Proseguendo i miei incontri virtuali con i top blogger economici, sono lieta di presentarvi questa conversazione con Stefano Bassi, blogger de "Il Grande Bluff", che ho iniziato a seguire da qualche tempo e che è sempre sulla notizia, anche attraverso il suo seguitissimo twitter. Si parla di crisi ovviamente, e soprattutto dei suoi effetti sui nostri risparmi e di come difendersene. Buona lettura.
Nel profilo che troviamo sul tuo blog "Il Grande Bluff" ti definisci un ex trader, attualmente top-blogger economico-finanziario-esistenzialista. Ci spieghi meglio il tuo percorso?
Ho fatto un po' di tutto. Prima ho lavorato all'Università, ho fatto l'imprenditore informatico e web, poi ho fondato nel 2000 Borsarumors, diventata la seconda community italiana per utenti dopo finanzaonline, basata su un gruppo dei migliori traders italiani. Ho fatto il trader con successo per svariati anni e poi ho incominciato a fare il blogger e l'ho trasformato in un mestiere.
L'Italia ha varato una manovra finanziaria anticrisi definita "impressive" dalla Merkel ma che tuttavia qualcuno considera recessiva e perfino inefficace contro la crisi globale. Come se non bastasse, la politica vuole intervenire per modificare qui e tagliare di là, dando l'impressione di voler andare a parare nella solita soluzione all'italiana del cerchiobottismo.
E' serio, per dire, rimangiarsi il discorso sull'ICI perchè lo chiede il centrodestra e fare concessioni sulla riforma pensionistica perchè così vuole la sinistra? Un governo tecnico non dovrebbe fare e basta, senza rimangiarsi tutto il giorno dopo? E' perchè stanno lavorando con la fretta alle calcagna o anche il governo Monti sarà destinato ad arrendersi al gattopardismo del cambiare tutto per non cambiare nulla? Non si starà dimostrando che la democrazia è sempre più incompatibile con il governo dell'economia e quindi, in situazioni di emergenza, vige la legge marziale? E' questo principio, di rinunzia alla propria sovranità, che in fondo questa crisi vuole imporre al mondo?
Dieci domande in una e di politica pure... Io nel mio blog cerco di parlare di economia e finanza in modo il più asettico ed imparziale possibile e lontano dalla politica, che ormai ha perso buona parte del suo significato come ha perso significato la distinzione destra-sinistra.
Il mondo ormai è in mano alla finanza ed all'economia, conta solo quello perchè tutti pensano ormai solo a fare soldi. Dunque i governi ormai contano soprattutto per le loro finanziarie, soprattutto adesso che ci troviamo in una crisi epocale.
Il governo Monti, secondo me, sta perseguendo i suoi obiettivi celermente e senza troppe marce indietro.
Ormai sono i "trader" e la finanza a governare in modo molto veloce, via spread e affini: sono loro che fanno cambiare velocemente i governi.
Con la Grande Crisi abbiamo sprecato una grossa occasione: si poteva depotenziare e limitare uno dei grandi responsabili - anche se non l'unico- ovvero la finanza ed invece è stata salvata e tamponata in tutti i modi, sbracando i conti pubblici. Adesso la finanza fa come prima e peggio di prima.
Purtroppo c'è ben poco da fare perchè ormai è tutto trasversale e globalizzato: se fai delle normative limitative, queste vengono aggirate, magari spostandosi in Mongolia.
Abbattendo prima di tutto la leva finanziaria 1 a 50 molte cose cambierebbero ma non lo faranno mai, anche perché una manovra del genere ci farebbe tornare ad un'economia anni '50 e molti dovrebbero rinunciare a cambiare auto ed I-phone come cambia i calzini.
Perché non vogliono proprio accettare il Piano Rubik? Non piaceva a Tremonti e pare non piaccia neppure al governo Monti. E' perché hanno tutti i soldi in Svizzera, oppure ha ragione Giarda a dire che sarebbe dopotutto un condono e quindi non s'ha da fare - anche se lo hanno già fatto Germania e Gran Bretagna?
Bisogna senz'altro colpire chi ha portato soldi in nero in Svizzera ma se non lo fai in fretta servirebbe a poco perché tutti quei furboni li stanno già spostando alle Bahamas.
Il Piano Rubik non è la soluzione con la S maiuscola ma è una cosa da fare e che, coinvolgendo molti amici degli amici in Italia, si fatica a fare.
Bisogna però distinguere nettamente gli evasori da tutti gli italiani che stanno portando soldi in Svizzera LEGALMENTE e regolarmente li dichiarano nel 740.
Questa è una tendenza assolutamente sensata ai tempi della Grande Crisi: tutto è globalizzato, quindi perchè non globalizzare i risparmi? Differenziando e delocalizzando riduci i rischi che tutti i tuoi onesti e sudati risparmi vadano in fumo, soprattutto con un euro in bilico come abbiamo ora.
I risparmi sono l'ultima difesa dell'Italia e se ce li giochiamo male non abbiamo più nulla per difenderci. Bisogna essere pragmatici e realisti ma è anche una battaglia ideale: delocalizzandoli, si tolgono legalmente i risparmi da un'Italia in mano alla Casta che la soffoca da 20 anni e dunque si toglie ossigeno alla Casta stessa.
Ti sei fatto un'idea del perché stiamo tutti al capezzale dell'Euro e del cosa l'ha fatto ammalare? E' perchè è una moneta nata male, perché era diventata troppo forte e dava fastidio ad altre divise - principalmente il dollaro - e quindi la stanno avvelenando lentamente oppure è proprio la stupidità degli europei che non sono capaci di mettersi d'accordo sul bene comune? Chi sta facendo più male all'euro in questo momento: l'incertezza della Merkel, la scelleratezza dei PIIGS, l'ambiguità della Gran Bretagna che vuol stare sia dentro che fuori all'Europa ma per poter fare meglio i suoi interessi, compresi quelli speculativi, oppure altri?
Il fatto che l'euro rischi di saltare è una questione complessa che ha decine di cause.L'importante è stabilire delle priorità d'importanza e non dare la colpa principale a complotti fantasmatici o alle
agenzie di rating.La colpa principale è imputabile a noi stessi che abbiamo creato un'unione monetaria con già dei gravi difetti di nascita che poi non ci siamo premurati di risolvere. Non abbiamo fatto passi avanti verso l'integrazione fiscale e politica. Per questi motivi, una semplice unione monetaria ed un'Unione Europea con istituzioni inefficienti tra loro non può funzionare in tempi di crisi epocale tra paesi diversisimi tra loro, quando hai Stati che crescono del 3% di PIL ed altri che scendono del 2%; quando hai stati che pagano sui titoli di stato decennali il 2% ed altri il 10%.
La colpa principale della crisi dell'euro risiede dunque qui in
Eurozona, nelle nostre profonde divisioni e debolezze, nella Germania che pensa solo a se stessa, ecc.
Gli altri, e quindi anche gli speculatori, ci marciano sopra perchè il mondo non è un asilo nido dove si prendono cura di te se ti metti a frignare ma è una jungla dove vince il più forte e se sbagli ti sbranano.
Cosa comporterebbe per l'Italia - e per gli altri paesi dell'eurozona - uscire dall'Euro e tornare alle divise a nazionali?
Difficile a dirsi perchè sarebbe un caso senza precedenti, a parte la caduta dell'impero romano e l'uscita dal sesterzio...
Diciamo che ci troveremmo con una new-lira svalutata anche del 50% con tutti i pro ed i contro del caso. La parte positiva è che la nostra economia tornerebbe ad essere molto competitiva e che l'export andrebbe come un treno.
La parte negativa è che i nostri risparmi perderebbero valore, che rischieremmo un'inflazione galoppante che abbatterebbe si il debito ma anche tutti noi.
Purtroppo in questi tempi moderni globalizzati ed iper-competitivi svalutare non basta più, soprattutto se hai ancora tutte le palle al piede che tirano giù l'Italia da 25 anni.
Ormai ci vogliono cure e strategie "totali e complesse" ad ampio spettro e non strategie iper-focalizzate.
Se la situazione è grave, ci sono manovre pratiche di autodifesa da adottare? C'è chi pensa di portare i soldi in Svizzera, di ritirare il contante dalla banca ed affidarlo al caro vecchio materasso, di investire in dollari, di comperare casa sull'Unter den Linden a Berlino, di farsi un tesoretto in valuta estera da tenere in cassetta di sicurezza. Ci dai un consiglio, a parte quello di tirare un bel respiro e cercare di calmarsi? E secondo te, nella peggiore delle ipotesi, cosa potrebbe veramente succedere ai nostri soldi?
Parto dalla fine: cosa potrebbe succedere ai nostri soldi?
Potrebbero svalutarsi del 50% se l'euro crolla, potrebbero svanire parzialmente dai conti virtuali se le banche saltano o comunque ne verrebbe limitato l'accesso come in Argentina durante il default.
Come ho spiegato più volte i punti per difendersi sono tre:
1) Non tenere solo soldi virtuali su conti virtuali che con un click me li rigirano come vogliono e che effettivamente LA BANCA NON POSSIEDE. Pensate se dovessimo metterci tutti assieme a prelevarli...
Le banche hanno
leverage bancari assurdi: da 1:20 ad 1:50, ovvero per 1 euro reale che possiedono si giocano da 20 a 50 euro.
2) Non tenete solo soldi in euro che se dovesse saltare l'euro, ecc. ecc.
3) Non tenete solo soldi su banche perchè il sistema finanziario è tecnicamente fallito (chi più e chi meno) e sta in piedi solo grazie a mega-tamponi governativi.
Per avere maggiore protezione, relativamente parlando visto che il safe haven assoluto non esiste più,
bisogna adottare una strategia di differenziazione dei risparmi ma anche di delocalizzazione legale in Nazioni diverse.
Le soluzioni sono parecchie. Faccio alcuni esempi ma ciascuno può trovarne altri.
Comprare una Casa a Berlino, aprirsi un conto (legalmente) in Svizzera, comprarsi una casa in USA in un'asta fallimentare a -60% del suo prezzo di qualche anno fa e, scegliendo la zona giusta, farsi un portafoglio FISICO di valute estere e metterle (per ora) in cassetta di sicurezza - gli Argentini che durante il default avevano dollari fisici se la cavarono alla grande - e così via.
In conclusione, esiste la possibilità che nessuno sappia come risolvere veramente questa crisi globale perché la situazione è sfuggita di mano all'apprendista stregone? Augurandoci che non sia così, è meglio essere pessimisti senza illusioni, ottimisti alla Berlusconi od ottimisti con cautela?
Io attualmente non vedo soluzioni alla Crisi via bacchetta magica ma solo soluzioni LUNGHE E DOLOROSE: abbiamo banchettato per anni su un sistema marcio e finanziarizzato vivendo oltre alle nostre possibilità, abbiamo accettato una delocalizzazione selvaggia perchè all'inizio faceva comodo anche a noi mentre adesso ci massacra posti di lavoro e tessuti produttivi. Beh, IL CONTO prima o poi va pagato. Punto.
Io non sono nè pessimista nè ottimista ma realista: il Mondo non finirà ma cambierà, l'etimologia di Crisi è cambiamento. Basta capire le nuove tendenze, anticiparle e mettersi sul giusto binario.
@Lameduck
L'analisi e sostanzialmente condivisibile visto che la Ue ha saputo - tadivamente dico io - unificare la moneta ma non le linee guida comuni a tutte poliche nazionali (pur con le differenti scelte politico-elettorali di ogni singolo aderente).
Ciò non di meno l'euro si è apprezzato notevolmente sul dollaro soprattutto (anche perchè gli Usa dovevano finanziare i costi dei suoi interventi militari), ed è cresciuta nel complesso poco, favorita da un lato dal minor costo delle materie prime e svantaggiata dai suoi alti prezzi dell'export extra Ue.
Quanto ad aver vissuto al di sopra delle nostre possibilità non penso dipenda dall'aver speso più di quanto si aveva in tasca (il debito delle famiglie in realtà è parecchio inferiore alla ricchezza delle famiglie stesse e peraltro è costituito sopratutto da mutui e non da credito al consumo come negli Usa) quanto dall'aver permesso un dispendio della finanza pubblica indecente (Italia in particolare).
Oppure, come tu dici, di aver sostenuto una finanza "allegra" che ha costruito carta su carta: questo vale anche e soprattutto per le banche francesi, tedesche ed inglesi,
che sono state sostenute a miene mani dai rispettivi paesi; molto meno quelle italiane, attaccate finanziariamente perchè detengono, da sempre, titoli di stato italiani.
La situazione è comunque critica per gli errori commessi e permessi alla Finanza, soprattutto quando si è avuta la malaugurata idea di concedere la frammistione delle attività ommerciali e finanziarie o d'investimento allinterno di ogni banca(e questo spiega lalto leverage).
Gli elementi che ci possono far ben sperare che la situazione migliori sono molti e pure contraddittori perchè se i percorsi virtuosi che andrebbero una buona volta ripresi si intravedono, nella realtà vediamo che tutto si trasforma in uno stop and go, a livello politico europeo, con concessioni, mezze concessioni, marce indietro,veti i divieti incrociati, mini allenze, ecc.
Ci andrei invece parecchio cauto sul immaginare strade di autodifesa personale, intanto perchè le ipotesi formulate non sono facilmente perseguibili dalla maggior parte delle famiglie, che se hanno buon risparmio non è certo a badilate, per cui aprire un conto regolare in Svizzera o comperare una abitazione a Berlino o Miami è una pia illusione.
Eppoi perchè anche questa è finanza delle peggiori, poichè la difesa si fa in casa e cercare altri lidi significa alimentare la finanza internazionale che tanto attacchiamo: se acquisto depositi in dollari, sterline, yen o franchi svizzeri, cedo euro; oppure se compero immobili all'estero (che costa seguire anche fiscalmente) cedo immobili in Italia: in entrambi i casi contribuiamo da un lato ad apprezzare e dall'altro a reprimere, contribuendo a spostare ricchezza sulla finanza internazionale.
Proprio l'Argentina è un chiaro esempio: è vero che gli argentini si son salvati per effetto dei dollari in loro possesso, ma è altrettanto vero, che questa stato ha sempre avuto doppia circolazione di moneta, e questo malcostume, alla fine mina alle fondamenta qualsiasi economia provocandone il tracollo; quindi il dollaro è stato la disgrazia dell'Argentina, ma la salvezza degli argentini.
Un pò come è accaduto all' Urss dove l'auto referenzialità dei soviet non ha mai pensato di puntare ad una moneta unica di peso negli scambi commerciali, ma ha preferito la doppia circolazione (con il tanto vituperato dollaro americano) perchè faceva comodo a tutti: al popolo e alla nomenklatura.
.....
Scritto da: Lucio Sorge | 27/01/2012 a 15:56
Conditio sine qua non per fare investimenti all'estero è quella di avere qualcosa da investire;
il ritorno alla lira con una svalutazione del 50% o, peggio, il fallimento dello stato sarebbe
una tragedia per i percettori di redditi fissi (lavoratori dipendenti, pensionati) eod anche per i piccoli artigiani e commercianti, i grossi pescecani, viceversa, quelli che, in questo caso, avrebbero già messo al sicuro il bottino sia con esportazioni di capitali, sia con speculazioni
di carattere finanziario, magari investendo in hedge fund che puntano al default della zona Euro, ecco, quelli, lucrerebbero di molto da una situazione come quella sopra descritta.
Scritto da: claudio r. | 27/01/2012 a 20:03
Claudio r.: condivido. Io proporrei di ritagliare un'area della Patania (una specie di enclave)nella quale rinchiudere tutti coloro che vogliono uscire dall'euro. Che si arrangino da soli, ma senza vebire a rompere le palle a noi DOPO.
Scritto da: Tafanus | 27/01/2012 a 22:43
E se non bastasse la globalizzazione a deprimere le finanze, in casa nostra la mamma dei furbetti è sempe incinta ....
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/le-coop-e-il-giochino-dellopa/186804/
Scritto da: marco cagliari | 28/01/2012 a 08:11
@claudio
hai il dono della sintesi che a me manca.
Ma come: vorremmo che i governi perseguissero duramente ed inesorabilmente gli evasori fiscali e gli esportatori illegali di ricchezza, eppoi dovremmo nel nostro piccolo fare altrettanto, anche se legalmente ?
In pratica il risultato sarebbe proprio lo stesso quello di auto affondarci !
Scritto da: Lucio Sorge | 28/01/2012 a 12:15