L'affaire delle "spese di rappresentanza" di Mangiolini è stata rivelata dal secolo XIX, con due articoli, pubblicati [l'11 Novembre] e il [12 Novembre], e dai quali abbiamo estratto le notizie fondamentali.
Sessantaseimila euro in un anno, 5.500 euro al mese: più o meno cinque volte la paga mensile di un operaio metalmeccanico. Ammonterebbero a tanto le spese che il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, avrebbe fatto utilizzando la carta di credito aziendale della Rai. Delle “spese pazze” di rappresentanza del “direttorissimo” dell’ammiraglia dell’informazione Rai, come lo chiama il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, si è occupato ieri pomeriggio il Consiglio di amministrazione di Viale Mazzini. Il direttore del telegiornale dichiara al Secolo XIX di non saperne nulla. «Mi sembra una cosa campata in aria, ridicola: tutte le mie spese sono motivabili».
È noto che la Rai mette a disposizione dei propri direttori di testata e di rete una carta di credito aziendale per affrontare le spese di rappresentanza. Una prassi, questa, seguita da tante grandi aziende private e pubbliche, dell’editoria come dei servizi o dell’industria, con i loro dirigenti apicali. Funziona così, per esempio, anche nello Stato, al governo per i ministri. A Viale Mazzini il “plafond” per pagare pranzi e cene o fare dei regali a ospiti, fonti o autorità istituzionali sarebbe fissato tra i sei ed i settemila euro all’anno, più o meno 500 euro al mese. Un limite nei fatti storicamente rispettato da (quasi) tutti gli interessati. Ma, secondo quanto riferisce una fonte interna alla Rai, Minzolini avrebbe pagato con la carta di credito a propria disposizione dieci volte tanto il consentito.
Del profilo contabile della vicenda ora potrebbe però occuparsi la magistratura contabile, che tiene sott’occhio i disastrosi conti dell’azienda radiotelevisiva di Stato. Luciano Calamaro, il magistrato della Corte dei Conti che, in base ad una legge del 1958 relativa alle sedute dei consigli di amministrazione degli enti pubblici che ricevano un apporto statale al patrimonio, da qualche settimana partecipa infatti alle sedute del Cda Rai. E ieri avrebbe chiesto gli atti della pratica al direttore generale Mauro Masi. (...ed ora arriva il "marchio d'infamia"... il blocco della carta di credito al bulimico Mangiolini... NdR)
“Spese pazze”, la Rai blocca la carta di credito di Minzolini
Il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, dovrà documentare di fronte al consiglio d’Amministrazione della Rai le spese di rappresentanza sostenute con la carta di credito aziendale: 66 mila euro in un anno, contro i 6-7 mila euro di cui si sono accontentati gli altri super-dirigenti rispettando il plafond. La richiesta di una verifica è stata formalizzata dai componenti del cda di area centrosinistra. E al di là dei controlli aziendali interni, la stessa Corte dei Conti si occuperà del caso acquisendo le pezze giustificative.
[...] Da 15 giorni, intanto, Minzolini non può più utilizzare la carta di credito. L’azienda l’ha infatti bloccata dopo aver accertato che era stato ampiamente superato il “tetto” di spesa. Minzolini ieri si è difeso sul Secolo XIX, che aveva svelato la vicenda, assicurando che «ogni euro speso con la carta di credito aziendale è motivabile».
La vicenda delle presunte “spese pazze” di Minzolini arriva fra l’altro in un momento particolarmente difficile per la Rai, con Masi che finisce sotto il “fuoco amico” per il piano anti-evasione presentato al cda. Piano che prevede controlli stringenti su chi non paga il canone Rai.
Questo quanto emerso dal Secolo XIX. Minzolini, ha spiegato che ogni euro speso con la carta di credito è motivabile. Ne siamo certi. Il probvlema è di vedere se le "motivazioni" saranno in linea con le disposizioni e i limiti aziendali, che valgono per tutti, incluso Mangiolini. Qualcuno ricorderò che al tramonto del craxismo, tale Maria Giovanna Maglie (quella che oggi veste in stile mix fra il Dalai Lama e Marta Marzotto), fu costretta a dimettersi per un problemino di spese aziendali...
Il Secolo XIX ricorda che l'insaziabile Mangiolini, ha mangiato, in cenette, ogni mese, quanto 5 famiglie di metalmeccanici devono farsi bastare per campare la vita. Io vorrei usare un altro parametro: 67.000 euri per 220 giorni lavorativi, significa mangiarsi in compagnia, anche nelle uggiose serate invernali, 500.000 lirette. TUTTE LE SANTE SERE. Ma dato che Masi prima attacca i ricavi RAI (quelli Mediaset, per converso, vanno benissimo) e poi vorrebbe rimediare ai buchi scatenando la guerra all'evasione del canone (magari, in alcuni casi, evasione "di necessità"), vorrei ricordare all'ineffabile Masi che i 60.000 euro spesi da Mangiolini OLTRE il plafond ammesso, corrispondono, col canone a 109 euro, al recupero d'evasione di 550 famiglie, e cioè di un intero paesino di circa 2.000 abitanti.
Io spero che la Corte dei Conti chieda conto (e rimborso) non solo all'ineffabile Mangiolini, ma anche a chi doveva controllare, ed è venuto meno ai suoi obblighi: il Direttore Generale Masi, il Direttore Amministrativo, il Collegio Sindacale. Cosa ne direbbe, la Corte dei Conti, di un salutare "sciogliete le righe"? Tafanus



![Validate my RSS feed [Valid RSS]](http://iltafano.typepad.com/Documenti/valid-rss-rogers.png)
Ma dai, che volete che sia ... Stiamo a preoccuparci per due spesucce ... Avrà da pagarsi il parrucchiere, l'igienista dentale, Francesca, tutte spese documentabili e NECESSARIE. Mica vorrete che il pilastro dell'informazzione itagliana vada a fare un redazionale con le unghie sporche, ma dai, basta, komunisti ...
Scritto da: alfonso | 15/11/2010 a 22:41
Alfonso,
dal parrucchiere? a far che? Comprarsi la parrucca?
Scritto da: charly brown | 15/11/2010 a 23:02
Minzolino: "...tutte le mie spese sono motivabili."
Che cazzata (minzolinata)!
Motivabile non vuol dire GIUSTIFICABILE! Basta questa risposta per ritenerlo indegno a guidare quello che una volta era il giornale più autorevole del paese e che ora fa sorridere come "Il corrierino dei piccoli."
Scritto da: Angelo | 16/11/2010 a 09:09
Mangiolini è la prova provata che l'ottusità unita all'arroganza del potere rende l'uomo stupido.
Scritto da: nonna Mana | 16/11/2010 a 09:22
@ Angelo | 16/11/2010 a 09:09
Certo che le spese sono "motivabili", ma resta il fatto che non ha nemmeno il diritto di motivare l'illecito.
Il fatto di non provare sufficiente vergogna per dimettersi sembra compatibile con un utilizzo ilproprio della carta e, dunque; aspettiamo le "motivazioni" per sghignazzare.
Scritto da: Vincenzo Carollo | 16/11/2010 a 09:32
@ nonna Mana | 16/11/2010 a 09:22
A causa della stipidità cercano di emulare quelli più stipidi di loro... e coeì s'innesca la "catena di sant'Antonio".
Scritto da: Vincenzo Carollo | 16/11/2010 a 09:41
Minzolini: 66mila euro di carta di cedito ?
Ma che ha fatto ? Ha cambiato auto ?
Scritto da: lucio sorge | 16/11/2010 a 09:58
komunisti non taccate il direttorissimo
Scritto da: compagno pasquale | 16/11/2010 a 13:31
Mi vbiene in mente il medico che nel film di Alberto Sordi "Vacanze intelligenti", dopo aver fatto la lavanda gastrica a Sordi e signora, chiede:
"...ve posso fà na domanda? ...ma cche cazzo ve siete magnati?..."
Scritto da: Tafanus | 16/11/2010 a 14:22
la maglie, non sapevo, davvero un "bel" personaggio.
Bene, bisogna dirle e ripeterle certe cose, come questi meschini abusi del "direttorissimo" (si, a tavola) perchè questi mascalzoni ci marciano sul fatto che, prima o poi, tutto svanisce, che la gente dimentica.
Brava maria giovanna, ora ho capito perchè mi stavi tanto poco simpatica.
Scritto da: giancarlo.g | 16/11/2010 a 15:16
...cosa aspetta la rai a mandare a casa il direttorissimo mangiolini...
Scritto da: compagno pasquale | 16/11/2010 a 17:41