Pubblicità


  • View My Stats

  • AltreMenti Festival Don Chisciotte

  • Liquida

  • Aruba

SONDAGGI


Tafanus


  • Share |

  • Follow Tafanus on Twitter

  • Dal 16/04/2006

  • Sostegno al Tafanus

  • Condividi
  • Vota i posts del Tafanus su oknotizie

Diventa fan

La mia foto

Followers


febbraio 2012

lun mar mer gio ven sab dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
Blog powered by TypePad
Iscritto da 04/2006

Collegamenti

Sostegno al Tafanus


La Babele dei Blog

« Martino Morsello, e il suo tragicomico "Programma del Movimento dei Forconi" | Principale | Off Topics del 26 Gennaio - Camionisti: primi arresti (era ora) »

25/01/2012

Commenti

Feed Puoi seguire questa conversazione iscrivendoti al feed dei commenti a questo post.

annarosa

Bellissima e struggente lettera, chi ha vissuto abbastanza sa che è realtà.

roberto il partigiano

La lettera di Matteo Pucciarelli che Don Aldo ci ha gentilmente trasmesso spiega più di qualsiasi analisi sociologica e politica il dramma della attuale crisi di inserimento nella vita lavorativa delle nuove generazioni.Noi vecchi nel dopoguerra abbiamo piantato l'albero della Repubblica democratica che grazie ai nostri sacrifici e cure è cresciuto forte e rigoglioso e ha dato a tutti i suoi frutti.Ma quando per legge naturale ne abbiamo lasciato le cure ai nostri successori: questi hanno permesso senza le giuste reazioni che il vecchio albero venisse potato male ,tagliato e ridotto un nudo tronco.
Noi ci saremmo ribellati:ma per voi cari posteri quando sarà il momento?

Tafanus

@ Annarosa e Roberto: a me questa lettera è piaciuta moltissimo, e tuttavia mi ha messo addosso molto disagio. Di fronte a questa lettera, il Re è nudo. Mi sento al tempo stesso vittima e colpevole. Perchè indubbiamente non è stata la nostra generazione a rovinare l'Italia. Noi abbiamo vissuto di lavoro e sudore, non di privilegi.

Ma al tempo stesso abbiamo lasciato che certe cose accadessero: la Milano da bere, la nave che va, i baby-pensionati... Forse eravamo distratti, o forse eravamo ben pasciuti. Ricordo bene gli anni sessanta, quando la cosa più semplice e naturale della vita era lavorare, guadagnare, guardare ad un futuro che sorrideva, cambiare azienda ogni tre anni raddoppiando lo stipendio...

Forse siamo stati ciechi a non capire per tempo che non poteva durare così. Forse eravamo troppo ben pasciuti per accorgerci che dallo Stato si andava in pensione con 14 anni, sei mesi e un giorno di contributi (reali e figurativi). C'è gente che riscattando la laurea e il servizio militare è andata in pensione con 9 anni di contributi effettivi, alla veneranda età di 34/35 anni. Nove anni di lavoro, 40 anni da pensionato col lavoretto in nero.

Questa lettera non alimenta il sorgente conflitto generazionale. Tenta semmai di ricondurlo a razionalità e verità. Coloro che oggi accusano la generazione dei padri, hanno spesso ben goduto dei privilegi di quel vecchio benessere, magari senza rendersi conto di aver vissuto anni da privilegiati.

Come trovo ingiusto che si siano spesso dimenticati di essere grati ai loro genitori, trovo ingiusto che noi non si veda, o si sottovaluti, il terribile disagio della prima generazione del dopoguerra che ha innestato la retromarcia.

Fino alla nostra generazione, tutti siamo stati ragionevolmente certi che i figli avrebbero avuto una vita migliore dei padri. Questa è purtroppo la prima generazione alla quale il futuro è spesso negato. E oggi, purtroppo, è tardi persino per "fare la rivoluzione", perchè non servirebbe a niente. Non c'è più trippa per nessuno.

Trent'anni di craxismo e di berlusconismo hanno ammazzato il paese.

Verifica il tuo commento

Anteprima del tuo commento

Questa è solo un'anteprima. Il tuo commento non è stato ancora pubblicato.

In elaborazione...
Il tuo commento non può essere pubblicato. Errore di scrittura:
Il tuo commento è stato pubblicato. Pubblica un altro commento

I numeri e le lettere che hai inserito non corrispondono a quelle dell'immagine. Prova di nuovo.

Come ultima cosa, prima di pubblicare il tuo commento, inserisci le lettere ed i numeri che vedi nell'immagine qui sotto. Questo impedisce che programmi automatici possano pubblicare dei commenti.

Fai fatica a leggere quest'immagine? Visualizzane un'altra.

In elaborazione...

Scrivi un commento