Norme del S. Ufficio
1) Non è lecito iscriversi a partiti comunisti e dare ad essi appoggio.
2) Non è lecito pubblicare, diffondere, leggere libri o periodici, giornali e fogli volanti, che propugnano la dottrina e la prassi del comunismo.
3) I fedeli che scientemente e liberamente avessero commesso gli atti di cui sopra non possono essere ammessi ai Sacramenti.
4) I fedeli poi che fanno professione delle dottrine materialistiche e anticristiane del comunismo, e in primo luogo che le diffondono e propugnano, incorrono, «ipso facto,» come apostati della fede cattolica, nella scomunica riservata in modo speciale alla Sede Apostolica.
ln pratica per i comunisti che desiderassero contrarre il matrimonio religioso:
Se si tratta di un comunista convinto - ateo, materialista - il Parroco prima di procedere a! matrimonio deve riferire al Vescovo, che potrà concedere la celebrazione del matrimonio religioso solo alle seguenti condizioni:
a) che ci siano dei motivi giusti e gravi;
b) che il coniuge comunista dia garanzia di rispettare la fede dell'altro coniuge;
e) che ambedue si rendano garanti di educare cattolicamente i figli;
2) Quando, si tratta di fedeli iscritti al partito comunista, ma non professanti la sua dottrina atea e materialista, il Parroco deve considerarli come iscritti a società condannate dalla Chiesa. Perciò deve, anche in questa caso, consultare il Vescovo, che potrà concedere la celebrazione del Matrimonio religioso, se ritiene che sia sufficientemente provveduto all'educazione religiosa dei figli e a rimuovere il pericolo di perversione per il coniuge cattolico.
Il Vescovo, se lo ritenesse opportuno, potrebbe esigere garanzie scritte. Naturalmente: dalla celebrazione religiosa del Matrimonio van bandite le solennità ecclesiastiche esteriori.
2) Non è lecito pubblicare, diffondere, leggere libri o periodici, giornali e fogli volanti, che propugnano la dottrina e la prassi del comunismo.
3) I fedeli che scientemente e liberamente avessero commesso gli atti di cui sopra non possono essere ammessi ai Sacramenti.
4) I fedeli poi che fanno professione delle dottrine materialistiche e anticristiane del comunismo, e in primo luogo che le diffondono e propugnano, incorrono, «ipso facto,» come apostati della fede cattolica, nella scomunica riservata in modo speciale alla Sede Apostolica.
ln pratica per i comunisti che desiderassero contrarre il matrimonio religioso:
Se si tratta di un comunista convinto - ateo, materialista - il Parroco prima di procedere a! matrimonio deve riferire al Vescovo, che potrà concedere la celebrazione del matrimonio religioso solo alle seguenti condizioni:
a) che ci siano dei motivi giusti e gravi;
b) che il coniuge comunista dia garanzia di rispettare la fede dell'altro coniuge;
e) che ambedue si rendano garanti di educare cattolicamente i figli;
d) che ci sia la certezza morale che tali garanzie saranno mantenute. Perciò siano date regolarmente in iscritto. Tale matrimonio dovrebbe essere celebrato fuori della Chiesa. È però in facoltà del Vescovo permettere qualche rito sacro (non però la Santa Messa) ed anche la celebrazione in Chiesa.
2) Quando, si tratta di fedeli iscritti al partito comunista, ma non professanti la sua dottrina atea e materialista, il Parroco deve considerarli come iscritti a società condannate dalla Chiesa. Perciò deve, anche in questa caso, consultare il Vescovo, che potrà concedere la celebrazione del Matrimonio religioso, se ritiene che sia sufficientemente provveduto all'educazione religiosa dei figli e a rimuovere il pericolo di perversione per il coniuge cattolico.
Il Vescovo, se lo ritenesse opportuno, potrebbe esigere garanzie scritte. Naturalmente: dalla celebrazione religiosa del Matrimonio van bandite le solennità ecclesiastiche esteriori.
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N.B.: In questo post è TUTTO VERO! La prima parte è tratta dal Canone di Diritto Canonico, Canone 1013, Par. 1 - La seconda parte è tratto dalle "Norme del S. Ufficio" del 29 Giugno 1949", tuttora in vigore. NdR


Ma che vadano a farsi un brodo questi vecchi bacucchi !!!!!!
Scritto da: nonna Mana | 03/07/2009 a 23:01
Caro Antonio,il tuo post sulla scomunica dei comunisti negli anni ’60,mi ha provocato una ventata di nostalgia.
Immagina un paesino del profondissimo sud.
Dopo decenni in cui i podestà si erano trasformati in sindaci perpetuando lo stesso potere di oppressione sui poveri cristi,nel 1960 si insediò ,cosa inaudita, una amministrazione di sinistra.
A quei tempi venivano chiamati social-comunisti.
Di quella amministrazione faceva parte mio padre,socialista della prima ora.
Avevo,nel 1960,quattro anni e frequentavo l’asilo nido gestito da suore.
Un giorno chiamarono me ed alcuni amichetti annunciandoci che non avremmo avuto quello che per noi rappresentava un autentico oggetto del desiderio.Un pezzetto di liquirizia a forma di pesciolino.Te lo ricordi?
Il motivo? Perchè i nostri genitori erano comunisti.Così ci dissero.
Tornai a casa in lacrime e raccontai l’accaduto.
Mio padre faceva allora il venditore ambulante.Andava in giro utilizzando un residuato bellico americano.
Salì sul mastodontico camion ,si presentò all’ingresso e minacciò le pie donne di fare una strage se avessero continuato con le loro discriminazioni.
Ma il peggio doveva ancora venire.
Il prete,di fronte al Sindaco che pretendeva di accompagnare il Santissimo Sacramento bardato della fascia tricolore,oppose un netto rifiuto,adducendo motivi di indegnità morale,chiamando in soccorso la Volante,i Carabinieri e persino la Marina che si appostarorano agli ingressi del paese.
Mi raccontava mio padre, che il Maresciallo pretese gli fossero indicati i sovversivi senzaDio.
E avendo visto quei visi di contadini bruciati dal sole,inginocchiati al passaggio dell’ostensorio,volle stringere la mano a ognuno di loro,porgendo le scuse e togliendo l’assedio.
Oggi leggo che alle,timidissime, critiche di monsignor Marchetto al decreto razzista del governo,il portavoce della stampa vaticana si affretta a chiarire che non rappresentano la posizione ufficiale della Chiesa.
Sono passati cinquant’anni,ma rimangono ,scusa don Paolo Farinella,i corvi neri di sempre.
Scritto da: giò | 03/07/2009 a 23:29
@ nonna Mana, ci aggiungo: ma andassero a prnderlo in culo (credo alcuni già lo facciano), a puttane (anche su questo punto sono convinto che danno del loro ben volentieri), e a morì ammazzati.......questa è la fine che meritate x le colpe che avete......e sono tante........o, se sono tante!
Scritto da: Ennio | 03/07/2009 a 23:33
Condivido con tutti e tre gli amici qui sopra.
Io mi ricordo che quando ero piccolina, siccome la mia famiglia era di cattolici democristiani convinti, sentivo sempre dire a proposito dei nostri compaesani comunisti (che c'erano già eccome) in particolare della famiglia dell'oggi Sen. Morando "sarebbero anche brave persone, pero' sono comunisti. Sai Silvana, i comunisti vanno all'inferno!".....
Adesso, per la serie "a che punti siamo arrivati", leggetevi se avete voglia un po' questo
http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-11/pezzo-andrews/pezzo-andrews.html
Scritto da: Silvana | 04/07/2009 a 01:29
..... E anche questo
http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-11/ras-3/ras-3.html
Scritto da: Silvana | 04/07/2009 a 01:35
Silvana | 04/07/2009 at 01:29
"sarebbero anche brave persone, pero' sono comunisti. Sai Silvana, i comunisti vanno all'inferno!"
Un mio fratello era deputato all'Assembea Regionale Siciliana, ma mia sorella non ha mai votato per lui perché comunista scomunicato; mia madre sì, ma con la pena di sapere il proprio figlio condannato ad andare all'inferno.
Ora, alla luce delle cretinate del S. Ufficio, mi chiedo se il suo precedente matrimonio religioso fosse rimasto sempre valido o l'iscrizione al partito comunista avesse trasformato gli sposi in concubini e dunque rei di peccato gravissimo, avendo da concubini generato tre figli.
Scritto da: Vincenzo Carollo | 04/07/2009 a 08:50
A proposito di figli, i miei vicini di casa hanno avuto un solo figlio in oltre 60 anni di vita in comune benedetta dal Signore. Ignorantelli com'erano, non potevano potevano conoscere le "Norme del S. Ufficio" e, dunque, chissà quante volte in 60 anni si saranno rei involontariamente "rei di colpa grave» (Pio XII)".
Non ho mai capito perché Dio, per fare i figli, abbia inventato proprio un modo che incoraggia tanto a rendersi rei di peccato grave.
Scritto da: Vincenzo Carollo | 04/07/2009 a 09:29
@Vincenzo Carollo
"non potevano conoscere le "Norme del S. Ufficio" e, dunque, chissà quante volte in 60 anni si saranno resi involontariamente "rei di colpa grave» (Pio XII)".
Bisogna chiederlo a pio XII, c/o Inferno,Cerchio VII, Bolgia V,sezione Barattieri (truffatori senza morale,vissuti sfruttando le loro cariche e perseguitando il prossimo).
Scritto da: nicola.m | 04/07/2009 a 11:29
Metà anni '70: mia prima parentesi "napoletana", lavorativa, dopo il periodo universitario. Abitavo in una sorta di paradiso (Parco Cuma, in alto sulla collina di Pozzuoli. A volte giocavo a tennis con vista non soo sulle isole del golfo e su Capo, Miseno, ma se c'era un po' di vento, persino su Ponza e Ventotene. Mia figlia iscritta all'asilo, gestito da suore. Un giorno torna dall'asilo, e mi informa che in Russia la gente moriva di fame. I russi cadevano per strada come mosche. L'unico rimedio erano le organizzazioni cattoliche che a mezzogiorno passavano per le strade con un carro pieno di pentoloni pieni di minestra calda. Suonavano il campanaccio, e i poveri russi scendevano in strada con la gavetta, che i bravi cattolici riempivano di minestra.
Il giorno dopo sono andato, infuriato come un toro, a "conferire" con la capa. Cosa le abbia detto, e "come" glielo abbia detto, ve lo lascio solo immaginare. Fatto sta che in quella scuola il "numero" del carro con la minestra è scomparso dai programmi "formativi"...
Scritto da: tafanus | 04/07/2009 a 14:14
Non so se si tratti di un ben riuscito fotomontaggio, ma la foto del galletto non poteva rendere meglio l'espressione del ridicolo, del fanfarone... e del tristemente pietoso, nello stesso tempo.
Scritto da: Vincenzo Carollo | 04/07/2009 a 16:52
tafano Vincenzo
credo che questa foto del cretinetti sia un fotomontaggio che io ho inviato al nostro capo, transitatami da un comunista incallito...
Scritto da: compagno pasquale | 04/07/2009 a 17:21
Bravo Compagno Pasquale, "documenti" come questo rendono alla sinistra cento volte più di un comizio di tutti i capi e capetti disposti in fila indiana , aspettando ciascuno il proprio turno di due ore, battimani non compresi.
Scritto da: Vincenzo Carollo | 04/07/2009 a 18:55