderale dalla soglia dell'8% al Senato, e più basso anche della soglia del 4% alla Camera. Con questi numeri, se si dovesse votare, farebbero la fine di SEL, della Fed. di Sinistra, e de "La Destra" alle ultime politiche: "Zero Tituli".
Ad oggi, Grillo porta a casa il sindaco di Sarego, uno sperduto paesello di 6.500 abitanti, assurto per questo a grande fama. Entra nei ballottaggi (da posizione perdente) in un capoluogo (Parma), e in tre comuni (Garbagnate, Comacchio, Budrio). Infine, se i consiglieri si assegnassero col proporzionale, porterebbero a casa un massimo teorico di 102 consiglieri su 3388 (il 3%). La realtà sarà molto più dura, perchè i consiglieri vengono assegnati con criterio maggioritario prevalentemente alla coalizione vincente.
Fine del "Grande ed Epocale Successo, sul quale ci stiamo sorbendo da giorni preoccupate analisi dei politologi della mutua, alla Mentana ed alla Floris. Ma allora in Francia, con circa il 20% nazionale ai nazifascisti della Le Pen, si dovrebbero suicidare, facendo esplodere in contemporanea una decina delle loro obsolete centrali nucleari?
Seguirà, forse domani, l'analisi per macro-aree. Tafanus
Scritto il 16/05/2012 alle 22:38 nella Politica, Tafanus | Permalink | Commenti (12)
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La crisi che si abbatte con crescente ferocia sulla vita dei cittadini europei ha avuto negli ultimi mesi un solo effetto positivo. È il ritorno sul tavolo dell´Unione del grande assente di questi anni, la Politica. La Politica con la maiuscola, quella che da quando esistono le democrazie si fonda sulla distinzione fra una destra e una sinistra. Il voto in Francia e in Germania, nel più popoloso e decisivo degli stati federali tedeschi, la Renania settentrionale-Westfalia, ha riportato al centro del dibattito pubblico, dopo anni di ambiguità, pensiero unico e fumose «terze vie» di fuga, un'alternativa secca e concreta fra l´Europa vista da destra o da sinistra.
Il Grillo del "si, ma anche"
Insomma fra un´Europa ancorata alla visione liberista dominante nell´ultimo decennio, sia pure transitata dalle promesse e dai sogni di arricchimento collettivo allo spettro di un´austerità permanente, e un´idea di Unione più equa e solidale, impegnata a rilanciare la grande invenzione democratica del Welfare nella nuova realtà del mercato globale.
Questo confronto di grandi visioni alternative fra destra e sinistra, che pareva archiviato in politica, è tornato a dividere gli elettori francesi, chiamati a scegliere fra i programmi di Hollande e Sarkozy, e promette di essere il leit motiv della prossima campagna per il cancellierato in Germania fra Angela Merkel e Hannelore Kraft. Ma non in tutta Europa la crisi ha avuto questo effetto. Nelle ultime elezioni in Grecia il confronto politico storico fra destra e sinistra si è spostato su un piano del tutto diverso. E disastroso. Il confronto in Grecia non è politico, fra una sinistra e una destra portatrici di visioni alternative, ma post o piuttosto pre politico, fra un governo «tecnico» nel quale si confondono una destra e una sinistra percepite come uguali dall´opinione pubblica, e un´opposizione altrettanto indistinta, dove un comune linguaggio populista accomuna le estreme radicali. Un quadro politico devastante che a molti e purtroppo ragionevoli pessimisti ricorda la Repubblica di Weimar.
L´Italia è oggi, come quasi sempre nella nostra storia, a un bivio, al confine fra le due Europe. La crisi economica e la parentesi del governo tecnico può rivelarsi un´occasione straordinaria per la politica italiana di riformarsi e di tornare a offrire l´anno prossimo agli elettori un´alternativa chiara fra riformismo e liberismo, sinistra e destra. Oppure può diventare il definitivo pretesto per scivolare nel caos weimariano della Grecia, l´annichilimento della politica e la ricomposizione del conflitto sociale fra un indistinto rigorismo «tecnico» e un altrettanto indistinto populismo «né di destra né di sinistra».
La nostra scelta è decisiva per il futuro di tutti. Nel treno dell´Unione, più importante di qualsiasi Tav, l´Italia è il vagone che collega la locomotiva franco-tedesca al resto dell´Europa. Staccare il vagone italiano significa porre fine al viaggio. Ora, i piccoli segnali che arrivano in questi giorni, in queste ore, dalla provincia elettorale impegnata nel ballottaggio delle amministrative, sono inquietanti.
A Parma, eletta dal movimento di Grillo a Stalingrado del movimento, i grillini si starebbero organizzando a ricevere sottobanco l´appoggio del moribondo partito di Berlusconi. In linea con una campagna elettorale condotta da Grillo sul filo di un assoluto cinismo. Il proprietario del marchio 5 stelle è stato capace in queste settimane di passare dall´elogio incondizionato del governo Monti al dileggio del medesimo come «servo delle banche» e «frutto di un golpe», dall´apologia degli evasori fiscali alla difesa d´ufficio di Bossi e «family» («vittime di un complotto della magistratura»), dal corteggiamento degli xenofobi («la cittadinanza ai figli d´immigrati non ha senso») a quello della mafia. Perché tutti votano, anche evasori fiscali, leghisti delusi, xenofobi e i mafiosi. E il voto, come la pecunia, non olet. Per contro, alle truppe del berlusconismo in rotta non par vero di salire su un altro carro populista, piuttosto che rimboccarsi le maniche e costruire la vera destra liberale assente in Italia dal Risorgimento.
Sia chiaro che l´eventuale e rovinosa deriva greca dell´Italia non potrebbe essere responsabilità esclusiva dei demagoghi. Almeno al cinquanta per cento sarebbe da condividere con una sinistra che non ha trovato il coraggio di rinnovarsi, nei programmi e negli uomini, come hanno saputo fare i socialisti francesi e i socialdemocratici tedeschi dopo anni di sconfitte. Hanno, abbiamo tutti un anno di tempo. Una seconda chance, come dimostra la Grecia di oggi, non è prevista.
Curzio Maltese - La Repubblica -16.05.2012.
Scritto il 16/05/2012 alle 10:36 nella Fronte del Porco, Grillo, Impresentabili, Politica | Permalink | Commenti (15)
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Scritto il 16/05/2012 alle 08:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (0)
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Negli "ambienti solitamente ben informati" se ne sussurra sempre più spesso, e sempre più ad alta voce: Berlusconi sarebbe sempre più tentato di appoggiare, ai ballottaggio di Parma, la lista del grillino. Per vincere? NO! Per far perdere il centro-sinistra. E poi?
Premetto che io sarei molto contento se a Parma vincesse il grillino Federico Pizzarotti. Leggo sulla pagina de "Il Post" dedicata a Federico Pizzarotti quanto segue:
[...] Pizzarotti ha cominciato a fare politica nel 2009, col Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Nel 2010 è stato candidato al Consiglio regionale in Emilia Romagna, senza essere eletto. Sul suo sito dichiara che nel 2011 “con il gruppo MDF Parma (Movimento per la Descrescita Felice) abbiamo dato vita ad un orto sinergico [...]
...e sso cazzi! quanti, in Italia, sanno cosa sia un Orto Sinergico, specie se questo ha preso vita da un non meglio precisato "Movimento per la Decrescita Felice"? Scommettiamo che Pizzarotti - che sia o non sia eletto Sindaco di Parma - dopo il ballottaggio lascerà il ben remunerato Posto in Banca per dedicarsi alla decrescita felice e all'orto sinergico?
Ma passando dal serio (?) al faceto: ripeto e confermo che dopo il ballottaggio io sarò comunque felice:
-a) se l'idiozia alla parmigiana di Berlusconi passerà, avremo finalmente chiaro il quadro delle prossimità ideologiche fra grillini, e schieramenti di diverso colore. E finalmente vedremo all'opera un grillino doc, di grande successo, e il suo Movimento per la Decrescita Felice;
-b) se non passerà (come credo e temo) sarà invece certificata, una volta per tutte, l'idiozia algebrica del nano più alto d'Italia.
Perchè i numeri del primo turno a Parma (città dove il M5S ha avuto un successo epocale) sono impietosi, e solo un malato di mente potrebbe seriamente pensare di ribaltare la situazione. Vediamoli, allora, questi numeri:
Dunque, il grillino dell'orto sinergico potrebbe contare sui suoi voti (19,5%), su parte dei voti berlusconiani del primo turno (su parte, perchè non tutti gli italoforzuti sono così idioti da partecipare felicemente all'operazione di taglio dell'uccello per far dispetto alla moglie); diciamo un altro 4%/4,5%. Siamo, a star larghi, al 24%. La Lega - main competitor dell'orto sinergico in cazzarismo & razzismo - certamente non voterà per il suo avversario naturale.
A questo punto, al candidato di centro sinistra potrebbero bastare i voti che ha già preso al 1° turno. Ma volete che non raccatti qualcosina fra comunisti, centristi e liste civiche di incerta collocazione?
I partiti di centro.sinistra contare sul 39,20% preso al primo turno, molto probabilmente sul pacchetto del 5% preso al primo turno da Roberta Roberti, e qualcosina (un terzo) dei voti centristi. Siamo, a star stretti, al 49%.
No, non credo che avremo la gioia di vedere all'opera un sindaco grillino. Per questa volta, i parmigiani dovranno rinunciare alla decrescita felice, e persino all'orto sinergico. E il Nano più Alto d'Italia dovrà rinunciare a tagliarsi l'uccello, che potrà quindi tranquillamente continuare ad impiegare nelle Cene Eleganti.
E noi dovremo, ahimé, limitarci ad osservare i Grillini di Governo solo osservando, al microscopio, l'operato - che sarà senz'altro rivoluzionario - del sindaco grillino di Sarego (Vicenza). Sarà per la prossima volta. Tafanus.
Scritto il 15/05/2012 alle 09:54 nella Grillo, Impresentabili, Politica, Razzismo, Tafanus | Permalink | Commenti (25)
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Ecco i grillini impegnati in una operazione ecologica
Domenica 13 maggio,ingresso del centro commerciale "Galleria Porta di Roma" stand del movimento 5 stelle proprio sulla pista ciclabile... Forse é così che pensano di attuare e rispettare il loro programma :
• Sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana
http://www.infomotori.com/infoflash/2012/05/11/programma-trasporti-di-beppe-grillo-e-del-moviment/
(Segnalato da JeSuis Stephanie)
Scritto il 15/05/2012 alle 00:37 nella Grillo, Off Topics | Permalink | Commenti (3)
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Nulla di nuovo sotto il cielo dei populisti italiani. Intervistato dall'agenzia di stampa americana Bloomberg, Beppe Grillo, fondatore e leader del "Movimento Cinque Stelle" ha detto che uscire dal sistema della moneta unica non deve essere più un tabù. "L'euro - ha spiegato - è un cappio al collo che si restringe di giorno in giorno". Meglio tornare alla lira, agli anni ruggenti della svalutazione competitiva (del 40-50 per cento, ha suggerito), grazie alla quale abbiamo accumulato la polvere sotto i tappeti, sperando che nessuno sarebbe andato mai ad alzarli, e abbiamo anche ingrossato le tasche di molti imprenditori pigri e non proprio competitivi.
Ma prima di Grillo, ben prima, la pensata l'aveva avuta la Lega Nord, in un'altra stagione rispetto a quella degli investimenti off shore di Francesco Belsito. Bobo Maroni, allora ministro del Welfare, propose un ritorno alla liretta nazionale con tanto di referendum popolare. Un "uno due" magistrale (da vero professionista dello spettacolo, verrebbe da dire) per parlare alla pancia del paese, e soprattutto a quella del nord rancoroso.
Fantaeconomia, parole a vuoto. Demagogia. E la Grande Crisi non era nemmeno alle porte. Andò ancora oltre il collega leghista di Maroni, Roberto Calderoli. Una vera sfida tra i due cavalli di razza del Carroccio: torniamo alla Lira ("con la elle maiuscola", disse, non si sa perché, Calderoli) e agganciamola - nientepopodimeno - al dollaro americano. Poi l'annuncio del dentista bergamasco sedotto dalla politica: "Pagliarini e Giorgetti partiranno per gli Stati Uniti per studiare il dossier". Roba seria. Eravamo nel 2005. Nel 2012 urgono nuovi autori per i testi di economia di Beppe Grillo. Troppo facile copiare la Lega.
(da "Poteri Forti" - di Roberto Mania)
Scritto il 14/05/2012 alle 17:43 nella Cultura, Economia, Fronte del Porco, Grillo, Impresentabili, Politica, Tafanus | Permalink | Commenti (16)
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Sarita Errani e Robertina Vinci irrompono nella top-ten della classifica mondiale WTA di doppio, e diventano la coppia n° 1 al mondo nella classifica "race" (quella speciale classifica che considera i risultati non di 12 mesi a rotazione, ma dal 1° gennaio, e che serve a definire le quattro coppie che si disputeranno al Master di Doha di fine anno il "Championship 2012"
(Per leggere l'articolo intero sul sito WTA, cliccate sulla foto).
Scritto il 14/05/2012 alle 12:38 nella Sport, Tennis | Permalink | Commenti (1)
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Scritto il 14/05/2012 alle 08:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (1)
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Mi è stato segnalato questo articolo di Bruno Bartolozzi, che nel pieno del rinnovato entusiasmo verso il cazzaro di Genova (specie da parte di chi legge poco, e capisce meno, e da parte dei conduttori di fuffa televisiva), dovrebbe servire da profilattico. Dovrebbe servire da stimolo a riflettere. Dubito che accadrà, perchè ogni volta che ho provato a descrivere fatti che dovrebbero far rifllettere, sono andato a sbattere contro un muro di gomma.
Mi sono formato la ragionata convinzione che se uno vuol credere che il TIR che gli sta piombando addosso non è una vergine dal candido manto, ma un TIR, non mi sarà grato per avergli salvato la vita. Mi odierà fino alla morte, per aver ucciso il suo sogno, svegliandolo. Ma
ecco i nudi fatti. Libero poi chiunque di trovare tutte le interpretazioni che preferisce. Tafanus
Nazisti e sciacalli a cinque stelle
(di Bruno Bartolazzi)
Giovanni Favia, leader emiliano del movimento cinque stelle di Beppe Grillo, è stato ripreso mentre, a sua volta riprendeva le crudissime scene del suicidio di Maurizio Cevenini, leader del Pd bolognese, dal palazzo della Regione. Maurizio Cevenini ha deciso di togliersi la vita nella tarda sera di martedì 8 maggio gettandosi dal suo ufficio. Il corpo è stato ritrovato solamente mercoledì mattina, con gli effetti di un volo di sette piani. Dagli uffici dei vari consiglieri regionali, fra cui quello di Giovanni Favia, si può osservare il punto in cui Cevenini si è schiantato ed è morto. Giovanni Favia è stato "beccato" mentre, armato di telecamera, inquadrava dall'alto, dove nessun giornalista e fotografo avrebbe potuto, nè avrebbe osato andare, il punto dell'impatto e ciò che intorno rimaneva del corpo di Cevenini, mentre, in basso, la polizia scientifica concludeva i rilevamenti. Si è giustificato così: "Deformazione professionale, sapete io facevo il video-maker".
La nausea e il disgusto sono le prime reazioni. Ma facendo sbollire la rabbia si deve cominciare a ragionare. Partendo da una affermazione di Grillo, resa proprio contemporaneamente alla bravata del suo adepto. Il guru ha sentenziato: "Senza di me ci sarebbe il nazismo". Ma in cosa potrebbe incarnarsi - mi sforzo di ipotizzare - il nazismo del terzo millennio?
Il nazismo è l'espressione politica di una cultura o di una visione del mondo secondo la quale da una parte esiste la ragione dei puri e dall'altra ciò che per questa concezione è rifiuto, Abfall. La lotta non ammette prigionieri. Il puro spazzerà via il debole e l'impuro; e così la società, finalmente mondata, potrà assurgere al suo esito definitivo. Al debole, all'impuro, non è concessa chanche di redenzione, non avrà forse nemmeno l'opportunità di scegliersi la fine. E tutto è catalogato secondo questa sfida apocalittica. Se il debole è una persona che non ha i requisiti di purezza sarà un Untermensch (sotto uomo); semmai producesse arte sarà Entartete Kunst (arte degenerata). Nel 1937 ne fecero addirittura una mostra per indicare, semmai fossero sorti dubbi o sbandamenti estetici, a cosa si faceva riferimento.
Provo ora a immaginare la trasfigurazione della cultura che ha formato il nazismo, il fascismo, i violenti populismi. E provo a immaginare che caratteristiche dovrebbe avere un movimento che incarni oggi quelle caratteristiche. Dovrebbe innanzitutto usare un linguaggio violento, dove uccidere, scomparire, annullare, cancellare, annichilire, spazzare via, siano i verbi che si riferiscono ai propri avversari. E questi avversari devono essere individuabili subito, attraverso caricature che ne propongano la maschera e non il volto. Tutti questi nemici devono essere accumunati da un destino, quello di rappresentare il lezzo, il marciume, quel rifiuto che rende tutto indistinto. A loro la scelta: abbandonare e annichilirsi o venire travolti.
Giovanni Favia, il Videomaker a 5 Stelle
Perciò chi fa politica secondo l'aura che ha creato certi populismi, fascismi e nazismi deve proporre oppositori tutti uguali che differiscano fra loro per dettagli inessenziali che, semmai, ne accentuino il carattere ridicolo e repellente. E così non ci sono avversari, ma solo nemici. E non c'è un nemico migliore e uno peggiore: tutti sono uguali, tanto che non vale la pena dialogare con uno di loro su un argomento, con un altro di un altro, differenziando e sostanzializzando un rapporto che, nella società, è, al contrario, ben articolato. Il mondo della stirpe dei puri è diviso in due, separato da un sol colpo di spada: immondizia da una parte, brillare di stelle dall'altra. Impossibile in questo cascame vedere l'uomo, il volto, l'anima, la debolezza, la genialità, la timidezza, il coraggio, l'esitazione: sono tutti uguali i nemici, questi escrementi (il termine merda nelle sue apprezzabili sfumature è un elemento di tenace continuità tra il vecchio e il nuovo nazismo) sono concime funzionale al sistema. Ma la logica li destina ad un solo esito: essere spazzati via dalla stirpe dei puri.
C'è poi un altra parola, nella storia dello scorso secolo, che è stata contagiata da questo manicheismo messianico. Un lessico che si ritrova in certi dottrine di tipo positivistico-marxiste che hanno dato luogo ad autoritarismi stalinisti. E' un termine che, ad esempio, Grillo formalmente usa poco, ma di cui sono imbevute le sue analisi. Il termine è"Oggettivamente". Per certi stalinismi i nemici vengono individuati "oggettivamente" dalle determinazioni della storia. E quindi si procede alla loro eliminazione. E così oggi: il sistema dei partiti rende ciascuno dei protagonisti della vita politica un morto vivente, uno zombie, una salma, "oggettivamente". Cioè ciascun nemico può anche avere nel suo intimo convinzioni originali o animare battaglie nobili, può condurre forme di resistenza individuali, può avere una sua ricchezza, una soggettività creatrice, ma tutto questo al dispensatore di oggettività non importa. Tutti gli avversari sono macinati in un processo di accorpamento che ne fa smarrire l'identità, la personalità, la differenza. Insomma ciascuna soggettività scioglie la propria identità nel manicheismo che contrappone i portatori di luce e la stirpe degli eroi alle salme e agli zombies, in una indistinta oggettività.
E dove si trova un abuso dell'avverbio oggettivamente, oltre che in certi linguaggi stalinisti, anche se in modo più raffinato e quasi con venature pedagogiche? Nel linguaggio delle Brigate Rosse: padri di famiglia, operai, aguzzini di stato, professori miti e baroni, giornalisti spie e servi, cronisti dall'indipendenza cristallina, facevano tutti parte "oggettivamente" della schiera dei nemici di classe ai quali destinare una pallottola. Non c'era differenza, nessuna possibilità di mediazione. O di qua o di là. Rispetto zero per le debolezze o per i bisogni che non provengano dalla schiera degli eletti.
E così per Grillo la questione degli immigrati è noiosa. A noi interessa far fuori la politica - sostiene - interessa uccidere i partiti, solo così risolveremo i nostri problemi. E non ci vengano a parlare di dare la cittadinanza a ragazzini nati in Italia che con il paese d'origine dei genitori non hanno più in comune nemmeno la lingua: questo è un falso bisogno. Anzi un trucco, un complotto per sviare il popolo dal vero obiettivo: la catarsi, che si realizzerà attraverso la soppressione politica dell'avversario. E come si permettono - incalza il profeta - i nostri nemici di mettere in mezzo gli immigrati? Per farsi salvare il culo da questi ascari che con le loro insulse tematiche sviino dalla lotta vera. Piccoloborghesi!! Urlerebbero gli stalinisti d'un tempo che indicavano nei deviazionismi quelle scelte politiche che accoglievano, come si direbbe oggi, altre sensibilità.
L'altro aspetto di continuità tra vecchi e nuovi populismi violenti - oltre l' annichilire i bisogni di altre espressioni sociali che intralciano, come l'immigrato che non conta, non è dei nostri e ci fa perdere tempo - è quello del complotto. I grandi poteri tramano: tutto quello che vediamo è una forma di dominio che è stata concepita per tarpare le ali alla stirpe dei puri. Si è passati così dai complotti pluto-massonico-giudaici dei fascismi e dei nazismi, ai complotti dei giornalisti (servi per definizione), dei mezzi d'informazione (tutti uniti nel deformare la realtà a vantaggio del potere costituito, anche qui nessuna differenza) e dei partiti (piccoli, grandi, partecipati, padronali, di massa, d'elite, è lo stesso) o delle istituzioni che sono sempre marce, a prescindere dalle norme che le hanno edificate e dagli uomini che le compongono. E così si racconta in diretta, spacciandola per vera-unica democrazia, quello che si scorge nel palazzo infetto, grazie alla abilità di isnerire nelle istituzioni degenerate dei manipoli di puri. E allora streaming delle inutili assemblee politiche regionali, provinciali, comunali, dei detestabili rendiconti in commissione. E tutto quello che lì accade è uguale, è percepito (e raccontato) alla stessa maniera. Non c'è luce in questo Ade tenebroso, tutto va vomitato dalla bocca e consegnato nella sua maleodorante aggregazione al ludibrio del popolo che giudicherà (il popolo beninteo è formato dalla stirpe dei puri eroi o dagli illuminati che rinfrangono la luce dei puri, delle stelle).
E tutto fluisce senza pietà, senza umanità senza differenze. Questi angeli sterminatori (e con loro gli apostoli della narrazione delle malefatte della casta, come gli ormai noti giornalisti filo-grillini del grande gruppo editoriale) descrivono uomini e fatti identici: tutti rubano, tutti se ne approfittano, tutti dominano attraverso un potere e una funzione che è usata impropriamente, tutto sempre uguale, tutto sempre prevedibile. Ogni storia ha un inizio, una fine, maschere uguali, ma dai nomi differenti.
E così nella narrazione cibernetica realtà e racconto si mescolano e perdono l'una sostanza e l'altro valore simbolico. Il regno del male da combattere (con tutti coloro che vi partecipano) viene raccontato con foto, immagini, registrazioni audio, incessantemente. E così le salme, gli zombies, i nemici entrano in questo condotto di scarico dove l'antidoto al male che essi rappresentano è il flusso stesso in cui sono evacuati e cioè il modo di raccontare. Essi ad un certo punto emergono insieme al modo in cui sono raccontati, sospinti verso i collettori che mescolano i fatti e gli individui con la loro gelatinosa rappresentazione fornita dalla grande capacità della stirpe dei puri che prima di tutto deve essere stirpe di affabulatori e narratori. Alla fine, però, non si sa più quale sia la realtà e quale sia la narrazione, dove c'è accadimento e dove rappresentazione, quali sono i dati e quale è l'orazione, in che punto le notizie sono mescolate alle iperboli. Perciò tutto e tutti vanno filmati, ripresi e al tempo offesi in ogni aspetto. Anche se ridotti all'impronta sull'asfalto di un corpo martoriato dopo un volo di sette piani, anche se sono stati miti e attenti padri di famiglia anche se, nel gettarsi nel vuoto, al culmine di una devastazione interiore, si sono tolti gli occhiali per restare "nascosti" nel volo verso il buio.
PS Aggiungo: Favia ha dichiarato di non aver filmato il corpo di Cevenini che era già stato portato via. Una precisazione del tutto irrilevante sia in ordine all'analisi svolta (modalità politiche per riferirsi agli avversari e lo sviluppo della propria azione) che rispetto alla puntualità della lettera del testo dove non si è mai parlato di un corpo filmato, visto che il gesto di riprendere la scena è stato violento e esecrabile, a prescindere da quello che veniva documentato. In questo contesto il nazista e lo sciacallo a cinque stelle rappresenta chi incarna lo spirito che ha creato i presupposti del movimento hitleriano i suoi valori di base, le modalità culturali che lo hanno generato (e hanno generato anche dell'altro) si coniugano con uno sciacallismo doc. Dove il doc è rappresentato dalle canoniche stelle: quattro o cinque, appunto
PPS Favia ha ammesso l'errore, frutto di un istinto documentaristico, ma attacca tutti quelli che lo hanno criticato dando loro degli sciacalli e dice che non perdonerà nessuno. Sostiene che in queste ore ha sofferto molto e si spende in elogi e lodi sperticate per Maurizio Cevenini. Bisogna capirlo, è un uomo andato in confusione. Speriamo che la prossima volta prima di compulsare indifferentemente una seduta di un consiglio regionale o un suicidio, abbia il discernimento di distinguere. Anche se l'attacco e l'annuncio di non voler perdonare i critici dimostra che tanto lontano non è poi andato neanche questa volta dal suo modo abituale di intendere la politica, il contraddittorio e gli avversari. La forza della rete, stavolta, lo ha costretto a queste contorsioni. Spero sia una lezione che non dimenticherà. Se continua a fare così significa che non si arrende, chissà se gli conviene.
Bruno Bartolazzi
Giuseppe Favia, Videomaker a 5 Stelle, saprà comprenderci e perdonarci. Noi modesti bloggers a una - massimo due stelle, Maurizio Cevenini preferiamo ricordarlo così: un sorriso, e uno sguardo vivo, perso dietro a chissà quali sogni, quali speranze... Lasciamo ai Videomakers a 5 Stelle il compito (e il gusto) di riprendere una macchia di materia organica, contornata da una traccia di gesso bianco.
Per noi modesti ed insignificanti esseri ad una stella, Maurizio è vivo, negli affetti che ha lasciato su questa terra. Altri camminano, parlano, più spesso sbraitano, ma sono morti, e non lo sanno ancora. Il Guru non li ha informati. Noi stiamo coi vivi-morti, e non coi morti-vivi.
Scritto il 13/05/2012 alle 22:29 nella Fronte del Porco, Grillo, Impresentabili, Politica, Razzismo, Tafanus | Permalink | Commenti (11)
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Qualche giorno fa, su Facebook, una entusiasta lettrice mi segnalava un articolo di Pietro Orsatti sul suo blog, che avrebbe dovuto essere di supporto ed incoraggiamentro alla mia linea, notoriamente antigrillina.
Senonchè questo signore, in un attacco di egocentrismo auto-esaltatorio, iniziava il suo post con queste parole:
"...Va bene scrivo. Si ho capito, se devo scrivere scrivo. Lo so che m’è toccato a me due anni fa aprire solo soletto la questione su Beppe e i suoi soci..."
Col mio ben noto caratteraccio, non ho saputo trattenermi dal ricordargli (documentando, comme d'abitude) che altri avevano scritto su Grillo, ben prima di lui. Esattamente dall'autunno 2007, quando si profilava all'orizzonte il primo, mitico, raffinatissimo Vaffanculo Day. Quello che segue è lo screen-shot del mio commento. Che, come accade in molti blog che non apprezzo moltissimo, prima ti fanno perdere tempo a scrivere un commento, poi - solo POI - ti avvertono che il commento sarà pubblicato dopo il collaudo del gestore. Tutto documentato:
Come si può facilmente constatare, il mio commento del 10 maggio è l'unico ancora "in moderazione". Non lo sono commenti postati l'11 e il 12... Con tanti saluti a coloro che "moderano" solo coloro che non si spellano le mani a fare clappete clappete.
Oggi ho postato un secondo commento (che ovviamente era - e resterà - in moderazione). Eccolo:
Ovviamente anche questo commento, che richiama il primo, rimarrà "in moderazione", finchè morte non sopraggiunga... E dire che io i commenti di Pietro Orsatti sulla mia pagina FB, che fino a qualche tempo fa erano frequenti, e tutti abbastanza livorosi nei miei confronti, non li ho mai "moderati"... Evidentemente "signori si nasce, ed io lo nacqui..." Altri, meno.
Fatta questa doverosa premessa pro domo mea, vorrei comunicare al Sig. Pietro Orsatti (lo faccio sul mio blog, perchè sul suo finirei "in moderazione") che un altro celeberrimo personaggio, (celebre quasi quanto me e Pietro Orsatti) si è occupato di Grillo. Esattamente Eugenio Scalfari, con un articolo del 12 Settembre 2007. Lo faccio affinchè Pietro Orsatti non si senta più né tanto solo, né tanto pioniere. E perchè gli smemorati di Collegno e dintorni ricordino che non è la prima volta che il grilletto salta fuori, spinto da una potente molla fabbricata presso la Casaleggio & C... Altro che Politica e Antipolitica! Qui si parla di affari, signori! Tafanus
Stralcio da un articolo di Eugenio Scalfari del 12 Settembre 2007
Ho voluto aspettare qualche giorno prima di scrivere su Beppe Grillo e sul "grillismo". Ho letto le cronache, i commenti, le domande e le risposte. Ed ho riflettuto e ricordato. Infatti il fenomeno della piazza Maggiore di Bologna non è affatto una novità. In Italia c'è una lunga tradizione di "tribuni" e capi-popolo, un germe che ha messo radici da secoli e che rimane una latenza costante nell'"humus" anarcoide e individualista della nostra gente.
Quel filone - per fortuna - è mescolato con molti altri elementi: la nostra è una gente laboriosa, paziente, capace di adattamenti impensabili, generosa. Ad una cosa non si è mai adattata: a pensare e a comportarsi come partecipe d'una comunità, d'una struttura sociale con leggi e regole da rispettare anche quando sembrano danneggiare il proprio particolare interesse.
L'anarco-individualismo è un virus che corre sotto traccia ma spesso emerge ed esplode in superficie. I suoi avversari sono inevitabilmente sempre gli stessi: il potere costituito e il potere immaginato, quelli che fanno le leggi e quelli che le propongono e le attuano. L'anarco-sindacalismo è per definizione il nemico dell'autorità. Può rappresentare una necessaria valvola di sfogo quando provoca l'insorgenza contro regimi autoritari e dittatoriali (ma avviene di rado); ma diventa anacronistico in regimi di diffusa democrazia dove esistono forme di opposizione e di denuncia più efficaci e molto più civili di quella di radunarsi o marciare dietro cartelli con su scritto "Vaffanculo".
Non sono affatto d'accordo su quanti dicono che il "Vaffa-day" è solo un dettaglio folcloristico dovuto alla dimensione comica del primo attore. La forma - specie nella vita pubblica - è sostanza e chi inneggia al "Vaffanculo" partecipa consapevolmente a quelle invasioni barbariche che connotano gran parte della nostra mediocre e inselvaggita attualità.
È vero che la classe dirigente nella sua interezza ha reso plausibili anche le critiche più radicali. Soprattutto quella di non aver fornito alla società un esempio e un punto di riferimento capace di orientare il pubblico verso la ricerca del bene comune e della felicità propria e altrui.
Ho letto il commento di Fausto Bertinotti al raduno dei "grillisti" e ai tavoli per la raccolta della firme sotto la proposta di legge sponsorizzata da Grillo. Bertinotti ha sempre privilegiato la società rispetto alle istituzioni, la piazza rispetto al governo. Ma tenendo fisso il criterio dell'insostituibilità dei partiti, che lui vede come laboratori ideologici specializzati nella cultura dell'ossimoro. Che però volesse cavalcare il "grillismo" - sia pure con tutti i distinguo - questa è un'assoluta novità. Bertinotti esalta "l'esistente" affermando che è inutile polemizzare con esso. Fossero vivi i fratelli Rosselli ed Ernesto Rossi, avrebbero di che rispondergli su questo delicatissimo argomento.
All'entusiasmo "grillista" di Di Pietro non c'è invece da far caso. L'ex sostituto procuratore di Milano confonde - e non è la prima volta - Mani pulite con il giustizialismo di piazza e non si accorge che così facendo fa un pessimo servizio alla lotta che il Tribunale di Milano impegnò nel '92 contro la pubblica corruttela e contro i corruttori, i concussori, i corrotti che erano diventati da singoli casi giudiziari reati di massa pervadendo e deformando l'intero sistema degli appalti e insidiando le basi stesse della democrazia.
Ma Di Pietro, si sa, non va per il sottile. Non c'è andato neppure nella scelta dei candidati del suo partito, come purtroppo si è visto. Cerca sgabelli sui quali salire. Ma Grillo - questo è certo - non è sgabello se non di se stesso, come mezzo secolo fa capitò a Guglielmo Giannini: quando il suo "Uomo qualunque" mandò in Parlamento trenta deputati furono in molti a tentar di mettervi le mani sopra, la Dc, i liberali, i monarchici. Non ci riuscirono e ben presto tutto si ruppe in tanti pezzetti.
Movimenti d'opinione di natura antipolitica, come quello di cui stiamo discutendo, e rompono dal seno della società e poi declinano rapidamente. La politica non è un'invenzione di qualche mente corrotta o malata, ma una categoria della vita associata. Il governo della "polis", cioè della città, cioè dello Stato. L'antipolitica pretende di abbattere la divisione tra governo e governati instaurando il governo assembleare. L'"agorà". La piazza. L'equivalente del blog di Internet. Infatti la vera novità del "grillismo" è l'uso della Rete per scopi di appuntamento politico (o antipolitico).
Ma nella Rete si vede più che mai il carattere personalizzato dell'"agorà"; di ogni "agorà". Da quella di Cola di Rienzo a quella di Masaniello, da quella di Savonarola a quella di Camillo Desmoulins. Il blog ha infatti un'intestazione ed è l'intestatario che indica la via, che formula gli slogan, che produce gli spot. E' lui insomma il padrone di casa che guida e domina l'assemblea.
In realtà il governo assembleare è sempre stato una tappa, l'anticamera delle dittature. La storia ne fornisce una serie infinita di conferme senza eccezione alcuna. Proprio per questo quando vedo prender corpo un movimento del tipo del "grillismo" mi viene la pelle d'oca; ci vedo dietro l'ombra del "law & order" nei suoi aspetti più ripugnanti; ci vedo dietro la dittatura.
Non inganni lo slogan "né di destra né di sinistra". Si tratta infatti di uno slogan della peggiore destra, quella populista, demagogica, qualunquista che cerca un capo in grado di de-responsabilizzarla.
Il più vivo desiderio delle masse, cioè dell'individuo ridotto a folla e a massa, è di essere de-responsabilizzato. Vuole questo. Vuole pensare e prendersi cura della propria felicità delegando ad altri il compito di pensare e decidere per tutti. Delega in bianco, semmai con una scadenza. Ma le scadenze, si sa, sono scritte con inchiostri molto leggeri che si cancellano in breve tempo. Il potere, una volta conquistato, ha mille modi per perpetuarsi.
L'antipolitica è sempre servita a questo: piazza pulita per il futuro dittatore. Che non sarà certo uno come Grillo. Il dittatore quelli come Grillo li premiano e poi li mettono in galera. E' sempre andata così.
Spero che molti abbiano letto il discorso pronunciato da David Grossman all'apertura del Festival della letteratura a Berlino, che Repubblica ha pubblicato nel numero di mercoledì 5 settembre. E' un testo di grande significato e di grande stile e mi permetto di raccomandarne la lettura ed anche la rilettura perché merita d'esser meditato e possibilmente trasformato in propria sostanza.
Mi spiace rimescolare l'alta prosa di Grossman a questioni tanto più mediocri e volgari come il raduno dei sostenitori di "Vaffa". Ma quel pensiero e il testo che lo contiene toccano tra le tante altre cose anche il tema della riduzione dell'individuo a massa, lo schiacciamento dell'individuo, il suo divenire succube di slogan inventati per imporli a lui che inconsapevolmente li adotta e se ne compiace.
Quel tema è l'aspetto drammatico della civiltà di massa, della società di massa e dei "mass media" che ne diffondono l'immagine sovrapponendola all'immagine individuale. Un aspetto al quale è difficilissimo sottrarsi perché ci invade e ci pervade quasi in ogni istante della nostra esistenza. La modernità porta con sé questo virus micidiale: la riduzione dell'individuo a massa, materiale malleabile e plasmabile, materia per mani forti e dure. La massa riporta gli adulti all'infanzia e alla sua plasmabilità. Alla sua manipolazione. Questo - in mezzo a molte virtù innovative - è il delitto della modernità, il virus dal quale bisogna guardarsi e contro il quale bisogna mobilitare tutti gli anticorpi di cui disponiamo.
Ma ascoltiamo Grossman
"Ci fa comodo, quando si parla di responsabilità personale, far parte d'una massa indistinta, priva di volto, d'identità e all'apparenza libera da oneri e colpe. Probabilmente è questa la grande domanda che l'uomo moderno deve porsi: in quale situazione, in quale momento io divento massa?"
"Ci sono definizioni diverse per il processo con il quale un individuo si confonde nella massa o accetta di consegnarle parti di sé. Io ho l'impressione che ci trasformiamo in massa nel momento in cui rinunciamo a pensare, a elaborare le cose secondo un nostro lessico e accettiamo automaticamente e senza critiche espressioni terminologiche e un linguaggio dettatoci da altri".
"I valori e gli orizzonti del nostro mondo e il linguaggio che lo domina sono dettati in gran parte da ciò che noi chiamiamo "mass media". Ma siamo davvero consapevoli del significato di questa espressione? Ci rendiamo conto che gran parte di essi trasformano i loro utenti in massa? E lo fanno con prepotenza e cinismo, utilizzando un linguaggio povero e volgare, trasformando problemi politici e morali complessi con semplicismo e falsa virtù, creando intorno a noi un'atmosfera di prostituzione spirituale ed emotiva che ci irretisce rendendo "kitsch" tutto ciò che tocchiamo: le guerre, la morte, l'amore, l'intimità. In molti modi, palesi o nascosti, liberano l'individuo da ciò di cui lui è ansioso di liberarsi: la responsabilità verso gli altri per le conseguenze delle sue azioni ed omissioni. E' questo il messaggio dei "mass media": un ricambio rapido, tanto che talvolta sembra che non siano le informazioni ad essere significative ma il ritmo con cui si susseguono, la cadenza nevrotica, avida, commerciale, seduttrice che creano. Secondo lo spirito del tempo il messaggio è lo "zapping""
Mi perdonerete, cari lettori, la citazione forse è troppo lunga, ma questo brano del discorso di Grossman è così attuale al nostro tema che credo ne sia l'indispensabile compimento [...]
Mi resta ancora da esaminare i tre quesiti proposti ai tavoli delle firme da Beppe Grillo. Molti che hanno firmato distinguono infatti la firma di quei quesiti dall'adesione al "grillismo".
La distinzione è assolutamente legittima: si può firmare anche valutando il movimento dei "Vaffa" per ciò che è. Ma esaminiamoli nella sostanza quei tre quesiti.
Il primo stabilisce che tutti i cittadini che concorrono a cariche elettive debbano essere scelti attraverso elezioni primarie preliminari. Questo principio mi sembra meritevole di essere accolto. Il Partito democratico, tanto per dire, ha deciso di farlo proprio. Tutto sta a come saranno organizzate queste primarie. Grillo per esempio ha definito una "mascalzonata" l'esclusione di Pannella e di Di Pietro dalle candidature per la leadership del Pd, ignorando che entrambi fanno parte di altri partiti e anzi li guidano e non hanno accettato di abbandonarli all'atto della candidatura. Come se un nostro condomino, invocando questa qualifica, pretendesse di decidere assieme a noi e ai nostri figli questioni strettamente familiari. Dov'è la logica?
Il secondo quesito vieta ai membri del Parlamento di farne parte per più di due legislature. Questo divieto è una pura sciocchezza. Ci obbligherebbe a rinunciare ad esperienze talvolta preziose. Forse anche a molti vizi acquisiti durante l'esercizio del mandato. Ma quei vizi non possono essere presupposti e affidati all'automatismo di una norma. Spetta agli elettori discernere tra vizi e virtù e decidere del loro voto. Per di più una norma automatica del genere sarebbe incostituzionale perché priverebbe l'elettore di una sua essenziale facoltà che è quella di poter votare per chi gli pare. Che cosa sarebbe successo per esempio se nei primi anni Cinquanta fosse stato impedito agli elettori democristiani di votare una terza volta per De Gasperi, a quelli comunisti per Togliatti, ai socialisti per Nenni e ai repubblicani per Pacciardi o La Malfa?
Il terzo quesito - impedire ai condannati fin dal primo grado di giurisdizione di far parte del Parlamento - sembra a prima vista ineccepibile. Per tutti i reati? E fin dal primo grado di giurisdizione? La presunzione d'innocenza è un principio sancito dalla nostra Costituzione; per modificarlo ci vuole una legge costituzionale, non basta una legge ordinaria. I reati d'opinione andrebbero sanzionati come gli altri? Quando Gramsci, Pertini, Saragat, Pajetta, furono arrestati io credo che gli elettori di quei partiti li avrebbero votati e mandati in Parlamento se un Parlamento elettivo fosse ancora esistito e se quei partiti non fossero stati sciolti d'imperio. Personalmente ho fatto un'esperienza in qualche modo consimile: entrai alla Camera dei deputati nel 1968 sull'onda dello scandalo Sifar-De Lorenzo nonostante o proprio perché ero stato condannato in primo grado dal tribunale di Roma. Lo ricordo perché è un piccolissimo esempio di una proposta aberrante.
Questioni complesse - ha scritto il Grossman sopracitato - quando sono semplificate sopprimono la responsabilità personale dell'individuo e ottundono le sue capacità critiche. Ma è proprio a quelle capacità che è affidato il nostro futuro. (Eugenio Scalfari -12 settembre 2007)
Ecco, caro Orsatti: questo post glielo dovevo. Da oggi potrà finalmente sentirsi meno solo, e meno pioniere. Non è - come scrive sul suo post? "... toccato a lei (e solo a lei) due anni fa aprire solo soletto la questione su Beppe e i suoi soci..."
Vede, Orsatti... c'è chi di Grillo scrive dal 2007 (il sottoscritto in quantità industriali, Scalfari con qualità certamente superiori alle mie, ma non escludo che lo faccia con qualità persino superiori alle sue). Trovo quindi - mi passi il termine irriverente verso un grande giornalista come lei - abbastanza esilarante vederla fare la ruota come un pavone per avere scritto, solo soletto, di grillismo, a partire da ben due anni fa... Si rilassi, e prima di scrivere queste patenti sciocchezze, cerchi dei riscontri nella realtà. E' facile, oggi, coi potenti motori di ricerca esistenti in rete.
Cordialmente, Tafanus
Scritto il 13/05/2012 alle 12:00 nella Grillo, Società e costume, Tafanus | Permalink | Commenti (31)
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Sara Errani e Roberta Vinci a Madrid (Getty Images)
Se Dio vuole, oggi finisce il calcio, e potremo parlare di sport c.d. "minori. Intanto ieri Sarita Errani e Robertina Vinci hanno compiuto un'impresa storica, vincendo il loro quarto torneo WTA di doppio in poco più di quattro mesi a Madrid, contro le fortissime Ekaterina Makarova ed Elena Vesnina, ed installandosi, da domani, al primo posto nella classifica mondiale "race", che porta al Master di Doha di fine anno. Le loro vittorie sono anche un buon auspicio per le Olimpiadi di Londra.
In questa stagione le due "sorelle d'Italia" hanno già vinto i tornei di Monterrey, Acapulco, Barcellona e Madrid, oltre ad essere arrivate in finale agli Australian Open, a Indian Wells e a Miami.
Intanto oggi iniziano gli Internazionali di Roma, con tutte le migliori del mondo in campo. Speriamo bene. Francesca Schiavone non è in gran forma, Flavia Pennetta rientra in campo dopo oltre un mese di stop (ed è la seconda volta in quattro mesi) per un infortunio. La Vinci e la Errani sono in gran forma anche in singolo.Forse ci saranno sorprese.
Il torneo sarà trasnesso in chiaro, integralmente, da Supertennis (in digitale terrestre, in HD se avete Sky HD, sul canale 224, oppure in streaming, ma solo venerd', sabato e domenica; trovate il link sulla colonna laterale del Tafanus).
Da domani invece saranno trasmessi gli incontri principali su Eurosport, e anche sul player eurosport via internet.
Buona Domenica a tutti. Tafanus
Scritto il 13/05/2012 alle 01:29 nella Off Topics, Sport, Tennis | Permalink | Commenti (4)
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Con questo quarto e ultimo gruppo di regioni (Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto) si conclude l'analisi del voto nei comuni non capoluogo over 15.000 abitanti. In questa tabella sono riportati 35 comuni.
In questa tabella sono analizzati 35 comuni di 4 regioni, per un totale di 633.450 abitanti
La situazione pre-amministrative vedeva 17 comuni amministrati dal centro-destra, e 11 comuni amministrati dal centro-sinistra. Dopo i ballottaggi, presumibilmente avremo 5 comuni amministrati dal centro-destra (più che dimezzati), e 16 comuni amministrati dal centro-sinistra. Tanto per certificare il Grande Fallimento di Bersani, che il mitico Renzino da Arcore vorrebbe defenestrare.
Il "boomista" Mov. 5 Stelle in 24 comuni su 35 non è riuscito a presentare neanche le liste. Andrà al ballottaggio in UN SOLO COMUNE, Mira, dove partità 26 punti dietro al centro-sinistra. Per certificare altrimenti il successo clamoroso del "moVimento", dobbiamo aggiungere che in queste quattro regioni ha preso il 3,5% dei voti, e prenderà - forse - il 2,1% dei consiglieri (16 su 762). Insomma, un successo epocale. Inutile dire che la quasi totalità di questi voti li prende in Veneto, a spese di PdL e Lega. Tanto per capire da dove arrivino i voti grillini "'de sinistra". Se non bastasse, è di oggi la notizia che a Parma il PdL pensa di appoggiare, al ballottaggio, i grillini. PdL, partito di Lotta e di Sgoverno.
Altre notizie che fanno riflettere: il PdL certifica il suo crollo prendendo più del 20% solo in 4 comuni su 35, e scendendo addirittura sotto il 10% in 21 comuni su 35. Un disastro epocale. Berlusconi vuole andare al voto in autunno? Si accomodi. Firmerà il suo certificato di morte.
Nei prossimi giorni produrremo i dati aggregati per regione, includendo i comuni-capoluogo e i comuni over 15.000, mentre non riteniamo utile estendere l'analisi ai piccoli comuni, nei quali il fiorire li liste civiche dai nomi strampalati, e di alleanze a geometria variabile, rendono indecifrabile il voto, con alcune non marginali eccezioni; anche nei piccoli comuni,
-a) il PdL è in disfacimento;
-b) idem la Lega;
-c) Il "moVimento 5 Stars" è praticamente "non pervenuto";
-d) il PD ha tenuto benissimo;
-e) il Grande Centro si è molto ristretto, e Casini ne ha certtificato la morte, in attesa di decidere quale sia il carro del vincitore, sul quale saltare.
Niente di nuovo sotto il sole. Ecco l'indice e i links alle analisi svolte
Comuni capoluogo di provincia
Comuni non capoluogo >15.000/1
Comuni non capoluogo >15.000/2
Comuni non capoluogo >15.000/3
Comuni non capoluogo >15.000/4
Scritto il 12/05/2012 alle 20:27 nella Politica, Tafanus | Permalink | Commenti (2)
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