|
||||||||||||||
|
||||||||||||||
|
|
||
|
|
||
|
|
||
« gennaio 2009 | Principale | marzo 2009 »
Scritto alle 17:00 | Permalink | Commenti (24)
L'Italia che ci prova: ...bandiera verde la trionferà... - Raddoppiato in un anno il numero delle città e dei paesi con un impianto elettrico alimentato da fonti pulite. Ecco gli esempi da imitare e i vantaggi per le comunità
(di Maria Veronica Orrigoni - L'Espresso)
Una cava abbandonata, fino a ieri solo una ferita ambientale, oggi diventa un impianto fotovoltaico che, trasformando la luce del sole in energia elettrica, soddisfa il fabbisogno di un intero paese: succede a Carano, comune con mille abitanti vicino a Trento. Il taglio dell'Ici e la diminuzione dei trasferimenti dello Stato pesano sui bilanci locali e nei centri con poche migliaia di anime si punta sempre più su progetti che permettono alle finanze comunali di risparmiare sulle bollette. Il rapporto di Legambiente [Comuni Rinnovabili 2009], che analizza l'avanzata delle fonti alternative nel nostro paese, mostra come, in Italia, su questo fronte a vincere siano i piccoli comuni e le città di provincia. Come Rovigo, ai vertici del fotovoltaico, o Prato, al primo posto per diffusione di pannelli solari nell'edilizia comunale. In un anno, racconta la fotografia di Legambiente, i comuni in cui c'è almeno un impianto di energia pulita - alimentato con l'acqua, con il sole, con il vento o con i rifiuti - sono quasi raddoppiati: se ne contano ormai 5.991, il 79 per cento del totale italiano. Un boom, che testimonia di un'Italia che funziona, ma ancora solo un punto di partenza. "Nel Sud", spiega Paride De Masi, coordinatore di Confindustria per le energie rinnovabili, "ci sono 20 miliardi di capitali privati pronti a essere investiti in quello che potrebbe essere il mercato del futuro". Ecco alcuni esempi da imitare.
Record altoatesino: I primi quattro classificati tra i comuni '100 per cento rinnovabili', cioè completamente autosufficienti grazie all'energia verde, sono Dobbiaco, Prato allo Stelvio, Vipiteno e Brunico. Tutti nella provincia autonoma di Bolzano, dove il 54 per cento della produzione energetica proviene da fonti alternative e dove, solo per il 2009, sono stati stanziati 40 milioni di euro per il settore. Oltre ai fondi, hanno contato il decisionismo delle amministrazioni e l'impegno dei cittadini, orgogliosi delle loro eccellenze energetiche, imitate in tutto il mondo. Come Prato allo Stelvio, il secondo classificato, un paese di tremila persone dell'Alto Adige dove l'energia pulita è prodotta dalla cooperativa Energie-Werk-Prad (i cui soci sono gli abitanti stessi), in grado di produrre circa 20 milioni di kilowattora, sfruttando un mix di risorse che vanno dall'acqua, con quattro piccole centrali idroelettriche, alla biomassa, con l'impianto che produce calore utilizzando gli scarti della lavorazione del legno. Più della metà della produzione viene venduta alla rete, con un guadagno di circa 500 mila euro annui. Soldi che, oltre ad essere usati per la manutenzione degli impianti e nuovi investimenti, sono destinati ad attività per i cittadini.
Salento rinnovabile: Potenzialmente, l'intero fabbisogno di elettricità di Lecce potrebbe essere coperto con le sole risorse naturali di cui gode la città salentina, 'terra di vento e sole'. Il comune pugliese è, tra i centri con più di 50 mila abitanti, il primo nella classifica '100 per cento rinnovabili'. Pannelli solari a terra, fotovoltaico e pale eoliche sono parte integrante del paesaggio, come il suo famoso barocco. Oltre al sostegno della giunta regionale di Nichi Vendola, il successo leccese ha un sapore locale: "L'arma per vincere 45 su 46 bandi di finanziamento a cui abbiamo partecipato", spiega Francesco Bonocuore, dirigente del settore ambientale, "è stata il lavoro di squadra tra istituzioni, imprese e cittadini". Nel loro futuro i leccesi avranno una 'fattoria dell'energia', 20 mila metri quadri a impatto zero per attività ricreative, mentre, sulla tangenziale, gli automobilisti vedranno delle mini pale eoliche che alimenteranno l'illuminazione stradale. Questo progetto, dal costo di un milione e 400 mila euro, sarà ammortizzato in 36 mesi grazie alla bolletta elettrica più bassa.
Sul lago di Como: Da quando è entrato in funzione il suo impianto di '"solar cooling'"nel 2008, la città è meta di visite da parte di esperti provenienti da tutta Europa. Costato un milione e 700 mila euro e finanziato per metà dalla Regione, conta 400 pannelli solari posizionati sopra la biblioteca e il palazzo comunale, in grado di produrre l'energia per riscaldare e raffreddare gli edifici, facendo risparmiare 200 mila euro ai cittadini [...]
Presidio Toscana: La Regione Toscana ha approvato un progetto pilota molto ambizioso che prevede la trasformazione di tutti le strutture del servizio sanitario in edifici verdi [...] Un investimento di 20 milioni di euro, per un risparmio annuo di 750 mila, con l'applicazione sui tetti e nei parcheggi di pannelli fotovoltaici che produrranno energia per le strutture e da immettere nella rete. Ad Arezzo invece sono sette gli edifici oggetto del bando dello scorso dicembre. La dirigenza sanitaria non anticiperà neanche un soldo: per le strutture, che una volta in funzione permetteranno un taglio dei costi di 40 mila euro l'anno, si ricorrerà infatti al project financing. Il vincitore del bando realizzerà l'opera a sue spese, l'energia prodotta alimenterà gli edifici e quella in più verrà venduta alla rete nazionale, in modo da ripagare il capitale iniziale.
Madre Terra: Considerata spesso come la cenerentola delle fonti alternative, la geotermia sta vivendo in questi ultimi anni un periodo di splendore. In Italia sono 73 i comuni, soprattutto in Toscana, che se ne avvalgono. Ma a far ben sperare sono le potenzialità della bassa entalpia, cioè dello sfruttamento del calore a temperature inferiori ai 150 gradi. Il processo non necessita di getti di vapore veri e propri o di essere al centro di aree termali. Se ne stanno accorgendo in molti nel nord Italia, Piemonte in testa, nonostante si tratti della fonte con meno incentivi istituzionali. La Oberthal di Biella, società produttrice di impianti di geotermia, ha inaugurato a dicembre la propria sede costruita interamente con questa tecnologia: un investimento di 15 mila euro, recuperabile in cinque anni attraverso il risparmio sul riscaldamento. Anche molti privati, con l'uso di un impianto, sono riusciti ad abbattere le spese del riscaldamento: da 5 mila euro a meno di mille all'anno.
Sardegna Solare: In principio fu Renato Soru con il suo pacchetto da 75 milioni di euro nel 2007 per lanciare la Sardegna nelle rinnovabili. Il resto è venuto dalla creatività dei singoli amministratori locali. A Loceri, mille abitanti nella Sardegna orientale, il sindaco ha pensato ai cittadini con meno disponibilità economiche ideando i "gruppi di acquisto solare". Aderendo al gruppo, oltre a uno sconto intorno al 10 per cento, si ottiene il finanziamento da parte di una banca convenzionata. In pochi mesi, sono più di 500 gli impianti partiti grazie ai gruppi nati sull'isola, e che produrranno energia per quasi 3 milioni di kilowattora, facendo risparmiare più di 2 mila tonnellate di emissioni di CO2 e, ai cittadini sardi, 580 mila euro all'anno.
Fai da te: in terrazzo, in giardino, in salotto
(di Alessandro Longo e Alessandra Viola - l'Espresso)
La crisi aguzza l'ingegno: sono ormai numerosi i modi per risparmiare sui consumi della casa e, al tempo stesso, inquinare meno. Le semplici accortezze di buon senso per ridurre i consumi di acqua e luce sono note a tutti, ma per fare il salto di qualità bisogna spingersi oltre: fino rendere più efficienti i propri impianti domestici, invece di limitarsi a usarli con più parsimonia. L'ultima frontiera è farsi un sistema di pannelli solari domestici, per esempio sul terrazzo o in giardino.
E così non solo azzerare i consumi ma guadagnarci pure (nel lungo periodo), rivendendo l'energia in eccesso al gestore del servizio elettrico. "Così ho fatto io, a maggio. Prima spendevo 8 mila euro l'anno di elettricità, per una grande villa con annesso studio. Poi ho installato i pannelli solari sul terrazzo da 200 metri quadri, rivolgendomi ad Albatech. Ho speso 90 mila euro", racconta Elio Scifo, di Modica (Ragusa). "L'impianto produce 15 kw e mi permetterà di recuperare la spesa entro dieci anni. Nell'arco di 20 anni guadagnerò 12 mila euro, oltre a quanto risparmio sui consumi", aggiunge. Albatech (gruppo MetaSystem) è una delle principali aziende che realizzano impianti fotovoltaici 'chiavi in mano' . Lo studio di fattibilità al progetto, alla realizzazione in loco, autorizzazioni degli enti locali, allacciamento della rete elettrica). Ci sono anche Enel.si, Enepoint, Solon, Kerself. Certo, la spesa iniziale può essere gravosa, ma molte banche ormai hanno proposte interessanti per finanziarla.
È inoltre possibile sfruttare incentivi statali (detrazione Irpef del 36 per cento del costo dell'impianto) e locali. Il costo tipico per fare l'impianto è sui 20 mila euro, per produrre 3 Kw (basta un tetto o un giardino da 25 metri quadri), sufficienti per i consumi di una famiglia di quattro persone. Per spendere anche meno è possibile installare o costruire da sé i pannelli, per esempio grazie a un manuale come [Autocostruzione dei pannelli fotovoltaici], in vendita da hoepli a 12 euro. Oppure seguire un seminario su [Autocostruzione Solare], secondo cui bastano 2.500 euro per un impianto fai-da-te.
Non c'è solo l'energia solare: in giardino possiamo installare anche un kit mini-eolico. Uno che produce 1 Kw costa 2.500 euro [Microeolico]
E se invece sfruttassimo l'energia profonda del terreno? Detto, fatto: impianti geotermici per riscaldare o raffreddare una casa da 100 metri quadri, costano circa 15 mila euro (ma serve un giardino da almeno 100 metri quadri), ammortizzabili in quattro anni. Ci si può rivolgere alla Pexatherm, alla Geotermia srl, alla Geoklima o alla Oberthal [...]
Allo stesso modo, basta un impianto solare termico (invece di uno costoso fotovoltaico) per riscaldare l'acqua di termosifoni e caldaie. È fatto di pannelli acquistabili presso la Sunteck e bastano 4.500 euro. Ancora più semplice installare pannelli termoriflettenti sui termosifoni, senza bisogno di smontarli, per ridurre i consumi del 10 per cento. Sono sufficienti 70-80 euro per un'intera casa (acquistabili su [Caldopiù]
Sono proprio tanti i gadget che permettono, a basso costo, di ridurre consumi e inquinamento. Per esempio i rilevatori di presenza che accendono e spengono automaticamente le luci (vanno collegati all'impianto elettrico e costano da 32 euro in su, per esempio su [rilevatori infrarossi]. Tutto si trova anche su eBay (www.ebay.it), dove per poche decine di euro si possono comprare anche le valvole termostatiche da montare su ogni termosifone, per regolare stanza per stanza la temperatura. "Tra gli oggetti che abbiamo venduto di più, centinaia di migliaia di unità, ci sono i riduttori di flusso per i rubinetti", aggiunge Maria Cristina dal Bosco, amministratore delegato di Merci Dolci, che gestisce [Commercio Etico] (250 mila euro di fatturato nel 2007): un negozio tutto dedicato a prodotti di questo tipo (un altro è [Ecorete].
I riduttori di flusso vanno montati nei rubinetti (chiunque può farlo, non c'è bisogno di un idraulico) e costano 2 euro. Esperimenti condotti da Legambiente nel comune di Bagnacavallo hanno dimostrato che i riduttori riescono a tagliare del 40-50 per cento i consumi di rubinetti docce [...] La sensibilità ecologica sta crescendo, c'è da aspettarsi presto nuovi prodotti fatti apposta per ridurre i piccoli o grandi sprechi della vita quotidiana domestica. Per esempio, aggeggi per combattere un nemico invisibile: lo standby. Cioè quello stato in cui finiscono molti apparecchi (televisori, console videogame) quando non sono spenti ma non sono nemmeno in uso. Lo standby causa il 10 per cento dei costi energetici europei residenziali [...]
L'ultima novità è 100% Off ed è di una piccola azienda spagnola, Good for You, Good for the Planet. È la sola ciabatta intelligente universale, in grado di spegnere in automatico ogni tipo di dispositivo che va in standby. "Il prodotto sarà distribuito da un nostro partner, entro quest'estate, a circa15 euro in tutta Europa", prevede Jorge Juan Garcìa Alonso, presidente di Good for You, Good for the Planet. Insomma, niente scuse: anche se non abbiamo il coraggio di fare il grande salto verso le energie rinnovabili, basta davvero poco per rendere più ecologica ed efficiente la nostra casa.
Scritto alle 07:00 nella Paolo Farinella, Politica | Permalink | Commenti (6)
Il sondaggio che è stato condotto fra i lettori del Tafanus sull'opportunità di una separazione consensuale fra DS e Margherita si chiude coi seguenti risultati:
Domanda: DS e Margherita devono divorziare?
| SI |
| ||
| NO |
| ||
| Non so |
|
Totale votanti: 153
Scritto alle 19:00 nella Politica | Permalink | Commenti (8)
E la stampa francese assegna al nano di Arcore l'Oscar della Volgarità: "Io ti ho dato la tua donna". Era rimasta una battuta sussurrata da
Silvio Berlusconi a Nicolas Sarkozy in conferenza stampa, durante il
vertice italo-francese che si è svolto martedì a Villa Madama. Nessuno,
o quasi, era riuscito a carpirla [...] "...il premier si era allora avvicinato, pronunciando a bassa
voce una frase, che immediatamente Sarkozy aveva liquidato con un
sorriso imbarazzato. Il capo dell'Eliseo era tornato frettolosamente al
suo discorso ufficiale, tagliando corto: "Non sono sicuro di dover
ripetere..."
La misteriosa battuta ha però suscitato la curiosità dei media francesi. Mercoledì sera la trasmissione serale di Canal +, "Le Grand Journal", ha tradotto il labiale di Berlusconi, ricostruendo le esatte parole. "Moi je t'ai donné la tua donna", avrebbe detto il Cavaliere mischiando le due lingue. L'allusione all'italianità di Carla Bruni come fosse un bene da esportazione non è evidentemente piaciuta a Sarkozy. E neppure ai presentatori francesi che hanno costruito sulla gaffe una serie di ironie, assegnando a Berlusconi "l'Oscar della volgarità".
La Bruni, d'altra parte, non aveva nascosto in passato il fastidio per
quello che i francesi chiamano "humour déplacé", ironia fuori luogo,
del premier. L'8 novembre, dopo che il Cavaliere aveva lodato
"l'abbronzatura" di Obama, la first lady aveva confessato la
soddisfazione di essere diventata francese. (Da Repubblica.it)
UN SORRISO, per alleggerire: ricevo dall'amico Luca Ragni, femminista:
LE DIECI PAROLE PIU' USATE DALLE DONNE
Scritto alle 15:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (48)
Scritto alle 14:00 nella Attualità, Giustizia, Impresentabili, Politica, Religioni, Scienza, Solidarietà | Permalink | Commenti (15)
Forse è giunto il momento, di questa pericolosa minchiata, di
occuparcene sul serio, sempre nella classica filosofia del "separare i
fatti dalle pugnette". Non ci è chiaro se i risultati del referendum
siano ancora validi, per quanto tempo lo siano, se per ribaltarli serva
un nuovo referendum (ma di che tipo, visto che in Italia gli unici
referenda ammessi sono di tipo abrogativo, e non legislativo?). Saremo
grati a chi riuscirà a chiarirci le idee su questo problema. Nel
frattempo ci occuperemo degli altri argomenti, più vicini alle nostre
esperienze.E per iniziare, consentiteci di autocitarci: è interessante
rileggere, oggi, un nostro post del maggio 2008, che iniziava così:
Nucleare alla Scajola: al Prof. Carboni di Tor Vergata piace
Quale
onore! come reazione ai nostri scritti sul nucleare di Scajola, ci
scrive nientepopodimeno che il Professor Giovanni Carboni, Docente
presso il Dipartimento di Fisica dell'Università "Tor Vergata" di Roma,
e con un indirizzo email (e suppongo quindi anche con un incarico)
presso il CERN di Ginevra (quel CERN dove il Prof. Carlo Rubbia è stato
Direttore, e dove non sappiamo quali mansioni svolga il Professor
Carboni).
Con la tipica arroganza dei baroni noti solo ad una
ristretta cerchia di amici, ed abituati a trattare prevalentemente con
tremebondi ragazzini di 19/20 anni al primo o secondo esame, il Dott.
Prof. Carboni ci invia queste poche righe, che trasudano buona
educazione e modestia da ogni byte:
"Propaganda
e' quello che scrivete voi sul nucleare. E, nel caso non lo sapeste, il
metano bruciando produce CO2. Il metano non e' certo la soluzione al
problema del gas serra. Che il nucleare non sia conveniente e' un'altra
fandonia: un anno fa pagavo l'elettricita' a casa in Francia la meta'
che in Italia. Ora il divario e' ancora cresciuto. Saluti"
G. Carboni
Scritto alle 13:00 | Permalink | Commenti (64)
[Intercettazioni: fronda nel PdL - "Insostituibili"]
AVVISO URGENTE: Da ieri sera il Tafanus è sotto attacco da un server indiano, per conto, immagino di qualche stronzo di destra. Sono costretto quindi, finvhè non passerà loro la voglia, ad inserire il filtro della copiatura del codice captcha. Mi scuso per il fastidio. Rimuoverò il filtro appena possibile. Tafanus
Ultimi (?) aggiornamenti sul nucleare de noantri: Ho ascoltato una intervista su Radio Uno del Direttore Generale dell'Enea, ufficialmente incaricato di fare lobbying per le centrali a livello regionale. Ho stabilito che:
-1) Non sa se per la costruzione delle centrali sia sufficiente il parere della Regione, o se devono essere d'accordo anche la provincia e/o il Comune.
-2) Sa per certo che servirà un referendum consultivo, ma non sa se i risultati del referendum siano vincolanti;
-3) Idem per i siti di stoccaggio delle scorie.
Insomma, non sa un cazzo... Nel frattempo che il capo designato dei lobbisti "studia", spero di poter pubblicare domani un post abbastanza documentato sull'argomento.
Scritto alle 08:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (68)
Slitta l'esame del testo in commissione Sanità - I dubbi di 53 parlamentari del PdL
Scritto alle 07:00 | Permalink | Commenti (10)
Scritto alle 12:00 | Permalink | Commenti (29)
__________________________________________________________________________________
Il comma soppresso recitava: "L'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano".
Chiediamo con forza che la Camera dei Deputati sopprima questa modifica e ristabilisca il testo originario poichè la norma appena approvata - nel quadro del c.d. “pacchetto sicurezza” - lascia fortemente perplessi per le seguenti ragioni:
- nega il fondamentale diritto alla salute delle persone che deve essere garantito a prescindere da ogni altro tipo di considerazione, coerentemente con l’articolo 32 della nostra Costituzione;
- crea non solo una sanità di serie A e una di serie B, ma anche una sanità di ‘polizia’ dove i medici, violando anche il codice deontologico, dovrebbero denunciare gli immigrati tradendo il rapporto di fiducia medico-paziente;
- scarica sui servizi socio/sanitari responsabilità che attengono agli organi di polizia o agli accordi fatti (e non rispettati) tra il nostro paese e i paesi di provenienza;
- introduce un pericoloso precedente in tema di diritti civili e di privacy perché rende “superabile” il segreto professionale in un settore così delicato come la salute;
- impedendo la cura degli immigrati irregolari, espone tutti i cittadini ai rischi di malattie trasmissibili (perché non gestite e non prevenute), aumentando l’insicurezza e con costi in prospettiva molto più alti;
- non tiene conto dei pareri dei presidenti delle Regioni che hanno competenza in tema di servizi sanitari;
- espone al gravissimo rischio di sviluppo di una “sanità ombra” - che in alcuni casi potrebbe essere gestita dalla criminalità organizzata - i cui utenti potrebbero rappresentare un inesauribile serbatoio di ‘manovali del crimine’;
- non risolverà il problema della presenza degli immigrati irregolari, ma scaverà un solco profondo tra i popoli, aumentando a dismisura tensioni sociali e disuguaglianze;
- rischia di dividere il paese dove crescono le reazioni critiche (provenienti da tante organizzazioni civiche come Medici senza Frontiere, dai sindacati dei medici e da organi di stampa come Famiglia Cristiana).
Al di là delle conseguenze concrete della norma che potrebbe anche restare sostanzialmente inapplicata come purtroppo molto spesso accade in Italia, è in gioco una scelta di civiltà. Su questa richiesta stiamo raccogliendo il sostegno di un ampio numero di interlocutori, organizzazioni civiche, soggetti del mondo medico e del lavoro. Mentre ci sembra importante far rilevare che alcune istituzioni regionali e provinciali si stanno muovendo su questo fronte.
Seguiremo, dunque, con molta attenzione i lavori parlamentari. Non escludiamo di adottare azioni concrete o simboliche a supporto di questo nostro impegno. Tra queste la possibilità di assistenza legale per tutti quegli operatori che fossero stigmatizzati o, addirittura, perseguiti per non aver denunciato gli immigrati. In casi estremi, ci mettiamo a disposizione dei soggetti discriminati per valutare le condizioni e l’opportunità di un ricorso alla Corte Costituzionale per un giudizio sulla norma.
Nel frattempo, ringraziamo molto per l’attenzione e la disponibilità e restiamo a disposizione se fosse necessario stabilire contatti, fornire informazioni o produrre valutazioni comuni.
Per Contatti: Ufficio Relazioni Istituzionali
Vittorino Ferla Tel. 06 36718303 mail: v.ferla@cittadinanzattiva.it
Daniela Quaggia Tel. 06 36718315 cell. 328 2676142 mail: d.quaggia@cittadinanzattiva.it
Giuseppe Scaramuzza Tel. 0636718334
_______________________________________________________________________________________
Scritto alle 08:00 nella Attualità, Giustizia, Solidarietà | Permalink | Commenti (3)
Scritto alle 07:00 nella Sport | Permalink | Commenti (11)
Scritto alle 12:41 nella Politica | Permalink | Commenti (29)
Scritto alle 08:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (31)
Scritto alle 21:44 nella Politica | Permalink | Commenti (22)
Scritto alle 16:00 nella Attualità, Giustizia | Permalink | Commenti (31)
“Quanti uomini conoscono la differenza tra un’ossessione che si subisce e un destino che si sceglie?”.
La domanda se la
pone Denis de Rougemont a pagina 368 del suo libro «L’amore e
l’Occidente».
Io, pur non credendo nel destino, preferisco stare nel secondo gruppo, tra coloro che rivendicano il diritto di scegliere, possibilmente libero da ogni ossessione, anche da quella, ossessivamente martellante, del “Berlusconismo”. A quanti, poi, lamentano questa ossessione come fosse in vizio da “tic” l’“antiberlusconismo” degli antiberlusconi come me, ricordo che sono un po’ troppo facili nel dimenticare che il “Berlusconismo” è diventata, purtroppo, la cifra comune sotto la quale campeggiano, in allegra convivenza, volgarità e prepotenze, superficialità e connivenze, mercantilismi mercenari e simoniache prostituzioni, diaboliche furbizie e non innocenti semplicità.
Il berlusconismo, ormai, non più come semplice forma politica, ma come antropologia. “Come Linguaggio. Come modo di dare volto e voce ai peggiori vizi privati degli italiani (la volgarità, l'egoismo, il farsi i fatti propri senza guardare in faccia nessuno, il frodare il fisco e corrompere i giudici), sdoganando li". ( Cfr. Marco Revelli su Carta 17.3.07 in una lettera a Fausto Bertinotti).
Volete un esempio di diabolico stravolgimento delle cose?
Dunque il minus abens di Arcore si vanta, nei suoi venti anni di esperienza politica, di aver avuto a che fare con ben “nove, e non otto, leaders della sinistra”, assumendo come fatto positivo la sua permanenza ininterrotta come leader della destra. Questa è ”democrazia”, quella “anarchia”. Ora si da il caso che a sinistra ci sono forze che si confrontano, si misurano, persone che se non si “convincono” non si possono “vincere” e tantomeno “comandare”. Ci si elegge e ci si legittima volta per volta, in una dialettica che è allo stesso tempo la forza e la debolezza della democrazia, croce e delizia del gioco democratico. Lui si è fatto un partito su misura, comprandosi e cooptando amici e amici degli amici, avvocati di azienda e amici degli avvocati, fiscalisti di impresa e familiari dei fiscalisti, veline da postribolo e loro codazzo. Il suo partito è Lui! Scomparso lui, quando prima sarà meglio sarà per l’Italia intera, state sicuri che il “partito” si scioglierà come neve al sole!
Come si fa a vantarsi di questa gestione padronale di un club privato come se fosse un istituto democratico? Ebbene, questa liftata faccia di culo lo fa!
Aldo
Scritto alle 12:00 nella Aldo Antonelli, Politica | Permalink | Commenti (13)
Scritto alle 11:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (50)
Volevo solo avvertire i tafani presenti su Facebook che ho appena costituito un gruppo, allegro con brio (ma anche con tristezza), dal titolo:
"ITALIA MOSTRA"
E' un gruppo dove tutti possono denunciare (con tanto di fotina e di breve descrizione) gli obbrobri che stanno devastando quella che una volta era "Italia Nostra". Tutti delatori. Ho iniziato io col denunciare l'orrendo "Ago col Filo" di Piazza Cadorna, a Milano. Sotto a chi tocca!
HO CHIUSO IL SONDAGGIO sul segretario PD preferito, perchè almeno fino al tardo autunno sarà inutile discuterne, visto che abbiamo il segretario balneare... Lascio invece in vita quello su divorzio si - divorzio no, che resta d'attualità.
Anche il sondaggio su Repubblica dice che gli elettori avrebbero preferito (54 a 38) le primarie subito alla "nomina" di Franceschini.
Scritto alle 10:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (43)
grazie per la tua adesione all’appello per il diritto alla libertà di cura
sul sito [Sito] , e grazie perché, anche con il tuo
contributo, abbiamo già raggiunto quasi 100.000 firme!
Ti scrivo per
chiederti un ulteriore sforzo per questa importantissima causa. Nelle prossime
settimane il testamento biologico sarà al centro del dibattito in Parlamento, e
la maggioranza intende approvare una legge che limita la libertà di scelta del
cittadino imponendo alcune terapie, come l’idratazione e l’alimentazione
artificiale. Le dichiarazioni anticipate di trattamento non saranno vincolanti:
spetterà sempre al medico l'ultima parola. Qual è allora l’utilità di questa
legge, se non si garantisce al cittadino che la sua volontà sia rispettata? La
verità è che il ddl della destra è stato scritto per rendere inapplicabile il
ricorso al testamento biologico. Oltretutto, la dichiarazione dovrà essere
stipulata davanti ad un notaio, e rinnovata con cadenza triennale: vi immaginate
cosa significa andare ogni tre anni davanti a un notaio accompagnati dal proprio
medico di famiglia? Al contrario della nostra proposta poi, non è presente
nemmeno un cenno alle cure palliative, all’assistenza ai disabili, alla terapia
del dolore.
Ti chiedo dunque di diffondere il più possibile l’appello, invitando tutti i tuoi contatti a sottoscriverlo: dobbiamo mobilitarci immediatamente per raccogliere centinaia di migliaia di adesioni e difendere il nostro diritto costituzionale alla libertà di cura. Se saremo tanti, il Parlamento non ci potrà ignorare. Nel prossimo dibattito in Senato il mio impegno personale è quello di dar voce alla vostra opinione, che credo coincida con quella della maggioranza degli italiani. Che vogliano utilizzare ogni risorsa della medicina o che intendano accettare la fine naturale della vita, i cittadini vogliono essere liberi di scegliere.
Ti ringrazio infinitamente e conto su di te per far circolare il più possibile l’appello,
Ignazio Marino
Scritto alle 07:00 nella Attualità, Giustizia, Politica | Permalink | Commenti (3)
http://www.youtube.com/watch?v=ZzeXtWjwhNM
Una delle cose che sentivo più di frequente raccomandarmi dai miei insegnanti di pianoforte, ai tempi del Conservatorio, era di "non suonare come una signorina di buona famiglia!", di solito seguito da qualche colorita imprecazione.
Già, avete presente, quel suonare con i freni tirati (soprattutto quelli inibitori), con i polsi belli alzati e le dita a granchio, percuotendo i tasti con frustrato risentimento da vergini inviolate o sfiorandoli senza convinzione e con paura, quasi potessero mordere ed amputarti le falangi. Date ad una di queste sedicenti pianiste un pezzo memorabile e assisterete ad uno degli atti più ignobili di profanazione che si possano immaginare.
Avevano ragione i miei insegnanti,
anche se allora potevano sembrare dei maschilisti. Non c'è di peggio di una
donna che suona come una signorina dell'Ottocento. E' un po' come il suonar da
segaioli dei maschi. Altrettanto insopportabile e contrario allo spirito della
musica, che è meravigliosamente sensuale e libidico.
Per fortuna e grazie ai
miei insegnanti, sono diventata una pianista immune dal difetto soprannominato
e, se non avessi abbandonato gli studi dopo aver vissuto il pianoforte come
un'imposizione, quale è stata, forse sarei diventata anche
brava.
Nonostante il rapporto conflittuale con lo strumento, ogni tanto
mi salta in mente di suonare di nuovo. Con la saggezza che ti arriva assieme
all'età, penso addirittura che avrei dovuto continuare a studiare. Forse parlare
di rimpianto è esagerato, però non mi dispiace, oggi, saper suonare.
Per
il Concerto n° 3 in re min di Rachmaninoff
ho sviluppato da tempo una discreta ossessione. Lo rispolvero in
ascolto soprattutto quando sono giù, perché mi funge da catarsi. Come tanti,
me ne sono appassionata non ai tempi degli studi (improponibile anche solo
pensare ad un pezzo eversivo come il Rach3 suonato nell'ambiente ingessato del
Conservatorio di allora), ma una decina di anni fa, in occasione dell'uscita del
film "Shine",
ispirato alla biografia del pianista David Helfgott. Una storia di dittatura
patriarcale, sofferenza psichica e rinascita nella quale mi identificai
molto.
E' noto. Il Rach3 è un concerto monumentale, il brano più
difficile del mondo da suonare, un'impresa per qualunque pianista, un mostro che
potrebbe divorarti già durante la famosa cadenza del primo tempo.
In realtà il concerto è si tecnicamente difficile, ma non come si crede. Io personalmente, anche se ci ho messo su le mani solo per provare qualche passaggio e non sarei mai in grado di suonarlo per intero, trovo ben più insormontabili le Variazioni Goldberg di Bach suonate come le suona Glenn Gould.
La notazione
bachiana è semplice, non vi sono virtuosismi, arpeggi o ottave megagalattiche
ma, cacchio, provate a far uscire dal pianoforte le stesse sonorità del pazzo
che suona con il culo rasoterra. Impossibile. Bach nelle sue mani diventa
un'equazione di quarto grado. Si può solo gettare la spugna e ritirarsi per
manifesta inferiorià.
Tornando al Rach3, vado spesso alla ricerca delle
migliori interpretazioni di un pezzo che conosco ormai a memoria nota per
nota.E' proprio snasando su YouTube che ho trovato l'interpretazione più
memorabile e appassionata di questo concerto, quella di Martha
Argerich assieme ai Berliner ed al maestro Riccardo Chailly.
Ebbene si, un concerto con i controcapperi, un pezzo sicuramente "non per signorine", suonato al meglio proprio da una donna. Ascoltatela e capirete cosa volevano dire i miei insegnanti. Forse bastava che mi raccomandassero di suonare come Martha Argerich.
http://www.youtube.com/watch?v=wLuv7s64y9s
Ebbi
la fortuna di ascoltare Martha dal vivo in concerto negli anni settanta, a Genova, ma non mi resi conto allora della
genialità di questa pianista. E' proprio vero che da giovani si è capaci di non
rendersi conto degli angeli che ti sfiorano.
Può capitare di ricevere
un'illuminazione solo alle soglie della maturità. Bene, oggi, dopo la recente
riscoperta, grazie al Rach3 e a tutta una serie di altre interpretazioni che ho
scovato, tra le quali i sorprendenti "Yeux d'eau" di Maurice Ravel e la
Ballata n° 1 di Chopin, posso dire
che per Martha ho una vera e propria venerazione. Una donna straordinaria, oltre
che un genio musicale, come dimostrano le interviste e i documentari su di
lei.
Signore, se rinasco, voglio essere Martha
Argerich.
Scritto alle 09:00 nella Lameduck, Musica | Permalink | Commenti (5)
Scritto alle 07:00 nella Attualità, Impresentabili | Permalink | Commenti (24)
Scritto alle 18:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (15)
Scritto alle 12:00 nella Alex Cariani, Attualità, Impresentabili | Permalink | Commenti (14)
Voglio un leader che comandi
(di Riccardo Bocca - l'Espresso)
Via i vecchi capi. E disciplina di partito rispettata da tutti. Anche a costo di perdere pezzi. Parla il sindaco di Torino. Colloquio con Sergio Chiamparino
Il telefono squilla nell'ufficio torinese di Sergio Chiamparino. "Buongiorno sindaco, vorremmo intervistarla sull'emergenza nel Pd dopo la sconfitta in Sardegna e le dimissioni di Veltroni. Ci sono due pagine a disposizione". "Due pagine intere? Ma è uno spazio terrificante...", risponde. Fosse per lui, si risparmierebbe di sviscerare le conseguenze che questa crisi avrà sul suo partito. "Sono troppo amareggiato. Rischia di spegnersi qualcosa in cui ho molto creduto. Se andiamo avanti così, a scontri frontali, a contrapposizioni autolesioniste, senza costruire niente, finiamo dritti nella palude...". Per giunta, gli scappa, da Roma nessuno del partito si è fatto vivo, il giorno della rinuncia ("intempestiva") di Veltroni: "Nemmeno un sms, mi hanno mandato". E questo, dice, "è sintomatico del rapporto che nel Pd c'è tra amministratori locali e governo centrale. Cosa vuole che pensi, la gente comune? Penserà che il mio partito si sta avvitando su se stesso".
Scritto alle 21:00 | Permalink | Commenti (9)
Scritto alle 11:00 nella Fronte del Porco, Lameduck | Permalink | Commenti (12)
...e l'ultimo che esce spenga la luce...
Telegrafico Chiamparini: meglio da soli che con Rutelli...
...non morirò democristiano! Franceschini? Letta? Parisi? piuttosto questa volta voterò per Marco Ferrando, il pezzo più inutile della sinistra-sinistra, ben sapendo che non servirà a niente...
Il futuro dei circoli e del Pd. Tra i dirigenti locali dei circoli storici del Partito democratico dominano preoccupazione e smarrimento, ma soprattutto il timore che le dimissioni di Veltroni portino il Pd sulla china irreversibile di un "ritorno al passato", ai vecchi partiti, Ds e Margherita.(...no, non è uno spettro. E' piuttosto l'esito inevitabile di una unione incestuosa. Queste due anime del PD andranno a sbattere su tutti i problemi seri, dalle libertà personali, alla scuola pubblica, ai PACS... ci vogliamo rendere conto che da quando siamo insieme, a botte di veti incrociati, non riusciamo più ad avere una linea seria su NULLA? Il divorzio potrebbe non essere uno "spettro", ma semplicemente un esito inevitabile. NdR)
Scritto alle 08:00 | Permalink | Commenti (21)
Sabato prossimo, 21 Febbraio, un gruppo di amici del Tafanus si incontrerà a Milano, per una pizza a mezzogiorno (alcune persone arrivano da fuori, ed hanno il problema del rientro). Orari dell'incontro (magari in tarda mattinata, da qualche parte) saranno comunicati fra qualche giorno.
Silvano si occuperà della nella raccolta e coordinamento delle adesioni, che dovranno pervenire NON PIU' TARDI di giovedì 19. Chi ci sta, scriva a [Silvano] Comunicate a Silvano anche il numero di cellulare. Grazie. Tafanus
Prenotato per Sabato 21, alle 13,45 (prima non c'era posto), al Paper Moon, via Bagutta 1 (a 50 metri dal metrò di San Babila, uscita Montenapoleone. Affrettarsi per le conferme, perchè il posto non è immenso, e dobbiamo confermare.
Scritto alle 17:00 nella Varie | Permalink | Commenti (28)
...nella capitale irachena Dià al-Saadi - il legale che dirigerà il collegio di difesa di Muntazar e che in Iraq guida il sindacato degli avvocati - sta mettendo a punto gli ultimi dettagli della strategia difensiva, insieme a 24 colleghi che lo affiancheranno nel processo.
Quali argomenti userà per scagionare il giornalista?
"Lanciare le scarpe contro Bush rientra tra le manifestazioni del libero
pensiero, non è un atto di ostilità o tantomeno un tentativo di uccidere il
presidente americano. In Europa o in America non si usa scagliare uova marce o
pomodori contro i politici che hanno deluso le aspettative? Non credo che
nessuno finisca sotto processo in un tribunale penale per questo. E poi la
nostra nuova Costituzione fra i suoi pilastri ha proprio quello della libertà di
espressione"...
...dunque, lanciare scarpe non è reato, ma una libera manifestazione del pensiero. Vale anche per gli scarponi da sci, per i cavalletti e per i sampietrini?
I "Venerabili Maestri del senno di poi
Enrico Letta: "Senza un'alleanza con l'Udc non andiamo da nessuna parte. Tra le ultime ultime elezioni, l'unica che abbiamo vinto è stata quella della Provincia di Trento, ed eravamo alleati con l'Udc. La politica ha delle regole molto ferree. Il Partito democratico ha una storia ''inanellata di tanti errori'', dalla ''mancanza di amalgama all'assenza di rapporto di un partito che nasce con i suoi militanti'' fino ad arrivare allo statuto, ''barocco e schizofrenico'' e che rappresenta ''un mix di masochismo e autolesionismo''
Rosy Bindi: ""Non tutte le responsabilità sono di Veltroni, non tutte del restante gruppo dirigente". Lo ha detto Rosy Bindi intervistata stamani al 'caffe' di Rainews24. "Io penso - ha proseguito l'esponente del Pd - che la segreteria Veltroni sia partita con un vizio d'origine, che è quello di essere stato sostenuto da liste e componenti che avevano idee troppo diverse.
Antonio Di Pietro: "La ragione per cui credo che Veltroni abbia fallito la sua missione è quella di non essersi mai risolto a essere o carne o pesce. Un giorno sembrava volesse fare opposizione con me - ha continuato il leader dell'Idv - il giorno dopo faceva le moine a Berlusconi. In politica bisogna fare una scelta di campo, non è che si può stare con due piedi in una scarpa".
Arturo Parisi: "Veltroni doveva dire all'inizio se era adatto o meno per il lavoro che si accingeva a fare: il sospetto che non lo fosse lo avevamo in molti..."
Valdo Spini: "Credo che con il suo discorso di dimissioni da segretario del Pd, Walter Veltroni abbia comunque alzato il livello del dibattito. Lo dico dalla posizione di chi aveva considerato affrettata la costruzione del partito democratico e pericoloso distruggere i Ds senza una valida alternativa. In altre parole, si è liquidata la sinistra senza peraltro dimostrarsi capaci di sfondare al centro. Ora c'è da ricostruire qualcosa di nuovo"
Sergio Chiamparino: "La scissione? Non so... Qualche rumor l'ho sentito... Diciamo che se devo scegliere tra la conquista di un profilo netto, per il Pd, e una costante ambiguità, punto sulla prima opzione. A costo di perdere qualche componente".
... chiariamo subito una cosa: non ci associamo alla operazione di sciacallaggio "a posteriori". Noi abbiamo appoggiato Veltroni alle politiche, e ci siamo messi di traverso subito dopo, quando ha iniziato a straparlare di "dialogo" col bandito. Coi banditi non si dialoga. Li si combatte, e basta. Noi oggi abbiamo il diritto di stigmatizzare la vagotonicità di uolter, perchè abbiamo iniziato a farlo un anno e mezzo fa, quando nessuno degli attuali "venerabili maestri" (Berselli ci perdonerà per il furto di definizione) aveva il coraggio di dire come la pensava... Sarà una giornata orribile!... Tafanus
P.S.: Abbiamo costituito su Facebook un gruppo, provocatorio ma non troppo: "Paolo Farinella for Secretary". Ecco il commento appena pervenuto sul gruppo:
Ecco il commento autografo che è arrivato sul gruppo Facebook:
Scritto alle 16:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (23)
Scritto alle 15:00 nella Politica | Permalink | Commenti (69)


Ultimi commenti