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Sostegno al Tafanus

19/05/08

...c'è chi nasce "puffone", e Berlusconi "lo nacqe"...

Unita Governo - CDM a Napoli mercoledì Rotondi: non parleremo di rifiuti - Il Cdm campano? Un gesto simbolico

«I rifiuti sono la priorità assoluta dell'azione del governo», ma mercoledì, quando il consiglio dei ministri farà la sua trasferta napoletana, non si parlerà di immondizia. Non è uno scherzo, ma la dichiarazione di Gianfranco Rotondi, ministro per l’Attuazione del Programma. Quello di mercoledì, insomma, è «un gesto simbolico, volto a sottolineare un cambio di passo nel senso di un rilancio del Mezzogiorno e del ruolo di Napoli». Una sceneggiata napoletana, verrebbe da dire, se non fosse la triste realtà.

Rifiuti5Ma ai paradossi a Napoli non sono nuovi. Domenica ecologica con divieto di circolazione per le auto: si tutela un’aria, in sostanza, infestata dai rifiuti in putrefazione. Sono ancora cinque mila infatti le tonnellate di immondizia non raccolta, nonostante l’azienda comunale Asia nella notte di sabato ne abbia già raccolte altre due.

Proseguono intanto i roghi e le barricate improvvisate con i cassonetti anche in pieno centro. E in attesa dell'arrivo «simbolico» di Berlusconi, il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, ha convocato il Comitato straordinario per l'ordine e la sicurezza, a cui partecipano i vertici delle forze dell'ordine e le autorità locali per fare il punto sull'emergenza.

Ma è chiaro che le proteste non sono dettate solo dall’esasperazione dei cittadini, dietro c’è la camorra: «Io mi auguro che le proteste siano sempre incanalate verso la mediazione senza sgradevoli reazioni – ha detto il capo della Polizia Antonio Manganelli – Dietro le proteste di Napoli c'è un forte malessere e c'è una grossa convergenza di interessi tra il malcontento e interessi criminalità, ma c'è anche un risvolto processuale su questo» [...]Berludella5

E in tutto questo marasma c’è pure chi ha il coraggio di lanciare proposte-choc: in piena polemica sulla nuova legge sull’immigrazione che il ministro Maroni si appresta a varare, la deputata del Pdl Margherita Boniver propone di mandare i migranti a spazzare le strade di Napoli. «Il Governo Berlusconi – spiega - ha di fronte un compito immane, che necessita di interventi mirati. Per esempio – propone la Boniver – si potrebbe utilizzare la presenza di migliaia di immigrati irregolari, ma non criminali – precisa – che vengono sfruttati in agricoltura per ripulire la città ed ottenere in cambio la regolarizzazione dei loro permessi di soggiorno».

BoniverRisponde alla Boniver, il ministro-ombra all’Ambiente, Ermete Realacci: «In Campania – dice – non mancano i mezzi per pulire le strade anzi, ci sono addirittura 2000 persone che sono incaricate di occuparsi della raccolta differenziata che non c'è...». Altro che immigrati a fare gli spazzini, quello che bisogna fare, secondo l’esponente del Pd è «terminare questo incredibile balletto contro ogni ipotesi di luogo di smaltimento: così facendo – conclude – si offrono spazi enormi alla criminalità organizzata».

Se il Cipria puffone "lo nacque", sembra che la ex "Bonazza-Boniver" lo nacque cretina. Cosa pensa di fare, in concreto? dei rastrellamenti? Manderà l'esercito a Sarno a togliere i clandestini dai campi di pomodori e li trasferirà coi vagoni piombati a Napoli? e poi metterà a guardia di ognuno di loro un CC-$$ armato si mitraglietta Sten? E una volta raccolta la monnezza dove la manderà, nelle discariche "a norma" che non ci sono, o in quelle della camorra? Chissà... magari hanno qualche canale di comunicazione privilegiato..

Off Topics del 19 Maggio

La Posta del 19 Maggio

Il martedì sera La7 trasmette un simpatico programma intitolato S.O.S Tata. Una tata esperta affianca per una settimana genitori alle prese con figli particolarmente indisciplinati e con pazienza, ironia e fermezza, elabora la sua personale ed efficace ricetta per trasformare i diavoletti in angioletti. Ma la sua bacchetta magica non consiste tanto nell'educare i bambini, quanto quanto nell'educare i genitori ad educare i figli.  Mi pare, alle volte, che tutte le nostre famiglie avrebbero bisogno di una tata, giacché abbiamo smarrito la capacità di educare i nostri figlioli. Quei calci sferrati da alcuni giovani di Verona alla testa di un altro giovane, quasi quella testa fosse stata palla da gioco, sono calci sferrati alla nostra coscienza.

Attilio Doni

Il giuramento del  governo-ombra individuale

Genova 8 maggio 2008 – ore 17,00. – Il governo ha giurato davanti al Presidente della Repubblica. Il primo a giurare è il «padrone/proprietario» del governo-ombra, Silvio Berlusconi. Con cipiglio deciso e mascella tesa, quasi annoiato per la ripetitività di un cerimoniale evidentemente superfluo per lui perché non può fare da prima donna, pronuncia la solenne formula d’impegno costituzionale: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare la mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione».

Da un punto di vista etico, legale e antropologico, è impressionante sentire la frase «esercitare le funzioni nell'interesse esclusivo della nazione» da uno che in tutta la sua vita non ha ricercato altro che il suo interesse privato contro l’interesse della nazione. Prova ne è la composizione stessa del governo quater che è una formazione a quadrato rinforzato a difesa esclusiva del capo che si sente e crede di essere il padrone d’Italia.

Bagaglio appresso. E’ esilarante sentire Bossi, l’Umberto, e Calderoli, Roby per i «porcellos», che (sper)giurano fedeltà alla Repubblica e lealtà alla Costituzione! Se non si trattasse della Suprema Carta della Repubblica nata dalla Resistenza, sembrerebbe una barzelletta da caserma. Vive la cohérence!

Da parte nostra, beh, continueremo a resistere, resistere, resistere.

Paolo Farinella, prete

Ma sì: corriamo ad aiutarli… Ci avrei scommesso. In Rai Travaglio ha criticato con forza Schifani (e non solo lui). E cos'è successo? La destra dà fuori di matto, Fazio è costretto a leggere il mea culpa come nella vecchia URSS e dal Partito Democratico parte subito il convoglio degli aiuti umanitari. Ma non al giornalista sotto accusa per aver fatto il proprio mestiere. No no, perchè noi ci mettiamo ad aiutare Schifani. Ad esempio Anna Finocchiaro che definisce "inaccettabile" non chi frequenta i mafiosi bensì Travaglio che rende pubblico il fatto. Mi sa che nei prossimi cinque anni ce la passeremo benissimo: avremo non solo il governo Berlusconi ma anche un'opposizione fermissima e intransigente. Intanto, per esser chiari, cominciamo a opporci ai giornalisti liberi.

Luciano Comida

.

Per la prima volta in molti anni, mi sono trovato in dissenso con la Finocchiaro. Spero che si tratti di una occasionale pisciatina fuori dal vaso, e non dell’inizio di una incomprensibile strategia buonista. Basta e avanza uolter.

Taf

STRASBURGO - La Corte Europea dei Diritti Umani ha affermato che "la libertà di manifestare le proprie convinzioni religiose comporta anche un aspetto negativo, ovverosia il diritto dell'individuo di non essere costretto a manifestare la propria confessione o i propri convincimenti religiosi e di non essere costretto ad agire in modo che si possa desumere che egli ha - o non ha - tali convincimenti. Le autorità statali non hanno il diritto di intervenire nella sfera della libertà di coscienza dell'individuo e di indagare sui suoi convincimenti religiosi, o di costringerlo a manifestare i suoi convincimenti in merito alla divinità. Questo è tanto più vero nel caso in cui una persona è costretta ad agire in tal modo allo scopo di esercitare certe funzioni, segnatamente in occasione della prestazione di un giuramento". La Corte Europea con sentenza del 21 febbraio 2008 ha condannato la Grecia per aver costretto l'avvocato Arret Alexandridis a manifestare i propri convincimenti religiosi in occasione della prestazione del giuramento previsto per l'inizio della sua attività forense (la formula del giuramento, infatti, era predisposta in modo tale da far supporre che il giurante fosse di fede cristiano-ortodossa). La sentenza rende palese la violazione del diritto di libertà religiosa da parte delle varie confessioni religiose a cominciare dai preti della Chiesa cattolica che, durante il periodo pasquale, si presentano alle case per 'benedirle', oppure dei Testimoni di Geova che suonano ai campanelli per fare opera di conversione. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni dovrà emanare direttive atte a che simili illecite attività cessino. Dal Ministero dell'Interno dovrebbero essere inoltrate diffide alla CEI Conferenza episcopale italiana e ai Testimoni di Geova affinché si astengano dall'esercitare simili pratiche, con minaccia di azioni legali per il ristoro del danno derivante dalla lesione del diritto di libertà religiosa (la CEDU ha liquidato 2.000 euro, nel caso di specie). Contrariamente, c'è il rischio che ogni cittadino possa sporgere denuncia penale contro qualsiasi prete della Chiesa cattolica e contro i Testimoni di Geova che si presentassero alla porta. Per scaricare la Sentenza integrale della Corte Europea:

http://olir.it/ricerca/index.php?Form_Document=4616

Caramella Fondente

18/05/08

Off Topics del 18 Maggio

Alitalia - Soro: «Stipendi a rischio». «Gli stipendi di maggio sono a rischio e quelli di giugno non ci sono, nonostante il prestito ponte». A lanciare l'allarme, dai microfoni di Telecamere di Rai 3 è il capogruppo del Pd alla Camera Antonello Soro.

Le Perle Musicali"/87 - Per fatto personale, a Marisa

MarisaMi permetterete, per una volta, di usare questa rubrica "per fatto personale": oggi coincidono, per puro caso, il giorno dedicato dal blog alla rubrica musicale, e il giorno in cui, per la cinquantesima volta, auguro "Buon Anno" a Marisa. Rosa 

Questa volta gli auguri voglio farglieli così, con una bella, bellissima canzone "di mediazione" fra la mia passione per il jazz, e la sua passione per la musica melodica "intelligente".

Mezzo secolo, non è uno scherzo. Chi riesce a sopportarmi per 50 minuti è una persona "nella media"; chi riesce a farlo per 50 anni o è pazza, o è sorella di Madre Teresa di Calcutta. In 50 anni fai in tempo a sbattere contro quasi qualsiasi cosa: vittorie e sconfitte, malattie e guarigioni, anni di euforia ed anni di disperazione. Se passi indenne attraverso tutti questi eventi, allora puoi dire di essere riuscito, da ateo, a rispettare il precetto cattolico dello "stare insieme nella buona e nella cattiva sorte".

Se anche oggi questo blog esce regolarmente, coi suoi spazi, le sue rubriche, il mio impegno, che toglie molto tempo agli affetti familiari, devo a Marisa un grande Grazie.

Il brano di questa settimana è un bellissimo brano cantato dalla spendida Rosa Passos, col sottofondo del violoncello di Jacques Morelenbaum, ed ha un titolo... emblematico. Ascotatelo, è bellissimo!

Auguri, Marisa!

Rosa Passos – O Amor em paz

.Download rosa_passos_o_amor_em_paz.mp3

Maroni, migranti buoni e cattivi

Restano le badanti, fuori gli altri. La retorica si ferma sulla porta di casa

Due_maroniNessuna sanatoria, espulsioni efficaci, ma un occhio di riguardo per le badanti. Lo dice il neo-ministro dell'Interno Roberto Maroni che istituisce così una doppia corsia per i migranti: le badanti, che vivono nelle case della "gente perbene", e gli altri, delinquenti fino a prova contraria e dunque da cacciare a prescindere che lavorino o meno, che siano brava gente o ladri, magari perché costretti dalle condizioni di vita . Per la retorica leghista che oggi rischia di diventare legge di uno Stato ottuso sono diversi, troppo diversi.Badante

Lo spiega proprio così, senza apparente imbarazzo, lo stesso Maroni: «Non ci può essere sanatoria - dice - per chi è entrato irregolarmente, ma terremo conto naturalmente di quelle situazioni che hanno un forte impatto sociale, come il caso delle badanti». Non è giusto, ha sottolineato, «mettere sullo stesso piano chi viene per commettere reati, chi violenta una donna o rapina una villa, e chi viene e svolge un compito sociale importante, come quello delle badanti ed è magari irregolare perchè non ha chiesto e ottenuto il permesso di soggiorno: quindi distingueremo». Un invito a tener fuori le badanti ed i collaboratori domestici ancora non regolarizzati dal giro di vite previsto è arrivato dal ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, che per loro ha auspicato una «rigida e controllata regolarizzazione».

RaccoltalavoroneroNell'ultimo decreto flussi sono previsti 65.000 ingressi per colf e badanti extracomunitarie, ma le domande arrivate sono molte di più (sono complessivamente 700.000 a fronte di una quota di 170.000 lavoratori ammessi). Altro punto che sta molto a cuore al ministro dell'Interno è l'efficacia degli allontanamenti. E l'unico modo per un ottenerla, ha spiegato, «è l'espulsione immediata con accompagnamento alla frontiera». Nel pacchetto saranno così inseriti meccanismi più efficaci di espulsione sia per gli extracomunitari che per i comunitari. Per questi ultimi, ad esempio, la soluzione individuata è quella di far scattare l'allontanamento, con divieto di reingresso, per chi non dimostra di avere un reddito minimo lecito: se rientra in Italia, commette un reato e può essere arrestato. E si punta anche ad allargare i motivi che consentono l'allontanamento immediato dei comunitari per motivi di pubblica sicurezza. (l'Unità - 18 Maggio 2008)

La Posta del 18 Maggio

Gentile direttore, Gianfranco Fini ha dichiarato a Porta a porta che gli scontri e le contestazioni della sinistra radicale a Torino, "sono molto più gravi" di quanto accaduto a Verona. Non si può fare a meno di chiedersi se il modo di pensare del Presidente derivi dal suo modo di sentire. Se i giovani di Verona sentono e pensano alla stessa maniera, non c'è da stupirsi che abbiano compiuto il delitto. Vale la pena spiegare che quando si brucia una bandiera (atto pur riprovevole) non si vuole bruciare la nazione cui appartiene, ma si vogliono semplicemente condannare i comportamenti di quella nazione? E vale la pena spiegare che accanirsi con calci su un giovane già a terra privo di sensi, è un'azione orribile e basta, senza se e senza ma?

Renato Pierri

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Parlare di Gianfranco Fini è come pestare acqua nel mortaio. In una recente seduta della Camera si è già preoccupato di far sapere a Di Pietro che l’opposizione ha diritto di esprimere la propria opinione in aula, ma solo se questa incontra gli umori positivi dell’emiciclo destro. Altrimenti, la bagarre è “tollerata”. Di più: è colpa dell’oratore che non si è “contenuto”. Ancora qualche mese, ed avremo, e gli interventi dei parlamentari d’opposizione necessiteranno della preventiva approvazione di Giancarlo e dei suoi scherani.

Tafanus

Caro Antonio,

questa è l'ultima copia del "Giornale" che mi è arrivata. La botta di questi ultimi giorni è stata dura ma bisogna pur continuare e continuare a ricevere la rassegna. Nel frattempo ti comunico una mia triste riflessione: chi evade le tasse voterà sempre per avanzi di galera, che garantiscono l'evasione e anche l'alibi (non posso mica dare i miei soldi a quel tanghero; oppure se ruba lui perchè io no?). Non sarebbe il caso di sobillare i lavoratori a reddito fisso e gli onesti che pagano che è l'ora di ribellarsi? Pagare per gli altri e farsi imporre un tagliaborse alla fin fine è da cretini. Ci vorrebbe un Grillo che promuova la rivolta dei cretini. Ma intanto perchè non battere continuamente il tasto dell'evasione che fa scandalizzare gli evasori? Con affetto

Fiorella

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Cara Fiorella, andremo avanti. La newsletter subisce dei rallentamenti perché i mail-servers hanno reso impossibile spedire a più di 50 destinatari alla volta (due anni fa erano 1000, l’anno scorso 500). Questo, finchè non troverò una soluzione, comporta dei tempi di spedizione lunghissimi. Troverò una soluzione.

Tafanus

Farò la figura della persona poco informata, però mi sembra che Rutelli, durante la campagna elettorale, non abbia vantato il nuovo piano regolatore approvato dal consiglio comunale lo scorso febbraio, specificando che prevede la costruzione di nuovi edifici per 70 milioni di metri cubi di cemento. Mi sembra non abbia detto che le future nuove microcittà costruite nella campagna romana, messe insieme faranno una città più grande di Napoli; né che saranno costruite su aree private che sono in possesso dei grandi costruttori Toti, Scarpellini, Ligresti, Caltagirone, Santarelli. E non mi sembra neppure, ma può darsi che sbagli, che Alemanno abbia criticato il misfatto, rilevando magari che, escludendo i circa nuovi 200 mila residenti tra gli extracomunitari, la crescita demografica nella capitale sia vicino allo zero.

P.S. I dati relativi al piano regolatore li ho appresi da Report (Rai 3) del 4 maggio.

Elisa Merlo

Ogni volta che si parla di sicurezza e della paura delle donne d'essere aggredite per strada, qualcuno se n'esce col discorso che la maggior parte delle violenze e degli stupri avvengono in famiglia. Spero non lo abbia fatto anche lei, altrimenti cestinerà questa mia. Anche il bravo Gad Lerner, durante la trasmissione L'infedele del 7 maggio, dedicata appunto al tema della sicurezza, ha riferito con foga i dati dell'Istat relativi agli stupri in famiglia. Ma che cosa c'entra? Una donna che ha ricevuto o riceve violenze in famiglia, non ha il problema della sicurezza quando è fuori di casa? Il problema delle violenze in famiglia va affrontato con strumenti diversi, salvo che qualcuno oltre al poliziotto di quartiere non pensi anche al poliziotto di famiglia.

Veronica Tussi

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Cara Veronica, io credo che chi enfatizza il fatto che la stragrande maggioranza delle violenze avviene in ambienti familiari, non tenda a dire che con questo all’esterno non ci sono pericoli, ma voglia solo smontare il discorso strumentale della destra sulle città insicure (tutta colpa di Prodi, naturalmente), riportando i fatti alle giuste proporzioni. In altri termini, se non ci fossero gli stupri in strada (che fra l’altro non fanno solo gli stranieri), resterebbe comunque il 95% dei reati che sono consumati in casa. Con questo non voglio dire “evviva gli stupri di strada”, ma solo evidenziare la carica strumentale con la quale la destra ha strumentalizzato il fenomeno, e creato paure forse eccessive. In parallelo, ha fatto crescere a dismisura le pulsioni razziste, e di queste sinceramente non si sentiva il bisogno.

Tafanus

17/05/08

Off Topics del 17 Maggio

Berlusconicorna...formidabile, l'immagine dell'Italia ai tempi del Cipria IV... ha ancora la mano dolorante per le congratulazioni ai "membri" del suo nuovo governo, che già riconquista le prime pagine di tutti i giornali del mondo. Come ai tempi belli delle corna ai vertici internazionali, del Kapo a Schultz nel Parlamento Europeo, delle allusioni su Veronica e Cacciari allo sbalordito premier danese Rasmussen. Finora la UE gli ha bocciato quasi tutti i provvedimenti che ha annunciato, ma vedrete: con un po di allenamento, riuscirà a farsi togliere questa macchia del quasi... Ringrazio Patrizia T. per la segnalazione

                      http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/giornali/1.html 

Si sbarchicchia, si sbarchicchia, anche con la Destra "Low and Order" al potere e la leghista di Lampedusa in Parlamento...

Lampedusa, maxi sbarco nella notte: approdano 376 migranti - Maxi sbarco di clandestini venerdì notte a Lampedusa. I migranti, approdati a bordo di un grosso peschereccio, sono 376 fra i quali 4 bambini e 26 donne. Nella fasi di sbarco, alcuni migranti sono scivolati a ridosso della banchina del porto ma sono stati subito tratti in salvo e adesso si trovano nel centro di accoglienza dell'isola.

CI STANNO LAVORANDO - Alitalia, ultime sulla kordata: "Ci stiamo lavorando"

ROMA - Su una cordata per Alitalia ''ci stiamo lavorando'', indica il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli: ''Occorre pero' trovare anche chi si ne occupi dal punto di vista industriale: possiamo mettere tutti i soldi che vogliamo ma serve un progetto industriale''.

Bruno Ermolli, nella sua qualita' di incaricato dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sulla questione Alitalia Malpensa, non ha voluto rispondere oggi a domande sull'Alitalia a margine di una conferenza al Teatro alla Scala sulle celebrazioni pucciniane. ''Sono un consulente - ha affermato - tenuto al segreto professionale. Lasciatemi volare sulle ali della musica e dell'armonia''.(ANSA).

Quindi, tranquilli, e non rompete i coglioni. Ci stanno lavorando. Berlusconi, Ermolli, Matteoli. Noi veramente avevamo capito che la kordata c'era già da due mesi, e che era tenuta segreta, in attesa delle elezoni, per la ben nota riservatezza del Presidente del Consiglio. Invece "ci stanno lavorando". Però "occorre anche qualcuno che se ne intenda. ...McDonald?... AirFrance?... La Casa del Lampadario?...

Intanto, lasciamo "volare sulle ali ella musica e della fantasia" il super consulente ed impiegato Fininvest Bruno Ermolli. Bestemmiamo pure, ma a bassa voce. Potremmo svegliarlo... 

Storie ordinarie di Padania Ladrona: la signora Giorgetti

Condanna per truffa in casa di Giancarlo Giorgetti. Per la Famiglia della Lega Nord le casse della Regione Lombardia sono "Cosa Nostra"
(Articolo di Gennaro Carotenuto, Venerdì 16 Maggio 2008, segnalato da Camillo)

La notizia è avvolta da una cortina di silenzio bipartisan come neanche le nebbie in Val padana di una volta. Avete presente Giancarlo Giorgetti da Cazzago Brabbia, quel ragazzone esagitato, nominato erede universale di Umberto Bossi, già presidente della Commissione Bilancio in Parlamento, e segretario nazionale della Lega Lombarda? Sì, proprio lui, quello che sostiene la superiorità etica dei Lumbard sul resto degli italiani e che Roma Ladrona ruba nelle tasche dei lombardi.

Ebbene la sua signora, Laura Ferrari in Giorgetti, ieri è stata condannata per truffa ai danni della Regione Lombardia. Avete capito bene: la moglie del sacrestano rubava proprio in chiesa!

GiorgettigiancarloLa consorte dell’integerrimo capetto di un partito che quando rubavano i socialisti e i democristiani sventolava i cappi in parlamento e per un avviso di garanzia organizzava fiaccolate (salvo poi allearsi con i pregiudicati Previti, dell’Utri e Ciarrapico), ha patteggiato davanti al Gup del tribunale di Busto Arsizio, Chiara Venturi, due mesi e 10 giorni di reclusione per truffa ai danni della Regione Lombardia. La pena è stata convertita nella sanzione pecuniaria di 3.240 € più 25.000 di risarcimento del danno alla regione truffata.

La signora Ferrari si era organizzata una bella onlus per farsi finanziare, incredibile ma vero, corsi di equitazione. Per questa attività la Regione Lombardia versava soldi pubblici per ben 400.000 Euro agli interessati tra i quali, oltre alla signora Giorgetti, ci sono state altre due condanne. Non essendoci sufficienti iscritti ai corsi per ottenere i finanziamenti i nostri hanno ben pensato di inventare iscritti fantasma falsificando le firme.

La penosa vicenda induce ad ancor più penose riflessioni oltre all’ovvia considerazione sulla moglie di Cesare (Giulio, non Previti). Confrontate il silenzio su questo caso con le vere campagne d’odio contro la signora Mastella, rea non tanto di fare cose simili a quelle della signora Giorgetti, ma in primo luogo di essere campana e non lombarda. Pensate al calunnioso e razzista senso di superiorità con il quale la Lega Nord e simili trattano situazioni analoghe nel resto del paese. Pensate al vergognoso slogan su “Roma Ladrona” e avrete capito cos’è il federalismo fiscale per la Lega Nord: una miglior maniera per spartirsi la ricca torta delle tasse dei lombardi.

                                               www.gennarocarotenuto.it

16/05/08

Analfabetismo e Razzismo/2

...l'altro giorno la colta lettera di Sara. Oggi la colta lettera di "hamtaro". Ma che cazzo sta succedendo nella testa degli italiani???

"...che delusione , APRITE GLI OCCHI, forse non vedete che delinquenza, non ci sono regole... forse siete tutti giovani e superficiali e avete aria nella testa... il mondo una volta non era così, stiamo andando al macero. Meno male che non siete al governo ragazzi/e... Se i miei figli avrebbero voi come governo futuro... espatrierei sul serio!!..." Hamtaro

20080515 Caro Hamtaro, hai ragione! Una volta non era così! Oggi non c'è più rispetto per gli anziani, non ci sono più  le mezze stagioni, e non ci sono più neanche gli apostrofi e i congiuntivi di una volta... La tua analisi è perfetta. Anche sulla nostra età, le hai azzeccate tutte. Siamo tutti (o quasi) giovanissimi - ad iniziare dal sottoscritto - ed abbiamo tanta aria, e solo aria, nella testa. Pensiamo solo all'i-pod, al telefonino, ed al sabato notte in discoteca.

Qualche volta leggiamo un giornalino a fumetti, ma la maggior parte del tempo la passiamo a guardare "Amici", "Il Grande Fratello" e "L'Isola dei Famosi". Caro Hamtaro, ti consiglio però di dedicare una parte del tuo tempo, oltre che alla formulazione di queste profonde analisi politiche, anche all'approfondimento della sintassi e dell'ortografia. Senz'altro saprai che la Lega vuole introdurre, per la concessione della cittadinanza italiana, anche l'esame per verificare la conoscenza della lingua italiana. Se per caso questo esame dovesse (anzi, dovrebbe) essere richiesto anche agli italiani, tu saresti candidato non dico all'espulsione (così potresti coronare il tuo sogno di espatriare), ma almeno ad un lungo soggiorno in un CPT, dove potresti migliorare il tuo italiano parlando con qualche immigrato albanese.

P.S.: Ovviamente ho informato per email hamtaro della pubblicazione della sua lettera, affinchè possa, se vuole, rispondere a me ed ai commentatori. Tafanus

Off Topics del 16 Maggio

Su segnalazione di Silvana, linko questo video su Berlusconi, ed alcuni "indizi" sulla sua vita da galantuomo. Fonte: Arcoiris

SOLDI SPORCHI: VADO RICICLO E TORNO - L'INCHIESTA DI PALERMO

Espresso Il capo della banca svizzera usata da Berlusconi. Il costruttore condannato per mafia. Il grande avvocato d'affari. E un giro milionario di denaro da occultare
(Di Peter Gomez e Vittorio Malagutti)

Ennio_doris__mediolanum Era cominciato tutto con una telefonata. Una conversazione breve, quasi in codice. Poche frasi secche pronunciate nel settembre 2005 da un uomo dal forte accento palermitano che si era presentato al banchiere svizzero Nicola Bravetti come "il signor Moro". "Allora ci vediamo da Paolo giovedì", aveva detto l'uomo prima di chiudere la conversazione. E agli investigatori della Guardia di Finanza di Como, che avevano messo sotto controllo i telefoni di Bravetti per sgominare una banda di spalloni specializzata nell'esportazione di valuta, gioielli e lingotti d'oro, era rimasta la curiosità di capire chi mai fossero Paolo e il signor Moro. Nel giro di tre giorni la risposta: Moro era Francesco Zummo, un importante costruttore siciliano legato a Cosa nostra e all'ex sindaco Vito Ciancimino. Un imprenditore a cui quei rapporti pericolosi erano già costati una condanna per favoreggiamento e un processo che di lì a pochi mesi si sarebbe concluso con un verdetto di colpevolezza per il reato di concorso in associazione mafiosa. Paolo, invece, era Paolo Sciumè, uno dei più noti avvocati d'affari milanesi, all'epoca membro del consiglio di amministrazione della Banca Mediolanum, di quello del Teatro alla Scala su nomina della Regione Lombardia guidata da Roberto Formigoni (Sciumè è considerato di area Comunione e liberazione), e per 13 anni amministratore della Parmalat di Calisto Tanzi. Negli uffici ovattati dello studio Sciumè, Bravetti e Zummo s'incontravano di nascosto per parlare di soldi. Tanti soldi. Un tesoro da 13 milioni di euro, frutto di traffici di mafia, che Zummo stava tentando di sottrarre alla confisca [...]Berlusconipiersilvio

Berlusconi_marina Adesso a Milano e in Svizzera la preoccupazione sale. Nicola Bravetti infatti non è un banchiere qualsiasi. È fondatore, direttore e azionista della Arner Bank (sede a Lugano e filiali in Italia e nel paradiso fiscale delle Bahamas), l'istituto di credito che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, utilizza da quasi vent'anni per gestioni di patrimoni e operazioni finanziarie. Per questo la Arner è stata al centro di tutti i processi per falso in bilancio che hanno fin qui riguardato Fininvest e Mediaset: i soldi in nero che secondo i pm uscivano dalle casse del gruppo di Segrate grazie alle compravendite gonfiate di diritti televisivi, transitavano spesso da lì. E presso la sede milanese della Arner sono depositati in gestione 37 milioni di euro provenienti dalle holding personali di Marina e Piersilvio Berlusconi.Coppola_danilo

Berludella5 Non basta. Il nome della Arner spunta anche in altri dossier importanti della finanza milanese. Risulta per esempio intestata a un fondo gestito dalla banca svizzera di Bravetti una quota del 20 per cento circa del capitale di MolMed la società di ricerca biomedicale, appena quotata in Borsa e controllata dal San Raffaele in società, tra gli altri, con la Fininvest. Di recente, poi, la Arner è anche inciampata nella storia nera che ha finito per portare in carcere l'immobiliarista (ex rampante) Danilo Coppola, uno dei protagonisti della nuova razza mattona che nel 2005 diede l'assalto ai piani alti della finanza italiana. Ora esplode il caso Cosa nostra [...]

Perché abbiamo perso/5

Dunque, nel 1994 il Partito di Plastica vince le elezioni. Il problema del conflitto d’interessi (che doveva essere risolto nei fatidici primi 100 giorni) viene regolarmente accantonato. Vince con due coalizioni distinte, anzi opposte: una al Nord con la Lega razzista e separatista, una al sud coi fascisti razzisti ma nazionalisti.

Berlusconi_ridanciano In campagna, i fascisti avevano giurato: “mai con la Lega”. I leghisti, più colti, avevano scolpito: “mai con la porcilaia fascista". E tuttavia, appena vinte le elezioni, ovviamente si sono messi allegramente insieme (ah… la forza di poltrone e strapuntini… quelli che “Roma Ladrona” si accomodano nell’auto blu, e vanno al Gilda insieme alla porcilaia fascista). La “gioiosa macchina da guerra” è sconfitta. Oltre a Mediaset, in un battibaleno il nano conquista militarmente anche la RAI, di cui a sinistra lascia solo RaiTre (ma non tutta, perché i TG Regionali – una “force de frappe” di 600 giornalisti” – viene consegnata a Vigorelli, un giornalista talmente obiettivo, che entra a Saxa Rubra trionfante, avvolto nella bandiera di Forza Italia).20080516_2

Però, per fortuna, i fascisti ed i leghisti provengono da un periodo di astinenza troppo lungo, e l’ingordigia li fotte. A sei mesi dalla conquista del palazzo d’inverno, vanno in crisi. D’Alema complotta con Bossi e Buttiglione, ed il Cipria 1° cade, sostituito da quello che doveva essere un governo tecnico guidato dalla “risorsa del Paese”, Lambertow Dini. Ma Lambertow, come gli negli anni successivi si capirà bene, è essenzialmente una risorsa per se stesso. Anziché restare al governo per il tempo strettamente necessario a risolvere i problemi del conflitto d’interessi e le altre urgenze, e portare il paese alle urne, si abbarbica alla poltrona, e riusce a restarci abbarbicato fino al 1996. Grande errore quello di D’Alema: QUELLA destra non doveva essere fatta cadere; doveva essere costretta a governare per 5 anni. Dovevamo dare il tempo a Berlusconi di far capire agli italiani chi fosse veramente. Dovevamo dar tempo alla teoria montanelliana: “solo Berlusconi può salvare gli italiani da Berlusconi, consentendo loro di sviluppare gli anticorpi”. Purtroppo sei mesi non sono bastati. Avremmo dovuto lasciarli implodere, o quantomeno avremmo dovuto lasciare a loro il privilegio di fare le finanziarie “lacrime e sangue” che nella successiva legislatura (Prodi – D’Alema – Amato) abbiamo dovuto fare noi per riportare il paese entro i parametri di Maastricht, ed a raggiungere il salvifico ingresso nell’area dell’euro, senza il quale oggi saremmo, indubbiamente, la più avanzata economia del Nord-Africa.

Dinilamberto_2 Nel ’94, in seguito alla sconfitta della “gioiosa macchina da guerra”, Occhetto lascia la segreteria del PDS, che passa a D’Alema, in barba al desiderio del “popolo dei fax”, che aveva invece espresso la preferenza per Veltroni. La terrà fino al ’98, quando diventerà Presidente del Consiglio.

Dunque nel 1996 l’Ulivo, guidato da Romano Prodi, alleato a Rifondazione attraverso accordi di desistenza reciproca, vince le elezioni. La gioia durerà poco. Il virus dell’autolesionismo è sempre in agguato. Rifondazione Comunista, nel 1998, sfiducia Prodi, reo di non aver sposato il progetto delle “35 ore”. Il progetto, nel paese occidentale che arranca in termini di produttività negli ultimi posti in Europa, è folle, tanto che è in via di abbandono persino nella Francia che lo aveva sposato. Ma tant’è, Bertinotti è un uomo del prendere o lasciare, e fa cadere il governo Prodi. Dal voto di sfiducia si dissociano Cossutta, Diliberto ed altri, che daranno vita all’ennesima scissione a sinistra (una delle poche, nella lunga storia di scissioni, che forse abbia avuto un senso). Fonderanno il PdCI – segretario Diliberto – che porterà via a RC circa metà dei parlamentari e degli elettori. Alla Presidenza del Consiglio andrà D’Alema, con due diversi governi, dal 1998 al 2000, anno nel quale si dimetterà per aver perso 7 a 8 le elezioni regionali. In effetti, io credo che D’Alema si sia dimesso perché stufo si sentirsi accusare velatamente di aver favorito la crisi del governo Prodi, e di sentirsi dire che era un presidente non legittimato dal voto popolare (anche se l’Italia non aveva mai smesso di essere una Repubblica Parlamentare, e non era ancora diventata, se non nei desideri e nei volantini della destra, una repubblica presidenziale). Nel 2000 a D’Alema subentra Giuliano Amato fino al 2001, anno delle nuove elezioni.

Bancaeuropea Sia il governo Prodi che quelli di D’Alema e Amato sono stati costretti a fare finanziarie “lacrime e sangue”, sotto la regia di Ciampi, al fine di entrare nell’Europa che conta. L’ingresso nell’area euro ha fatto crollare di oltre 400 punti base il costo del servizio del debito pubblico. Stiamo parlando di oltre 100.000 miliardi di lire all’anno di risparmi strutturali. Senza questi risultati ottenuti, pur fra liti e scissioni, dai governi 1996-2001, l’Italia sarebbe piombata nel terzo mondo. Non siamo stati capaci di dirlo. O non abbiamo avuto i media per dirlo. O non abbiamo avuto la capacità comunicativa necessaria per convincere la gente. Fatto sta che l’euro, la grande conquista dei governi di centro-sinistra, è stato venduto dalla destra come l’origine di tutti i mali. Come sia stata trattata la materia “euro” dal governo di centro-destra che vincerà le elezioni del 2001 è cosa nota. Mai per un attimo si sono stancati di sottolineare i sacrifici richiesti agli italiani. Ma mai per una volta si è parlato, nelle TV militarizzate, dei risparmi che l’ingresso nell’area euro aveva fatto fare all’Italia, il paese più indebitato del mondo occidentale.

Sulla vittoria berlusconiana del 2001, lasciamo la parola a parti significative dell’editoriale di Ezio Mauro del 15 Maggio 2001 su "Repubblica":

SILVIO Berlusconi ha vinto le elezioni. Diciamo subito che si tratta di una vittoria piena e legittima, avvenuta dopo una campagna aspra ma pienamente regolare, e conquistata in una giornata (e una nottata) elettorale dominata da un caos tecnico nei seggi che è stato scandaloso. E' un vero e proprio "cambio", qualcosa di più di un' alternanza tra destra e sinistra alla guida di una grande democrazia occidentale, com'è avvenuto e avviene in tutt'Europa. Viene sconfitta una classe dirigente che nell'insieme governa il Paese dal 1995, che ha risanato l'economia e che soprattutto ha portato l'Italia nell'Euro, lavorando in stretto rapporto con quel riformismo europeo (la socialdemocrazia tedesca, il socialismo francese, il laburismo inglese) che sembrava fino ad oggi la cultura politica continentale più adatta per coniugare rigore e sviluppo, crescita ed equità.

Ezio_mauro Torna al potere per la seconda volta la destra berlusconiana, che nel '94 tenne la guida del Paese per sette mesi appena. Berlusconi, che ha costruito se stesso nella mitologia del comando e nella leggenda dell'invulnerabilità, ha in realtà il merito di aver attraversato il deserto dell'opposizione per cinque anni. E l'ha saputo fare irrobustendo giorno dopo giorno il suo partito (dalla plastica all'acciaio e rafforzando intanto la presa totale sulla sua coalizione, fino a presentarsi ai suoi elettori come leader unico e indiscusso. Per lui, per la sua cultura e per la disperazione politica imprigionata nella lunga opposizione, la data di oggi non è soltanto quella della conquista di una maggioranza di governo, come avviene normalmente nelle alternanze occidentali: è la data della presa del potere, l'anno-zero, l'avvio di un'epoca "rivoluzionaria". Ecco perché siamo davanti a un "cambio", e non ad un semplice passaggio di consegne tra una sinistra uscente e una destra subentrante. Il "cambio", o almeno il cambiamento, è con ogni evidenza ciò che volevano gli italiani.

Più che nei suoi programmi, nei progetti o nelle proposte di governo, Berlusconi rappresenta antropologicamente, biograficamente, addirittura biologicamente un'altra Italia, che vuole impetuosamente "fare", ma chiede di fare da sé, escludendo insieme lo Stato e il senso dello Stato, pur di pagare meno tasse e soprattutto pur di non avere più regole. Ecco, se cercassimo una definizione di fondo del fenomeno venuto alla luce con il voto, dovremmo parlare di un Paese "sregolato", tumultuosamente vitale ma privo di un baricentro civico, senza più una comune identità civile, pronto a lasciarsi comandare pur di non farsi carico di responsabilità collettive, impegni condivisi, parametri comuni.

Montezemolo Un Paese di individui che chiedono di crescere, certamente, ma ognuno per sé e secondo i suoi comodi, delegando al primo tra tutti - ma uguale tra i tanti - di pensare allo Stato, mettendolo in riga: e dunque modernizzandolo, snellendolo, sveltendolo, ma perché poi una volta fatto snello, moderno e più svelto, possa farsi da parte, e non intralciare il cammino di chi ha da fare. Questo spirito dei tempi, mezzo imprenditoriale (negli istinti), mezzo privatistico (nella cultura) non so bene se sia stato da Berlusconi interpretato a perfezione, oppure suscitato e coltivato con cura. Fatto sta che il leader della destra ne è oggi l'interprete e il padrone, il domatore e l'impresario […]

Ha avuto il voto, che gli basta per governare - e in democrazia potremmo fermarci qui, perché è ciò che conta. C'è un vincitore alle elezioni, ed è un vincitore chiaro e netto, con tutto lo spazio elettorale per governare. Ma il moderno populista non ha avuto il plebiscito che cercava. Anzi. Se guardiamo da vicino il voto per il Senato, ci accorgiamo che la Casa delle libertà ha conquistato ieri circa due milioni di voti in meno di quanti ne raccolsero il Polo e la Lega nel 1996 (che allora correvano separati), mentre l'Ulivo più Rifondazione comunista (che cinque anni fa erano collegati) hanno totalizzato oggi seicentomila voti in più del '96: e ciò che più conta, mezzo milione di voti più della destra berlusconiana. Se ne deduce che se l'Ulivo e Rifondazione fossero stati uniti contro la destra, avrebbero raccolto al Senato il 43,7 per cento dei voti, contro il 42,5 della Casa delle libertà.

La responsabilità politica di Bertinotti, che con l'inseguimento folle, egoista e inutile dei suoi due senatori ha regalato il Senato e dunque la presidenza del Consiglio a Berlusconi, è di tutta evidenza. Dev'essere per questo che il leader di Rifondazione ieri si è presentato nel suo salotto abituale e preferito, "Porta a Porta", in uno stato di evidente sovreccitazione, anche motoria, e ha attaccato "Repubblica" in anticipo, accusandola - proprio lui - di "stalinismo". Spente le telecamere, e in attesa di una nuova comparsata da Vespa, il leader può calmarsi, visto che è riuscito ad avverare il suo triplice sogno: Berlusconi al potere incarnando il fantasma della destra, Bertinotti in piazza con le bandiere rosse perdenti ma alte, e il riformismo - il vero nemico di Fausto - sconfitto e battuto, con la sinistra di governo all'opposizione.