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Scritto il 30 novembre 2012 alle 17:43 | Permalink | Commenti (0)
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PRIMARIE -
Le primarie del centro-sinistra ci consentono di tirare alcune conclusioni. Il
successo è indiscutibile. Il risultato è problematico. Le conseguenze non
saranno indolori. Oltre 3 milioni di persone che fanno la coda per ore sono il
segno che la gente è terrorizzata che torni il «debosciato». Sì, quello che è
naturalmente propenso a delinquere. Nessuno, e tanto meno lui, può cavalcare
adesso la tigre dell’antipolitica. Nessuno può dire che Bersani è
«nomenclatura» perché è stato votato. Il suo 45% (quasi) è simile ad una mezza
sconfitta, se si considera che non è stato votato nelle regioni di lunga
tradizione «di sinistra».
Vincerà Bersani, se lo voteranno i vendoliani che non voteranno per Renzi. Il centro sinistra non avrà vita facile e la scissione è sempre incombente. Non so se Renzi accetterà una sconfitta «da vincitore» perché una cosa è certa: se il Pd vorrà sopravvivere può permettersi un solo gallo nel pollaio; due sarebbero una tragedia, anche se Renzi, a mio parere, non ha la stoffa del gallo, ma quella del cappone. Si è trovato a cavalcare un sentimento, ma non sa andare a cavallo. Basta sentirlo parlare e dopo 50 secondi ti viene il latte alla pianta dei piedi. La sua politica economica «di sinistra» è Ichino che è peggio della Fornero. Il suo orizzonte culturale è Gori, direttore di Mediaset, ed è tutto detto. In Liguria nella zona di Scajola ha stravinto, ma non a sua insaputa.
Anche se ufficialmente dicono che non vi saranno trattative, io so che, in privato, le trattative sono cominciate la notte stessa, quando si stabilizzavano le percentuali. Vendola non regalerà nulla e non chiederà una linea politica che sa che non potrà ottenere, ma chiederà un «giubilato», secondo il metodo collaudato clericale: "promoveatur ut amoveatur - verrà promosso per essere tolto dai piedi" e lui si farà promuovere per togliersi «dignitosamente» dai piedi. Il sogno di Vendola ora è l’Europa, dove potrà chiedere un posto di commissario nella nuova tornata.
Su questo punto mi gioco Bersani e Renzi insieme: compri uno e porti a casa due. Renzi cercherà di condizionare, pretendendo al congresso un certo numero di posti per i suoi che si sono spesi per lui e li otterrà. Il prossimo congresso conterà tre posizioni: la destra-destra del Pd che è Renzi; la destra-centro che è Bersani e la ex dc (Letta, Franceschini, Moroni) e la destra-sinistretta che è Vendola e qualche pseudocomunistello da sagrestia ancora sorpavvissuto. L’ultimo si toglierà di mezzo ed emigrerà al nord (Bruxelles), Renzi deve vedere cosa gli conviene perché non lo sa nemmeno lui; Bersani sarà un pochino più forte nei confronti di Monti e di Casini perché porterà 3 milioni e passa di azioni cash.
Domenica 25 novembre 2012, Monti ha già messo «un’opa» su Bersani da Fazio, quando ha auspicato la fine dei «governi tecnici», mandando l'avvertimento a Bersani di essere disposto per un «governo politico» appoggiato dal Pd. In altre parole «Monti tecnico» lascia il posto a «Monti politico». State nei paraggi, la marmellata si muove o almeno fa finta di annegarvi. Staremo a vedere.
IL GRACIDAR DEL GRILLO - A primarie in corso, Grillo Beppe ha sentito il bisogno viscerale di insultare i votanti del centro-sinistra che affollavano le code per esercitare un loro diritto o una loro voglia di partecipazione. «Le primarie del centro-sinistra sono una buffonata». Segno brutto, codesto, caro Beppe! Non si offendono 3 milioni di persone che si accalcano per andare a votare! Farlo è un errore madornale e anche un segno di debolezza perché toglie a te materia per il tuo repertorio. Paradossalmente, le primarie del centro-sinistra sono una sconfitta per Grillo perché la gente vuole rappresentanza, vuole pulizia, vuole argomenti, vuole scelte, non vuole salti nel buio. Nemmeno io sono entusiasta, ma prendo atto dei fatti e non li piego mai ai miei interessi. Sono critico nei confronti del Pd e sono convinto che deve cambiare pelle sette volte, ma ho rispetto sommo per le singole persone che si sono messe il cappotto, hanno aperto la porta di casa, sono uscite, hanno richiuso la porta di casa, hanno preso l’ascensore o sono scesi a piedi, sono andati fuori al freddo e sotto la pioggia, hanno tirato fuori documento, certificato e 2 euro e con infinita pazienza hanno aspettato il loro turno. Non sono andate al cinema o a passeggio.
Nemmeno un mese prima in Sicilia tutti gridavano al pericolo di circa un terzo dell’elettorato rimasto a casa. Ora la gente si affolla ai seggi di una coalizione di partiti, che, credo sia meno accattivante delle politiche. Credo che sia avvenuto una cosa semplice: i cittadini vogliono scegliere i loro rappresentanti. Le primarie caro, Beppe, sono contro le leggi elettorali truffa e contro la tua pseudo democrazia, come dimostra la reazione dei tuoi stessi sostenitori alle regole che tu «imponi» dall’alto.
Se la rete web deve essere la via della democrazia, bisogna esercitarla: Grillo ha decurtato lo stipendio dei tuoi futuri deputati e senatori di 2.500 euro! Valeva la pena tanta cagnara per questa elemosina! Qual è la differenza tra 14.000 euro (i vituperati deputati della partitocrazia) e 11,500 dei «grillini»? Allora avevano ragione quelli che lui vuole mandare a casa - giustamente! - che portano le stesse motivazioni: viaggi, diaria romana, abitazione, costi di mantenimento, ecc. Si sa cosa costa un affitto anche a Roma - mettere la ricevuta in rete è una lucciola per lanterna. Perché invece non si affitta un caseggiato intero e non si ospitino gli eletti, gestendo in modo corretto i costi di servizio e pubblicando mensilmente il resoconto in rete? Intanto si darebbe lavoro ad un centinaio di persone e si toglierebbe l’amministrazione diretta del denaro dalle mani degli eletti.
Sono certo che Grillo vincerà alle prossime politiche e spero che possa portare una ventata di aria nuova e di pulizia radicale in parlamento, ma ha cominciato con i piedi sbagliati: insultando i suoi candidati (v. Salsi e Favia) che la rete invece ha promosso; ha insultato la stessa rete che si è discostata dai suoi strali e ora insulta le perosne che sono andate a votare alle primarie. Caro Beppe, aggiusta il tiro e farai scintille, altrimenti rischi di diventare un mortaretto che fa un botto per finta.
Paolo Farinella, prete
Scritto il 30 novembre 2012 alle 16:29 nella Paolo Farinella | Permalink | Commenti (7)
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Il Comune bocciato dalla Corte dei Conti: “Irregolarità nel bilancio” - Secondo i magistrati contabili c'è "una situazione di precarietà finanziaria". Tra le accuse mosse all'amministrazione guidata da Renzi l'eccessiva spesa per i contratti a termine e le "modalità contabilmente non corrette e non consentite dalla normativa" per arrivare al pareggio di bilancio
La Corte dei Conti “richiama” il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Da una parte una previsione di spesa del personale non conforme ai limiti previsti dalla legge. Dall’altra metodi “contabilmente” non corretti e non previsti dalle normative per arrivare al pareggio finanziario nel bilancio: "una reiterata irregolarità contabile che oltre ad essere contraria ai principi di sana gestione, denota il permanere di una situazione di precarietà finanziaria che richiede l’adozione di particolari misure di adeguamento delle previsioni dell’entrata e della spesa”.
La bocciatura della Corte dei Conti è arrivata con una sentenza di due giorni fa. Per quanto riguarda la spesa del personale il Comune di Firenze ha previsto un totale per alcune tipologie contrattuali (cioè quelli a tempo determinato) che “risulta superiore al 50 per cento dell’importo totale della spesa sostenuta per le stesse finalità nell’anno 2009 (o triennio 2007/2009) (120,26%)”.
Una situazione che “risulta aggravata dalla previsione nell’anno 2012 di nuove assunzioni di personale, rinnovi, proroghe dei contratti a tempo determinato. Ciò costituisce una grave irregolarità contabile in quanto in contrasto con la normativa e con i principi generali ai fini del coordinamento della finanza pubblica” scrive il collegio di 4 magistrati.
Poi la parte del patto di stabilità interno che, dopo un precedente rilievo della magistratura contabile, sarà al vaglio dei revisori. “L’impostazione del bilancio pluriennale – scriveva la Corte dei Conti nella ‘grave irregolarità’ sottolineata in precedenza – per le annualità 2013 e 2014 non garantisce il rispetto del patto di stabilità e costituisce una grave irregolarità contabile per cui è necessaria l’assunzione immediata di idonei atti di correzione e l’eventuale rideterminazione delle previsioni di bilancio”. In più i giudici rilevano “il mancato rispetto del vincolo di destinazione” per i soldi incassati con le multe e con i servizi aggiuntivi di trasporto pubblico.
Il Comune di Firenze replica spiegando che è stato “il ministero ci ha autorizzato ad anticipare una quota di spesa dal 2013 al 2012 e la Corte dei Conti ci ha già dato l’okay”. Un provvedimento già in discussione in consiglio comunale. Per altro l’eliminazione dei vincoli del patto di stabilità è uno dei cavalli di battaglia di Renzi, da molto tempo. Il sindaco lo chiama sempre “patto di stupidità“. Resta il punto sui contratti a termine: “Si tratta di interpretazioni relative al sistema di calcolo, vediamo come andrà a finire” è la replica.
(Fonte: Sara Frangini - Il Fatto Quotidiano)
Ci risiamo. Proprio questo ragazzotto è allergico alle regole - come dimostra anche l'ultima querelle sulle regole di ammissione al ballottaggio delle primarie. Il ragazzotto le regole (anche quelle concordate) non le applica: le "interpreta". E se per lui una legge dello Stato, a suo insindacabile giudizio, è un "patto di stupidità", crede di poter decidere di non applicarla. Esattamente come Berlusconi, che aveva deciso che un livello di tassazione superiore al 33% fosse immorale, e quindi fosse eticamente accettabile evadere e non pagare.
Per piacere, domenica espelliamo questo corpo estraneo dal quadro politico. Grazie.
Tafanus
Scritto il 30 novembre 2012 alle 11:32 nella Renzi | Permalink | Commenti (5)
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Scritto il 30 novembre 2012 alle 00:18 nella Off Topics | Permalink | Commenti (12)
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Il Bischero di Frignano pensava di fare il furbetto, creando un sito farlocco attraverso il quale far registrare cani e porci (soprattutto porci), ma ha dato al Comitato dei Garanti una buona giustificazione per bloccare o quasi, di fatto, le registrazioni di troppi "indisposti" pre-ballottaggio...
ROMA - Ecco la nuova delibera sulla registrazione per il ballottaggio:
Tutte
le richieste di nuova registrazione, ai sensi del art. 14 comma 4 del
regolamento nazionale, in qualunque modo pervenute ai coordinamenti
provinciali devono avere una consistenza ed una specificità personale
delle motivazioni. Le motivazioni dell’impossibilità personale di
registrarsi devono essere coerenti e credibili rispetto alla facoltà che
era data di potersi registrare fisicamente oppure online nei 22 giorni
compresi dal 4 novembre al 25 novembre.
Motivazioni di carattere
generico e aleatorio, non vanno prese in considerazione perché non
rispettano il carattere derogatorio ed eccezionale della suddetta norma.
Per tali richieste, pertanto, la mancata risposta equivale al non
accoglimento della medesima.
Infine, per garantire l’interesse
generale della coerenza e non alterazione del corpo elettorale tra un
turno e l’altro della medesima votazione, principio democratico e di
legalità, le richieste che si intendono accolte sono esclusivamente
quelle che hanno ricevuto una risposta positiva, specifica e individuale
sul caso, deliberata unanimemente dal coordinamento provinciale, con
l’indicazione delle successive modalità di registrazione.
(29 novembre 2012)
P.S.: Nel frattempo, mi sono accorto di essere diventato inconsapevolmente un medium che pubblicizza il sito farlocco di Renzi, attraverso gli investotori pubblicitari che mi sono veicolati in automatico da Aruba... Ho deciso di lasciare l'annuncio in pagina (quando passa, è il primo in alto a sinistra) perchè su questa storia è già scoppiato un caso, e trovo esilarante il fatto che il boschero mi paghi - seppure indirettamente, attraberso Aruba - per un boomerang...
Scritto il 29 novembre 2012 alle 21:44 nella Renzi | Permalink | Commenti (0)
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Come direbbero a Napoli... "...e che ce vò...". Ha solo dimenticato il milione di posti di lavoro, l'aboliziobe dell'IMU e dell'IRAP, "più gnocca per tutti", dentiera gratis, una villetta col mestolo in dotazione a tutti i terremotati, e un prosciutto Rovagnati in omaggio...
Ma queste minchiate se le scrive da solo, o gliele scrivono Reggi & Gori? Ecco come Il Geniale riporta la notizia (prendiamo il Geniale, così i renziani non potranno sospettare che siamo noi komunisti a voler denigrare il bischero, inventandoci false notizie):
Primarie, duello tv Renzi-Bersani - Al via il faccia a faccia tra i due sfidanti delle primarie del centrosinistra. Il sindaco di Firenze: "Daremo 100 euro netti al mese in più a chi guadagna meno di 2mila euro al mese".
Non è fantastico??? Poichè in Italia (dati Bankitalia sulla distribuzione del reddito fra i 23 milioni di occupati) meno del 10% dichiara redditi superiori ai 2000 euri al mese, il conto è presto fatto: il bischero, appena sarà premier, darà 100 euri netti (cioè 150 euri lordi) al mese, cioè 1800 euri all'anno, a 20.700.000 persone. Uno scherzo pari a 37,260 miliardi di euro all'anno. Cioè a 72.000 miliardi di lire all'anno (la finanziaria monstre di Giuliano Amato...).
Insomma, con un paio di punti abbondanti di PIL ce la caviamo... Già l'altro giorno aveva sparato la minchiata che in tre ore si potevano scannerizzare e mettere online 200.000 pagine fra verbali degli spogli, e elenchi dei votanti.
Ma a questo bischero nessuno ha pensato di regalare una di quelle piccole calcolatrici da taschino che ormai si trovano persino nei fustini del Dixan?
E a nessun sedicente giornalista della TV o della carta stampata è venuto in mente di sputtanarlo con l'uso delle sue stesse "argomentazioni" (se così si possono definire?)
Tafanus
Scritto il 29 novembre 2012 alle 19:34 nella Renzi | Permalink | Commenti (16)
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Il presidente dei garanti, Luigi Berlinguer: «I renziani vogliono "scatenare l'inferno"». Renzi: «Evitiamo nervosismi»
È guerra nel Pd sulle regole per le nuove iscrizioni per votare al ballottaggio, riaperte tra giovedì e venerdì. I rappresentati di Pier Luigi Bersani, Nichi Vendola, Bruno Tabacci e Laura Puppato hanno presentato un esposto al collegio dei garanti delle primarie contro le pagine a pagamento, comparse oggi su tre quotidiani (Corriere della Sera, Quotidiano Nazionale e La Stampa), in cui i renziani, dietro il nome di "domenicavoto.it", riconducibile alla Fondazione Big Bang di Matteo Renzi, invitano alla registrazione in vista del ballottaggio.
Al sindaco di Firenze si imputa di avere «violato tutte le regole del codice di comportamento che aveva sottoscritto e che vieta la pubblicità sui giornali», ha spiegato Paolo Fontanelli, rappresentate di Bersani. Non solo: «C'è evidentemente uno sfondamento del tetto delle spese e una violazione delle regole di trasparenza». E' stato poli lo stesso Renzi a replicare con un tweet al pandemonio sollevato dall'esposto: «Il sito http://www.domenicavoto.it è perfettamente in linea con le regole delle primarie. Evitiamo il nervosismo e manteniamo il clima giusto, dai».
I MOTIVI - Nell'esposto presentato da Paolo Fontanelli, in qualità di rappresentante nazionale di Bersani, Pino Bicchielli (Tabacci), Gianluca Zuccari (Puppato), e Loredana De Petris (Vendola), si legge che le pubblicità a pagamento apparse oggi sui quotidiani sono «in aperta violazione con il Codice di Comportamento dei candidati e con i Principi Regolamentari», e sono riconducibili «al candidato Matteo Renzi per i seguenti motivi:
RENZI - Matteo Renzi risponde su Twitter, alla notizia dell' esposto contro di lui da parte degli altri quattro candidati alle primarie del centrosinistra: «Il sito www.domenicavoto.it è perfettamente in linea con le regole delle primarie. Evitiamo il nervosismo e manteniamo il clima giusto, dai!». Ma Roberto Reggi, coordinatore della campagna per le primarie di Matteo Renzi, si scaglia contro il comportamento registrato in molte sedi del partito dove si sono rivolti i cittadini che non hanno potuto votare al primo turno. «Ma che Partito è quello che si permette di cacciare via in malo modo cittadini di tutte le età, giovani, adulti, anziani, ma soprattutto persone, che entusiasmate dallo spirito positivo che si è generato in queste primarie, vuole andare a votare domenica prossima?».
«Ma che Partito è quello che si permette di rifiutare una partecipazione spontanea così diffusa - continua Reggi - che se trattata in questo modo non verrà certamente a votare alle politiche o peggio andrà ad ingrandire aggregazioni politiche di sola protesta? Ma che partito è quello che fa delle regole una bandiera e non controlla migliaia di certificati elettorali non utilizzati domenica scorsa e si rifiuta di dire dove sono andati a finire?». «Un Partito che vogliamo cambiare e migliorare profondamente - conclude Reggi - perchè non svolge più la funzione per cui era nato, ma che è diventato autoreferenziale e tutela solo gli interessi di un apparato che ha perso di vista i cittadini e le persone che dovrebbe servire».
«SCATENARE L'INFERNO» - Poco prima dell'esposto, il presidente dei Garanti, Luigi Berlinguer, già denunciava: «Sono stato colpito da un messaggio intercettato casualmente da "Trevi Adesso" che invitava a portare tanta gente a votare e a "scatenare l'inferno". Ci fa piacere che tanta gente vada a votare come è stato già per il primo turno ma noi non vogliamo l'inferno ma il paradiso e uno svolgimento ordinato delle votazioni come è avvenuto domenica scorsa». La mail sarebbe stata diffusa dal comitato di Renzi in vista del ballottaggio.
«C'è chi sta provando ad inquinare l'informazione e a disinformare». Berlinguer interviene anche contro le pagine a pagamento: «Ma questo - sostiene Berlinguer - non è quello che abbiamo deciso insieme». Il presidente dei garanti spiega poi che «ai comitati stanno arrivando una serie di richieste di registrazioni, non singole ma seriali, e questo inganna gli elettori e turba il sereno svolgimento del ballottaggio». Il presidente del Comitato ricorda che «al secondo turno abbiamo previsto qualche deroga per chi non ha potuto votare al primo turno per ragioni indipendenti alla sua volontà. Sono casi eccezionali ed individuali e le richieste di votare vanno motivate perché i comitati provinciali devono valutare la motivazione».
MAIL BOMBING - Per recuperare 290mila voti che lo separano da Bersani, Renzi, attraverso il suo Comitato, avrebbe messo in atto una vera e propria campagna di «mail bombing», cioè mail seriali e non individuali. Per esempio, anche su un sito di ricette è possibile compilare un modulo e inviare online la richiesta di votare al sito www.domenicavoto.it, lo stesso indirizzo che è apparso nelle pagine a pagamento. A fianco del modulo, che poi si può inviare a www.domenicavoto.it, sono suggeriti «i motivi familiari, di salute, di lavoro e viaggi all'estero» come causa per motivare l'impossibilità di registrarsi.
COORDINAMENTI IN TILT - Tutto questo mentre alcuni coordinamenti provinciali delle primarie del centrosinistra stanno andando in tilt a causa dell'alto numero di mail arrivate in seguito alla campagna «virale» avviata dai renziani per portare quanta più gente al voto al ballottaggio. A Milano, ad esempio, in molti stanno ricevendo questa risposta dal coordinamento locale: «A causa dell'alto numero di richieste non sarà possibile rispondere direttamente. In caso di mancata risposta la richiesta deve considerarsi non accolta. Ci scusiamo per il disagio».
Matteo Renzi è un piccolo imbroglione. Chi volesse sapere a chi faccia capo il sito "domenicavoto.it", e quando sia stato registrato, sarebbero bastati due minuti. Noi l'abbiamo fatto per voi. Ecco parte della pagina di registrazione:
Non sfugge a nessuno l'intento truffaldino, ove solo si osservi in che data è stato creato il dominio: 28/11/2012, cioè IERI. Ma l'intento truffaldino appare più evidente guardando attentamente la grafica del sito (ne riproponiamo la testata, cliccando sulla quale potete aprire il sito):
Quanto al dichiarato intento di "scatenare l'inferno", invitiamo anche i più beceri renziani a leggere e giudicare. Così come invitiamo a giudicare sui suggerimenti accessori circa le scuse da inventare, sulla moralità del mail bombing, e sulle indignate parole del signor Reggi, porta-megafono di Renzi, che proprio non manda già l'idea di osservare delle regole concordemente approvate all'unanimità dal Comitato dei Garanti di "Italia Bene Comune".
Così ggiovani, e già così imbroglioni! Mandateli a casa. Non voglio morire democristiano! Tafanus
Scritto il 29 novembre 2012 alle 16:57 nella Renzi | Permalink | Commenti (8)
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Lo so, e me ne scuso. E' un post lunghissimo, ma si può leggere anche a rate. L'importante è leggerlo, e farlo magari circolare fra gli "amici che sbagliano" (o rischiano di sbagliare) prima delle ore 8:00 di Domenica " Dicembre 2012, la "fatal data"... Tafanus
18/03/04 - Meritocrazia - [...] A Firenze Ds e Margherita hanno raggiunto presto un accordo: i primi riprendono il sindaco, Leonardo Domenici, i secondi la presidenza della Provincia con Matteo Renzi. Unica voce fuori dal coro lo storico Paul Ginsborg, furibondo: "Hanno deciso tutto nelle segreterie dei partiti" [...]
25/05/06 - Residuati bellici - [...] Matteo Renzi, autore di "Tra De Gasperi e gli U2". Lui è una mosca bianca: 31 anni, da due presidente della Provincia di Firenze, a 24 anni segretario della Federazione del Partito Popolare del capoluogo toscano (leggi "DC" - Cioè "lui" - il Vuovo che Avanza - è un poltronista della politica da almeno 13 anni - NdR) [...]
22/06/06 - Com'è nuova l'idea della rottamazione... - [...] Dopo le quote rosa, sono in arrivo le quote verdi. Non nel senso di una riserva di posti per gli ambientalisti, ma in quello di un numero minimo di assessorati assegnato a persone negli "anni verdi", cioè con età massima di quarant'anni. La trovata non poteva essere che di Matteo Renzi, trentenne presidente margheritino (DC) [...] (...Insomma, con quest'idea ci sta sfrantumando i coglioni da una vita. Chissà se a 17 anni volesse già rottamare quelli di 19... NdR)
03/08/06 - Sempre amico dei proletari ggiovani, il frescone - Dagli Agnelli ai Medici. Anche se ormai in pensione Paolo Fresco, 73 anni, presidente della Fiat dal 1998 al 2002, che risiede in una lussuosa villa a Fiesole, non ha perso il fascino per le grandi famiglie, anche se storiche, come quella fiorentina dei Medici. Entro la fine dell'anno, infatti, dovrebbe essere nominato alla presidenza della fondazione del parco mediceo di villa Demidoff, a Pratolino, 170 ettari sulle colline fiorentine, il polmone verde di Firenze, che appartenne alla famosa dinastia medicea. L'idea di candidare Fresco è del presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi, 29 anni, Margherita, molto amico di Francesco Rutelli [...]
26/04/2007 - Epatér le bourgeois - [...] Tutti i pulcini del Pd si sforzano di apparire simpatici e post-ideologici. "Nel Pantheon del Pd ci metto Alejandro Finisterre". Chi è? "L'inventore del biliardino", dice Matteo Renzi, classe 1975, margheritino e ex scout, presidente della provincia di Firenze. "Unisce case del popolo e parrocchie. Più biliardino e meno ideologia" [...]
27/03/08 - E' di moda il ricco - [...] Doveva essere un polo espositivo di rilevanza mondiale, ma la Fondazione Palazzo Strozzi, costituita nel 2006 e guidata da Lorenzo Bini Smaghi, membro del consiglio della Bce, presenta un bilancio deludente. Le mostre fin qui allestite, a parte quella di Cézanne, non hanno riscosso il successo previsto. Soprattutto la rassegna Contromoda si è rivelata un flop: solo 227 visitatori al giorno. C'è chi punta l'indice contro i privati che assieme a Comune e Provincia di Firenze gestiscono la Fondazione: su un bilancio di 8 milioni hanno versato solo un milione e mezzo. In difesa di Bini Smaghi si schiera però il presidente della Provincia Matteo Renzi: Una scelta straordinaria: un grande manager a gestire una fondazione che per la prima volta mette insieme pubblico e privati [...]
05/02/09 - Tante ville al Fresco - [...] C'è chi lo ha scomodato come candidato a sindaco di Firenze per il Pdl, ma Paolo Fresco, 81 anni, ex presidente della Fiat, che abita nelle colline di Fiesole, politicamente è fan di Matteo Renzi, il giovane vincitore delle primarie del Pd, e soprattutto ha ben altre mire che quella di sedersi a Palazzo Vecchio. Dopo aver acquistato i 700 ettari nella valle del Chianti, vicino a Greve, dove si trovava lo stabilimento di acque minerali Cintoia, Fresco, in collaborazione con Kenneth Langone, ex membro del board di General Electric, intende costruirvi 80 villette e un albergo beauty farm per una clientela facoltosa [...]
05/02/09 - La sinistra da oratorio - [...] si sta profilando una crisi acuta della classe politica diessina, anche nelle regioni rosse, testimoniato dall'emergere irresistibile, a Firenze, del boyscout Matteo Renzi, un tipetto talmente evangelico che non ha remore a definire Franceschini «il vicedisastro»; a Bologna è candidato sindaco il centrista e prodiano Flavio Delbono, a Ferrara un altro ex Margherita, Tiziano Tagliani, genero dell'andreottiano di lungo corso Nino Cristofori, ha vinto la corsa per la successione al ds Gaetano Sateriale. A Forlì è diventato sindaco un ex repubblicano, lo storico Roberto Balzani, alla Provincia di Bologna c'è la cattolica Beatrice Draghetti. A sentire il politologo Paolo Pombeni, editorialista del "Messaggero" e delegato all'assemblea del Pd, c'è il rischio di "un Pd in salsa Dc" [...]
05/02/09 - Ora al Bischero Casini non serve più - [...] Tra Casini e il giovane Matteo Renzi, vincitore delle primarie nel Pd, l'annusamento era iniziato qualche settimana fa. I voti per Renzi sono arrivati dal mondo cattolico, compresa Comunione e liberazione che si è mobilitata. E ora il leader dell'Udc annuncia il sostegno per il presidente della Provincia fiorentina che bombarda il quartier generale del Pd [...]
09/03/09 - Sempre più 'de sinistra - [...] È un classico caso di nemo propheta in patria, dove la patria è lo stato maggiore del Pd. "Time" lo ha paragonato a Obama. Più contenuto, anche "El Pais" ci ha messo del suo. Ma lui, Matteo Renzi, 34 anni, prestante e piacione, sposato con tre figli, presidente della Provincia di Firenze, candidato autoctono alle primarie per la poltrona a sindaco di Firenze dove ha stracciato gli altri pretendenti più organici, è un arruffapopolo della nuova generazione di politici che sta mandando in fibrillazione l'establishment democratico. Non ha voluto ripresentarsi alla Provincia, pronto in caso di sconfitta alle primarie a lasciare il campo. Non ha avuto remore nel definire il neo segretario Pd Dario Franceschini il «vice-disastro» [...]
09/07/09 - Quanto ci manca, Edmondo Berselli... - Un equivoco incombe sul Pd e può soffocarlo. L'equivoco si iscrive nella parola "partito". Perché se lo scopo principale della dirigenza democratica consiste nell'articolare le strutture di una forza politica tradizionale, la parabola del Pd si è già interrotta. Non si fa un partito compatto con il vuoto intorno. Non serve a nulla cercare il "terzo uomo", o donna che sia, fra scelte coatte e lotte personali che risalgono alla Fgci. Serve a poco la caccia al giovane, soprattutto se i giovani sono inclini al populismo vernacolare di Matteo Renzi o politichine miracolate dalle circostanze come Debora Serracchiani (molti di loro, i cosiddetti "piombini", sembrano "giovani" specializzati nel fare "il giovane" come in un film di Nanni Moretti) [...]
21/01/10 - Quanti rottamatori del PD, nel PD... - [...] chi è stato a sferrare l'attacco frontale alla dirigenza del partito? Un'altra frangetta simil-Polverini, quella di un avvocato di Udine, una sconosciuta, allora, di nome Debora Serracchiani. Per il suo intervento all'assemblea dei circoli Pd è finita perfino sulle pagine del "Pais", e poco dopo, dritta dritta su una poltrona al Parlamento europeo. Il suo era un pensiero unico? Affatto. Lo stesso di Matteo Renzi, "l'Obama italiano" eletto sindaco di Firenze, di Giuseppe Civati, il consigliere regionale Pd più votato in Lombardia, di Francesco Boccia, ora aspirante candidato presidente della Regione Puglia (...e marito della berlusconiana di ferro Nunzia De Girolamo - ndr) [...]
16/12/10 - A lume di candela, con Silvio e Barbara - [...] E il bello è che via via tutto diventa surreale anche a chi crede di sapere che cosa stia succedendo e cerchi di fare chiarezza... Il fatto è che col tempo ci siamo assuefatti ai mille riti astrusi che regolano l'ingessata democrazia italiana, e agli strappi istituzionali che ne rappresentano la faccia nascosta, tanto che tutto ci sfiora come se non ci riguardasse, dalle grandi alle piccole vicende, pure che il giovane sindaco Matteo Renzi, rottamatore del Pd, per discutere (soi-disant) dei problemi di Firenze incontri il premier non a Palazzo Chigi, sede del governo, ma corra fino ad Arcore, in una delle tante ville dell'Immobiliare Silvio. Niente di grave, si dirà. Ma a voi sembra insignificante che oggi si fatichi a distinguere tra privato - in tutte le forme finora subìte - e pubblico? [...]
27/01/11 - Le discariche di Renzi - Il più inviperito con Matteo Renzi, proclamato da un sondaggio del "Sole 24 Ore" il sindaco più amato d'Italia, è il presidente della provincia di Livorno Giorgio Kutufà, Pd: "Renzi? Facile far bella figura con i cittadini e mandare i rifiuti a smaltire a Peccioli, in provincia di Pisa, e scaricare i liquami civili in Arno perché metà Firenze è senza depuratore". Già, perché ancora oggi, inizio 2011, ben 140 mila fiorentini non sono collegati all'impianto di San Colombano. Così Renzi sarà pure amato dai fiorentini, ma i suoi colleghi toscani del Pd non perdono occasione per polemizzare con lui. Dai sindaci limitrofi di Sesto e Campi Bisenzio, Gianni Giannassi e Andrea Chini, critici sulla costruzione della seconda pista dell'aeroporto, a Gianni Anselmi, della lontana Piombino, che rincara: "La costa tirrenica non può essere vista né come la discarica né come la spiaggia di Firenze". Toni simili dal livornese Alessandro Cosimi: "Renzi primo? Complimenti. Solo che Firenze si deve dare una mossa. È nei fatti che deve dimostrare di essere capitale della Toscana". Mentre da Pisa Marco Filippeschi critica l'accordo tra
Berlusconi e Renzi per la tassa di scopo e i musei fiorentini: "Da sei mesi attendo risposta dal governo sul museo delle antiche navi romane, un'intesa firmata dieci anni fa. Non accetto che ci siano disparità tra chi, come Renzi, va in visita ad Arcore e gli altri sindaci che non ci vanno".
03/03/11 - Leader 'de sinistra cercasi, disperatamente - [...] Anche i due leader più credibili (in questa fase) del centrosinistra, Rosy Bindi e Sergio Chiamparino, hanno piombo sulle ali. Rosy Bindi sconta una difficoltà a parlare a quell'Italia secolarizzata che rifiuta il berlusconismo anche in nome di una società liberale e aperta e non solo per ragioni etiche. Mentre il sindaco di Torino pecca per eccesso di pragmatismo tanto da dar l'impressione di rincorrere l'avversario sul suo terreno piuttosto che di contrastarlo con visioni alternative. E di giovani non ce n'è alle viste (e questo vale anche per il lucignolo dell'azione cattolica, Matteo Renzi) [...]
07/07/11 - E se il più pulito avesse la rogna? - [...] Da Nord a Sud non si contano i casi di cattiva amministrazione. Varese è nel mirino dei giudici contabili per gli acquisti impropri per la pulizia del lago Maggiore (macchinari comprati da un funzionario incompetente); Palermo, alle prese con le conseguenze delle scorribande nei derivati dell'ex presidente Francesco Mussotto, per le anomalie e le disfunzioni riscontrate nei bilanci; Trento per la moltiplicazione dei centri di spesa, la proliferazione delle consulenze, la "poca chiarezza" nell'esposizione dei dati contabili delle società partecipate. Insomma, un mare di irregolarità nel quale galleggia anche il caso dell'astro nascente del Pd, Matteo Renzi, sindaco di Firenze. In precedenza presidente della stessa Provincia, Renzi è sotto esame per l'assunzione di persone sprovviste dei titoli necessari. Una colpa grave per la Corte dei conti che gli ha contestato, insieme ai membri della giunta, un danno erariale di circa 2 milioni di euro.
28/07/11 - Rottamatori e separati - I due Rottamatori si dividono senza strepiti. Decidendo di ballare da soli, in vista del loro futuro ruolo nel Pd. Mentre il sindaco di Firenze Matteo Renzi organizzerà in autunno alla stazione Leopolda la seconda convention dei Rottamatori, Pippo Civati, personalità emergente del Pd del Nord, raduna i suoi amici dal 22 al 24 luglio ad Albinea, in provincia di Reggio Emilia, in un incontro-campeggio che vedrà ospiti esponenti del popolo viola e leader dei democratici. Se è vero che Renzi non lo ha invitato alla Leopolda, probabilmente anche a Civati, forte del successo del Pd a Milano e in Lombardia, conviene giocare in proprio la sfida del rinnovamento. Quasi due riti politici. Quello ambrosiano di Civati più meditato e in sintonia con il Pd, quello fiorentino di Renzi più urlato [...]
18/08/11 - Renzi si promuove - Coi soldi della cenetta da Berlusconi - Dopo la famosa visita ad Arcore il giovane Matteo Renzi ottenne da Berlusconi la tassa di soggiorno a carico dei turisti per Firenze. Con qualche euro a notte che i turisti pagheranno in più per l'albergo si potrà intervenire per il decoro e la pulizia della città. Renzi ha affermato che "per i servizi aggiuntivi è giusto che paghino anche i turisti e non sempre solo i fiorentini". Ma pagare per cosa? Pare che il sindaco intenda far pubblicare ogni mese 250 mila copie di un dépliant che segnala sei eventi cittadini, accompagnati da una sua foto e lettera ai turisti che dormono in hotel, pensioni e B&B. Una bella promozione personale [...]
01/09/11 - Che innovatore! Sempre la minchiata dei "Cento Punti"! - "Il sindaco di Firenze pensi a fare bene il sindaco, a fare manutenzione alle strade e a coprire le buche", ha tuonato l'ex ministro Cesare Damiano alla festa del Pd fiorentino. Ma, in un altro parco, quello della Versiliana di Marina di Pietrasanta, Matteo Renzi ha annunciato che, nell'assemblea dei "rottamatori", in programma a Firenze il 28, 29 e 30 ottobre prossimi, lancerà i "100 punti per l'Italia". Un annuncio che suona come una chiara discesa in campo per la leadership del Pd alle prossime elezioni politiche. E ricalca lo stesso copione che Renzi seguì tre anni fa per diventare sindaco. Anche allora lanciò i "100 punti" per Firenze" [...]
15/09/11 - Un mal Comune - E i consiglieri comunali come si trattano? Quanti giorni di ferie si sono concessi gli eletti delle principali città? Da un rapido giro fatto da "l'Espresso" si scopre che anche i rappresentanti dei rami bassi della casta ci sono andati con la mano pesante in fatto di vacanze. Primatisti sono i consiglieri di Aosta: andati in ferie il 27 luglio, riprenderanno il 27 settembre. In totale, ben 62 giorni di ferie. Al secondo posto della graduatoria, la sorpresa di Firenze, dove il sindaco rottamatore Matteo Renzi, forse perché troppo distratto dai grandi temi nazionali, non ha trovato argomenti interessanti con i quali misurarsi e ha concesso ben 59 giorni di riposo al suo consiglio. Decisamente troppi per chi chiede alla politica di voltare pagina. Se ne è accorto il consigliere Tommaso Grassi che ha chiesto di anticipare al 5 la seduta fissata al 12 settembre per discutere la crisi economica: gli è stato risposto di no [...]
15/09/11 - Mi candido, anzi si - [...] Matteo Renzi Ha annunciato: mi candido. Alleluja, viva la sincerità. A cosa e dove, però, non si sa. Segretario del Partito democratico al posto di Bersani? Candidato premier con il Terzo Polo di Casini, buon sangue democristiano non mente? Papa straniero del Pdl, data la buona accoglienza incassata ad Arcore da Silvio e Barbara B? Intanto litiga con la Cgil, si scambia lazzi toscani
con Rosy Bindi, rottama Pippo Civati. Ansia da prestazione [...]
10/10/11 - Un kingmaker per Bettino Renzi - (di Eugenio Scalfari) - Matteo Renzi. Se ne fa un gran parlare in questi giorni, nei "media", nel partito democratico e negli altri partiti. Perciò ne parlo anch'io, così porto anch'io il mio mattoncino alla costruzione d'un personaggio, che è poi quello che lui più desidera. Per dirla tutta, la mia "faziosa" intenzione sarebbe piuttosto quella di de-costruire quel personaggio che considero irrilevante se non addirittura dannoso per un necessario riassetto della politica italiana, già molto disastrata da vent'anni di berlusconismo; ma l'eterogenesi dei fini può perfino far sì che quanto sto per scrivere si volga in suo favore. Correrò questo rischio.
La prendo da lontano. La prendo dalla riunione del comitato centrale socialista all'Hotel Midas. Correva l'anno 1976. Il Psi partecipava già da 13 anni ai governi con la Dc. Ne era presidente Pietro Nenni, già malandato dagli anni, e segretario Francesco De Martino. Ma era un centrosinistra ormai svaporato, sfibrato, senza più una seria capacità riformista. In una prima fase quella capacità c'era stata soprattutto per opera di Riccardo Lombardi e di Antonio Giolitti. La segreteria di Giacomo Mancini l'aveva alquanto attutita. De Martino aveva cercato di ritrovarla, ma non c'era riuscito. Il Psi era diventato un partito di dinosauri - come oggi Renzi definisce il Pd - ma volti nuovi non se ne vedevano.
La stessa sinistra di Lombardi era di fatto sfuggita di mano al suo vecchio leader finendo nella mani di Gianni De Michelis e di Claudio Signorile che pensavano più ai denari e ai piaceri del potere che alla politica del bene comune. Sembrava venuto il tempo dei giovani, del salto generazionale, del nuovo. Nella stessa corrente di maggioranza il nuovo premeva e l'attenzione era piuttosto su Enrico Manca che su De Martino. Ma non era un nuovo che potesse scompaginare i dinosauri. Per realizzare quest'obiettivo ci voleva una carta fuori dal mazzo. Ci voleva un jolly del tutto imprevedibile. Lo trovò Mancini, che ormai non poteva certo ritornare in prima fila ma aspirava al ruolo di "kingmaker".
Il jolly di Mancini si chiamò Bettino Craxi e fu quella la carta calata sul tavolo del partito. Il programma di Bettino era chiaro: sotterrare i dinosauri, prendere le distanze dal partito comunista ancor più di quanto non era già avvenuto, aprire il Psi a un nuovo ceto medio-alto che la Dc non riusciva a intercettare, affermare la supremazia della politica sui boiardi della razza padrona. Insomma inventarsi un'Italia "da bere", un'Italia di emergenti, di giovani, di felicità, di aggressività, di poteri forti anch'essi rinnovati.
Ma ci voleva qualcuno che avviasse il lavoro sporco, e cioè Manca. Solo Manca poteva compiere il patricidio disarcionando De Martino e così avvenne. Il patricidio fu compiuto. Manca votò per Craxi che fu eletto segretario. Il resto è noto. Craxi inglobò ben presto De Michelis e poi Signorile; alla fine inglobò lo stesso Manca e prese le distanze da Mancini. Aveva una grande volontà di potenza, Bettino Craxi. Voleva
trasformare il partito socialista in una macchina da guerra che dissanguasse il Pci, governasse in un condominio paritario con la Dc dorotea e trasformasse la democrazia parlamentare in una democrazia presidenziale. Per condurre a termine questa operazione aveva bisogno di denaro.
Denaro per conquistare il potere e potere per procurarsi denaro. Una trasformazione antropologica del socialismo: questo era al tempo stesso lo strumento e l'obiettivo.
Matteo Renzi. È un moderato-radicale. Se gli domandi un programma economico non ha risposte salvo farti intendere che la Cgil di Susanna Camusso non è nelle sue corde. Si rivolge ai poteri forti, a quel tipo di ceto medio che non ha mai votato a sinistra ma capisce che la stella di Berlusconi volge al termine e cerca alternative per avere ancora un'"Italia da bere". È cattolico praticante e come tale potrebbe intercettare l'appoggio dei cattolici di Comunione e Liberazione e di Raffaele Bonanni. Insomma dei moderati. Un berlusconismo purificato e una trasformazione antropologica dei democratici. Naturalmente senza Nichi Vendola. Vendola si faccia il suo partito a sinistra del Pd. Renzi
sostituirà i democratici che se ne vanno con altrettanti che arriveranno. In nome del nuovo. Per fare che cosa? Per fare il nuovo.
Certo ci vorrebbe un "kingmaker" di prestigio. Per ora ce n'è uno. Si chiama Giuliano Ferrara. No lo sapevate? Leggete "Il Foglio" del 31 ottobre e lo scoprirete. Non è alquanto inquietante? (Eugenio Scalfari)
10/11/11 - Se Matteo dicesse cosa pensa di Silvio (di Marco Travaglio) - Nei tre giorni di autoconvention alla stazione Leopolda di Firenze, Matteo Renzi ha pronunciato un fiume di parole. Tranne una: Silvio Berlusconi. E il fatto di non citarlo mai "perché dobbiamo pensare al futuro" potrebbe pure essere una bella trovata, se non fosse che porta sfiga: ci aveva già provato Veltroni nella campagna elettorale del 2008, evocandolo come "il principale esponente dello schieramento avverso". che però stravinse.
E poi tacere su Berlusconi e attaccare il suo nemico pubblico numero uno, Fini, è un po' sospetto. Soprattutto dopo quanto accadde l'anno scorso, quando ebbe la bella pensata di incontrare Berlusconi nella villa di Arcore in gran segreto: così almeno pensava, dopodiché il premier fece sapere la cosa ai giornali, allora lui tentò di metterci una pezza balbettando che era andato a chiedergli una legge speciale per Firenze. Ma la toppa si rivelò peggiore del buco, perché le leggi al presidente del Consiglio si chiedono nella sede istituzionale: che è Palazzo Chigi, non la villa del bunga bunga. Ecco, visti i precedenti sarebbe interessante sapere almeno cosa pensa il Renzi di questi 17 anni di berlusconismo: politica personalizzata, democrazia privatizzata, illegalità legalizzata, leggi ad personam, conflitto d'interessi.
Ma anche su tutto questo il Renzi non dice nulla. O forse dice tutto, visto che il renzismo somiglia maledettamente al berlusconismo.
Sul palco della Leopolda c'era un personaggio fisso: Renzi. La regìa della convention era affidata a Giorgio Gori, impresario dell'"Isola dei Famosi" ed ex direttore di Canale5, e a Fausto Brizzi, reuccio della commediola all'italiana. Infatti la scenografia renziana, come quella della discesa in campo berlusconiana, è un quadretto di finta vita domestica: solita scrivania e soliti libri di legno, con l'aggiunta di un computer, un frigo e un cesto di frutta, tipo natura morta. Nome americano: Big Bang. E sigla copiata da un serial tv americano.
Nel 1994 Berlusconi fece il tele-partito, Renzi vuole un "wiki-Pd" perché "è il tempo della politica live, dei vari show televisivi e dei social network". Berlusconi, fino alla vigilia delle elezioni del '94, smentì di volersi candidare: Renzi nega di voler correre alle primarie ("Non candido Renzi, ma le nostre idee"). Sorrideva, il Cavaliere, a 32 denti: Renzi firma autografi con la dedica "Un sorriso, Matteo".
Berlusconi faceva battute, Renzi fa battute ("Non siamo mica qui a schiacciare i punti neri alle coccinelle, come direbbe il nostro guru Bersani"). Berlusconi portò in politica il gergo calcistico, mettendo in vetrina i campioni milanisti della Nazionale: tra questi Billy Costacurta, che sabato scorso troneggiava al Renzi Day. I berluscones stravedono per Marchionne, simbolo dei licenziamenti liberi e della guerra alla Cgil; Renzi elogia Marchionne ("Grande motivatore rivoluzionario"), i licenziamenti liberi e "chi non partecipa allo sciopero della Cgil". Berlusconi si lamenta della "sinistra che mi tratta da nemico e non da avversario" e Renzi chiede di "rivedere, in una certa sinistra, la cultura del nemico".
Nel 2001 Berlusconi ruppe violentemente la natura parlamentare della nostra democrazia col simbolo "Berlusconi presidente", copiato nel 2006 da Veltroni. Renzi rivendica quel modello incostituzionale: "Togliere il nome del candidato premier dalla scheda è come se Obama si presentasse dicendo "non sono io"". Già, peccato che gli Usa siano una Repubblica presidenziale e l'Italia no. Le uniche critiche all'Innominato riguardano le promesse non mantenute: anche lui invoca grandi opere, taglio delle tasse e della spesa pensionistica, "riforma del mercato del lavoro", addirittura "vendita di quanto possibile del patrimonio pubblico". Come se il peccato mortale di Berlusconi fosse quello di non essere stato abbastanza berlusconiano. Poi, certo, Renzi dice anche cose condivisibili. "Aboliamo il finanziamento pubblico ai partiti": giusto, ma come pensa di finanziare la politica? Con la "modernità" poco trasparente delle fondazioni, tipo la dalemiana Italianieuropei? "Aboliamo le province": sacrosanto, ma che mestiere faceva Renzi fino al 2009? Non era per caso il presidente della Provincia di Firenze?
10/11/11 - Tutti gli uomini del rottamatore - Il tempo di archiviare la kermesse fiorentina della Leopolda e per Matteo Renzi inizia un tour di tre mesi lungo la penisola per spiegare le sue 100 proposte per l'Italia e raccogliere nuove forze in vista della sfida con Bersani. Un giro che ricalca quello di un anno fa, dopo l'uscita del suo libro-manifesto, "Fuori", edito da Rizzoli. Con una differenza sostanziale. Questa volta Renzi non è solo. Alla Leopolda 2 è sbocciato il wiki-pd, il movimento ha molti testimonial. Fra sindaci, imprenditori, manager e amici di scuola, diventati membri dello staff, ci sono poi registi, intellettuali e scrittori. Un popolo variegato, che ha fatto il suo debutto alla Leopolda.
Ecco chi sono:
EDOARDO NESI - Ex industriale tessile, scrittore e assessore Pd alla provincia di Prato, Nesi è stato attratto un anno fa dal grido renziano della rottamazione. Figlio di una famiglia tessile pratese, anche lui ha "rottamato" i cenci dell'azienda paterna e l'ha raccontato in un libro, "Storia della mia gente", con cui ha vinto il premio Strega. Da industriale tessile a scrittore di successo: "Matteo, ora tocca a te", ha tuonato alla Leopolda con un tono tra minaccia e augurio.
ALESSANDRO BARICCO - Orfano di Walter Veltroni, lo scrittore di "Novecento" è sbarcato a Firenze con aria distratta e voce sommessa. Da turista per caso: "Da casa avvertivo una certa complicità con le idee di Renzi e così mi sono detto: faccio un salto a sentirle di persona". Ai leopoldini lo scrittore veltronian-renziano ha raccontato che la sua generazione ha perso. Parlando di "sfiga" e salutando con la manina il
"Rottamatore" abituato a vincere anche alla Ruota della fortuna.
MARTINA MONDADORI - La figlia di Leonardo è approdata alla corte medicea di Renzi attraverso l'amico Giuliano da Empoli, assessore alla Cultura nella giunta fiorentina. Ed è stato subito amore politico a prima vista, complice anche una mostra (Martina ha una galleria d'arte, di cui è socia anche Barbara Berlusconi, che per Renzi ha avuto parole di apprezzamento). "La mia generazione è disgustata dal fare politica", ha
esclamato Martina, vestito a fiorellini e capelli sciolti.
GIORGIO GORI - L'ex direttore di Canale 5 e patron di Magnolia, la società di produzione di programmi tv, tra cui "L'isola dei famosi", è stato il grande regista della Leopolda 2. Sul suo pc sono state scritte le 100 proposte per l'Italia. Classe 1960, ex socialista, mai attratto dal Berlusconi politico, l'ex enfant prodige della tv del Biscione è rimasto folgorato sulla strada del renzismo. "Io ci sono Matteo, voglio giocarmi questa partita", ha detto: "La nostra generazione non ha mai toccato palla".
SERGIO CHIAMPARINO - Il padrone di casa Matteo Renzi lo ha presentato come il suo "sindaco ideale" e l'ex primo cittadino di Torino lo ha contraccambiato di amorosi sensi. Salvo precisare ai giornalisti, una volta sceso dal palco, che se ci saranno primarie vere lui, Chiamparino, è disposto a scendere in campo. Insomma non sembra avere nessuna intenzione di fare il portatore d'acqua a Renzi, ma di aspirare a un ruolo di primo piano nel futuro del centrosinistra.
ARTURO PARISI - Quando il professore sardo-bolognese scendeva in campo con il suo amico Romano Prodi, nel lontano 1996, il cyber scout fiorentino che fa tremare i vertici del Pd aveva appena 21 anni e distribuiva i volantini dell'Ulivo. Alla Leopolda quei due ruoli si sono capovolti e il banchetto renziano lo ha tenuto il professore prodiano al grido di "primarie, primarie". Primarie senza le quali il sindaco di Firenze non può ambire a trasmigrare da palazzo Vecchio a palazzo Chigi.
DAVIDE FARAONE - Consigliere regionale del Pd siciliano, Faraone è l'ideatore del Big Bang e il numero tre nella gerarchia dei rottamatori. Ed è anche più giovane di sette mesi rispetto al capo Matteo Renzi. Che dopo aver creato la sua fortuna sui suoi record di giovinezza, ora è costretto ad ammettere che c'è chi è più giovane di lui. Dolorosa ammissione per chi non fa che ripetere che Pier Luigi Bersani ha gli anni di suo padre e Silvio Berlusconi di suo nonno. (...da questo elenco mancano i "biscariani" dell'ultima ora... I Fioroni, i Gentiloni, gli altri "oni", il ggiovane 75enne Michele Salvati, il ggiovane 83enne don Mazzi... l'Espresso potrà rimediare alla prossima revisione dell'elenco - NdR)
10/11/11 - E poi toccò a Taddeo Fenzi (di Michele Serra) - Matteo Renzi ha aperto la strada della politica ad altri giovani talenti, che minacciano di surclassarlo. Di alcuni di loro si parlerà molto presto. Taddeo Fenzi. "Non sono un clone di Matteo Renzi", spiega il ventiseienne Taddeo Fenzi, consigliere comunale a Grosseto, che ha lanciato su Internet una dura campagna contro la generazione dei ventisettenni. La campagna durerà fino al 18 di giugno, giorno nel quale Fenzi compirà ventisette anni e, per coerenza, si ritirerà dalla scena pubblica. Tra i punti di riferimento culturali Steve Jobs, i frati di Assisi, il baseball, i cartaginesi, Engels però depurato dall'influenza di Marx.
Tra le idee-forza del suo movimento, che si chiama "Libertà e Simpatia", al primo posto ci sono la libertà e la simpatia. I politologi che hanno tentato di definire il profilo politico di Fenzi si sono dimessi dall'incarico. Zaccheo Lenzi. Ventunenne, Zaccheo Lenzi ha molta ammirazione per Matteo Renzi e per Taddeo Fenzi, ma tiene molto alla sua autonomia politica. Il suo movimento "Libertà e Amicizia", con il concorso di migliaia di interventi sul Web, sta preparando una carta programmatica suddivisa in due sezioni: Libertà e Amicizia [...]
08/12/11 - La qultura del bischero - "Mi piacerebbe che la Toscana avesse il coraggio di dire che nelle piazze non si possono fare concerti. Di qualunque tipo. Dal rock al mio amatissimo Mozart", si augurò qualche anno fa lo storico dell'arte Salvatore Settis. Auspicio inascoltato. A tal punto che il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha autorizzato grandi concerti pop e rock nientemeno che in piazza Santa Croce. Da George Michael a Trl Mtv Awards. Provocando l'ira, lui ex boy scout e devoto cattolico, dei frati francescani, nonché dei residenti della piazza, per l'eccesso di decibel. "La musica troppo alta mette a rischio i marmi della basilica di Santa Croce", ha denunciato padre Antonio di Marcantonio. Frati e residenti si sono rivolti anche al giudice, che ha dato loro ragione ordinando al Comune di non concedere la storica piazza per i concerti. Ma Renzi non intende ubbidire: "Rispetteremo i decibel, ma la piazza è nostra e quindi i concerti continueranno. A partire da quello di Mtv del 5 maggio prossimo". Con buona pace di padre Antonio.
29/03/12 - Matteo Renzi, il Nuovo (talebano) che avanza - Renzi all'ultimo horror show (di Stefania Rossini) - [...] sembra un film horror questa fetofilia trasversale che ha contagiato anche il "nuovo", sedicente di sinistra, Matteo Renzi, sindaco di Firenze. Dopo la Milano di Formigoni e la Roma di Alemanno, anche il capoluogo toscano, per iniziativa della Giunta Comunale, sarà dotato di una macabra area del cimitero dedicata alla sepoltura dei feti, anzi dei "prodotti del concepimento". Ma li chiameranno - come hanno già fatto - "bambini non nati", "angeli", "figli": contro ogni criterio umano, scientifico e giuridico! E sarà soltanto per perpetrare l'ennesima violenza psichica sulle donne che ricorrano all'aborto, considerate come delle assassine, nonostante la Legge 194, nonostante sia ormai certo che non c'è morte né omicidio se non c'è ancora vita umana. Vita viva, che comincia soltanto alla nascita.
L'entusiasmo dei becchini dell'embrione ci spinge ormai a chiederci: quali altre mostruosità dobbiamo aspettarci? Quando verranno materialmente a frugare nei nostri letti, nel ciclo delle donne o nei profilattici usati dagli uomini, per dare la benedizione a ovuli e spermatozoi in quello che forse chiameranno il "Cimitero delle intenzioni"?
24-05/12 - Il Prandelli-Pensiero - [...] E l'antipolitica? "Una moda. Per il futuro seguo con interesse la figura di Matteo Renzi. Perché è uno che guarda al di là delle ideologie e crede nella solidarietà. Si mescola alla gente e cerca di capire i suoi bisogni". Silvio Berlusconi? "Forse non si è reso conto che eravamo finiti sull'orlo di un precipizio. Ma rimane un protagonista, con un largo seguito. Io non credo che abbia ancora imboccato il viale del tramonto..." [...]
05/07/12 - Il neoberlusconismo - [...] Il neoberlusconismo agisce sotto forma di populismo demagogico in più modi. C'è quello doc che fa chiedere a B. di abolire l'euro, cancellare i debiti con l'Europa e rompere definitivamente con Merkel (magari per abbracciare Putin). Aiuto. C'è quello antiberlusconiano nella sostanza e invece berlusconiano nella forma di Beppe Grillo che interpreta un sacco di aspirazioni condivisibili, ma poi sogna di abolire d'un colpo i partiti, la moneta unica e le banche. Ma come si fa! C'è il populismo dipietrista costretto ora, dopo brillanti esordi, a inseguire e scavalcare il grillismo. C'è il populismo nuovista, più sottile e certo meno dannoso, di Matteo Renzi, abilissimo a intercettare i segnali della base moderata e di sinistra che invoca parole d'ordine e facce nuove, ma che poi, come gli altri, fatica a entrare nel merito delle proposte concrete, delle cose da fare, dei nemici da combattere (quando non siano i notabili del suo stesso partito, il Pd) [...]
13/09/12 - La mia mamma lo voterebbe (Colloquio Con Guido Crosetto Di Marco Damilano) - «Primo: sarà una banalità, ma Matteo Renzi è giovane. Secondo: è simpatico. Terzo: non è mai chiuso e settario, non parla solo al popolo della sinistra. Quarto: non si esprime in politichese. Quinto...». Per carità, onorevole Guido Crosetto, alt, si fermi qui. Altrimenti nel Pd penseranno che sta per cambiare fronte pur di sostenere Renzi alle primarie. Lei è un esponente del Pdl, sottosegretario alla Difesa del governo Berlusconi, eppure si mette a esaltare il sindaco di Firenze: allora è vero che piace ai moderati... [...]
25/10/12 - Fabrizio Barca e la "rottamazione" - Le piace il verbo di Matteo Renzi? «Mi sembra un termine burocratico. Anzi, un atto di non responsabilità. Un cambiamento che avviene per sostituzione, non per merito. Ho un'altra idea: per essere migliori non basta essere fuori dal Parlamento o essere più giovani di età. Il vero cambiamento non è il semplice tutti a casa, avviene con la competizione. Se non c'è questo, si proclama di voler rivoluzionare tutto senza mutare regola. Si invocano i giovani al posto dei vecchi sapendo che è un programma impossibile da realizzare. E la rottamazione diventa l'altra faccia del gattopardismo: cambiare tutto senza cambiare niente».
Però una questione generazionale (e di genere) esiste in Italia: lei a 58 anni è uno dei ministri più giovani del governo Monti. «D'accordo: purché non si dica che in qualsiasi posto vanno bene qualunque giovane o qualunque donna. Prima viene il merito, la competizione».
22/11/12 - OPUS Mattei - [...] L'Opus Dei batterebbe la fiacca se non ci fosse questa novità. Che il comitato romano di Matteo Renzi sia nello stesso edificio della Pontificia Università della Santa Croce, cioè Opus. Nelle vetrine che danno su strada si alterna l'estasi di una Madonna e il faccione di Renzi in effetti meno estatico. Il palazzo si divide tra il marciapiede del Senato e la chiesa di Sant'Apollinare dove era sepolto Enrico De Pedis, quello della Banda della Magliana. Un indirizzo centrale del potere della città eterna. Codice Da Renzi.
Scritto il 29 novembre 2012 alle 15:37 nella Impresentabili, Politica, Renzi, Tafanus | Permalink | Commenti (3)
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Scritto il 29 novembre 2012 alle 00:14 nella Off Topics | Permalink | Commenti (12)
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Ogni tanto mi piace correre dei rischi, e correrli senza rete. Così, forse per regalarmi e regalarvi una iniezione di ottimismo, ho analizzato i dati definitivi del primo turno delle primarie, e ho immaginato uno scenario realistico, e privo di facili ottimismi, ma anche di pericolosi pessimismi.
Ho immaginato che chi ha votato Bersani al primo turno lo rivoterà, così come succederà per Renzi. La giusta rigidità del comitato dei garanti nel non cambiare le regole concordate e approvate all'unanimità, impedirà un massiccio arrivo della "Cavalleria di Arcore" al secondo turno.
Ho immaginato che gli elettori (pochi) di Puppato e Tabacci, al secondo turno in forte percentuale non torneranno ai seggi. E quelli che torneranno, potrebbero dividersi equamente fra Bersani e Renzi, e quindi sarebbero ininfluenti.
Infine, ho immaginato che due terzi dei vendoliani potrebbero restare a casa (sono troppo pessimista?), ma che un terzo dei voti dei vendoliani convergeranno su Bersani.
In calce le tabelle relative. Ma chi volesse elaborare in altro modo i dati, può scaricare il foglio excel a questo link
Per come la vedo io, domenica sera il Bischero di Frignano dovrà misurarsi con uno svantaggio che sarà passato da 9,4 punti a 15,4 punti. E spero di sbagliare per difetto. Ma intanto, dando uno sguardo alle tabelle, possiamo smontare molte delle minchiate del Bischero:
-a) ABBIAMO VINTO NELLE REGIONI ROSSE - Sbagliato. Renzino ha vinto nella sua Toscana, dove ha preso il 20% dei suoi voti di tutta Italia. Ha vinto in Umbria, ha fatto pari e patta nelle Marche, e ha perso in TUTTE le altre regioni. E a poco serve aver vinto a Castel Fiorentino (grande vittoria rivendicata dal Bischero domenica scorsa)
-b) ABBIAMO VINTO NELLE GRANDI CITTA' - Sbagliato. Hanno vinto a Firenze, e perso in TUTTE le altri grandi città.
-c) BERSANI HA VINTO AL SUD - Sbagliato. Besrani ha vinto in Val d'Aosta, in tutto il Piemonte escluse Cuneo e Asti, in TUTTA la Lombardia escluse Como e Lecco, in Veneto escluse Vicenza e Verona (che riprenderà al ballottaggio), ha vinto in TUTTE le provincie dell'Emilia e Romagna, e ha vinto min TUTTE le grandi e piccole città che stanno al di sotto della linea gotica.
Tafanus
P.S.:sull'affaire "CastelFiorentino rivevo da uno stimato amico incontrato su facebook questo aggiiornamento:
Scusa Antonio dell'invasione , non so se puo' esserti utile per arricchire il tuo magnifico post sul babbeo In riguardo a CastelFiorentino. Da fonte certa ho ricevuto questa notizia (a me pare tale) che da il peso di certi risultati spacciati come successo:
"Castelfiorentino non è
altro che il paese della banca di Renzi. Il direttore generale della
banca è l'ex sindaco che ha poi sposato la sua successora, Laura
Cantini, attualmente vice presidente della provincia di Firenze. Ah, il
Regini, capo della banca è anche il direttore di publiser, che gestisce i
rifiuti, e che tenta da anni di fare un inceneritore!" Fresier Scagnozzo Orfano Gus
Grazie per l'attenzione
Scritto il 28 novembre 2012 alle 23:36 nella Bersani, Politica, Renzi, Tafanus | Permalink | Commenti (34)
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Dite la verità, non è una perla nera, quell'uomo entusiasto?
Le ho lasciato un breve commento:
Coltissima "balalinda", vorrei comunicarti, con le dovute cautele, che in italiano si dice "l'uomo entusiastA", non "l'uomo entusiastO"... Mentre viceversa di dice "la radio", e non "la radia"
Poi potresti anche informare il tuo guru e maestro, il Rag. Grillo, che si dice "stràngola", con l'accento tonico sulla "a", e non "strangòla", con l'accento sulla "o"...
P.S.: Mi piacerebbe capire perché una semi-analfabeta di ritorno apra un blog, e perchè lo decori con carte da parati con finti libri... Cosa non ti combinano, i complessi d'inferiorità... Tafanus
Scritto il 28 novembre 2012 alle 13:06 | Permalink | Commenti (16)
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"A Stumpo comprerò uno scanner con i miei soldi e così si potranno mettere in rete i novemila verbali dei seggi delle primarie. Si impiegheranno tre ore e ce la fa anche lui", così Matteo Renzi alla telefonata a Canale 5, replica al segretario organizzativo delle primarie, Nico Stumpo, che di fronte alla richiesta del sindaco di pubblicare in rete i verbali, sostiene che per farlo: "Ci vorranno giorni e giorni"
Forse a questo ragazzotto, principe del "webbe 2.0", non hanno ancora spiegato che ormai ci sono in commercio ottime epsom multifunzione (stampante a colori, scanner, e persino OCR).
Forse a questo ragazzotto non hanno spiegato che oltre ai verbali (che non sono di una pagina ma di almeno 4 facciate), bisogna allegare gli elenchi dei votanti, coi numeri della carta d'identità. Altrimenti il tutto ha lo stesso valore della "Due Veli Scottex", dieci piani di morbidezza.
Forse a questo ragazzotto nessuno ha spiegato che le facciate da scannerizzare, fra verbali di 9234 sezioni ed elenchi delle firme (non ce ne sono più di una ventina a pagina), possono arrivare alla bella cifra complessiva di circa 200.000 facciate.
Forse a questo emerito cazzone qualcuno dovrebbe spiegare che la scansione di una facciata, e il caricamento della facciata stessa in un megafile, può richiedere, a una persona allenata, non meno di tre minuti. Forse a questo cazzone bisognerebbe spiegare che 3 minuti per 200.000 facciate fa 600.000 minuti, o se si preferisce 10.000 ore lavorative. Un addetto per 1250 giornate lavorative, o due addetti per 625 giornate lavorative, o tre addetti per 416 giornate, o 6 addetti per un anno.
Il Bischero di Frignano si accomodi. Assuma a sue spese 6 persone, così fra un anno sapremo - però online tramite webbe 2.0 - se Renzi ha perso per 300.000 voti, o per 297.500, o per 302.600.
Ma mettiamo pure che questo cazzone abbia ragione, che si debbano scannerizzare e mettere online SOLO 9000 pagine. Secondo il cazzone si impiegheranno tre ore. Centottanta minuti. Cinquanta pagine al minuto. Una pagina in poco più di un secondo. Questo ragazzotto è da internare.
Intanto questo paladino delle regole insiste nel voler cambiare le regole della partita durante l'intervallo fra il primo e il secondo tempo. Ha ormai capito che senza l'intervento di truppe fresche cammellate di Forca Italia non ce la farà mai. Ecco cosa gli ha risposto Luigi Berlinguer, Presidente del Collegio dei Garanti:
"...le regole per lo svolgimento delle primarie del centrosinistra sono state definite nel regolamento approvato all`unanimità dal collegio dei garanti lo scorso 15 ottobre. Una volta iniziata la partita le regole non si possono cambiare tra il primo e il secondo tempo..."
Intando il Bischero sta affrontando l'emergenza della "bomba d'acqua" caduta su Firenze dal "salotto" di Bruno Vespa.
I have a dream... che fra quattro giorni questo bischero sia spazzato via da un'alluvione di voti; che la sua prolungata assenza da Palazzo Vecchio lo metta in crisi con la sua giunta; e che torni a fare lo strillone del giornali del gruppo Monti-Riffeser.
Tafanus
APPENDICE
Un po’ di nomi di "proletari" amici e finanziatori del Bischero di Frignano
Ancora una citazione dal lungo articolo sui finanziatori e sostenitori del Nixon di Rignano: “i Frescobaldi, i Fratini (immobiliaristi, centri commerciali), i Folonari (Giovanna Cordero Folonari fu chiamata a fare l’assessore dal precedente presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi), i pratesi Pecci tramite il congiunto Niccolò Cangioli, manager della Elen spa, i Bini Smaghi, quelli del conte Lorenzo, ex consigliere della Bce nominato da Renzi presidente della Fondazione Strozzi. Bini Smaghi, tra l’altro, è figlio di una Mazzi e, dunque, cugino del Mazzei presidente della Cassa di Risparmio.
Una rete di sostenitori influenti cui si sono aggiunti imprenditori e manager come il gruppo Poli (imprenditori alberghieri e proprietari di tv locali), l’editore Mario Curia (Chiesa, Confindustria), Leonardo e Marco Bassilichi, della Bassilichi Spa, azienda che lavora per il Monte dei Paschi, il costruttore Andrea Bacci (già messo da Renzi a presiedere quella Florence Multimedia che gli ha procurato un’indagine della Corte dei conti), Fabrizio Bartaloni, manager del Consorzio Etruria, una delle aziende impegnate nei grandi lavori fiorentini, Riccardo Maestrelli, imprenditore con l’azienda più importante di frutta e verdura alla Mercafir di Firenze, il mercato all’ingrosso.
Fuori da Firenze il sindaco gode delle simpatie di Oscar Farinetti patron di Eataly (che a breve aprirà uno store proprio a Firenze, negli spazi della libreria Martelli da poco chiusa), ovviamente Giorgio Gori fondatore dell’impero Magnolia, poi il presidente di De Agostini Pietro Boroli, il vicepresidente del gruppo Viacom International Media Network, Alessandro Campo Dall’Orto). O stilisti fiorentini come Ermanno Scervino, Ferruccio Ferragamo e Roberto Cavalli, amici di Renzi. Qualcuno, come il tesoriere dei Ds Sposetti, uno che di soldi e partiti ne sa parecchio, ha evocato finanziatori americani e israeliani per Renzi.”.
Insomma, al tavolo del Nixon di Rignano mancano solo la contessa Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare e il MegaPresidente Galattico in persona, il Duca Conte, Lup. Man., Gran Ladr., Farabut., Multinaz., Francesco Maria Barambani.
Da un articolo di renzileaks.it renzileaks.it segnalato da Anna
Scritto il 28 novembre 2012 alle 00:52 nella Renzi | Permalink | Commenti (5)
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Scritto il 28 novembre 2012 alle 00:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (8)
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Strane cose succedono in giro per l'Italia. Prendete la Toscana: in questa regione Renzi prende il 20% abbondante di tutti i voti presi in tutta Italia... Nel grafico in calce, potete vedere quale sarebbe il quadro dei risultati del primo turno senza l'effetto "clientes" in Toscana: oggi saremmo qui a discutere di un vantaggio di Bersani su Renzi non già di 9,4 punti, ma di 11,7 punti:
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Conosco l'obiezione... "Renzi prende tanti voti in Toscana perchè ha governato bene a Firenze...
Eh no... non funziona così. Il 1° Febbraio fa ho pubblicato l'inchiesta annuale del Sole24Ore sui sindaci più amati dagli italiani. Ebbene, il FiòRenzino, in un anno, era riuscito a piombare dalla posizione "Scavolini" (il sindaco più amato dagli italiani), ad una vergognosa posizione di n° 45... Ecco un breve estratto di quel post:
Ed ecco, ad un anno da quando Renzi si era convinto di essere intelligente, qual'è il quadro: il ggiovane apprendista stregone abbandona la posizione di Number One, di sindaco più amato dagli italiani, per piombare ad un indecoroso 56° posto:
1° De Magistris, Napoli; 3° Vincenzo De Luca, Salerno; 4° Michele Emiliano, Bari; 5° Flavio Tosi, Verona; 12° Piero Fassino, Torino; 34° Massimo Cialente, l'Aquila; 35° Attilio Fontana, Varese; 44° Virgilio Merola, Bologna; 48° Gianni Alemanno, Roma.
Scritto il 27 novembre 2012 alle 10:48 nella Politica, Renzi, Tafanus | Permalink | Commenti (40)
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Scritto il 27 novembre 2012 alle 08:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (2)
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Che succede a Grillo? Aveva forse scambiato il lucido da scarpe per il dentifricio, ieri mattina? Peccato che davanti alle telecamere dei tg o dei talk show scelga sempre una linea sottotraccia per esprimersi. Così da sembrare un poveruomo che non sa nemmeno esattamente cosa stia facendo, che non capisce perché in tanti ce l’abbiano con lui, che si vive come un sanbernardo gioviale e un po’ tontolone ma pronto a far del bene.
Invece, mentre nell’Italia frastornata dallo spread e da un’incipiente povertà andava in scena il voto di massa per designare il candidato della sinistra alla presidenza del Consiglio, Grillo non volava basso. Indossati i panni del medium che lascia attraversare il suo corpo da un pensiero furente e divino, urlava. Contro chi o cosa? Leggete: «Le primarie del centrosinistra sono un bromuro sociale… un’illusione… una buffonata»; con linguaggio mite sta cioè avvisando milioni di fessi che l’unico premier in vista è e sarà «rigor Montis» – e dagli, sarà stato un buon comico, ma le battute non le butta mai via, come la zia Clotilde – . Ma quando un vate è in corsa chi lo ferma? Infatti rincara: «Le secondarie, terziarie, nullarie del pdmenoelle di questa domenica di novembre 2013, data che verrà ricordata come ennesimo giorno dei morti della Seconda Repubblica – chissà perché usa il maiuscolo – sono una rappresentazione senza contenuti, un’auto-celebrazione di comparse, un grottesco viaggio nella pazzia come nell’opera satirica medioevale “La nave dei folli” di Sebastian Brant che ispirò Michel Foucault».
Già il fatto che voglia dimostrare di aver letto Foucault, pur senza averne capito nulla, ce lo rende simpatico benché l’ebrezza della sua visione ci spinga pigramente verso la noia. Si capisce bene che è ispirato, iperossigenato, forse incazzato: c’è qualcuno in grado di fornire un movente a questa tirata neogotica diverso dalla rabbia provata per quel che stava accadendo ieri di buono e di grande per la democrazia italiana?
Grillo dice che si tratta di un altro giorno dei morti e con questo almeno la smette di separare i morti viventi della «casta» dei politici dalle loro vittime; adesso sono morti anche loro, un’ecatombe in cui sono precipitati come «comparse», e quel precipizio, quella rapida discesa agli inferi non sarebbe altro che «un grottesco viaggio nella pazzia». Morti sì, ma anche matti. Difficile da capire, ci vorrebbe Basaglia e Foucault ci ha lasciati: disastro. Però, sia di Basaglia che di Foucault ci resta una indicazione: se volete capire, seguite le linee di forza, fiutate il potere. E il potere è denaro, spesso, pure per i vati stonati.
Così, ci capita di leggere – grazie a Tavolazzi, uno scomunicato della prima ora dal Grande Megafono – il testo di una lettera inviata ai candidati Cinque Stelle al Parlamento. La firmerebbe Casaleggio, un cervellone che sta alle spalle del vate, e impegna, nei fatti, i candidati a mettere il denaro di quando saranno parlamentari nella disponibilità di Grillo. Un paio di commissioni – una per la Camera e una per il Senato, formate da personaggi scelti dal capo – dovrebbe decidere a quale attività di comunicazione destinare questo tesoretto. Nemmeno Stalin. Nemmeno Mao, e sì che anche Mao era un buon «nuotattore». Lui i vivi li vuole così: al suo servizio, oppure morti. Avanti popolo. (di Toni Jop)
Caro Toni,
forse non hai notato che ormai quasi ogni post di Grillo incorpora una citazione colta - tirata per i capelli - a qualche libro che non ha mai letto. Ma tant'è... non serve che la citazione abbia un riferimento non stiracchiato col contenuto del post. Serve solo a fare bancarella. Serve come pretesto/supporto per l'annuncio "vu cumprà" che ormai appare in calce a quasi ogni post... Insomma, un ben remunerato "consiglio per gli acquisti"... Ecco quello sulla "lettura consigliata" dal Rag. Grillo. Ora, sinceramente, ricevere "consigli di lettura" da uno che dice che "la mafia non strangòla" con l'accento sulla ò, manco un ripetente della quarta elementare alla CEPU... Tafanus
Scritto il 26 novembre 2012 alle 23:20 nella Grillo, Tafanus | Permalink | Commenti (8)
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Scritto il 26 novembre 2012 alle 19:20 nella Politica | Permalink | Commenti (19)
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ATTENZIONE! Iniziamo con una non-analisi del voto! Informiamo che lo spoglio è fermo esattamente al punto in cui eravamo alle due di notte, quando ci siamo lasciati, e cioè con circa un terzo dei voti scrutinati (meno di 4000 seggi su 9232). Sono in ritardo prevalentemente seggi di regioni che stanno esprimendo un voto bersaniano. Premature pertanto tutte le analisi sul gap fra Bersani e Renzi, sul gap, e persino sull'affluenza al voto..
Errato inoltre il titolo che hanno fatto quasi tutti i giornali: "Renzi costringe Bersani al ballottaggio". No, al ballottaggio Bersani è stato costretto da Renzi, Vendola, Puppato e Tabacci. E vorrei anche vedere che con 5 candidati non fossimo finiti al ballottaggio!
E' solo il caso di sottolineare che colui che ieri sera ha invaso le TV straparlando di "vittoria nella maggior parte (?) di Emilia e Romagna, Emilia e Umbria, ha qualche propblemino con l'aritmetica. Sulla provenienza del voto a Renzi, per ora la mia impressione (ma è solo un'impressione) è che Renzi sia andato bene nelle aree orfane del berlusconismo, e in quelle a maggior tasso di egoismo sociale diffuso.
Infine, voglio ringraziare tutti gli amici che ieri mi hanno dato una idea - in anticipo sui dati ufficiali - mandandomi per SMS o per email dati dai seggi in corso d'opera.
Ma procediamo con l'aggiornamento dei dati:
3992 seggi su 9232
Bersani 44,3%
Renzi 36,3%
Vendola 15,2%
Puppato 3,0%
Tabacci 1,2%
AGGIORNAMENTO: Mentre il sito ufficiale, nelle pagina dei risultati dettagliati continua a riportare l'aggiornamento a 3992 seggi (quello delle due di questa notte), è improvvisamente apparsa nuova schermata di "Dati ufficiosi", che riportiamo in calce:
Non manca la polemichetta di Renzi, al quale risulterebbe che il gap non sarebbe di circa 9 punti, ma di cinque. Però Renzi non ci fa sapere da dove prenderebbe questo dato. Forse vuole ricontare...
Ora, finalmente, è uscita la tabella di dettaglio dei dati finali, seppure "ufficiosa". I dati sono quelli riportati da ore nella tabella qui sopra, dalla quale si deduce che il gap fra Bersani e Renzi è di 9,4 punti. Ora aspettiamo le tabelle di Renzi, con le relative note metodologiche.
Scritto il 26 novembre 2012 alle 08:27 | Permalink | Commenti (47)
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Scritto il 26 novembre 2012 alle 08:00 | Permalink | Commenti (2)
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Si raccomanda di depositare le scorie nel contenitore dei rifiuti speciali tossici
3976 sez. su 9232
Bersani 44,4%
Renzi 36,3%
Vendola 15,1%
Puppato 3,0%
Tabacci 1,2%
Scritto il 25 novembre 2012 alle 21:45 | Permalink | Commenti (34)
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AdnKronos - Il leader del Movimento 5 Stelle contro le primarie del Centrosinistra: "Una rappresentazione senza contenuti, un'auto celebrazione di comparse. Tanto chi diventerà premier non conterà un soldo bucato"
''Le secondarie, terziarie, nullarie del pdmenoelle di questa domenica di novembre, data che verrà ricordata come l'ennesimo giorno dei morti della Seconda Repubblica, sono una rappresentazione senza contenuti, un'auto celebrazione di comparse. Un grottesco viaggio nella pazzia, come nell'opera satirica medioevale la "Nave dei Folli" di Sebastian Brant che ispirò Michel Foucalt''.
Beppe Grillo torna ad attaccare le primarie del Pd sul suo blog. Il comico genovese cita la "Nave dei folli" di Brant: "Perchè si vede sorgere d'un tratto la sagoma della nave dei folli, e il suo equipaggio insensato che invade i paesaggi più familiari? Perchè, dalla vecchia alleanza dell'acqua con la follia, è nata un giorno, e proprio quel giorno, questa barca?''
''Le primarie dei folli - avverte Grillo - sono un bromuro sociale, un calmante, servono a dare al popolo l'illusione di decidere, a pagamento (partecipare costa due euro), il premier che salvera' l'Italia dal baratro. Chiunque diventi premier per una notte, contera' come un soldo bucato. Il presidente della Repubblica puo' nominare chi crede. Costui, con un programma e una lista dei ministri, si presenta alle Camere per la fiducia. Se la ottiene diventa presidente del Consiglio. Ma, come in una Grande Follia Democratica, il posto è già occupato da Rigor Montis, implicitamente rinominato da Napolitano e invocato dai partiti per poter continuare la loro assurda recita''.
''Anche il programma per la prossima legislatura è già deciso. Punto per punto. Taglio per taglio. Tassa per tassa. Non si chiamerà programma di governo, ma "Agenda Monti", indiscutibile e già venduta alla Bce e agli Arabi. E' una democrazia che vive di effetti speciali, con le carte truccate dove il banco vince sempre e perdono immancabilmente i cittadini''.
...e bravo il comico - nuotatore - scalatore... confesso che il suo colto riferimento alla "Nave dei Folli" non l'ho capita molto bene. Colpa mia. La mia cultura ha dei limiti. Io sono uno di quelli che dice "la mafia stràngola", non "la mafia non strangòla". Grullo mi perdonerà se la mia ignoranza non è pari alla sua...
Però capisco la contrarietà di Grullo alle primarie! Quattro milioni di persone in fila, 100.000 volontari ai seggi, uno sforzo organizzativo immane... Ma che cazzo si sono messi in mente, questi idioti del "PD meno elle"... Grullo si che saprebbe come semplificare le cose! Intanto niente primarie per il candidato premier, perchè tanto il Mò Vi Mento a 5 Stelle è suo di lui, regolarmente depositato e registrato il marchio. E poi questa folla di candidati minus habentes... Ma Bersani non poteva stilare un bell'ordine d'arrivo scrivento un post sul sito del PD-Elle, e fine della trasmissione?
Ecco, per una volta, sono d'accordo col Grullo di Genova. Tafanus
Scritto il 25 novembre 2012 alle 19:20 nella Grillo, Politica, Tafanus | Permalink | Commenti (9)
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Scritto il 25 novembre 2012 alle 18:30 nella Politica, Renzi, Tafanus | Permalink | Commenti (21)
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Scritto il 25 novembre 2012 alle 16:36 | Permalink | Commenti (1)
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Grillo ha capito benissimo ciò che noi predichiamo da tempo: l'aumento geometrico del numero dei cazzar-populisti non fa crescere le dimensioni della torta elettorale a disposizione. Quindi ogni volta che un nuovo cazzaro s'avanza, le dimensioni della fettina di torta di chi è arrivato prima sul "segmento di mercato" diminuisce.
Tutto qui. Grillo e Di Pietro che si annusano spesso, ma non si sposano mai. Renzi & Civati che divorziano dopo un mese dal matrimonio. Con uno stile leggermente più pacato, la Serracchiani che vaga da uno dei due cazzari all'altro senza sosta. Il Popolo Viola che muore in culla, con Grillo che prima lo sposa e poi lo abbandona. Il patetico Adinolfi che per non sbagliare i cazzarismi li sposa tutti: prima il suo, candidandosi alle primarie per la segreteria PD, e prendendo lo zerovirgola; poi sponsorizzando Grillo; adesso ha capito che Grillo può anche prendere un 20%, ma non potrà farsene niente, perchè non lo vuole nessuno, e allora di-rotta su Renzi. O meglio: Grillo lo vorrebbe solo un Di Pietro in caduta libera, ma Grillo ha detto no grazie.
A destra s'avanzano i "venuti dal nulla" Samorì & Proto. Personaggi venuti dal nulla e destinati al nulla. Ma se nel PdL, anzichè fare quelle minchiate di primarie a diciassette, si potesse continuare con la cooptazione, o almeno coi "concorsi per soli titoli", avrebbero le carte in regola per una splendida carriera: sono infatti già entrambi inquisiti prima ancora di "scendere in campo".
Ora scoppia una guerra fra giganti del vuoto spinto. Grillo contro Renzi! Wow! Allacciamo le cinture! Venghino, sior! Lo spettacolo sta per cominciare! ...o per finire?... Tafanus
Grillo contro Renzi: faccia il sindaco e basta - Il leader del Movimento Cinque Stelle torna ad attaccare il rottamatore. Lo definisce arrampicatore. La replica: ha capito che la vittoria del sindaco di Firenze sarebbe il de profundis del M5S
Poi Grillo dà addirittura al "rottomatore" l'appellativo di arrampicatore. "Tra le facce di bronzo che si dilettano nello sport dell'arrampicatore istituzionale, quella di Renzi, l'ebetino di Firenze, è la più fenomenale, incredibile, paradigmatica del momento che attraversa l'Italia". E ancora: "Renzi premier è come curare un infarto con la crema abbronzante. L'ebetino di Firenze imperversa a tutte le ore in televisione a pontificare sul nulla invece che occuparsi della sua città sommersa dai debiti" [...]
Scritto il 25 novembre 2012 alle 11:01 | Permalink | Commenti (2)
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La marchetta del "Geniale" a favore del Bischero di Rignano sull'Arno prosegue così:
Se ragionassimo con la cieca opportunità politica faremmo esattamente il contrario. Strizzeremmo, cioè, l’occhio a Bersani, perché diciamolo: è l’avversario con il quale un candidato di centrodestra avrebbe gioco più facile. Partirebbe ultra svantaggiato e i sondaggi lo dicono chiaramente, ma contro il segretario Pd la partita sarebbe meno impossibile. Renzi è più difficile da battere per il semplice fatto che attrae un’area moderata che Bersani non attrae.
Ecco, sapete che c’è? Chissenefrega dell’opportunismo. Scegliamo Renzi perché è un uomo nuovo: è il primo vero leader totalmente post-comunista, è l’unico a indicare al Pd la strada della socialdemocrazia liberale che in Europa e negli Stati Uniti c’è da sempre e che da noi non c’è mai stata. Noi vorremmo che vincesse lui, domani. Perché Renzi garantisce la possibilità di avere un dialogo vero, nuovo, reale. Parla di temi, non di inchieste giudiziarie. Parla di prospettive, non rinfaccia il berlusconismo. È avanti e non per ragioni anagrafiche. Al netto delle esagerazioni e di qualche errore, la rottamazione che propone è l’istanza di un giovane, ma soprattutto un’idea di politica diversa: ha sconfitto il pregiudizio e non ha la cultura dell’inciucio come unica alternativa alla rivalità. Una parte delle sue proposte non ci convince.
Ma di cose condivisibili ce ne sono molte: la semplificazione
fiscale per le imprese, l’inversione del paradigma classico della
sinistra per il quale il lavoratore ha più diritti del datore di
lavoro, il divorzio breve. La forza del suo programma sta nello spirito
liberale e nell’essere studiato con il buonsenso di chi non pensa di
poter risolvere i problemi del mondo come s’illude di fare Vendola.Il
sindaco di Firenze ha avuto la tenacia di resistere all’assalto
pazzesco subito dall’establishment del suo partito. Hanno cercato di
abbatterlo, di screditarlo, di delegittimarlo, di renderlo costume
anziché politica. Gli attacchi subiti sono stati solo personali. Vi
sembra normale? Lui ha rimbalzato tutto e ha mobilitato la gente come
pochi. Ha costretto il Pd ha scendere sul suo terreno, a misurarsi,
l’ha obbligato a usare le truppe cammellate per sconfiggerlo. Forse non
vincerà (così dicono tutti i sondaggi), ma l’Italia ha trovato un
leader.Per il presente, non solo per il futuro. Da domani, comunque
vada, bisognerà fare i conti con Renzi e capire che idea ha del Paese.
Con lui se ne può parlare.
Scritto il 24 novembre 2012 alle 23:37 nella Berlusconi, Impresentabili, Politica, Renzi, Tafanus | Permalink | Commenti (18)
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Purtroppo ha ragione la Comunità ebraica: "Roma non è meno pericolosa di Tel Aviv". E ha ragione, non solo con il cuore, anche se sarebbe stato meglio dire che Roma è più vulnerabile di Tel Aviv. E proprio perché "a Roma non piovono razzi", come dice l’inquietante prefetto Pecoraro. Insomma Roma non è una città in guerra e dunque l’ebreo è inerme, non pensa a difendersi e a contrattaccare. I tifosi del Tottenham, per esempio, non si aspettavano certo di essere accoltellati mentre prendevano una birra. Non si guardavano attorno spaventati come fossero, appunto, a Tel Aviv.
E immaginate cosa devono avere pensato quei turisti inglesi che erano lì per divertirsi ingenuamente, sedotti dal mito delle notti di Roma. Cercate di immedesimarvi nel loro stupore quando hanno visto arrivare quella squadraccia di italiani armati di spranghe, coltelli e bastoni, nascosti dai caschi integrali, vigliacchi incappucciati come i mafiosi.
A Tel Aviv i commando di Hamas combattono l’esistenza degli ebrei di Israele, esprimono un odio etnico e religioso che ha i suoi interessi economici e le sue radici nella storia, si muovono dunque nel codice della spietatezza e persino della dignità della guerra. A Roma invece si sono materializzati in uno dei posti più belli, di maggior calore e colore e sotto la statua di Giordano Bruno, mito dell’antifanatismo, una cinquantina di rifiuti umani, sottoprodotti urbani che si nutrono di un tifo ridotto ad immondezzaio criminale. Ultrà romanisti e ultrà laziali, che solitamente sono divisi dalla stupidità - diciamo cosi - "alta" del calcio, l’altra notte erano invece uniti nella ferocia di un antisemitismo cieco che non capiscono e anzi probabilmente non sanno neppure cos’è, a giudicare dalla povertà umana dei due romanisti che sinora sono stati arrestati.
Ecco perché è davvero bizzarra la reazione del prefetto di Roma che invece di chiedere scusa, a nome della città, alle vittime della più odiosa delle aggressioni antisemite dopo le retate e le leggi fasciste, si mette acidamente a polemizzare con il capo della comunità ebraica Riccardo Pacifici che, giustamente allarmato, rappresenta idealmente quelle vittime. E la frase più arrogante di Pecoraro è la seguente: "Quello che fanno le forze dell’ordine per gli ebrei romani non si fa in nessun altro Paese".
(Nella foto a destra, il manifesto di Alemanno, dopo tre mesi da sindaco)
Parla come se fosse in credito, il signor prefetto. Rimprovera una comunità ingrata. Come se proteggere i tifosi di una squadra ebrea anche – persino! – mentre bevono la birra fosse davvero troppo. Dopo tutto quello che facciamo per loro, vogliono pure un sovrappiù, una concessione, un ennesimo atto di generosità costosa.
La verità è che Pecoraro ha dimostrato di non controllare l’ordine pubblico e dunque di essere quanto meno inadeguato, e non tanto perché Campo dei Fiori – al contrario delle piazze di Tel Aviv – non era presidiata. Ma soprattutto perché le forze dell’ordine, chiamate da testimoni terrorizzati, sono arrivate troppo tardi e in numero insufficiente, forse perché anch’esse impreparate alla sfida, alla novità di questa furia che picchia, accoltella, spacca, mettendo in atto una strategia di guerriglia urbana, come una specie di esercitazione sul campo.
E sembra di vederli mentre attaccano e poi rinculano per attirare i poveri inglesi nell’imboscata. Altri picchiatori feroci stanno acquattati infatti in via dei Cappellari, una delle stradine strette dove "la luna sta per cadere", uno di quei vicoli di Roma che Lucio Dalla canta nella "Sera dei miracoli". Anche mercoledì quando picchiano e accoltellano la notte "è così dolce che si potrebbe bere", una notte "da passare in centomila in uno stadio …".
Appunto, lo stadio. E’ la città di Roma, prima ancora della comunità ebraica, a meritare almeno un tentativo di impossibile risarcimento. E si dovrebbe cominciare con il punire sia la Roma sia la Lazio. Dovrebbe farlo l’Uefa di Platini, ma dovrebbero pretenderlo anche la Lega calcio di Maurizio Beretta e la Federcalcio di Giancarlo Abete.
E’ chiaro che i presidenti e i dirigenti della Lazio e della Roma sono nani rispetto alla gravità dell’evento. Ma l’autoassoluzione, che in fondo è la vera prova di questo nanismo, non è tollerabile. Il presidente Lotito e il manager Baldini, invece di difendere ciascuno i propri ultrà, dovrebbero mettere un taglia per la cattura di quei barbari.
Sono noti i rapporti di complicità fra le società di calcio e gli ultrà. La curva nord della Lazio è da tempo il covo dei peggiori naziscemi italiani, estremisti nel calcio e nella politica, che infatti giovedì sera - durante la partita con il Tottenham - hanno esibito striscioni antisemiti rivendicando così la paternità ideologica dell’aggressione. Pensate: Lotito e Baldini non sono neppure andati a trovare all’ospedale Ashley Mills, quel ragazzo di 24 anni che, pugnalato all’linguine, è stato in pericolo di vita per due giorni. E non è andato neppure Alemanno, che dei naziscemi romani è stato in tutti questi disastrosi anni di governo un amato/odiato interlocutore.
Davvero non sappiamo quanta ragione abbia la comunità ebraica, ma l’ordine pubblico dovrebbe tenere in gran conto i suoi timori. E’ infatti sicuramente vero che l’Italia sta pericolosamene diventando uno dei paesi più antisemiti del mondo occidentale, anche se si tratta di un antisemitismo stupido, come del resto fu d’accatto quello fascista. In Italia non ci sono grandi centrali culturali e mediatiche contro gli ebrei ma c’e’ un’ intossicazione plebea che salda una certa sottocultura terzomondista, sia di sinistra che di destra, con le pulsioni di un neofascismo che è ormai "schizofascimo", xenofobia e saluti romani. La Rete è piena di queste immondizie, persino filoiraniane, l’America di nuovo con il k, l’odio verso Israele… E la crisi economica, la rabbia sociale e il populismo grillino rimettono in circolo, non solo contro il governo Monti, il vecchio fantasma del complotto giudaico-massonico.
E poco importa che si picchi, da infiltrati e incappucciati ,nelle manifestazioni di piazza o nelle scuole o che si dia la caccia al tifoso del Tottenham ebreo o a quello del West Ham il cui dolcissimo inno – <I’m forever blowing bubbles / pretty bubbles in the air, sto sempre a gonfiare bolle, belle bolle nell’aria>, nessun inglese in Italia potrà più cantare. Perché -abbia pazienza il signor prefetto – da mercoledì notte la nostra bella Roma non è più la stessa. Gli ebrei la trovano <non meno pericolosa di Tel Aviv> e gli inglesi del Times <la città più pericolosa d’Europa.
Scritto il 24 novembre 2012 alle 20:34 | Permalink | Commenti (5)
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...Ora che questa vergogna è stata finalmente rimossa, voglio ricordare - non senza una certa commozione - l'odissea vissuta da un mio caro amico. Ne avevo scritto il 5 febbraio 2008. Ripropongo questo post, affinchè a nessun imbecille venga in mente di nuovo di offrire 22 euro al giorno alle famiglie che vivono questo dramma. Il mio amico era "economicamente solido", ma la stragrande maggioranza delle persone colpite da questa terribile malattia non lo è. La prossima volta, prima di toccare chi già vive un dramma, pensino a qualche altra categoria. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Tafanus
5 Febbraio 2008 - Ieri il destino ha portato via un mio amico. SLA. Sindrome Laterale Amiotrofica. Il mio amico, che chiamerò convenzionalmente Paolo, non era govanissimo, ma fino a due anni fa scoppiava di salute e di energia. Apparteneva a quella categoria di cicloamatori che ci capita spesso di vedere per le strade della Brianza, armati di bicicletta da corsa, tenute fosforescenti, casco, qualche capello bianco, un filo di pancetta. Gente che ci strappava un sorriso, ma che nel corso della bella stagione scalava il Gavia, il Sempione, il Mortirolo... Insomma, per uno come me, che faticava persino a scalare il cavalcavia di Carnate, era un fenomeno della natura...
Due anni fa, proprio in questi giorni, eravamo impegnati, a casa di amici comuni, nella ennesima litigata furibonda su Berlusconi. Scoppiava di salute (era l'unica cosa che gli invidiavo). Un anno fa eravamo ancora insieme. Ora c'erano due grandi novità, rispetto all'anno precedente. La prima: era al mio fianco, a litigare con gli altri contro Berlusconi. La seconda: è arrivato a casa dei nostri comuni amici aiutandosi con due stampelle. Io, che se non faccio almeno una gaffe al giorno non riesco a prendere sonno, ho fatto una battuta infelice: "...Paolo, ecco quello che capita ai pirla che alla tua età fanno ancora i Cunego!..."
Col suo sorriso dolce, mi ha risposto solo: "...magari fosse questo...", e non ha aggiunto altro. Più tardi, ho raggiunto sul terrazzo sua moglie, che era uscita a fumare una sigaretta. E ho saputo. E' stata l'ultima volta che l'ho visto. Dopo poche settimane era già su una sedia a rotelle, e non ha mai più voluto vedere nessuno, nè essere visto.
Ieri se n'è andato in silenzio, di notte, senza disturbare. Se n'è andato con discrezione, esattamente come aveva vissuto. Dai primi sintomi della malattia, non è durato due anni. Fra qualche minuto lo accompagneremo per l'ultima salita. Una sola coroncina, costruita intorno ad una ruota di bicicletta. Quello che avremmo speso in addobbi superflui, ci hanno chiesto di darlo alla AISLA, l'associazione che si occupa di assistenza ai colpiti da SLA. Ciao, Paolo...
Forse una legge meno talebana di quella voluta dal centrodestra sulla ricerca sulle staminali non lo avrebbe salvato. Le ricerche in questo settore sono lunghe, richiedono anni ed anni. Ma da quando potremo iniziare a fare anche in casa nostra ricerca seria, come in tutti i paesi occidentali, quanti altri Paolo, quanti altri Welby, quanti altri Coscioni dovremo seppellire, senza far loro dono neanche di una speranza?
Scritto il 24 novembre 2012 alle 13:22 nella Scienza, Solidarietà, Tafanus | Permalink | Commenti (5)
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Scritto il 24 novembre 2012 alle 08:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (6)
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Questo è TUTTO
P.S.: Se qualcuno, per caso, dovesse avvistare una sola riga sul tema delle coperture finanziarie, ci mandi un telegramma. Tafanus
Scritto il 23 novembre 2012 alle 22:41 nella Economia, Grillo, Politica | Permalink | Commenti (16)
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...e mentre salgono i decibel e le sciocchezze renziane, scendono a picco i suoi consensi. Più Renzi parla, più cala. Invitatelo a tutte le trasmissioni!... Ormai persino per la condiscendente SWG la forbice fra Bersani e Renzi è salita intorno a 14 punti. E Bersani rischia addirittura di farcela al primo turno... (sondaggio SWG per Agorà - RaiTre - Repubblica)
Primarie centrosinistra, scontro sul Tg1 - Lo staff di Renzi furibondo per un'intervista a Bersani che andrà in onda questa sera al Tg1 delle 20. La replica: "Voi tre volte a Ballarò". Il direttore Maccari poi annuncia: "Intervisteremo anche Matteo". Intanto l'ultimo sondaggio accredita il segretario al 43-47%, contro il 29-33% del sindaco di Firenze. Su scala nazionale il Pd si conferma il primo partito con il 26,7%

Una rassicurazione che placa solo in parte l'ira del comitato Renzi . "Una violazione gravissima della par condicio" tuona Simona Bonafè, mentre Roberto Reggi parla di "vergogna inaccettabile", soprattutto perché "si tratta del servizio pubblico che, a due giorni dal voto per le primarie, si schiera nettamente a favore di un candidato" [...]
Pronta la replica del comitato Bersani per bocca del portavoce Stefano Di Traglia: "Non mi pare che ci si sia scandalizzati per le tre presenze tv di Matteo Renzi nell'ultimo mese a Ballarò, per non parlare delle decine di talk occupati in questi ultimi giorni".
Ultimi sondaggi SWG per Agorà (RaiTre) - Pier Luigi Bersani,
secondo l'istituto di ricerca, è al 45% (+/- 2 punti);
Matteo Renzi è invece tra al 31% (+/- 2 punti). Sempre col lo stesso margine d'errore, abbiamo poi Nichi Vendola al 18%, Laura Puppato al 4%, Bruno Tabacci al 2%.
"Io penso
che sia più facile andare al secondo turno, così ci faremo un'altra
settimana di questa magnifica cosa. E' più probabile un secondo turno:
abbiamo 5 candidati ed è per questo che abbiamo scelto questa formula.
Il clima è molto buono, la partecipazione anche, sono molto contento",
commenta Pierluigi Bersani. "Abbiamo visto tanti di questi sondaggi
sulle persone che poi, alla fine non valevano...", aggiunge il
segretario del Pd.
Nichi Vendola sempre convinto che ci i sondaggi possano esere smentiti: "Domenica ci saranno grandi sorprese" [...] "Mi ha deluso Bersani - prosegue - quando ha detto che se andassimo al ballottaggio io e Renzi, lui voterebbe per Renzi
perché è del suo stesso partito. Questo tradisce lo spirito delle
primarie, ma lo dico col sorriso sulla labbra. Stiamo costruendo una
coalizione, io non mi presento come capo partito".
Interessante (e per molti aspetti piacevole) il dato che la Lista MontiZemolo, ancor prima di essere demolita da Napolitano, si fosse attestata sotto il 5%, a fronte di una perdita dell'UDC di 1,7 punti. UDC che a questo punto andrebbe sotto la soglia del 4%. Secondo SWG, c'è una forte cannibalizzazione della ipotetica lista MontiZemolo a spese del... Grande Tatticista Casini. Il teorico-pratico della politica dei due forni voleva cavalcare l'immagine di Monti, e invece ne finisce spolpato. E questa è la conferma che Dio esiste. Tafanus
Scritto il 23 novembre 2012 alle 18:59 nella Bersani, Renzi, Tafanus | Permalink | Commenti (13)
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...se perdo, mando a Roma un po' di amichetti...
Il Re dei Media, il Principe ereditario del click e dei "Like" su facebook, non ha ancora capito che esistono i fuorionda, e che lui non ne è esente. Così, dopo aver predicato per mesi che se perderà non accetterà "premi di consolazione, si fa beccare come un piccione a dire che "se perdo, porto a Roma i miei amichetti... Ma ecco il dettaglio della figura di merda, tratto da Repubblica.it del 22/11/2012), da dove sono tratte anche altre notizie interessanti...
QUELLI CHE "SE PERDO NON ACCETTO PREMI DI CONSOLAZIONE - Fuorionda di Renzi: "Se perdo, miei in Parlamento". Il sindaco di Firenze, fin dall'inizio della sua campagna elettorale, ha sempre dichiarato, in caso di sconfitta, di non volere premi di consolazione e che non si sarebbe mai candidato per il Parlamento. In un fuorionda di oggi della trasmissione 105 Friends, su Radio 105 Network, dove Renzi era ospite, il 'rottamatore' è tornato su questa ipotesi dicendo: "Porterò un po' di amici miei in Parlamento e cercherò di avere un po' di spazio, ma io non mi faccio comprare". Mentre invece "se vinco con la storia della rottamazione, tutti da me si aspettano questo: se non lo faccio mi vengono a rincorrere".
LE FRASI DI BERSANI RIPORTATE A META' - La vulgata che si è diffusa ieri diceva che Bersani, in caso di ballottaggio fra Renzi e Vendola, avrebbe dichiarato di preferire Renzi. E' davvero così? E se mettessimo im bocca a Bersani le parole di Bersani? Proviamo:
[...] n un ipotetico ballottaggio tra il 'rottamatore' e Nichi Vendola, il segretario del Pd chi sceglierebbe? A questa domanda Bersani risponde: "Sceglierei il sindaco di Firenze, causa doveri d'ufficio", dice ai microfoni di Rtl. E aggiunge: "Io penso che Nichi, con il quale sono legato da grande simpatia capirà che facendo il segretario del Pd avrei difficoltà a votare il leader di un altro partito seppur amico. Quindi voterei Renzi".
Suona un po' diverso, vero, da quanto riportato dai giornali...
IL METRO DI GIUDIZIO A "GEOMETRIA VARIABILE DEL BISCHERO - Con noi Pd più forte. "Se noi vinciamo i democratici hanno più chance di vittoria alle elezioni, parlano più di futuro e tornano a far sperare gli italiani".
Insomma, secondo il bischero, quando le cose vanno bene, si dice "se NOI vinciamo". Quando andavano male, si diceva "se BERSANI perde". Fantastico.
LA "BONOMIA AL CURARO" DI BERSANI - Agli ultimi attacchi di Renzi sulle regole, il segretario Pd replica: "Io potevo essere il candidato unico del Pd. Cerchiamo di non mettere in giro argomenti che non sono dignitosi per noi, che siamo gente seria. Abbiamo deciso prima che ci fossero queste primarie come partito, alla luce di precedenti esperienze, che alla prima occasione avremmo costruito l'albo. Non so se Renzi fosse presente, credo di no visto che frequenta poco, è stato deciso mesi e mesi fa. Io lavoro perchè ci sia il massimo di partecipazione. Faremo una cosa seria che in Europa nessuno ha fatto. Se si pensa male si fa male".
...prendi, incarta e porta a casa... E per chiudere "in bruttezza"...
"...Nuovo endorsement per Matteo. Intanto si schierano apertamente per Renzi il presidente dell'Anci e sindaco di Reggio Emilia, Graziano del Rio, e uno dei "padri" dell'Ulivo, Arturo Parisi. In una lettera a La Stampa i due esponenti del Pd fanno la loro scelta di campo e invitano a "convergere" nel sostegno al sindaco di Firenze "quanti nel centrosinistra credono in una democrazia pluralista, autonomista, federalista, e solidale, e quanti, finora esterni al nostro campo, hanno maturato il rifiuto delle illusioni del collettivismo, del centralismo, del separatismo, e del liberismo"..."
Artuto Parisi stamattina, in collegamento con Omnibus, ha fatto interventi pieni di livore contro Bersani. Non metterebbe conto neanche di parlarne, se non avessimo la certtezza che nelle prossime ore il Bischero proverà ad appuntarsi questa medaglietta. Ma allora ci tocca ricordare - giocando d'anticipo - quale grande politologo sia Parisi (colui che con la sia sapienza ha mandato a casa Prodi, e ci ha inflitto lustri di Berlusconismo). Ne abbiamo scritto in tempi non sospetti. Chi ha stomaco, può rileggere il nostro post del 3/10/2011, dedicato al livore cronico di Parisi verso Bersani. A benefivio di coloro che non se la sentono, pubblico un estratto in calce:
-1) Narrano le malilingue che Prodi sia stato sfiduciato alla Camera nel 1998 (rettifico la data, su preziosa indicazione di Giò, che ringrazio) con un voto di differenza, avendo affrontato il voto con la certezza di farcela, perchè un suo omonimo (tale Artuto Parisi), addetto alla macchinetta calcolatrice, gli aveva assicurato che da suoi ripetuti controlli era certo che Prodi avrebbe avuto la fiducia. Furono così spalancate le porte al periodo berlusconista che tanto bene ha fatto e continuerà a fare all'Italia. Lei ne sa niente?
-2) Narrano le malelingue che un suo omonimo, tale Arturo Parisi, In seguito alle dimissioni del segretario del PD Walter Veltroni, si sia candidato a segretario del PD, non con lo scopo di conquistare la poltrona (peraltro scomoda) di segretario, ma con lo scopo più nobile di indire in tempi brevi un congresso, che avesse lo scopo di rivitalizzare il PD in difficoltà, creando una vera e nuova cultura democratica. È stato però sconfitto da tale Dario Franceschini, che però ha sostenuto alle primarie del 2009.
-3) Dicono le malelingue che questo suo omonimo abbia poi sostenuto Franceschini contro Bersani, incassando l'ennesima sconfitta. E dicono che questo Parisi non l'abbia mandata giù.
Ma ora lasciamo stare il suo omonimo, e parliamo di lei:
-a) In democrazia, caro Arturo, c'è la c.d. "dittatura della maggioranza". In un partito serio, quando una mozione passa 176 a 3, sono caso mai i 3 a doversi dimettere, non i 176. Si concentri, non è un concetto difficile, neanche per Lei.
-b) Sul referendum, aspetti un attimo a cantare vittoria (non faccia come il suo già citato omonimo,. specialista in sconfitte...). Ci sono ancora parecchi ostacoli da superare, prima di autocantarsi sette gloria:
Si dia una calmata, amico, altrimenti ci costringe a ricordare quante porcherie siano arrivate al PD (e quindi all'Ulivo, o all'Unione, o alla coalizione "Pinco", la chiami come vuole), da parte di quella Margherita di cui lei è stato co-fondatore, e Presidente dell'Assemblea Nazionale (ad iniziare dalle Binetti, dai Rutelli, dai Fiorone, e dal suo omonimo Arturo Parisi).
Tafanus
Scritto il 23 novembre 2012 alle 12:28 nella Bersani, Renzi | Permalink | Commenti (5)
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