...e per concludere bene la giornata delle retate, parliamo anche di questo arresto... Alessandro Proto, mentre viene arrestato a Milano per aggiotaggio e truffa, è indagato a Lugano per aggiotaggio e truffa. Su operazioni poco chiare che riguardano MPS. Tutto regolare, dunque. E' uno "specializzato". Ma la cosa divertente è che questo giocoliere con derivati MPS non è uno sporco komunista, ma un candidato alle svanite primarie del PdL...
Le forze dell'ordine lo hanno fermato a Milano, per un'inchiesta per aggiotaggio e truffa per le sue comunicazioni al mercato. Sembra non si tratti delle speculazioni su Mps, dov'è sotto processo a Lugano per riciclaggio
MILANO - Arrestato Alessandro Proto. Il
finanziere-immobiliarista è stato fermato dalle autorità di polizia di
Milano, dove aveva in corso un procedimento per aggiotaggio e truffa.
Sarebbe diretto al carcere di San Vittore. Proto è sotto processo anche a
Lugano, per un'indagine che lo accusa di riciclaggio di denaro tramite
operazioni riconducibili anche a compravendite di titoli Mps sul mercato
non regolamentato. Il candidato alle primarie del Pdl è sotto inchiesta
del pm Isidoro Palma per le comunicazioni al mercato della Proto
Consulting, alcune operazioni immobiliari e "Caronte", un fondo
riferibile allo stesso Proto. Sembra che la procura stia valutando anche
l'ipotesi di bancarotta.
Proto, 38 anni, milanese è anche
azionista di Rcs insieme a un quartetto di stranieri per un totale del
2,8%. Per gli inquirenti analizzando i suoi comunicati si
riscontrerebbero solo delle "mezze verità". Come esempio viene citato il
caso delle note in cui si parla di offerte per l'acquisto di quote di
Mps: per la procura, per quanto le sue proposte fossero effettivamente
state fatte, al mercato non veniva comunicato che erano immediatamente
state respinte al mittente. Il finanziere a riguardo è già stato
ascoltato e si è giustificato spiegando che lui opera sempre per conto
di investitori che si rivolgono alle sue società, non acquisisce
direttamente le quote delle società oggetto delle comunicazioni. Al
centro dell'inchiesta ci sono anche le comunicazioni al mercato sulle offerte degli scorsi mesi per l'acquisto di partecipazioni in Unicredit, Rcs, Mediobanca e Fiat.
Questo
per quanto riguarda l'aggiotaggio, mentre il reato di truffa sarebbe
riconducibile ad alcune operazioni immobiliari e al fondo "Caronte",
conosciuto anche come "fondo salva-imprese": il fondo, creato negli anni
scorsi, aveva secondo Proto una dotazione di 100 milioni di euro e
avrebbe aiutato le piccole e medie imprese con un fatturato tra 500mila e
20 milioni di euro con operazioni di private equity.
(continua al prossimo arresto)

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