In questi giorni i media sono pieni di approfondimenti socio-culturali e disquisizioni giuridiche sulla P3 e sul pi-treismo, figlio del piduismo. Tanto pieni, da farci dimenticare che la politica italiana è connotata, segnata, imputridita dalla malattia di origine, che vorremmo definiri "Il Pi-Unismo", che viene, cronologicamente e gerarchicamente, prima di tutti glia altri pi-ismi.
Oggi si dibatte accanitamente su chi comandi, tolleri, ignori, protegga di fatto la "banda larga" della criminalità economica; ci si scandalizza sulla caduta degli dei; ci si compiace della caduta di piccoli birilli ed esecutori. Pi-un, pi-due, pi-tre, pi-quattr, fronte destr, Destr!
Scajola, Lunardi, Cosentino, Bertolaso, Balducci, Anemone, Brancher, Caliendo, Verdini, Cappellacci, Dell'Utri, Carboni... Chi comanda chi? Verdini scarica su Dell'Utri, Dell'Utri scarica su Verdini, e nessuno che abbia il coraggio di ricordare che uno è un condannato per mafia, fondatore di Forza Italia, l'altro è il coordinatore di ciò che Forza Italia ha prodotto dal predellino di un'auto, il "Popolo della Libertà". E che l'una e l'altra creatura sono proprietà privata del Pi-Unista indiscusso, colui che tutti accoglie, protegge o cerca di proteggere con le stesse leggi che ha estorto ad una paese ormai venduto ai suoi soldi ed alle sue TV.
Si guarda il dito che mostra la luna, e si finisce col perdere di vista la luna. Si parla dell'appartamentino di Scajola con vista su un rudere osceno, e si dimentica che Scajola, incarcerato nella sua Liguria per l'affaire "Casinò di Sanremo - Borletti", inciampato nel G8 della macelleria messicana, nei lusinghieri giudizi su Marco Biagi, e nei detriti del Colosseo, è stato ogni volta ripescato in posizione di potere. Di potere crescente.
Si parla di Dell'Utri, creatore tecnico di Forza Italia, e ci si dimentica del fatto che Dell'Utri è un condannato in primo e secondo grado per associazione esterna a "Cosa sua". Si parla di Verdini, inquisito per loschi affari in Sardegna con un pregiudicato, e col figlio del commercialista del Pi-Unista in Sardegna, e ci si dimentica di dire che è ancora al suo posto, come numero due del Partito del Predellino. Si parla dello scandaloso comportamento di Brancher, diventato Ministro del Nulla sette giorni prima che il suo processo per corruzione arrivasse a sentenza, e si dimentica che si è avvalso di una legge disegnata sulle esigenze e sugli ordini di servizio del Pi-Unista, di colui che ha fortemente voluto la legge sul legittimo (?) impedimento, e che ora non può negare ai suoi servi i benefici che ha voluto per se. E si dimentica anche di dire che il ministro del nulla è un ex impiegato fininvest, oltre che ex prete-puttaniere.
Ma tant'è. Ormai nel Partito del Predellino, nelle posizioni di comando, tutti sanno troppe cose, e tutti possono ricattare come e quando voglio, chiunque altro degli appartenenti alla banda larga. Cacciare Previti dal Parlamento, nonostante una condanna passata in giudicato, è stata una fatica di Tantalo. L'abitante della fatiscente tana con vista sulla discarica è stato dimissionato da Ministro, ma resta parlamentare (con tutti i vantaggi che la cosa comporta...). Di Dell'Utri e di Verdini abbiamo detto.
Caliendo: chi era costui? leggete [questo articolo sul "Quotidiano di Puglia"]: molto, ma molto interessante...
Su Cosentino, dimesso da sottosegretario a furor di popolo, si sa tutto da lustri. Basta leggere [questo articolo di Fittipaldi e Di Feo] sull'Espresso dell'Ottobre 2008: "Clan nel Governo":
"Era a disposizione dei casalesi". Così un pentito accusa Nicola Cosentino. E' il quinto collaboratore di giustizia a puntare il dito contro il sottosegretario all'economia. Che continua a rimanere al suo posto" - (16 ottobre 2008).
Sono trascorsi quasi due anni da queste rivelazioni, ma 12 anni dai fatti riferiti dai pentiti. Noi stessi, in un post che non riesco a ripescare perchè troppo vecchio, avevamo scritto di un Cosentitno che, entrato in politica giovanissimo, ma con cariche marginali, intorno ai quarant'anni sera già il ben pasciuto e soddisfatto proprietario di una ottantina di immobili. Sudati risparmi fatti sullo stipendio da assessore a Casal di Principe?
Eppure, come ci ricorda l'amico Alessandro Gilioni di [Piovono Rane], già un anno e mezzo fa Cosentino è stato salvato, col concorso attivo e passivo anche di autorevoli membri del PD, dal siluramento:"...vorrei ricordare che un anno e mezzo fa la Camera respinse una mozione (presentata da esponenti del Pd, dell’Idv e dell’Udc) per far dimettere il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, il cui sistema di potere era già in buona parte venuto a galla. La mozione fu bocciata perché molti esponenti del Partito Democratico si astennero, mentre altri preferirono uscire dall’aula e non votare.
Gli astenuti del Pd furono gli onorevoli Bachelet, Cuperlo, Parisi, La Forgia, Bernardini, Madia, Mantini, Maran, Boccia, Capodicasa, Concia, Coscioni, Ferrari, Giachetti, Ginefra, Marini, Mecacci, Recchia, Sarubbi, Schirru, Tempestini, Turco Maurizio, Vannucci, Viola, Zamparutti, Zunino.
Quelli che invece non parteciparono al voto, nonostante in giornata fossero presenti in aula, erano gli onorevoli Tenaglia (allora ministro ombra della giustizia), Calearo (allora nel Pd), Fioroni, Gasbarra, Lanzilotta (allora nel Pd), Enrico Letta, Morassut, Bobba, Sereni, Merloni, Boffa, Bonavitacola, Bressa, Bucchino, Carra, Castagnetti, Corsini, Cuomo, D’Antona, De Pasquale, De Torre, Fadda, Ferranti, Fiano, Fiorio, Genovese, Giacomelli, Giovannelli, Gozi, Losacco, Lovelli, Lulli, Marantelli, Margiotta, Mosca, Murer, Narducci, Pedoto, Piccolo, Rosato, Russo, Samperi, Scarpetti, Servodio, Testa, Vaccaro, Vassallo, Vernetti, Vico..."
Spero che oggi chi ha contribuito a salvare Cosentino abbia il buongusto di non iscriversi tardivamente all'albo dei Fieri Combattenti per la Moralizzazione.
Oggi il mondo della sinistra sembra in stato di erezione da priapismo per la rivolta dei liberti (Fini e pochi, pochissimi altri di AN). E' troppo chiedere ai miei amici di non partecipare attivamente ed entusiasticamente all'arrapamento di massa? Possiamo ricordare che Fini ed i suoi cari sono stati fra i più feroci "approvatori" di tutte le porcherie del Pi-Unista (dalle leggi ad personam, dalla legge-porcata primigenia, quella legge elettorale che ha permesso di "assumere" come parlamentari e a volte come ministri inquisiti, condannati, veline, missitalie, sculettatrici mediaset?).
E' lecito ricordare che l'origine dello strapotere duraturo del Pi-Unista risiede al 99% nel controllo della TV, e che Fini e i suoi cari sono stati per 16 anni fra i più strenui lottatori in difesa dei privilegi e dei conflitti d'interesse del nano? Cosa ha fatto Fini contro la legge Gasparri? O per moderare il purtroppo dimenticato Storace, Presidente della Commissione di Vigilanza sulla RAI, prima di diventare, nientemeno, "Governatore del Lazio"? Una bella carriera, non c'è che dire, per un ex guidatore di sciaraballi della Ciociaria... uno che gli omosessuali li chiamava "froci"... Quelle finesse...
Possiamo dissociarci dallì'arrapamento sulle foto di Fini con riguardo alla questione morale, ricordando quali grandi privilegi si siano concessi Fini e i suoi cari in Lazio, nel sistema delle convenzioni della sanità, grazie all'allora Governatore Storace, rèfuso della storia? E' troppo chiedere a Fini di smentire o di giustificare la storia, denunciata dai giornali del Pi-Unista, sull'appartamento di Montecarlo, lasciato in eredità dalla nobildonna romana alquanto fascista, Donna Colleoni, ad AN, che sarebbe finito in uso al fratello della compagna di Fini?
Possiamo, a costo di urtare nascenti sensibilità, ricordare il Fini che definisce la nascita del Partito del Predellino "le comiche finali", salvo affrettarsi a montare sull'altro predellino in 10 nanosecondi? O il Fini che oggi voterà la fiducia sulla "manovra", salvo parlarne male su FareFuturo e su "Il Secolo"? Ma per piacere...
Possiamo per piacere chiedere a Nichi Vendola, nascente icona della sinistra, se rispondano al vero le ricorrenti indiscrezioni su un nascente asse Fini-Vendola? e se si, con quali obiettivi? e con quali strumenti? e con quale criterio?Postfazione: leggere oggi, coi giornali pieni di titoloni su bande larghe, cricche, P3, P2, P1 un documento dal titolo "La Carta dei Valori di Forza Italia", e confrontare questa carta con ciò che ne è seguto, genera pulsioni omicide. Sentire Berlusconi parlare di "Valori", più che valori morali, ci fa pensare ai valori immobiliari, alle mazzette, agli appalti, alle cricche. Sentir parlare Berlusconi di Valori è quasi come sentir parlare di Bondi di cultura, o certe ex veline, sottosegretarie all'Economia, che non sapevano cosa fosse la consob, parlare di swap... Per mettervi ancor più di malumore, vi ripropongo questo documento, nel momento in cui i "Valori" di Forza Italia emergono in tutta la loro possanza:
LA CARTA DEI VALORI DI FORZA ITALIA
I principi in cui noi crediamo sono i valori fondamentali di tutte le grandi democrazie occidentali.
Noi crediamo nella LIBERTA',
in tutte le sue forme molteplici e vitali: libertà di pensiero e di opinione, di espressione, di culto, di associazione, libertà di impresa e di mercato, regolata da norme certe, chiare e uguali per tutti.
Noi crediamo nella PERSONA,
nel diritto di ciascuno di realizzare se stesso,
di aspirare al benessere e alla felicità, di costruirsi con le proprie mani il futuro e di poter educare i figli liberamente.
Noi crediamo nella FAMIGLIA,
nucleo fondamentale della nostra società e centro dei nostri affetti principali.
Noi crediamo nell'IMPRESA,
che è l'istituto principe cui è demandato il grande valore sociale della creazione del lavoro, del benessere e della ricchezza.

Noi crediamo nei valori della nostra CULTURA ITALIANA,
che tutto il mondo ammira e ci invidia.
Noi condividiamo e coltiviamo i valori della nostra TRADIZIONE
CRISTIANA:
i valori irrinunciabili della vita, del bene comune, della
libertà di educazione e di apprendimento, della pace, della solidarietà,
della giustizia e della tolleranza verso tutti, inclusi gli avversari
politici.

Noi crediamo nel rispetto e nell'amore per CHI E' PIU' DEBOLE,
come gli ammalati, i bambini, gli anziani, gli emarginati.
Questo è quanto: ognuno rida (o pianga) come crede. In chiusura, poichè in relazione alla P3 in molti atti giudiziari viene evocata la legge Anselmi del 1982 sulle Associazioni Segrete, che nessuno, a cominciare dal sottoscritto, conosce in dettaglio, e che i giornali si sono ben guardati dal pubblicare, fornisco il link al testo completo della legge stessa:
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