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Scritto il 16 ottobre 2012 alle 08:00 nella Alemanno, Off Topics | Permalink | Commenti (0)
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Un paese con le pezze al culo, gestito da magnaccioni alle ostriche. Un rimedio ci sarebbe: una seria legge anticorruzione, da spezzare le gambe ai batman di tutti i colori, e ai loro sponsor e sponsoresse. Ma il PdL alla legge anticorruzione si mette di traverso. Vorrebbe barattarla con una legge che metta al sicuro Silvio dalle intercettazioni di puttanopoli (che arriveranno in aula sotto elezioni), magari accompagnata da un provvedimento intimidatorio sulla responsabilità civile dei magistrati.
La Polverini racconta in aula il nulla. Tanti buoni propositi, e richieste di dimissioni altrrui. Ma di tutto il quadro di riferimento della corruzione all'amatriciana, volgare e magnacciona, del consiglio regionale del Lazio, di cui LEI - e non altri - sono respondabili, la Polverini non prende atto, e non si assume alcuna responsabilità.
Cliccare sulla faccia di tolla della Polverini per ascoltare l'editoriale di Massimo Giannini
Scritto il 17 settembre 2012 alle 20:02 nella Alemanno, Corruzione, Criminalità, Criminalità dei politici, Fronte del Porco, Giustizia, Impresentabili, Politica, Tafanus | Permalink | Commenti (3)
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Franco Fiorito, ciociario, soprannominato “er Batman” perché una volta cadde dalla moto mentre era fermo, è stato il più votato delle regionali 2010 con circa 30 mila voti. Viene da Anagni, fa parte degli ex An e viene considerato un politico della componente che fa capo ad Alemanno: doveva entrare in giunta, ma - una volta rimasto fuori - venne mandato a guidare il gruppo Pdl. Ha mantenuto l'incarico fino a luglio. Allora una fronda interna del Pdl, guidata dagli ex Forza Italia vicini ad Antonio Tajani (Carlo De Romanis su tutti), lo ha messo in minoranza e ha eletto al suo posto il viterbese Francesco Battistoni.
Fiorito parlò di “consiglieri che usanoi rimborsi per festini con donne mezze nude, viaggi e telefonate” e minacciò esposti alla Procura. Nel gruppo era guerra aperta. E le voci sulle spese dell'ex capogruppo circolavano. Lui le ha sempre bollate come veleni senza fondamento. (Fonte: l'Unità)
Alemanno evita tutti questi costosi sistemi di valutazione. Lui li prende a peso. Un tanto al chilo. Se un politico pesa 190 chili, stabilisce subito che "ok il prezzo (al chilo) è giusto". Costa infatti la metà degli altri, al chilo.
E poi Fiorito era ciociaro e post fascista, come Storace. E questa è già di per se una garanzia. Tafanus.
Scritto il 17 settembre 2012 alle 14:00 nella Alemanno, Corruzione, Criminalità, Criminalità dei politici, Fronte del Porco, Impresentabili | Permalink | Commenti (3)
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Scandali. Assunzione di amici e parenti. Trenta milioni per i collaboratori esterni.Traffico. Degrado. Criminalità. Il fallimento del sindaco di Roma
(di Emiliano Fittipaldi - l'Espresso)
A Gianni Alemanno non gliene va dritta una, nemmeno per sbaglio. Sarà la sfiga, come la nevicata del secolo che ha paralizzato la città, l'incapacità sua e dei suoi uomini (dal Gran Premio di Formula Uno all'Eur alla candidatura alle Olimpiadi, non c'è mezza ciambella che gli riesca con il buco) o le inchieste dei magistrati (l'ultima è sulle mazzette intascate dai vigili urbani, ma ne sta arrivando un'altra sugli appalti dei Punti Verde Qualità), fatto sta che Giovanni detto Gianni, barese di nascita e capitolino d'adozione, dopo quattro anni in Campidoglio è già considerato uno dei peggiori sindaci della storia di Roma. Non solo dai denigratori e dai nemici della sinistra, ma pure nel Pdl girano ormai battute maligne. "A Roma dopo Alemanno non vinciamo nemmeno se candidiamo Gesù Cristo", è la più in voga al momento. Non c'è nulla da ridere, però. Perché la parabola di Alemanno coincide, tra il comico e il tragico, con il declino vertiginoso della città eterna.
Prendiamo un mese a caso, febbraio 2012. Le cronache danno l'idea plastica del fallimento dell'amministrazione nera che comanda la capitale dal 2008. Prima i 30 centimetri di neve gestiti alla Brancaleone, poi rapine, sparatorie e omicidi diventati un refrain quotidiano, poi il "no" di Monti alle Olimpiadi 2020 e l'accusa della Corte dei conti sui costi - raddoppiati - della metropolitana C. Infine il fango sugli uomini del corpo di polizia municipale, novelli estortori paragonati ai criminali del clan dei Casamonica, e i nuovi, enormi problemi di bilancio, con la richiesta affannata di liquidità al governo. Ecco: l'elenco di febbraio non è l'eccezione, ma la norma. Perché tra Parentopoli nelle municipalizzate, blocchi del traffico per l'apertura di megastore, allagamenti per pioggia e l'occupazione delle poltrone da parte di ex fascisti e raccomandati, non c'è settimana che il sindaco e la sua squadra non finiscano in prima pagina.
Partiamo dall'inizio della fine. Il crepuscolo di Alemanno è cominciato con lo scandalo delle assunzioni facili all'Ama e all'Atac, le società comunali che tra il 2008 e il 2009 hanno fatto centinaia di contratti "anomali" (tra cui quelli alla figlia e al figlio del caposcorta di Alemanno) a decine di parenti e fidanzate di dirigenti del centrodestra, finiti poi al vaglio della procura. Gli uomini del nuovo Dux non sembrano aver perso il vizio, e l'ultimo assunto eccellente che ha scatenato nuove polemiche si chiama Paolo Zangrillo, fratello del medico personale di Silvio Berlusconi, da settembre direttore del personale in Acea con stipendio di 300 mila euro e casa di 200 metri quadri pagata. Alemanno non ha dimenticato il suo, di medico personale: Adolfo Panfili è infatti "delegato del sindaco per i rapporti con gli enti sanitari", mentre sua moglie Valeria Mangani - non si sa a che titolo - è stata nominata vicepresidente della spa comunale di moda Alta Roma.
Al di là delle aziende partecipate, nessun ente pubblico in Italia ha assunto tanta gente come il Campidoglio targato Pdl. "Si devono ridurre gli sprechi. Cancelleremo consulenze, nomine e integrazioni economiche dettate da logiche politiche", giurava Gianni in campagna elettorale. Non è andata così. "L'Espresso" ha spulciato tutte le delibere del Comune firmate finora dalla giunta e ha scoperto che tra staff del sindaco, assessorati, segretarie e uffici stampa in meno di quattro anni sono stati assunti ben 303 esterni, tra dirigenti, funzionari e co.co.co. Spesso amici degli amici (come quelli della lobby dell'Unire di Franco Panzironi), famigli di potenti o semplici simpatizzanti del centrodestra, spesso senza competenze specifiche. Un esercito costato alla collettività, tra stipendi e oneri previdenziali, la cifra monstre di oltre 30 milioni. Alla faccia del buco in bilancio.
Il recordman è Antonio Turicchi, ex direttore esecutivo scappato poi all'Alstom, che è riuscito a strappare un contrattino che pesava sui conti per quasi un milione di euro. Ma anche Umberto Broccoli, il sovrintendente ai musei noto per la sua passione radiofonica (qualche giorno fa ha letto su RadioUno brani di un romanzo su re Artù, mago Merlino e Fata Morgana, definita "la femmina più calda e lussuriosa di tutta la Gran Bretagna") si porta a casa una busta paga più che dignitosa (Broccoli costerà, fino a tutto luglio 2012, ben 667 mila euro). Stessa cifra per i direttori "tecnici" Francesco Coccia ed Errico Stravato, impegnato nel mega progetto di abbattere le 14 torri di Tor Bella Monaca.
Nel quartiere dove il sindaco sogna una sorta di rivoluzione urbanistica, per ora, si segnala un boom di rapine con annessa protesta dei commercianti. La sicurezza, in effetti, è uno dei tasti dolenti dell'amministrazione. Strumentalizzata nella campagna contro Francesco Rutelli, la propaganda si sta ritorcendo contro il centrodestra: secondo il presidente della Corte d'appello di Roma, Giorgio Santacroce, gli omicidi nel 2011 sono triplicati (da 20 a 60), in aumento pure tentati omicidi, rapine ed estorsioni. Un clima di violenza che ricorda gli anni Settanta, nonostante Alemanno paghi profumatamente un pool di consulenti per la sicurezza capeggiati dal generale Mario Mori, indagato per favoreggiamento alla mafia nel processo sulla mancata cattura, nel 1995, del boss Provenzano. L'ex comandante dei Ros ha rinnovato un contratto quadriennale che costerà 606 mila euro, di poco superiore a quello dei suoi fedelissimi Mario Redditi e Giuseppe Italia che ha voluto con sé.
Dalla segretaria particolare ai tanti esperti strapagati dell'"ufficio del cerimoniale", passando per gli specialisti di agricoltura, orti urbani e Punti verdi qualità (Giovanni Monastra, della fondazione di Alemanno Nuova Italia, ha un contratto da quasi 400 mila euro), sono in tanti ad aver fatto i soldi entrando nella squadra di Gianni.
L'ultima convocata, in ordine di tempo, è Rosella Sensi, l'ex presidente della Roma. Costretta a cedere - causa debiti - l'impero di Italpetroli a Unicredit, è stata chiamata a fare l'assessore con delega alle Olimpiadi e alla comunicazione. Stipendio di quasi 4 mila euro al mese per lei, quattro contratti per i suoi collaboratori più fidati, auto blu e sede di prestigio: l'ufficio della Sensi è la meravigliosa Casina del cardinal Bessarione del XV secolo, un capolavoro circondato da un parco all'inizio di via Appia Antica. "Il complesso monumentale", scrive la sovrintendenza, "attualmente è chiuso al pubblico in quanto sede temporanea di un Ufficio del Comune". Occupato appunto da Rosella. Che, a parte quella delle Olimpiadi già svanite, ha un'altra delega surreale, "il coordinamento del progetto Millenium". Una sorta di libro dei sogni, in cui gli uomini di Alemanno si sono sbizzarriti con promesse irrealizzabili: dalla nuova "Città dei Giovani" alla "funivia tra Magliana e l'Eur", dal risanamento di Ostia ai nuovi ponti sul Tevere (quello della "Musica", costato 8 milioni e inaugurato mesi fa, è ancora incompleto), senza dimenticare la riduzione dell'inquinamento atmosferico (che nel frattempo è aumentato), il parco a tema "I ludi di Roma", il "Cinecittà World", la pedonalizzazione del centro "da fare entro cinque anni" e il raddoppio dell'aeroporto di Fiumicino (...insomma, il balilla pensa in grande... NdR)
Per pubblicizzare le attività del Comune e rafforzare i rapporti con la stampa (assai difficili, tanto che il sindaco vietò per giorni agli assessori di parlare con "Repubblica"), Alemanno ha poi voluto un ufficio stampa coi controfiocchi. Durante i primi 12 mesi al Campidoglio la giunta ha assunto ben 24 persone, per una spesa di 1,4 milioni. Un'enormità, si disse. Ma oggi è peggio. Alla scadenza dei contratti, infatti, tutti i giornalisti (tranne due) sono stati riconfermati e nel tempo il pacchetto di mischia è stato ingrossato con 13 nuovi arrivi. In tutto l'ufficio stampa ha contrattualizzato 35 persone, per la modica spesa di circa 3 milioni. Tra loro spicca il fedelissimo Simone Turbolente (che spera di esser promosso alla direzione dei rapporti istituzionali in Acea) costato 657 mila euro, il "responsabile dei rapporti con il mondo cattolico" Gianluca Scarnicci, buon amico del monsignor Giovanni D'Ercole (in pochi anni il suo trattamento economico è passato da 62 a 144 mila euro l'anno), e la nuova portavoce Ester Mieli, ex cronista precaria de "Il Tempo" e di "Libero", che per due anni costerà ai romani 194 mila euro. L'ha sponsorizzata Luigi Crespi, ex sondaggista di Berlusconi e spin doctor di Alemanno (sua l'idea di farlo fotografare mentre spala la neve). Tempi duri anche per lui: due mesi fa per la bancarotta da 40 milioni della sua Hdc è stato condannato in primo grado a sette anni di carcere e alla interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Già. Alemanno nella scelta dei collaboratori non è fortunato. In meno di quattro anni ha cambiato quattro capi di gabinetto, due vice capo di gabinetto, tre assessori al Bilancio, due all'Ambiente e due ai Trasporti (contando l'ultimo rimpasto, Roma è alla sua quinta giunta), vari presidenti dell'Atac e direttori comunali à gogo. Anche i manager di fiducia sono saltati come tappi di champagne: tra loro l'amico Panzironi (ex ad di Ama che cumulava stipendi per quasi mezzo milione l'anno), Adalberto Bertucci ex ad di Atac ("Abbiamo dato l'idea di essere affamati? Può darsi", disse incredibilmente al "Corriere"), e l'ex capo di Trambus, tutti sostituiti e indagati nell'inchiesta Parentopoli. Anche quando fa campagna elettorale fuori da Roma Gianni punta sul cavallo sbagliato: Francesco Morelli, che il sindaco sponsorizzava in Calabria per le elezioni regionali, è stato arrestato pochi mesi fa per favoreggiamento alle 'ndrine.
Tra promesse mancate e degrado imperante, intanto Roma va a rotoli. A parte le solite buche delle strade che nessuno riesce a tappare, l'economia langue (Confcommercio segnala la chiusura, nel 2011, di 5 mila imprese, mentre Confindustria ha parlato di un vero e proprio boom - più 13,9 per cento - di disoccupati) e le opere pubbliche restano al palo. Anche i problemi endemici della capitale sono irrisolti: secondo il IV Rapporto sulla qualità della vita dell'Agenzia per la qualità dei servizi pubblici romani, il 67 per cento dei cittadini sostiene che la situazione del traffico negli ultimi due anni è peggiorata, mentre la gestione dei mezzi pubblici (in primis metro, poi bus, tram e taxi) è giudicata molto al di sotto della sufficienza. Alemanno fa spallucce e va per la sua strada, forte dell'appoggio incondizionato del suo "cerchio magico". Composto dal presidente della ricca Acea Giancarlo Cremonesi (eletto anche capo della Camera di commercio), dal solito Panzironi, piazzato alla Multiservizi, da Antonio Lucarelli e Riccardo Mancini.
Se quest'ultimo, un tempo vicino ad Avanguardia Nazionale, nonostante una condanna a un anno e nove mesi per violazione della legge sulle armi è stato messo a capo dell'Eur spa, Lucarelli è l'onnipotente capo della segreteria del sindaco. Ex portavoce dei fascisti di Forza Nuova, costa 108 mila euro l'anno e aspetta con ansia i risultati di un'inchiesta della procura di Roma sui cosiddetti "Punti verdi qualità". Aree comunali date in gestione a imprenditori privati, che hanno avuto la possibilità di fare investimenti milionari garantiti (al 95 per cento) da fideiussioni del Comune. Un affare da centinaia di milioni, che qualche volta forse è sfuggito ai controlli: i pm ipotizzano che qualche società abbia speso per effettuare i lavori (in genere campi e strutture sportive) meno di quanto dichiarato. Il caso più eclatante riguarda lo spazio di Parco Fiorani, affidato a Lucia Mokbel, sorella di Gennaro, il capo della banda di riciclatori al centro degli scandali Fastweb e Finmeccanica: all'appello mancherebbero 6-7 milioni. A Parco Fiorani il direttore dei lavori è il marito di Lucia, Giancarlo Scarrozza. Che ha lavorato pure per la Mondo Verde srl, fondata tanti anni fa da Lucarelli (che uscì prima del 2000) insieme ai suoi cugini. Dalla procura non filtrano dettagli, ma quattro dipendenti del Comune risultano indagati: i magistrati procedono per truffa, corruzione, abuso d'ufficio e falso.
Alemanno ha sempre smentito rapporti con Mokbel, ma di sicuro di camerati ne ha assunti tanti: in Atac l'ex Nar Francesco Bianco (gambizzato lo scorso gennaio) e l'ex di Terza Posizione Gianluca Ponzio; gli ex skin Mario Vattani (suo consigliere diplomatico poi diventato console in Giappone e rimosso di recente) e Stefano Andrini (ex ad di Ama servizi integrati). Loris Facchinetti, leader del movimento neopagano e paramilitare di estrema destra, collabora con il Comune a titolo gratuito; Claudio Corbolotti, assistente di Lucarelli, è stato invece arrestato nel 2004 per gli scontri durante il derby Roma-Lazio, mentre Mirko Giannotta, ammanettato nel 2003 perché accusato di rapine a banche e gioiellerie, nel 2008 è diventato capoufficio del decoro urbano del gabinetto del sindaco.
Così, a causa degli scandali e della cattiva gestione della città, attorno ad Alemanno s'è fatto il vuoto politico. Gli restano vicino gli amici di una vita, qualche costruttore (su tutti Francesco Gaetano Caltagirone), gli imprenditori vincitori di qualche appalto. Ma gli ex Forza Italia gli hanno voltato le spalle, mentre i ras aennini Fabio Rampelli e Andrea Augello non lo hanno mai considerato un capo. E la manovra per allargare la maggioranza all'Udc è fallita. "Se potesse scappare da Roma prima delle elezioni del 2013, scapperebbe a gambe levate", chiosa Massimiliano Valeriano del Pd: "Il problema è che nessuno a destra ora vuole metterci la faccia". I fascisti di Casa Pound, invece, hanno detto che candideranno un loro uomo. Il loro slogan? "Meglio Veltroni di Alemanno".
Il gelo del Pdl: "Ha sbagliato tutto"
di Susanna Turco
"Alemanno ha sbagliato tutto: dall'inizio alla fine". Giorgio Stracquadanio, battitore libero del Pdl, non ha mezze misure nel giudicare il sindaco di Roma: "Si è candidato sperando di fare come Fini nel '93, cioè perdere per un soffio e buttarsi nel gioco grande. E, quando ha vinto, invece di dedicarsi a quelle due cose che doveva fare da amministratore - un po' di ordine e pulizia - si è lanciato come politico nazionale e potenziale erede di Berlusconi. Poi ha puntato a diventare il sindaco dei grandi eventi: i Mondiali di nuoto, il Gran premio di Roma, le Olimpiadi 2020. Disastri completi. Il suo capolavoro, la neve: un evento che, in questo caso, ha creato tutto da solo per andarcisi a schiantare contro". Stracquadanio dice apertamente quel che nel partito Pdl pensano pressoché tutti, con variabili dosi di indulgenza. Basti solo dire che, per celia, tra i pur amici ex aennini c'è chi propone di lanciare sul mercato il gioco da tavolo "neve a Roma" con le caselle "sindaco con la pala, sindaco con l'ordinanza".
Il cattolico Francesco Giro, provenienza forzista, uno dei registi della sua elezione, in Transatlantico alla Camera si produce in un autentico sforzo diplomatico: "Gli do sei e mezzo. Buono, no? Roma è una città difficile...". "Cala, cala di parecchio: non classificato", gli urlano da un divanetto due peones pidiellini, mentre l'ex ministro Mario Baccini, altro radicato sul territorio, rilancia: "Non posso classificarlo, mi occupo d'altro". Il giudizio negativo vira in cortese compatimento. L'artificio retorico più in uso è il "sì, ma". "Lui si impegna, lavora anche troppo, ma è del tutto solo: è capace di chiamarti a mezzanotte, ma in Campidoglio ti riceve direttamente lui, altri con cui parlare non ce n'è", spiega Guido Crosetto sorvolando generoso sul dettaglio che costruirsi una squadra è qualità essenziale di chi amministra la cosa pubblica. "Gli manca il quid, e sulla neve si è esposto troppo, ma in fondo anche quello è un segno di generosità", spiega Fabio Rampelli; come se saper comunicare non fosse tra i fondamentali di un politico. Tale è l'isolamento che persino gli ex An a lui più vicini hanno cominciato a prendere le distanze, alternando zampate e carezze. Ignazio La Russa, per dire, l'altro giorno ha dato l'"in bocca a lupo" a Storace per il suo corteo anti-Alemanno, ma ora precisa: "Non sapevo che fosse contro il sindaco, eppoi è Storace che ha voluto rendere pubblica la cosa". E Giorgia Meloni, alternativa papabile per le prossime comunali, si autoproclama in ramadan semestrale: "Pubblicato sui giornali l'sms in cui dicevo che a Roma il Pdl non vince neanche se candida Gesù, posso dire solo questo: Alemanno lo amo. Lo amo".
Monnezza, Napoli meglio di Roma
A gennaio Napoli ha fatto più raccolta differenziata di Roma: 26,1 per cento contro 25,6. Una differenza piccola, ma il dato ha del clamoroso. "L'Espresso" ha chiesto alle due municipalizzate, Ama ed Asia, le statistiche sulla raccolta differenziata di gennaio, scoprendo che per la prima volta nella storia la città simbolo della malagestione della monnezza ha fatto meglio della capitale: dopo la cura di Raphael Rossi (poi silurato da Luigi De Magistris) e del suo sostituto Raffaele Del Giudice il tasso percentuale di Napoli è arrivato al record cittadino ("Forse addirittura qualcosina di più del 26,1, stiamo facendo gli ultimi calcoli", chiosa il vicesindaco Tommaso Sodano), mentre Roma è inchiodata al 25,6 per cento. A gennaio a Roma l'indifferenziata è stata infatti pari a 104.300 tonnellate, mentre la raccolta differenziata, tra quella presa dall'Ama e le quantità raccolte da terzi, s'è fermata a 35.877 tonnellate. "La stima deve ancora essere certificata, ma le cifre possono variare di pochi millesimi", spiegano dall'Ama.
"Roma non farà la fine di Napoli", ripete spesso Gianni Alemanno. Ora scopriamo che può fare anche di peggio. Non sappiamo se la notizia farà gioire i partenopei o getterà nello sconforto i romani. Di certo il soprasso segnala - insieme al degrado generale e all'impasse sulla nuova discarica post-Malagrotta (il sito non è ancora stato scelto, ma la procura sta già indagando) - che sul tema rifiuti l'amministrazione capitolina e la Regione Lazio in questi anni hanno fatto davvero poco. (Emiliano Fittipalsi)
Scritto il 17 marzo 2012 alle 07:59 nella Alemanno, Corruzione, Criminalità dei politici, Politica | Permalink | Commenti (1)
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La vela di Calatrava a Tor Vergata, che doveva essere uno stadio del nuoto e ospitare i Mondiali del 2009 a Roma. Ora dovrebbe diventare la Città dello sport, ma la struttura è ancora incompleta e appare in stato di abbandono. I lavori sono già costati 250 milioni di euro
Olimpiadi, un NO sacrosanto (di Massimo Teodori - l'Espresso)
Monti ha deciso, Roma non sarà candidata ai Giochi del 2020. E meno male: sarebbe stata una spesa scriteriata, a fronte dei sacrifici chiesti al Paese. Non a caso Londra, che li farà quest'estate investendo trenta miliardi di euro, si è già pentita. E i giochi di Atene del 2004 sono stati all'origine dell'attuale crisi della Grecia
Tralasciamo gli altisonanti appelli dei grandi sportivi e dei personaggi pubblici mobilitati per l'occasione, e guardiamo in faccia alla realtà delle Olimpiadi richieste per Roma 2020 che sarebbero un pessimo affare per lo Stato e un bidone per i romani.
Per la capitale, il rapporto tra costi e benefici dell'operazione olimpica sarebbe disastroso: lo Stato pagherebbe quel che l'Italia non può permettersi, mentre risulterebbero del tutto aleatori i vantaggi per la città. Le cifre del comitato promotore - 9,8 miliardi di euro di cui solo 4,7 a carico dello Stato - alla prova dei fatti risulterebbero fasulle. Per non parlare delle cricche che sono solite speculare sui "grandi eventi", come con Italia '90, con il Giubileo e gli affari vaticani, e con i Mondiali di nuoto del 2009. Le Olimpiadi di Roma 1960 furono un'altra cosa: occorreva restaurare l'immagine di un Paese disastrato dalla guerra, e le opere pubbliche restarono alla città.
L'altro buon motivo per dire no alle Olimpiadi riguarda la civiltà della bellissima capitale. Roma è nota nel mondo per la sua quotidiana bellezza che attira milioni di turisti interessati a godere dell'ambiente storico e artistico, del tutto inadatto agli eventi di massa.
Cosa porterebbero di più e di meglio le centinaia di migliaia di persone che affluirebbero a Roma nel giro di alcune settimane estive? Nulla: aggiungerebbero a una città pessimamente servita solo disagi e rischi per il patrimonio artistico, mentre i vantaggi andrebbero a quei gruppi sempre pronti a pubblicizzare le perdite ed a privatizzare i profitti.
Roma è attraente così com'è, e non è adatta a spettacoli incalzanti come le Olimpiadi. La televisione, poi, per quanto condita da luci fantasmagoriche, non aggiungerebbe nulla all'antico fascino romano.
Non è un caso che i grandi eventi abbiano sempre portato guai ai cittadini romani. Roma ha un'amministrazione comunale indegna di una capitale europea come la vicenda della neve ha reso evidente. Il traffico è proibitivo; i mezzi di trasporto pubblico sono da Terzo mondo primitivo; le strade somigliano a percorsi di guerra; la segnaletica pubblica (si veda la metropolitana) è opera di analfabeti della comunicazione grafica; i rifiuti urbani invadano strade e piazze; la linea C della metropolitana è ferma da un quarto di secolo e sui costi si addensa il solito scandalo; camioncini degni di fiere paesane deturpano i siti archeologici; abusivi d'ogni genere controllano snodi essenziali come stazioni e aeroporto; dai tassisti il Comune non sa pretendere un minimo di standard professionale; le clientele di parentopoli regnano sulle strutture di servizio; gli "invalidi" fasulli si moltiplicano mentre quelli veri vivono una vita urbana disperata; la malavita tiene in pugno molti quartieri; i commerci e il turismo facenti capo al Vaticano sottraggono alle finanze pubbliche rilevanti prelievi fiscali senza che alcuna autorità osi alzare un dito.
In questo disastro amministrativo, perché mai si vogliono buttare miliardi che non solo costerebbero cifre indisponibili allo Stato ma non lascerebbero alcuna traccia sulla qualità della vita dei romani? L'inchiesta "Sprechi olimpici" pubblicata dall'"Espresso" è più che mai eloquente di quel che è successo in passato, preannuncio di quel che accadrebbe con le Olimpiadi agognate dal sindaco Alemanno. Ancora una volta si tratta di scegliere tra la buona amministrazione e la retorica, tra la soluzione dei problemi di tutti e la tutela degli affari, spesso opachi, di pochi. Il motivo per dire no alle Olimpiadi di Roma non nasce dall'immobilismo: è la consapevolezza che per un decente futuro della città occorre anteporre i problemi civili della comunità, magari poco appariscenti, all'effervescenza dei "grandi eventi" che lasciano sempre un profondo amaro.
Scritto il 14 febbraio 2012 alle 23:48 nella Alemanno, Bertolaso, Corruzione, Criminalità dei politici, Sport | Permalink | Commenti (8)
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Indirizzo: http://www.carmillaonline.com/
Scritto il 11 febbraio 2012 alle 19:00 nella Alemanno, classifica blogbabel | Permalink | Commenti (1)
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Dei suoi exploit del genere "mi manda Picone" avevamo già ampiamente parlato in un post di dicembre 2011, il cui incipit è riportato in calce:
Ieri, prendendo spunto dalle ultime baggianate di Alemanno (più che di baggianate meteorologiche, dovremmo parlare di baggianate meteoriche - da meteorismo), Alberto Statera su Repubblica ha prodotto un gustosissimo ritratto del camerata Alemanno, miracolato, grazie alla ancor peggiore stirpaglia dei "berlusclones", come Sindaco della capitale. Dulcis in fundo, abbiamo appreso che Alemanno ha deciso di candidarsi ancora a sindaco di Roma, alla prossima tornata elettorale. Siamo contenti. Abbiamo tutti bisogno di alemannidi al potere. Non foss'altro che per misurarne l'inconsistenza. Segue una sintesi del ritratto di Alemanno, tracciato da Alberto Statera.
Gaffe, parentopoli, camerati: il sindaco sempre a caccia di colpe altrui - Alemanno, dalle promesse all'emergenza continua. Dalla piena del Tevere alla neve, lo stesso atteggiamento: quello di un passante mai responsabile di nulla
Sedicente scalatore provetto, Alemanno dovette arrendersi nella scalata allo Shishapangma, il quattordicesimo monte tibetano più alto della terra e il più basso tra gli "Ottomila", per un raffreddore o, come dicono i tanti zelatori miracolati dal sindaco dal cuore nero, per una broncopolmonite. Stavolta non ai ghiacciai si è arreso, ma alle falde dei pochi metri del Gianicolo e dell'Aventino, sotto 30 centimetri di neve. Ma senza rinunciare a una puerile e improvvida polemica con il capo della Protezione Civile che, come non capita di frequente, stavolta sembra avere tutte le carte in regola negli avvisi lanciati per l'emergenza in arrivo con i venti gelidi del nord.
Trentacinque millimetri? Se nevica, come tutti sanno, e non solo i campioni di arrampicate, fanno 35 centimetri di neve. Ma lo scalatore tibetano non lo sa, cade nell'equivoco, pensa di uscirne con la guerra dei millimetri e ci alluviona di interviste televisive. "Millimetri, come il suo cervello", ne conclude un blogger più che incazzato nella tundra gelida. Il senso di Alemanno per la neve diciamo che più che alla "K2" è un po' alla "barisienne", dalla città portuale pugliese dove nacque, o alla "pariola", il quartiere capitolino dove il papà generale dell'esercito lo condusse giovanetto a esercitarsi, tra piazza Euclide e piazza Pitagora, nelle arti del picchiatore nero, nutrito tra le mura del Liceo scientifico Righi.
Incedere affrettato, sguardo basso, tratto alquanto isterico, debolezza evidente e autorità alquanto scadente rispetto agli squaletti neri affamati che lo attorniano in nome dei vecchi tempi delle mazze e delle molotov, il sindaco di Roma capitale delle calamità è diventato lui stesso "la calamità" agli occhi di migliaia di romani che nella notte di venerdì lo ha maledetto sul raccordo in una scena che neanche Federico Fellini era riuscito a rendere così cupa e ansiogena. Nel felliniano "Roma" il raccordo allagato era l'inferno metropolitano, nella "Fascistopoli" capitolina il raccordo imbiancato è diventato la tomba della Roma della "destra sociale", sotto cui si radunarono, conquistato il potere municipale, le antiche pattuglie romane di Terza posizione, Forze nuove, Naziskin, Avanguardia nazionale e ultrà fascisti e profittatori di ogni specie.
Stavolta sono arrivati davvero quasi tutti al potere con Gianni lo scalatore. Da Mokbel, l'uomo della grande truffa a Finmeccanica, fino a Vattani, il figlio console dell'ambasciatore Umberto animatore di Casa Pound e a Fabrizio Mottironi, ex Nuclei armati rivoluzionari, messo a capo di Buonitalia Spa. E intorno decine e decine di vecchi camerati che spuntano dappertutto in ruoli istituzionali, comunali e economici, come per placare un appetito di potere che viene da lontano e che dopo interi lustri seguiti alla sdoganamento berlusconiano, non è ancora placato. E che l'ex piccolo camerata del Liceo Righi non riuscirà mai a placare. L'ufficio di collocamento di Roma capitale di "Fascistopoli" non dimentica nessuno degli antichi camerati, in un'orgia di inadeguatezza e incapacità, talvolta popolata di incredibili figuri muniti di doppiopetto e cravatta. Talvolta antropologicamente simili agli eredi della Banda della Magliana, che negli ultimi mesi con le sparatorie hanno messo a ferro e fuoco la capitale in un continuo romanzo criminale.
Questa è la Roma "legge e ordine" che Alemanno aveva promesso. Per i posti apicali, come si dice, il grande consulente del sindaco è il solito Luigi Bisignani, che ha appena patteggiato per gli imbrogli della P4. È dell'ex piduista, poi passato allo stato maggiore di Gianni Letta, che il sindaco si fida per le nomine più importanti, come quella di Cremonesi alla Camera di Commercio e di Basile all'Atac. Come ormai tutti sanno, Bisignani è un cultore della prevalenza del cretino nei ruoli di potere, perché così quelli che colloca li controlla meglio, come ha rivelato in una ormai famosa intercettazione telefonica. Con il sindaco di Roma va giù morbido, come nel burro: ogni parente suo o di qualcuno dei suoi che Alemanno colloca, l'inesauribile Bisi gli impone il suo cretino di turno.
Ora la neve. Ma con l'acqua, come sul raccordo anulare di Fellini, il sindaco aveva già avuto a che fare un sacco di volte. Purtroppo sembra che, nella sua arroganza, anche l'esperienza riesca a insegnargli poco. Nel dicembre 2008 ci fu la piena del Tevere. Anche allora il sindaco se la prese con la Protezione Civile. Ma nessuno in municipio aveva pensato a controllare la pulizia dalle foglie delle caditoie, i tombini romani per la cui manutenzione erano lautamente pagate le imprese napoletane di Alfredo Romeo. Fino al 20 ottobre scorso, quando Roma andò di nuovo sott'acqua e, come al solito, lui, sorpreso e stupito come fosse un passante, frignò contro qualche altro presunto colpevole.
Ora ci racconta che il piano-neve - guarda un po' - è stato ostacolato dalla neve. E va in tivù trenta volte in poche ore a chiedere una commissione d'inchiesta. È uno scherzo? O chiede che qualcuno lo metta finalmente sotto inchiesta per liberare da lui stesso Roma Capitale? Non vi illudete, per lui la colpa è sempre di qualcun altro. E con i suoi spin doctor ha deciso di spezzare le reni al ghiaccio. Mediaticamente. Ma sapete chi sono gli ultimi suoi spin doctor, dopo l'assunzione di circa 25 addetti al suo ufficio stampa?
Tenetevi forte: il più ascoltato è Luigi Crespi, quel tipo che si definisce sondaggista, che visse per un po' alle spalle di Berlusconi e che poi finì in bancarotta. Poi c'è Iole Cisnetto, la consorte di quell'Enrico Cisnetto che organizza, finanziato soprattutto dalle imprese più care a Bisignani, "CortinaIncontra", una specie di passerella di amministratori delegati in cerca di una ripresa televisiva e di una marchetta giornalistica, in cambio di un modesto contributo pagato dai loro azionisti. Alemanno la frequenta insieme alla sorella Gabriella, direttrice dell'Agenzia del Territorio.
Andate a spalare la neve, ha detto il sindaco ai romani quando ha visto che le cose si mettevano male. Ma a Roma non si può fare. Uno che a Trastevere lo ascoltava in televisione ha commentato: "Aho, questo è più paraculo de Schettino, se vò godè la scena de Roma che lui ha affondato dallo scojo! Ci vada e ci resti, così non si bagna".
(di Alberto Statera - Repubblica.it)
P.S.: Per chi se lo fosse scordato, Enrico Cisnetto non è solo l'organizzatore della disutile "CortinaInConTra" (soprattutto evasori fiscali?), manifestazione-marchettificio. E' anche, in pratica, l'unico "economista" ammesso ali microfoni di "Zapping", vergognosa trasmissione radio condotta dal mitico "Dottore Forbice" (omen nomen... provate a telefonare e a dissentire... verrete tagliati di netto. Zac...).
Cisnetto, per puro caso, ha sempre avuto la ventura di sbattere in giornali di destra. Da Panorama, al Gazettino, al Geniale... e sembra che insegni alla Luiss, pregiata Università "indipendente" creata dalla Confindustria, pensionato di italoforzuti (da Giuliano Urbani, a Carletto Scognamiglio, ad altri personaggi di questa statura).
Per capire cosa sia la Luiss, basta ricordare che nasce da una pre-esistente Università, la "Pro Deo" (...azz...!), e leggere alcuni nomi del CdA: Presidente Emma Marcegaglia, Vice Presidente Esecutivo Alessandro Laterza, Direttore Generale Pier Luigi Celli. Altri componenti sparsi: Luigi Abete (ex Pres. Confindustria), Anna Maria Artoni (ex ggiovane di Confindustria), Francesco Gaetano Caltagirone (...mitico "'ah frà, che te serve" del tirapiedi di Andreotti, Evangelisti), Giorgio Fossa (altro non rimpianto ex Presidente di Confindustria)... Basta così, o devo cercare anche l'elenco completo dei "docenti"? Tafanus
Scritto il 06 febbraio 2012 alle 12:34 nella Alemanno, Impresentabili, Tafanus | Permalink | Commenti (9)
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Scritto il 02 febbraio 2012 alle 20:30 nella Alemanno, Criminalità, Giustizia, Impresentabili, Tafanus | Permalink | Commenti (5)
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Lorenza Lei, Paolo Garimberi, Sergio Zavoliampa

La decisione di Lorenza Lei di confermare Alberto Maccari alla direzione del Tg1, rinnovata ieri nell’audizione alla Commissione di Vigilanza Rai, continua ad avvelenare il clima a Viale Mazzini. Il Presidente della Rai, Paolo Garimberti, minaccia le dimissioni (anche se nei giorni scorsi ha fatto chiaramente capire che le minacce non sono nel suo stile, al massimo se ne va e basta), mentre il Presidente della Vigilanza Rai Sergio Zavoli ha sonoramente rimbrottato il DG della Rai: ‘Possibile che tra i 1.500 giornalisti Rai non ve ne sia uno su cui il Cda si ritrovi unanime e concorde nell’affidargli la direzione del Tg1?‘ chiede giustamente Zavoli. (da televisionando.it)
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Abbiamo volutamente iniziato il racconto di questa ennesima, sconcia storia della RAI dall'epilogo, ma adesso ricominciamo a mettere le cose in ordine cronologico, comme il faut. Della sciuretta Lorenza Lei, fino al maggio 2011, nessuno aveva mai sentito parlare. Poi, a sorpresa, il Corriere ci informa che questa Carneade, era il nuovo Direttore Generale della più grande azienda editoriale del Paese:
Lorenza Lei: direttore generala Rai Nominata con voto unanime - È la prima donna ad assumere questo incarico
| Lorenza Lei (Italyphotopress) |
MILANO - Lorenza Lei, classe 1960, bolognese, è il nuovo direttore generale della Rai. La signora è stata nominata dal Cda di viale Mazzini con voto unanime, così com'era stato al momento della indicazione dello stesso Cda all'assemblea degli azionisti. Lorenza Lei è la prima donna nella storia della Rai ad assumere questo incarico e succede a Mauro Masi, nominato da qualche giorno amministratore delegato della Consap.
04 maggio 2011
Posso avere una botta di orgogliosa vanità, e ricordare che il Tafanus, alla notizia di questa improvvida nomina all'unanimità, fino a prova contraria, è stato l'unico sito e/o giornale a dissociarsi dalla standing ovation che ha accolto la nomina della sciuretta?
Per chi se ne fosse dimenticato, vorrei fare un copia & incolla di un mio post... scritto, indovinate in che data? Avete indovinato! Un post del 4 Maggio 2011: lo stesso giorno della notizia del Corsera. Un post dal titolo - profetico - [Prima di innamorarci di Lorenza Lei]:
Prima di innamorarci di Lorenza Lei...
Lorenza Lei, classe 1960, bolognese, laureata in antropologia filosofica, sposata con un figlio, è entrata in Rai nel 1997. Si dice che sia ben vista dal Vaticano, in particolare dal Presidente della Cei Angelo Bagnasco e dal segretario di Stato Tarcisio Bertone: di certo nel 2000 ebbe l'incarico di responsabile di Rai Giubileo, oltre a definirsi "cattolica" nel suo profilo pubblicato nel sito della Fondazione Magna Charta di Gaetano Quagliariello, di cui è membro del comitato scientifico.
Dal Giubileo la sua carriera è in ascesa, prima come capo struttura Pianificazione mezzi e risorse di Rai1, poi con il direttore generale Agostino Saccà che nel 2002 la nomina capo dello staff della Direzione generale (i suoi successori Flavio Cattaneo e Alfredo Meocci la confermeranno). Successivamente, Lorenza Lei diventa responsabile delle risorse televisive e da due anni è vice direttore generale con delega alla gestione e organizzazione del prodotto [...]
(continua su www.ilsole24ore.com)
...momento... prima di innamorarci collettivamente di Lorenza Lei, solo perchè è stata eletta all'unanimità, e perchè dopo Mauro Masi chiunque potrebbe avere l'immagine di un premio Pulitzer... Ci sono cosine, nel suo curriculum, che mi lasciano alquanto perplesso. Non già il suo essere cattolica (conosco fior di cattolici perbene e capaci), quanto...
-a) Il fatto di essere ben vista da Bagnasco e Bertone;
-b) I legami con Quagliariello (uno dei peggiori voltagabbhana della scena politica italiana);
-c) Le promozioni ricevute da uno come Agostino Saccà... quello che si faceva trattare come un cameriere dal cazzaro di Arcore: il Cav. gli dava del tu, e lui rispettosamente gli dava del Lei, chiamandolo "Presidente". Mi immagino Saccà che risponde alle telefonate del nano, che gli raccomanda qualche troietta, in piedi e sull'attenti davanti alla scrivania...
-d) per finire, il fatto che sia stata riconfermata sia dal puffo Marco Cattaneo, che da culo di pietra Meocci.
Il beneficio d'inventario non si nega a nessuno, ma prima di unirmi all'applauso corale del CdA unanime, vorre aspettare, per valutare se tutta questa unanimità troverà riscontro nelle prime decisioni. Tafanus
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Ecco, non erano dubbi di poco conto, e non abbiamo aspettato nove mesi per farci cogliere da questi dubbi, ma solo nove minuti. Mi rendo conto che nella mia immediata reazione a quella nomina c'era qualcosa di lombrosiano, di pregiudiziale. Guardavo la sua foto, e mi dicevo che MAI avrei comprato un'auto usata da una conciata così...
Poi è esploso l'affaire Minzolini, la sua cacciata, la sorprendente nomina di uno che sarebbe andato in pensione meno di due mesi dopo. Il 12 Dicembre 2011 (quindi tre settimane fa), abbiamo scritto un altro post (e scuserete la seconda auto-citazione) dal titolo [Le macerie del TgUno, e la frettolosa santificazione della "donna del fare" Lorenzxa Lei] di cui riporto un passaggio in puro stile - antipaticissimo - "l'avevamo detto":
...bene: abbiamo aspettato. E la donna del fare è arrivata davanti al suo cerchio del fuoco. Ma dire che abbia superato la prova, più che una bugia sarebbe una barzelletta...
Alla prova dei fatti, questa sciuretta non ha retto. Per gestire queste cose non ha le palle. D'altrode, se esistesse un "Manuale Lombroso" basato non sui tratti somatici, ma sull'abbigliamento, non potrebbero esserci dubbi. La grande manageressa è un misto di gusto sciurettistico anni '60, e di trappaneria coatta terzo millennio. I finti abitini alla Coco Chanel di mezzo secolo fa (vecchi già quand'era la loro epoca), e le scarpe a punta aguzza (quelle che - come scolpisce mia moglie - servono solo per inciampare e per ammazzare le formiche negli angoli).
Messa di fronte alla necessità, ormai improcrastinabile - di cacciare questo servente rinviato a giudizio, la Signora, in attesa di capire come gira l'anemometro della politica e in che direzione punta, decide di non decidere. Anzichè puntare su un direttore di prestigio, dotato di credibilità, sceglie Alberto Maccari, simpatico al PdL, attuale responsabile dei TG Regionali, per un vergognoso interim (vergognoso per chi lo propone, per chi lo dovesse accettare, e per il Presidente 'de sinistra Garimberti) di sei settimane. Maccari infatti è atteso dalla pensione per il febbraio 2012.
Chi volesse leggere sulla faccenda un parere più autorevole del mio, non si faccia mancare l'articolo del magistrale Francesco Merlo: L'ipotesi Maccari e l'ammuina della Lei. E' un pezzo che, come direbbe la guida Michelin, "merita la deviazione". Tafanus
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Ora, siamo all'epilogo. Messa di fronte alla scadenza del mesetto di inutile supplenza del pensionando Maccari, la manageressa non trova di meglio che decidere di non decidere. Maccari va bene al suo padrone Berlusconi, la farsa della unanimità è crollata (Zavoli, Garimberti, Rizzo Nervo, dov'eravate, in maggio???) la sciuretta disvela di colpo tutti i propri limiti, che non erano né piccoli, né invisibili. Neanche in maggio, quando un unanime CdA si masturbava guardando il santino di Lorenza Lei.
Ora siamo all'epilogo. Il pensionato Maccari che piace a Berlusconi resta al TgUno; Casarin (che, com'è intuibile fin dal cognome, piace alla Lega, va ai regionali). Possiamo capire. Incombono le amministrative di primavera... A Roma Il TgR è stato affettuosamente rinominato "Tele-Alemanno"
Ieri si è tenuta un'allucinante audizione della santina in Commissione di Vigilanza. Per chi è di stomaco forte, ho caricato sul Tafanus il [verbale stenografico dell'audizione di Lorenza Lei]. Una cosa da voltastomaco.
Oggi il gran finale. Il CDA, con la forza dei numeri, approva 5 a 4 le nomine ordinate dal centro-destra, ed eseguite dalla donnetta. Paolo Garimberti, che aveva minacciato le dimissioni, per ora non risulta che le abbia date. Rizzo Nervo, che non le aveva minacciate, le ha date. Notizia fresca di serata
E il Paese della Vergogna e dei Balocchi continua a farsi (e a farci) del male. Tafanus
Scritto il 01 febbraio 2012 alle 10:00 nella Alemanno, Berlusconi, Censura, Impresentabili, Media , Politica, Tafanus | Permalink | Commenti (2)
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Quando una calderolata accade, non ci si deve fermare ai resoconti riassuntivi dei giornali. Meglio, molto meglio, lanciare nell'aere la scorreggia originale, in forma integrale, sì da poterne gustare tutta la fragranza originaria. D'altronde il Porco (suino per sua stessa ammissione, avendo riconosciuto la paternità del Porcellum), è un animale (lo sanno bene i nostri avi contadini) di cui non si butta via niente...
Quindi voglio archiviare (prima che il tempo scarichi il devastante fetore della "bomba chimico-organica), i due documenti originali: l'Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06516 (Interrogazione urgente con richiesta di risposta scritta) del Presidente dei Senatori Celto-Padani, indirizzata al Presidente del Consiglio pro-tempore Mario Monti, e la più che sollecita "risposta scritta".
Leggendo i due documenti (integralmente riportati in calce, e tratti dai siti ufficiali del Senato e della Presidenza del Consiglio), viene in mente un aforisma popolare al tempo dei western: "Quando un maiale incontra un professore, il maiale è un maiale morto"
Atto Ispettivo Senato n. 4-06516, Seduta n. 652 - Sen. Roberto Calderoli al Presidente del Consiglio dei ministri.
Si chiede di sapere:
# Se corrisponda alla verità la notizia secondo cui la notte dell'ultimo giorno dell'anno 2011 si siano tenuti dei festeggiamenti presso la Presidenza del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi;
# Se la festa avesse le caratteristiche di manifestazione istituzionale ovvero di natura privata;
# Quanti fossero gli invitati alla festa e a che titolo vi abbiano partecipato;
# Se l'iniziativa sia stata effettivamente disposta dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti;
# Se tra gli invitati figurassero anche le persone care al presidente;
# Chi abbia sostenuto gli oneri diretti e indiretti della serata, con particolare riferimento alla sicurezza e agli straordinari per il personale addetto, e se gli stessi siano stati già corrisposti;
# Se non si ritenga inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare, in un momento di crisi come quella attuale, una festa in cui si utilizzino strutture e personale pubblici.
Inutile dire che la "risposta scritta" all'interrogazione "urgente" non si è fatta attendere. Come dire... le occasioni per divertirsi un po' sono così rare, di questi tempi... Ecco la risposta del Presidente del Consiglio, tratta dal sito ufficiale del Governo:
La Risposta Scritta del Pres. del Cons. all'interrogazione 4-06516 del Sen. Calderoli
Il Presidente del Consiglio ha appreso da fonti di stampa che il Senatore Roberto Calderoli avrebbe presentato in data odierna un’interrogazione a risposta scritta con la quale chiede di dar conto delle modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del medesimo Presidente del Consiglio.
Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.
Tutti gli invitati alla cena, che hanno trascorso a Roma il periodo dal 27 dicembre al 2 gennaio, risiedevano all’Hotel Nazionale, ovviamente a loro spese.
Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze.
Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).
La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.
Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.
Nel dare risposta al Senatore Calderoli, il Presidente Monti esprime la propria gratitudine per la richiesta di chiarimenti, poiché anche a suo parere sarebbe “inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare una festa utilizzando strutture e personale pubblici”. Come risulta dalle circostanze di fatto sopra indicate, non si è trattato di “una festa” organizzata “utilizzando strutture e personale pubblici”.
D’altronde il Presidente Monti evita accuratamente di utilizzare mezzi dello Stato se non per ragioni strettamente legate all’esercizio delle sue funzioni, quali gli incontri con rappresentanti istituzionali o con membri di governo stranieri. Pertanto, il Presidente, per raggiungere il proprio domicilio a Milano, utilizza il treno, a meno che non siano previsti la partenza o l’arrivo a Milano da un viaggio ufficiale.
Che dire? all'aforisma del lontano West prima ricordato, vorrei aggiungere due frasi celebri, che il Porco Padre mi ha fatto tornare in mente:
Detto popolare napoletano: "... ta putive sparagnà, sta figura 'e mmerda..."
Aforisma attribuito a JFK: "...Signore, tu che hai posto dei limiti all'intelligenza dell'uomo, perchè non hai posto dei limiti anche alla sua stupidità?..."
P.S.: folle di storici stanno cercando (per ora senza alcun successo) tracce di interrogazioni celtiche urgenti, a risposta scritta, indirizzate dal Porco al Presidente Emerito Berlusconi Silvio, relative a voci, peraltro non verificate, di "cene eleganti" che si sarebbero svolte in abitazioni private e di servizio, con ampio spiegamento di scorte (escort per gli inglesi), macchine ed aerei di servizio, seguite da assunzioni (per titoli ed esami orali) nelle funzioni di assessore comunale, provinciale, regionale, parlamentare, sottosegretario, ministro. La selezione per i posti più remunerativi e prestigiosi sembra che avvenisse con criteri assolutamente meritocratici. Un peso predominante essendo assegnato all'esito degli esami orali che concludevano le cene eleganti. Vi faremo sapere. Tafanus
Scritto il 11 gennaio 2012 alle 12:41 nella Alemanno, Fronte del Porco, Impresentabili, Monti, Tafanus | Permalink | Commenti (7)
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...ma cosa c'entrano, questi bambini?...
L'idea che si possa estrarre una pistola e sparare, in un contesto in cui sono presenti dei bambini (bianchi, neri, gialli... chi se ne frega) riesce a rovinarmi il fegato e il cuore. Certe cose possono accadere in qualsiasi città. Peccato che accadano sempre più spesso a Roma, dove nel 2011 sono morti ammazzati in 35. Un morto ogni dieci giorni. Peggio che ai tempi della Bamna della Magliana... Solo che questa volta ci sono rimasti sotto una bambina di 6 mesi, il padre, e la madre che - sfortunatamente per lei - ancora non sa, o vuo,e non sapere.
Correva l'anno 2008: era un magnifico settembre, e qualcuno si vantava di aver abbattuto drasticamente la criminalità. Di aver cambiato Roma in soli tre mesi. Avete voglia di rileggere quanto scrivevo nel marzo del 2010, dopo aver frenato le risate isteriche che vi assaliranno dopo aver rivisto il manifesto degli Alemannidi del settembre 2008?
(continua cliccando sul manifesto in alto)
...e poi venne il turno di Donna Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti Viendalmare...
Eh già... una inesauribile miniera di idee per difenfere le fanciulle milanesi da orde di bavosi stupratori albanesi, marocchini... Allarmi collegati con la polizia sui pali dei semafori ed alle pensiline dei tram (si sa... gli stupri in genere avvengono alla fermata del tram o agli incroci semaforizzati)... Oppure le locandine nei negozi nei quali le fanciulle potevano rifugiarsi in cerca d'aiuto. Esilarante...
E se una ragazza inseguita a fini di stupro si rifugia in un negozio senza locandina che succede, viene respinta, o legata dal gestore del negozio e consegnata agli stupratori? Ma la Viendalmare si è prodotta in altre innumerevoli idee cretine, di cui si sono perse le tracce. Pensava di essere lo sceriffo o il Podestà di Milano, e invece era solo il Sindaco. E neanche dei migliori. Ma riguardiamo i fatti (solo per non dimenticare):
Dulcis in fundo, arrivano le "ronde padane": idraulivi ed imbianchini che giocano a Charles Bronson, ma solo per un paio di sere. Poi arriva la pioggia e il freddo, e le "ronde" si dileguano come neve al sole. O, se preferite, come i forestali di Junio Valerio Borghese: "Contrordine, kamerati! Piove! Il Golpe è rinviato a data da precisare!"
Ultim'ora: un rappresentante del SIULP ha spiegato che nel 2008 Roma era pattugliata da 200 auto. Ora ce ne sono 40, ma a metà novembre erano senza benzina. Qualche sera fa, per un'emergenza, hanno dovuto chiamare in soccorso l'auto della polizia di una cittadina vicina, perchè a Roma non c'era più una sola auto libera, funzionante, rifornita. ...evvvaiiii...
Scritto il 06 gennaio 2012 alle 15:19 nella Alemanno, Berlusconi, Impresentabili, Tafanus | Permalink | Commenti (10)
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Scritto il 05 gennaio 2012 alle 08:01 nella Alemanno, Off Topics | Permalink | Commenti (5)
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La carica dei dipendenti di Roma - Sono 62 mila, e crescono ancora. Tra Comune e municipalizzate, la Capitale supera Enel o Finmeccanica Trasporti. Da quando si è insediato Gianni Alemanno assunzioni a passo di carica
Vero è che in base alla pianta organica il solo Comune dovrebbe retribuire oltre 5 mila persone in più. Ma è altrettanto vero che il numero dei dipendenti del Campidoglio, escludendo ovviamente quelli delle società partecipate, risulta nettamente superiore alla media nazionale. Secondo l'Ifel, il centro studi dell'Associazione dei Comuni, in tutta Italia i dipendenti comunali sono 459.591, con una proporzione di 7,59 per ogni mille abitanti. A Roma ce ne sono invece 9,10 (...e continuano a cvrescere... NdR)
Ma Milano non è da meno... Si potrà ribattere che stiamo parlando della capitale del Paese, con esigenze certamente non paragonabili a quelle dei piccoli centri. E che, per fare il caso di un'altra grande città, i dipendenti del Comune di Milano non sono meno dei romani, in proporzione agli abitanti. Al 30 settembre del 2010 erano 16.097, cioè 12,15 per ogni mille abitanti. Ma con una differenza, in confronto al Campidoglio. Perché in quattro anni i dipendenti comunali di Milano sono diminuiti di quasi 1.500 unità. Mentre a Roma, al contrario, gli organici hanno continuato a gonfiarsi. Soprattutto nelle municipalizzate [...]
Da quando si è insediata l'amministrazione guidata da Gianni Alemanno le assunzioni sono andate avanti a passo di carica. Le cronache dei giornali si sono a lungo soffermate sulla «parentopoli», com'è stata battezzata la stagione che ha visto approdare nelle società della Capitale stuoli di congiunti, amici o colleghi di politici e sindacalisti. Senza che però sia mai stata fatta realmente chiarezza sulle dimensioni di un fenomeno, di cui quella «parentopoli» era solo l'aspetto più patologico, che ha distinto negli anni della crisi il Comune di Roma come l'unica grande azienda italiana che assumeva a quei ritmi. Altro che blocco del turnover nel pubblico impiego: porte sbarrate (o quasi) nei ministeri, porte spalancate nelle società per azioni comunali.
Si può calcolare che il personale delle aziende che fanno comunque capo al Campidoglio sia cresciuto dal 2008 al 2010 di almeno 3.500 unità. Alla fine dello scorso anno l'Atac aveva 12.817 dipendenti: numero paragonabile a quello dell'Alitalia. Rispetto a due anni prima ce n'erano 684 in più, e a dispetto di una situazione economica da far accapponare la pelle [...]
I dipendenti dell'Ama, l'azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti, erano invece 7.840. In due anni l'incremento è stato del 24%: fra il 2008 e il 2010 gli organici sono aumentati di 1.518 unità. Nel bilancio dello scorso anno figuravano crediti verso utenti e aziende per la tassa sui rifiuti non pagata per la bellezza di 743 milioni di euro: poi svalutati a «soli» 436 milioni. I debiti con le banche toccavano 620 milioni [...[
I posti di lavoro sono aumentati anche all'Acea, l'azienda dell'elettricità e dell'acqua, l'unica quotata in Borsa e ancora controllata dal Comune di Roma. Alla fine del 2010 erano 435 in più a confronto con il 2008. La società amministrata da Marco Staderini, ex presidente dell'Inpdap stimatissimo dal leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, paga 6.822 stipendi. Non tutti in Italia. Qualcuno a Santo Domingo, dove ha sede l'Acea Dominicana, qualche altro in Colombia, dove si trova il quartier generale di Aguazul Bogotà... Anche se il motivo per cui una municipalizzata controllata dal Comune di Roma debba andare a investire dall'altra parte dell'Oceano Atlantico continua a rimanere uno dei più grandi misteri del nostro tempo. Del resto, anche l'Ama non aveva forse tentato l'avventura internazionale, andando incontro a una disfatta in Senegal, dove la raccolta dei rifiuti nella capitale Dakar è costata svariati milioni ai contribuenti romani?
Soltanto considerando le tre principali aziende del Comune, Atac, Ama e Acea, si totalizzano 27.479 posti di lavoro: 2.637 in più rispetto al dicembre del 2008. La crescita è del 10,6%. Nessuna società, però, ha battuto il record inarrivabile di Risorse per Roma. È l'«advisor», testuale dal sito Internet aziendale, «dell'amministrazione capitolina nelle attività di supporto per la realizzazione dei progetti di pianificazione territoriale urbanistica, rigenerazione urbana e valorizzazione immobiliare, promozione dello sviluppo locale e marketing territoriale...». Ebbene, per svolgere questa missione cruciale ha a libro paga 565 persone. Ben 338 (il 148,9%) più di quante ne avesse nel 2008, quando i dipendenti erano 227.
(da Corsera del 28/12/2011 - Sergio Rizzo)
Ha ragione Berlusconi... ma dov'è questa crisi??? I ristoranti sono tutti pieni, non si trova un posto in aereo per i Caraibi neanche in piedi, e le "parentopoli, amicopoli e clientelopoli" di Alemanno scoppiano di salute. Tafanus
Scritto il 28 dicembre 2011 alle 12:00 nella Alemanno | Permalink | Commenti (0)
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Scritto il 26 dicembre 2011 alle 08:00 nella Alemanno, Off Topics | Permalink | Commenti (0)
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...un padre, una figlia, due splendide voci, una canzone unforgattable, il tutto messo insieme a distanza di anni grazie ai prodigi della tecnologia...
Scritto il 25 dicembre 2011 alle 12:50 nella Alemanno, Musica | Permalink | Commenti (3)
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Alemanno: l'uomo con la pistola, o l'uomo-pistola? ...sò soddisfazzzioni! Settembre 2008: breve vacanza romana. Alemanno era stato eletto sindaco da da pochi mesi, e Roma era già tappezzata con un trionfalistico manifesto (che mia aveva colpito moltissimo), tanto brutto quanto presuntuoso. Visto oggi, un fantastico autogoal alla Comunardo Niccolai... Alé Magno, festeggiato dopo la vittoria dai camerati armati di tutta la paccottiglia tardo-fascista, si vantava di essere sindaco da solo tre mesi, e di aver diminuito i crimini (quali, non diceva...) di ben 5.000 unità...
Insomma, da quando si era insediato Alè Magno, i crimini erano diminuiti di 5.000 in tre mesi, 56 al giorno, 2,3 all'ora, uno ogni 26 minuti. Un exploit da far impallidire persino quelli di Rudy Giuliani a New York.
Senonchè, dato che anche su Mercato delle Puttanate in Italia il prezzo delle balle è in crollo verticale, a meno di tre anni dalla balla kolossal, il Prode Alè Magno è costretto a più miti sparate, e a chiedere soccorso al Patano Maroni. Sò soddisfazzzioni, come dicevo... Tafanus
Record per i delitti nel 2011. L'escalation nei dati del Silp-Cgil. Il sindaco: serve una risposta da parte dello Stato
Allarme omicidi, Alemanno da Maroni - Roma tra le capitali europee più violente - Roma è tra le capitali europee con il numero più alto di omicidi. Oltre ad aver superato tutte le altre città italiane, innalzando, statisticamente, la media nazionale di delitti. A dirlo sono i numeri, a denunciarlo il sindacato di polizia Silp Cgil Roma. "Ventotto omicidi in otto mesi sono un record per la nostra città - ha dichiarato Gianni Giotti, segretario provinciale del sindacato di polizia più rappresentativo - e se il trend è questo, entro la fine dell'anno, Roma si attesterà tra le città più pericolose, con un numero di omicidi che potrebbe arrivare attorno ai 40".
Ad accorgersi dell'allarme criminalità, forse fino a oggi sottovalutato, è stato anche il sindaco di Roma che ha chiesto per mercoledì prossimo, un incontro col ministro dell'Interno Roberto Maroni. La finalità del vertice è fare chiarezza sugli ultimi fatti di sangue in città e mettere a punto "una strategia di contrasto" con particolare attenzione a quei delitti di cui ancora non si conoscono le cause, sui quali "lo Stato deve dare risposte".
"I reati che ci preoccupano di più - ha detto il sindaco Gianni Alemanno - sono sette omicidi irrisolti che hanno il sapore di un regolamento di conti: situazioni in cui si è sparato, si è accoltellato, e sono omicidi di cui non si è trovata la causa. Chiediamo con forza agli inquirenti di individuare una spiegazione: è un arrivo della criminalità organizzata su Roma? Sono bande territoriali che si armano per andare ad affrontare le loro questioni non più con risse ma con armi, pistole e coltelli? Dobbiamo avere queste risposte".
In attesa di risposte dagli organi inquirenti, guardiamo i dati di Roma e il confronto, inquietante, con alcune delle capitali europee considerate dalle forze di polizia internazionali più pericolose sul fronte della criminalità organizzata.
"A Roma nel 2010 ci sono stati 23 omicidi in tutto - ha spiegato ancora Gianni Ciotti - da gennaio ad agosto di quest'anno siamo arrivati a 28. A Bucarest lo scorso anno sono stati 23 e quest'anno 12, stesso numero di omicidi si è registrato, in questa prima parte dell'anno, a Madrid. A Londra dal luglio 2010 al luglio 2011 sono stati 125 in tutto i delitti: ma se consideriamo che la capitale britanica conta 7 milioni e mezzo di abitanti e Roma 2 milioni e 765mila, continuando così, in proporzione, alla fine dell'anno rischiamo di superare anche Londra". Un quadro davvero preoccupante [...] Il rischio dunque che si possa arrivare a due persone uccise ogni centomila abitanti non può più essere sottovalutato.
Scritto il 29 agosto 2011 alle 12:15 nella Alemanno, Criminalità, Impresentabili, Politica, Tafanus | Permalink | Commenti (0)
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Roma - Un lancio di agenzia dell’Ansa delle ore 10,10 della mattinata post comizio parlamentare di Berlusconi, riporta queste dichiarazioni di Michaela Biancofiore, italoforzuta persa, sui trionfi di Silvio. Dichiarazioni che in meno di un'ora sarebbero diventate la barzelletta del mese sul web:
“L'apertura della borsa di Milano con un più 1,79 per cento, borsa con il maggior rialzo in Europa, l'indomani del discorso del presidente Berlusconi sull'economia auspico spinga al pudore delle scuse i vari Bersani, Di Pietro, Bindi, Franceschini che si erano spesi nell'augurare al Paese del presidente del Consiglio ogni sorta di sciagura e nefandezza”.
I mercati hanno dimostrato oggi di avere una fiducia di ferro nel governo Berlusconi pur non avendo mancato la maggioranza di sottolineare che non sono loro a fare i governi ma i cittadini. Che oggi ancora una volta possono tornare ad essere orgogliosi della salda guida offerta con generosità e fermezza da Silvio Berlusconi. Da oggi più che mai è il momento di ricominciare a dire, coralmente, Forza Italia io come Giancarlo Galan e Antonio Martino, tornerò a mettermi la spilletta del movimento rivoluzionario di Silvio Berlusconi”.
Al netto dai danni prodotti dalla sintassi trafelata della statista, e dalla punteggiatura messa a casso, questa masturbazione mattutina in stile simil-crosetto sull'apertura della borsa - senza neanche avvertire l'elementare bisogno della prudenza - produce un benefico impulso allo sberleffo ed alla risata, dopo la chiusura del mercato con una perdita superiore a 5 punti rispetto alla vigilia, e di ben 7 punti rispetto all'apertura glorificata dalla Biancofiore Simbolo d'Amore...
Mi convinco sempre di più che Silvio non è un uomo fortunato. Una persona dotata di dosi fisiologiche di fortuna e sfiga, equamente ripartite, una coma la Biancofiore non l'avremmo mai imbarcata. Invece, telaki, a sparar minchiate, sempre con la solita supponenza, il solito leccaculismo, la solita sintassi alquanto krukken...
Buone Vacanze, Onorevolessen Biancofiore, e mi raccomando, si riposi, durante queste cinque settimane di vacanza. Se le merita, e ne ha bisogno. Tafanus
(...ringrazio JeSuisStephanie che ha portato a nostra conoscenza questa perla, che ci era sfuggita...)
Scritto il 05 agosto 2011 alle 17:00 nella Alemanno | Permalink | Commenti (25)
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Il 9 Febbraio avevamo pubblicato un post sul caso dei quattro fratellini morti carbonizzati nell'incendio della povera baracca in cui vivevano. Il post si intitolava: "Alemanno, il sindaco "ruspante", che risolve il problema dei rom con un solo strumento: le ruspe" [vedi link], ed era dedicato alla tragedia dei quattro bimbi. Però, dato che gli interventi in TV di Alemanno si concludevano tutti con un petulante "battere cassa" per chiedere soldi che - come si è scoperto il giorno dopo - Alemanno aveva già avuto e non aveva utilizzato, avevamo chiuso il post con un "post scriptum", che riproponiamo:
P.S.: Caro (nel senso di costoso) Alemanno, allo scoppio della sua parentopoli, si era impegnato a licenziare tutti coloro che erano stati assunti a chiamata diretta, in maniera e misura disinvolte. Erano centinaia. Potrebbe fornire l'elenco completo dei licenziamenti fin qui effettuati? Grazie, anche a nome dei mie trenta lettori.
Ora dall'amico Massimo G. ricevo una email di grande interesse, che trascrivo integralmente:
Antonio, mi sono permesso di inviare all'ufficio del sindaco di Roma la domanda che avevi posto nel tuo blog:
Egregio signor Sindaco,
allo scoppio della sua parentopoli, si era impegnato a licenziare tutti coloro che erano stati assunti a chiamata diretta, in maniera e misura disinvolte. Erano centinaia. Potrebbe fornire l'elenco completo dei licenziamenti fin qui effettuati? Grazie (lettera firmata)
Questa la risposta odierna del Campidoglio:
Gentile Massimo G.,
probabilmente il fatto di vivere fuori Roma non le ha consentito di seguire la vicenda cui ha fatto riferimento con attenzione e fino in fondo. In seguito alla campagna mediatica definita Parentopoli ho chiesto l’istituzione di una commissione che verificasse la correttezza delle procedure adottate per le assunzioni, affermando che laddove fossero emerse violazioni della Legge Brunetta o delle regole precedentemente in vigore, chi aveva fatto le assunzioni e chi era stata assunto avrebbe dovuto fare un passo indietro e quelle assunzioni dovevano essere annullate. Tale commissione ha concluso il proprio lavoro rilevando che “sotto il profilo formale sono state rispettate le procedure”.
Ora restiamo in attesa delle determinazioni che saranno assunte dalla Procura di Roma che sta svolgendo a sua volta un’indagine. Più in generale, contrariamente a quella che credo sia una sua convinzione, non esiste un «caso Roma». Di parentopoli di destra e di sinistra è piena la storia d’Italia.
Sulla nostra Città è stata compiuta un’operazione di sciacallaggio politico/mediatico che non ha precedenti. Nonostante questo, proprio perché voglio che nemmeno un’ombra rimanga sulla mia amministrazione entrerà i vigore un regolamento già approvato dalla giunta grazie al quale sarà impossibile il ripetersi a Roma di qualsivoglia assunzione sospetta. Un saluto
Gianni Alemanno - Sindaco di Roma
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Caro Alemanno,
questa sua risposta è, nel suo genere, un esempio di scuola di come non deve rispondere un sindaco. E' una risposta che può soddisfare degli idioti. Noi siamo idioti, ma non ancora in fase terminale. Insomma, riusciamo ancora a mangiare con le posate, a fare il nodo alle scarpe, a cambiare canale col telecomando, e a compiere altre attività di equiparabile complessità...
-a) Probabilmente PROPRIO il fatto di vivere fuori Roma ci consente e ci obbliga a seguire questa squallida vicenda su giornali che non siano Il Tempo di Sechi, o il Messaggero di Caltagirone.
-b) Ha proprio bisogno di una Commissione per capire come si siano mosse le SUE municipalizzate nell'assunzione a chiamata diretta dei suoi amici e degli amici dei suoi amici? Anche del suo caposporta e dei suoi cari? Un vecchio adagio recita: "quando non hai il coraggio o la convenienza a prendere una decisione, nomina una commissione d'inchiesta". Esattamente come nelle aziende, quando il management non ha il coraggio di prendere una decisione che comporta l'assunzione di responsabilità, commissiona una ricerca di mercato...
-c) Cosa significa questa sottolineatura che "sul piano formale" tutto va ben, madama la marchesa? Vede, ad un orecchio allenato suona come dire che invece sul piano della sostanza... completi lei la frase.
-d) Ci spiegherebbe perchè dobbiamo attendere la fine della indagine della Procura? Dopo le indagini non succede NULLA, a meno che non ci sia poi un rinvio a giudizio, un processo (magari in tre gradi), una sentenza definitiva. Comodo, vero? Ha fatto fare dai suoi esperti una valutazione su quanti anni ci vorranno a completare questi passaggi? Magari, nel frattempo, col "processo breve", o anche col processo attuale, finisce tutto a tarallucci e vino, le pare?
-e) L'Italia è piena di parentopoli? si assuma le sue responsabilità, e se ha notizie di reato, non le racconti a noi, ma alle procure competenti. Infine, è assolutamente inaccettabile il criterio del "così fan tutti". Per ora è a lei che stiamo chiedendo spiegazioni, e non può risponderci che "così fan tutti". Cominci col rispondere per la città che amministra.
-f) Sciacallaggio politico/mediatico senza precedenti????? Ma allora perchè ha istituito una commissione d'inchiesta? E perchè si è mossa la Procura? e se la Procura si sta muovendo su "operazioni di sciacallaggio mediatico", perchè attende i risultati di una inchiesta sul nulla? Ci faccia capire. Grazie
Tafanus
Scritto il 11 febbraio 2011 alle 09:00 nella Alemanno, Giustizia, Impresentabili, Tafanus | Permalink | Commenti (12)
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Sarebbe bello se per una volta il rogo di quattro bambini servisse almeno a togliere al discorso sui rom le componenti ideologiche e propagandistiche, e ci riportasse ad un necessario pragmatismo. Non credo che ci riusciremo, ma possiamo almeno provarci?
Partiamo da una considerazione: sulla "sicurezza", la xenofobia, il razzismo, Alemanno ci ha vinto le elezioni. Ad Alemanno non frega un cazzo che il 95% dei delitti avvenga all'interno delle mura domestiche di ben ordinate famigliole italiane, in stile "Spic & Span". I guai di Roma sono tutti colpa di immigrati e rom. Alemanno, nel campo della sicurezza, ha fatto miracoli! Chi lo dice? Lo dice Alemanno. Ricordo un osceno manifesto autoprodotto che infestava i muri di Roma, dopo sei mesi dalla elezione del fascista a sindaco: "In sei mesi, abbiamo già diminuito la criminalità del 30%!". Avete capito bene. Meno 30% in 6 mesi. Uno così, oltre a fare il sindaco di Roma, dovrebbe essere nominato almeno vicesindaco in altri 8000 comuni italiani! Alemanno: una risorsa per l'Italia intera!
Alemanno, il sindaco ruspante (da ruspa), ha sempre pensato di poter risolvere il problema dei campi rom abusivi distruggendoli a colpi di ruspa. Del destino di questa gente non si è mai posto il problema. Ad Alemanno interessa essenzialmente finire su giornali come Il Tempo come colui che ha "eliminato" un campo abusivo. Ma poichè non può contestualmente eliminare i rom, nessuno (né il Tempo, né Alemanno) si sono preoccupati di seguire gli "sgomberati" per capire che fine facessero. Attico ai Parioli? Hotel Villa Medici? No, un altro campo abusivo, un po' più precario, un po' più nascosto, un po' più sporco. E loro, i rom, un po' più nascosti, un po' più poveri, un po' più incazzati.
Ci volevano quattro corpicini carbonizzati per rimettere in moto la fertile creatività di Alemanno. Ha trovato la soluzione. Delle belle tendopoli, oppure "bimbi in affido". A chi? Perchè? Il Super Sindaco con scappellamento a destra, come fosse Antani, non spiega. Così come non spiega perchè in circa tre anni di mandato non abbia mai messo in pratica altro che qualche "ruspamento" di piccoli campi, in favore di televisioni, previamente allertate. Alemanno, hai mai sentito l'odore acre della carne umana bruciata? A me è capitato. Una esperienza indimenticabile.
Le "autorità" hanno già individuato i colpevoli del rogo disumano: i genitori dei bambini sono stati denunciati per "abbandono". Avevano "abbandonato" i figli per andare a cercare qualcosa da mangiare. Una domanda cretina... e se non fossero andati a cercare damangiare, sarebbero stati denunciati per qualche reato, certamente previsto dai nostri implacabili codici, per aver lasciato i bambini privi di mezzi di sussistenza?
Leggiamo qualche passo dall'articolo del [Messaggero] di ieri:"...erano abbracciati, rannicchiati a terra i quattro corpicini dei bambini rom morti carbonizzati ieri sera nel campo abusivo lungo l’Appia nuova. Così, gli agenti della polizia scientifica e i vigili del fuoco hanno trovato il più piccolo di 4 anni che si chiamava Raul, Fernando di cinque anni, Patrizia di otto, e Sabatino di undici. Intorno alla baracca di plastica arsa completamente dal fuoco ci sono cumoli di immondizia, panni stesi, cenere e i giocattoli di quei quattro sfortunati ragazzini. Al campo rom oggi c'è poco voglia di parlare. Alle parole si sono sostituite le lacrime di chi ha perduto i figli. Gli agenti della polizia scientifica sono alla ricerca di qualche indizio per ricostruire l'incidente ma sembra chiaro che l'incendio si è sviluppato da un braciere acceso usato come riscaldamento.
Abbandono di minori: per questa ipotesi di reato contro ignoti, la procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo d'indagine [...] Intanto nel pomeriggio gli investigatori hanno interrogato i genitori delle quattro vittime e anche una sorella di 18 anni alla quale ieri sera i bambini sarebbero stati affidati. La ragazza si sarebbe allontanata a una certa ora e durante la sua assenza la baracca ha preso fuoco.
Alemanno: chiederà 30 milioni al governo. «Chiederemo al governo complessivamente 30 milioni di euro». Lo ha annunciato il sindaco di Roma Gianni Alemanno, dopo un vertice in Prefettura sull’emergenza nomadi riesplosa ieri nella capitale con la morte di 4 bimbi in un campo abusivo. «Per fronteggiare questa emergenza chiederemo al ministero della Difesa delle strutture: ci sono ad esempio delle caserme dismesse che potranno essere utilizzate», ha aggiunto il sindaco.
Il Sindaco Decisionista e Futurista"a buoi scappati dalla stalla" - «Chiederemo alla Protezione civile di allestire delle tendopoli. Così potremmo sgombrare tutti i microcampi fatti di baracche di morte». Ha spiegato il sindaco. Lo sgombero dei microinsediamenti abusivi «avverrà a giorni». «Le tendopoli ci danno la possibilità di essere più incisivi nelle operazioni di sgombero», ha continuato il sindaco, sostenendo che con questo strumento l'azione dell'amministrazione potrà essere svolta «in maniera massiccia, incisiva e costante». «Non accetteremo veti di Tizio e Caio, faremo le tendopoli dove riterremo opportuno farlo, e non ci saranno presidenti di municipio e comitati civici che tengano».
...Fascistone, ma fino a ieri di quale cazza di città sei stato Sindaco?...
Intanto "le gerarchie ecclesiastiche romane", da sempre benevole verso fascisti e destri di ogni genere, sono "turbate" - Ecco cosa dice il Cardinale Vallini: «È una tragedia che mi ha profondamente turbato». Lo afferma il cardinale vicario di Roma, Agostini Vallini che chiede alle autorità di «assicurare ai nomadi condizioni di vita dignitose e sicure», procedendo a un «graduale inserimento» e al superamento dei campi rom. "Davanti a questo nuovo tragico fatto la comunità cristiana non può rimanere indifferente".
...fantastico! Prima di questa tragedia, invece...
Monsignor Perego: bimbi morti per disinteresse. «Come Migrantes siamo vicini a Mircea ed Elena, il papà e la mamma dei piccoli - dice monsignor Perego, direttore della Fondazione Migrantes - la speranza ci fa chiedere un impegno maggiore per riconoscere i diritti e la cittadinanza a chi vive nelle nostre città, impegnandoci in una cura maggiore perchè il minimo vitale sia garantito a tutti e soprattutto i minori siano tutelati. La causa della morte di questi bambini è il disinteresse».
Alemanno: voglio poteri speciali. «Chiamerò il governo e chiederò urlando poteri speciali per il prefetto, perché si possa realizzare il nostro piano nomadi». Il sindaco attacca «la maledetta burocrazia dei cavilli, i ricorsi al Tar dei Comuni, la Sovrintendenza, tutti coloro che, insomma - spiega - in questi anni di amministrazione, gli hanno impedito di realizzare i «campi regolari, sicuri, autorizzati. Ce ne sono tre a portata di mano e potevano essere già pronti. Via per sempre da Roma i maledetti campi abusivi». (...ma Alemanno non ha avuto tre anni per farlo? NdR)
«Abbiamo indetto il lutto cittadino per mercoledì prossimo, giorno in cui le salme dei bimbi rom rientreranno in Romania». Lo annuncia il sindaco di Roma Gianni Alemanno, uscendo dall'obitorio dell'Istituto di medicina legale, di fronte al cimitero monumentale del Verano, dopo l'incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano giunto per rendere omaggio alle vittime del rog [...] Quanto ai famigliari delle vittime, «ora sono assistiti in una casa di accoglienza. Abbiamo garantito che l'assistenza e le spese per il rientro delle salme in Romania siano a nostro carico per evitare altri drammi a queste persone. Alle famiglie -assicura il sindaco- c'è la massima vicinanza di tutta la cittadinanza di Roma». (...ORA?!?! dopo quattro bimbi arsi vivi? ruspante, non le sembra un po' tardivo, come intervento? ...e che generosità!!!! addirittura il rientro della salme in Romania a carico del Comune!... E non si vergogna, neanche un po'? NdR)
Famiglia cristiana: urlo Alemanno tardivo. «Le urla di Alemanno arrivano dopo il pianto di una madre». «Ora il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che è accorso sul luogo della tragedia - si legge sul sito internet - si scaglia contro "i numerosi impedimenti burocratici che hanno rallentato la costruzione dei campi regolari". Alemanno annuncia che chiederà "urlando" al Governo di assegnare poteri speciali al Prefetto per realizzare finalmente tutti gli insediamenti organizzati. Peccato che le urla del sindaco debbano arrivare dopo il pianto straziato di una madre».
Le critiche della opposizione raggiungono nella notte Alemanno pochi passi dal rogo dove la presidente del Nono Municipio, Susy Fantino, incalza il primo cittadino, accusandolo di non aver dato ascolto alle segnalazioni provenute dal quartiere.
Un rogo umano annunciato - L’attacco ai cavilli burocratici non convince la presidente del quartiere: «Non credo si possa dire che il problema sono i cavilli. Da due anni a questa parte evidenziamo il livello di degrado di queste baracche. L’ultima segnalazione è stata mandata 15-20 giorni fa». Una circostanza che il sindaco sminuisce: «Non so se ci sia stata una segnalazione. Il punto però non è questo. Il problema è che, se non abbiamo campi regolari, non c’è fisicamente il luogo in cui portare queste persone».
«Non è più possibile tollerare che accadano incidenti così gravi. Le istituzioni devono adoperarsi per trovare alloggi alternativi a chi si trova in queste situazioni, devono mettere in sicurezza i nomadi, specialmente i bambini». È quanto afferma Vannino Chiti, commissario del Pd Lazio e vice presidente del Senato. Nonostante le risorse economiche straordinarie profuse Alemanno ha fallito. Il suo “Piano Nomadi” tanto propagandato, soprattutto in campagna elettorale, si è rivelato inadeguato, sia dal punto di vista dell’integrazione che da quello della sicurezza. Gli incidenti si sono ripetuti nei campi rom fino al culmine della strage di ieri».
ARRIVANO I DURI - «A quanto pare le politiche adottate sono insufficienti, sia sul versante degli sgomberi che su quello dell’assistenza. In altri paesi europei non sarebbe ammissibile consentire il proliferare di baraccopoli - lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale - Basta però con la demagogia. L’unica strada per risolvere il problema rimane l’espulsione coatta per chi commette reati o non è in grado di permanere nel territorio nazionale in quanto, non avendo una residenza né un lavoro, occupa abusivamente aree della città. Serve una linea dura». (...un consiglio a Fabrizio Santori: più dura di così? e procedere all'acquisto di qlcune decine di lanciafiamme? potrebbe essere una buona soluzione, no? NdR)
Un discorso di fondo sui rom, da fare senza razzismo, e senza ideologismi
Alemanno ha impostato e vinto la campagna elettorale con l'arma del razzismo travestito da politica della sicurezza. Non ha fatto NULLA, se non abbattere qualche baracca, mandando dei disgraziati in cerca di un altro posto in cui fare una nuova baracca. Oggi chiede più poteri (?) e trenta milioni, per affrontare un problema che non ha MAI affrontato sul serio, se non con qualche fotogenica ruspa, che ha spostato i problemi da un quartiere all'altro. Trenta milioni? Così poco? Mi viene in mente la parentopoli di Alemanno... duemila assunzioni nelle municipalizzate. Ipotizzando un costo lordo di 30.000 euro annuali a "famiglio", basterebbe mandare a casa metà dei famigli assunti inutilmente ed illecitamente, ed ecco trovati trenta milioni. Non una-tantum, ma entrate strutturali, per tutti gli anni a venire... Troppo complicato, per Alé Magno? A licenziare gente illecitamente assunta si perdono voti?
Ma veniamo al discorso difficile. Il problema dei rom esiste. Inutile far finta del contrario, e dannoso regalare alla destra il monopolio della gestione mediatica del problema stesso. Inutile negare che un grande insediamento di nomadi in un quartiere genera tensioni, rinfocola il razzismo, deprezza il valore degli immobili, genera fastidi sui mezzi pubblici...
La soluzione non può consistere - come sembra pensare il sindaco ruspante - nel creare 5, 6 mega-campi (nell'ottica dei campi di concentramento). Le popolazioni dei quartieri "vincitori" di questi campi non ci staranno mai. Perchè in un distretto un mega-campo da duemila rom, e in 5, 10 distretti limitrofi, neanche l'ombra? Inoltre, il mega-campo non è la soluzione ideale dal punto di vista dell'integrazione, del controllo di legalità, dell'attenuazione delle pulsioni razziste.
A Roma si calcola che i rom rappresentino grosso modo lo 0,5% della popolazione. Se distribuiti in 100 micro-campi attrezzati, equamente distribuiti sul territorio, nessun quartiere si sentirà discriminato; nei campi da cento persone cresce il controllo reciproco "dall'interno", e cresce la possibilità dei controlli da parte delle forze dell'ordine. Cento persone, di cui solo un terzo o la metà useranno i mezzi pubblici nell'arco della giornata, con creano un'impressione di "occupazione" dei mezzi pubblici da parte dei rom. Aumentano le possibilità di scolarizzazione e di graduale educazione ad una vita "stanziale". Migliorano, soprattutto grazie alle relazioni che nascono a partire dai bambini, le possibilità di instaurare qualche forma di partecipazione dei rom alla vita comunitaria (scuole, asili, oratori), e in prospettiva da amicizie fra bambini potranno nascere contatti cogli adulti.
E' dura, ma non vedo altre strade. Le ruspe sono una soluzione solo se portano al macero non solo le baracche, ma anche i loro abitanti. I mega-campi innescano guerre fra poveri. Un quartiere contro un altro. Davvero Alemanno pensa di risolvere il problema avendo "più poteri"? (dentro o fuori dalle leggi ordinarie? per farne cosa, esattamente?). Davvero Alemanno pensa che bastino 30 milioni, il costo di trenta appartamenti medi? Allora Alemanno è un caso disperato, e la soluzione di qualsiasi problema appare lontana anni luce.
I rom sono sporchi? avete provato voi, ineffabili razzisti, a vivere in una baracca di lamiera, senza cessi e senza acqua corrente? Beh... chiedete di vivere per un mese in uno di questi campi abusivi (così... solo per sperimentare...), in una baracca a carbonella, con l'acqua (fredda) distante un chilometro, e col cesso "en plein air", dietro un cespuglio.
Infine, ancora un doveroso elogio a Giorgio Napolitano, l'unica "autorità" che abbia avvertito il bisogno (ed abbia avuto la capacità) di tendere una mano, di fare una carezza, di chiedere che a questa gente sia offerta una reale prospettiva di vita non animalesca. Il premier non c'era. No figa, no party. Troppo impegnato a pensare ai cazzi suoi: l'incombente richiesta di rinvio a giudizio con rito immediato, la ripresa della oscena battaglia sul processo breve, il quinto videomessaggio fa preparare, la crisi d'astinenza da bunga bunga...
Quanti problemi, povero Silvio... Tafanus
P.S.: Caro (nel senso di costoso) Alemanno, allo scoppio della sua parentopoli, si era impegnato a licenziare tutti coloro che erano stati assunti a chiamata diretta, in maniera e misura disinvolte. Erano centinaia. Potrebbe fornire l'elenco completo dei licenziamenti fin qui effettuati? Grazie, anche a nome dei mie trenta lettori.
Scritto il 09 febbraio 2011 alle 07:00 nella Alemanno, Berlusconi, Impresentabili, Politica, Razzismo, Tafanus | Permalink | Commenti (9)
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Ora che finalmente il bubbone Alé Magno è esploso, con l'azzeramento della giunta, riprendiamo la pubblicazione a puntate del dossier sulla parentopoli romana. Non ci sono alibi o attenuanti. Alemanno ha preso una città che grazie alle leggi di spesa speciali avrebbe potuto farcela, e l'ha trasformata in un colabrodo, dove solo i suoi serventi conducono una vita dignitosa, con le chiappe al caldo.
Fra le idee più sconce che Alemanno poteva avere, c'è quella di affidare "le chiavi del pollaio" a tale Bertolaso, colui che di parentopoli ha una certa esperienza diretta. E ripartiamo dal 19 dicembre, con la 5° puntata...
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Parentopoli, bufera Campidoglio, spunta un altro protetto del sindaco - Dalla segreteria di Alemanno all'Ama: Paolo Serapiglia è l'ultimo tassello di una catena che va dai Marinelli a Panzironi junior
(di Giovanna Vitale - Repubblica - 19/12/2010)
Poteva non sapere, il sindaco Gianni Alemanno? Poteva non essersi reso conto di come le società comunali si fossero trasformate in un maxi-ufficio di collocamento per parenti e amici? Se è vero che due indizi fanno una prova, è altamente improbabile. E già, perché dopo i figli dell'ormai ex capo-scorta (assunti uno in Atac, l'altra in Ama) nell'elenco dei protetti reclutati nell'azienda dei rifiuti spunta un altro dei suoi più stretti collaboratori. Uno che, prima di approdare in via Calderon de la Barca, era stato fra i primi ad ottenere un contratto biennale nella segreteria del primo cittadino, dove ha continuato a lavorare per circa due anni e mezzo.
Corre l'anno 2008, addì 18 giugno: la giunta di centrodestra tiene la sua quinta riunione dacché è insediata a Palazzo senatorio. Fra gli otto provvedimenti all'ordine del giorno, a riprova di quanto sia importante circondarsi di gente di fiducia, ben sette vertono sulla nomina di personale che dovrà coadiuvare Alemanno nello svolgimento delle sue funzioni amministrative. Il primo caso in esame riguarda, appunto, il cinquantenne Paolo Serapiglia: con la delibera n.120 il sindaco chiede di "procedere all'instaurazione del rapporto di lavoro a tempo determinato" nella "categoria D, posizione economica D1" con 23mila euro all'anno di stipendio.
Scadenza del contratto: 31 dicembre 2010. Il tempo scorre veloce finché Serapiglia, accortosi che il termine sta per spirare, subito dopo l'estate fa il colpo gobbo: partecipa all'ultima selezione per amministrativi promossa dall'Ama e vince. Un bel posto fisso presso l'ufficio legale. Assunto insieme ad altri 358 fortunati che, circa tre mesi fa, hanno passato i test dell'agenzia "Obiettivo Lavoro".
Poteva dunque non sapere, il sindaco Gianni Alemanno, che con Serapiglia ha lavorato fianco a fianco in Campidoglio per oltre due anni? La stessa domanda che gli è piovuta addosso non appena è venuto fuori che entrambi i figli del suo capo-scorta, Giancarlo Marinelli, tra il 2009 e il 2010 sono stati assunti all'Atac (il maschio, Giorgio) e all'Ama (la femmina, Ilaria); che Dario Panzironi, anch'egli da metà 2008 titolare di un contratto a termine presso la segreteria del sindaco in quanto rampollo di Franco, fedelissimo AD dell'azienda dei rifiuti, a ottobre ha conquistato una scrivania a vita all'Eur spa; che il suo ex capo-segreteria al ministero dell'Agricoltura, Ranieri Mamalchi, consigliere della Fondazione alemanniana Nuova Italia, è diventato dirigente a tempo indeterminato in Acea, mentre il di lui figlio Edoardo è stato piazzato in Atac. Serapiglia, dunque, non è che l'ennesimo collaboratore del sindaco sistemato per sempre. E forse neppure l'ultimo.
Così il CdA Acea lanciò l'allarme: "Costi del personale insostenibili" - Il collegio dei sindaci: troppi assunti, spesi 37 milioni in più
(di Daniele Autieri - Repubblica - 19/12/2010)
I costi stanno esplodendo. Il primo allarme sulla gestione di Acea non arriva dai giornali, ma dal consiglio di amministrazione riunito il 29 marzo scorso per approvare il bilancio 2009. A lanciarlo è il Collegio dei sindaci che, "preso atto di una crescita dei costi per consulenze e prestazioni professionali e dei costi del personale corporate, auspica al più presto una riduzione dei costi correnti".
È un momento critico per la multiutility partecipata dal Comune al 51% e quotata in borsa. I membri del cda leggono le relazioni preparate dallo staff del presidente Giancarlo Cremonesi e dell'amministratore delegato Marco Staderini. Il 2009 si chiude con una perdita di 52 milioni di euro, e i sindaci non hanno dubbi: il passivo è in gran parte imputabile all'impennata dei costi del personale, più 37 milioni in 12 mesi [...]
Le troppe assunzioni hanno fatto lievitare il costo del personale da 249,5 a 286,4 milioni in un anno. Nello stesso periodo i dipendenti passano da 6.588 a 6.720, mentre il valore aggiunto pro capite (ossia quanto ogni dipendente produce) crolla dai 158mila euro del 2008 ai 132mila di fine 2009 [...]
Si arriva così alla dura sentenza del CdA: "L'unico settore che contribuisce negativamente al margine operativo lordo è quello corporate e servizi. L'aumento della perdita è sostanzialmente determinato dai maggiori costi di personale prodotti dall'incremento dell'organico, dal rinnovo contrattuale, e dalle politiche di incentivazione". Una cambiale a clientelismo e cattiva gestione che finora è stata pagata solo dagli azionisti.
[Dossier Alemanno - Introduzione]
[Dossier Alemanno - 1° Puntata]
[Dossier Alemanno - 2° Puntata]
[Dossier Alemanno - 3° Puntata]
Scritto il 11 gennaio 2011 alle 21:00 nella Alemanno, Criminalità dei politici, Politica, Tafanus | Permalink | Commenti (1)
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Repubblica - 26/11/2010
Non è riuscito a smentire, il sindaco Alemanno. Ha anzi dovuto ammettere che «c’è una situazione economica molto dura di cui non abbiamo mai fatto mistero, bisogna fare degli interventi seri di ristrutturazione, ma non c’è nessun rischio fallimento». Confermando di fatto il report sul possibile crac dell’Atac anticipato ieri da Repubblica. Un documento nel quale l’AD Maurizio Basile aveva lanciato l’allarme rosso e spiegato che i fidi bancari accordati alla società sarebbero bastati a malapena a coprire il fabbisogno negativo di novembre, per cui senza una vera operazione di risanamento il default sarebbe stato inevitabile. Parole certificate sia dalla stessa Atac («Sono state avviate tutte le azioni volte al superamento delle attuali criticità») sia dal consigliere pidiellino Ugo Cassone, il quale ha addirittura rilevato «una trasparenza nella conduzione dell’azienda che non ha precedenti: mai, infatti, nonostante le tante crisi attraversate dal Tpl romano negli ultimi 15 anni, si era verificata così tanta tempestività nella trasmissione alla stampa di atti interni e riservati».
Scatenata l’opposizione. «Questi sono gli effetti disastrosi della gestione della destra che, in soli due anni, ha letteralmente demolito la più grande azienda di trasporto pubblico in Italia», ha tuonato il consigliere pd Massimiliano Valeriani, chiedendo al sindaco «di assumersi fino in fondo le responsabilità e di venire a riferire in aula». Un attacco subito rintuzzato dalla maggioranza e presto diventato scaricabarile. «Appare abbastanza evidente come ad aver generato la situazione economica che oggi grava su Atac siano state scelte ascrivibili agli anni di governo di centrosinistra» (... e ti pareva...), ha scandito il vicepresidente pidiellino della Commissione Mobilità Roberto Angelini (Pdl), seguito a ruota da una serie di colleghi di partito, mentre il coordinatore cittadino del Pd Marco Miccoli ribatteva che «invece di chiedere scusa ai romani, la destra non trova di meglio che prendersela con le giunte passate» e il deputato pd Michele Meta denunciava che «i tagli del governo Berlusconi sul Tpl uniti alla malagestione della giunta Alemanno rischiano di compromettere seriamente il trasporto pubblico romano».
Accuse rintuzzate con sdegno dall’ assessore al Trasporti Sergio Marchi: «L’obiettivo dell’azienda è di presentare entro gennaio il nuovo piano industriale, e di chiudere la prima semestrale a metà del 2011 con una società risanata e solida». Ma il Pd non si fida. E per bocca del consigliere Maurizio Policastro ha chiesto al presidente della Commissione Mobilità, Antonello Aurigemma, «di convocare al più presto i vertici di Atac per dirci se sono vere, sarebbero drammatiche
...colui che guida la fondazione di Alemanno, a capo della parentopoli romana, di cognome fa "Appetito" - Quando si dice il destino nel nome...
Blog di Filippo Ceccarelli, (9/12/2010)
...la bocca sollevò dal fiero pasto...
Negli ultimi due mesi il sindaco di Roma Alemanno, che è molto sociale, ha organizzato ben due clamorose magnate all’aperto: una a piazza Montecitorio e l’altra a piazza del Campidoglio, entrambi allietate da ridenti gazebi. D’altra parte, il “patto per Roma capitale” con i ministri della Lega, fu sanzionato dal vicesindaco Cutrufo, un altro che non ha la puzza sotto il naso, attorno al tavolo di un noto e costoso ristorante trasteverino.
Richiesto di un commento sulla montante Parentopoli capitolina, l’ex amministratore dell’Atac Bertucci ha espresso il timore che gli uomini del centrodestra risultino agli occhi dell’opinione pubblica “affamati”.Neanche a farlo apposta, uno dei parenti sistemati all’Ama dall’AD Panzironi, che risulta anche alla guida della fondazione che Alemanno ha sintomaticamente battezzata “Nuova Italia”, di cognome fa: Appetito. Chi intenda cogliere lo specifico romanesco nell’ultimo scandalo viene afferrato dal più famelico degli stereotipi. Da lassù, Aldo Fabrizi certamente disapprova: ai suoi tempi gli attori comici non facevano politica.
Scritto il 16 dicembre 2010 alle 22:06 nella Alemanno, Criminalità dei politici, Politica | Permalink | Commenti (5)
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Parentopoli: Alemanno al capolinea, anche se finge di non saperlo
Reati e colpevoli li accerterà la Procura, ma la posizione del sindaco si va configurando come un autogol politico micidiale. Il racconto - o la narrazione, per usare un termine in voga - di Gianni Alemanno per Roma è finito. Si è concluso nel peggiore dei modi, e verso un inevitabile, infelice epilogo si sta avviando il suo autore, quali che siano le decisioni che assumerà nelle prossime ore o nei prossimi giorni.
Le prime risposte arrivate dall’inquilino del Campidoglio di fronte alla devastazione di immagine provocata dalle notizie sul saccheggio di posti pubblici compiuto da uomini a lui riconducibili sono, se possibile, peggiori delle notizie stesse. Reati e colpevoli li accerterà la Procura che ha aperto i relativi fascicoli di inchiesta. Ma la posizione del sindaco si va configurando come un autogol politico micidiale. Dopo i primi balbettii e le foto che smascheravano goffe dimenticanze, Alemanno ha annunciato ieri in conferenza stampa l’istituzione di una commissione che stabilisca le regole per le assunzioni nelle società controllate e imponga un codice etico ai membri dell’amministrazione; ha aggiunto che se saranno accertate sue responsabilità pagherà (...ma cos'è, un'ammissione che finora le più grandi aziende laziali, a capitale pubblico, facevano assunzioni "senza regole"? NdR).
Ma è già troppo tardi per tutto. E il precipizio nel quale il primo cittadino e la sua amministrazione sono finiti rischia di inghiottire la destra romana e laziale e, in una prospettiva non lontana, anche i futuristi e Gianfranco Fini, che per primo tentò la scalata al Campidoglio nel 1993, candidandosi (e perdendo, incassando però lo sdoganamento nazionale del Msi) contro Rutelli, sconfitto da Alemanno nel 2008. Che la preoccupazione per le conseguenze sia presente in Fli lo dimostra il lungo ed accorato articolo di Flavia Perina sul Secolo d’Italia.
La direttrice dello storico giornale della destra invita il vecchio compagno (o “camerata”) di militanza a «mettere mano a una nuova giunta che dia segnali chiari di discontinuità». Il tentativo è scoperto e persino comprensibile: gettare via l’acqua sporca accreditando Alemanno come il bambino da salvare. «Un grande progetto di cambiamento non può finire per una cubista o una fidanzata», scrive Perina, che rispolvera toni da destra sociale, quando parla di «uomo nuovo, capace di suscitare la speranza delle borgate e non solo dei salotti veltroniani».
In realtà quel progetto non è mai decollato, la Roma di oggi è peggiore di quella di ieri e la patetica contabilità delle irregolarità proposta da Alemanno per sminuire la gravità dei fatti invece di assumerne la responsabilità politica dà la misura dell’inadeguatezza del sindaco che non ha amministrato la capitale. Forse anche perché sperava di sostituirsi a Berlusconi.
Scritto il 13 dicembre 2010 alle 23:21 nella Alemanno, Criminalità dei politici, Politica | Permalink | Commenti (0)
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Come promesso, stiamo raccogliendo le porcherie romane in un dossier, che pubblichiamo "a rate", cominciando dalla prima puntata, che risale al 18 Nocembre scorso. Questo dossier sarà via via completato, e il documento, accresciuto "in progress", sarò scaricabile, in formato word, dalla colonna del Tafanus (Gruppo FILES, sotto la voce [Dossier Alemanno])
Padre, figlio, genero: è la saga Panzironi
(Repubblica - 18/11/2010 - Giovanna Vitale)
È stata ribattezzata la “Saga dei Panzironi” ma, al di là del titolo avvincente, non di romanzo d’avventura trattasi bensì di affari di famiglia a spese dei cittadini. Protagonista: il braccio operativo della Fondazione alemanniana Nuova Italia, Franco Panzironi, che il sindaco ha piazzato al vertice dell’azienda dei rifiuti, avallandone ogni sorta di assunzione parentale. Perché se in tempi come questi un posto di lavoro è merce rara, sul mercato dei cognomi giusti trovarlo è facilissimo.
A smascherare le singolari affinità, sempre ben pagate, che fra loro legano alcuni dipendenti arruolati nelle
società capitoline è stato ieri il consigliere pd Athos De Luca, autore di una dettagliata interrogazione al primo cittadino contro il malcostume imperante a Palazzo Senatorio. «Non appena insediato come amministratore delegato di Ama», esordisce De Luca, «il dottor Panzironi, portato da Alemanno al Comune di Roma dall’Unire (dove il sindaco stesso lo prese quando faceva il ministro dell’Agricoltura), si è dato subito da fare per sistemare in Ama il genero, Armando Appetito, come VIII livello».
Un peccato tutto sommato veniale, se fosse rimasto isolato. E invece «successivamente, non soddisfatto del proprio stipendio, il dottor Panzironi ha pensato bene di incrementarlo con la presidenza della Multiservizi, così cumulando la somma di 545 mila euro annui di retribuzione», prosegue il resocontista democratico. Implacabile nel ricordare come «dal primo gennaio 2009, il figlio Dario Panzironi, di anni 24, è stato assunto con 64 mila euro annui nella segreteria del sindaco». Ma non finisce qui. Come fosse un destino di famiglia, infatti, «oggi apprendiamo» che il pargolo prediletto «avrebbe pure lui beneficiato di un doppio incarico», esattamente come il padre, «essendo stato assunto anche alla Eur spa come quadro». Si dice dopo aver rischiato, tutta colpa dei sindacati ostili, un’analoga assunzione in Acea. Caustico il finale: «Non ci resta che aspettare per vedere quali altri parenti saranno sistemati dal dottor Panzironi, con il benestare del nostro sindaco. In Campidoglio la “Saga dei Panzironi” continua, fornendo una immagine di grande sobrietà e rigore della giunta Alemanno, che fa rimpiangere davvero la prima Repubblica».
Andrini e i rapporti con Mokbel: ”Adesso il sindaco chiarisca”
(Repubblica - 23/11/2010 - Giovanna Vitale)
Riesplode il caso Stefano Andrini, il neofascista nominato l’anno scorso Amministratore Delegato di Ama Servizi. A riaccenderei riflettori, la puntata domenicale di Report.
«Alemanno chiarisca» chiedono parlamentari e consiglieri del Pd. L’altro ieri sera la trasmissione di Milena Gabanelli ha ricostruito le relazioni pericolose fra l’imprenditore romano Gennaro Mokbel, il consulente di Finmeccanica Lorenzo Cola e alcune aziende pubbliche. Un giro losco che finisce per lambire, proprio attraverso Andrini (definito nell’ inchiesta Telecom-Sparkle «il motore della candidatura» truffaldina dell’ ex senatore pdl Nicola Di Girolamo), il Campidoglio di Alemanno. Rivelatore un passaggio dell’ intervista all’ avvocato Carlo Taormina, laddove si afferma che «Mokbel è un uomo molto più potente di quanto non si ritenga ed è alla testa di qualcosa di più importante dal punto di vista politico. Una... come dire, sub-organizzazione di An». Ecco perché «credo chei cittadini della capitale abbiano diritto a una parola di chiarezza da parte del loro sindaco», scrive in un’ interrogazione al governo il senatore democratico Raffaele Ranucci.
«Da primo cittadino ha il dovere di spiegare il perché di quella nomina e il perché della sua difesa a oltranza», prosegue Ranucci. «È vero che Andrini è stato il grande collettore per il finanziamento della campagna elettorale di Alemanno? E perché continua ad essere dipendente dell’ Ama con uno stipendio pagato dai contribuenti? Sono domande a cui il sindaco deve dare al più presto una risposta». Anche per sapere, dice il senatore idv Stefano Pedica, «se Alemanno nella sua attività istituzionale sia libero da pressioni e ricatti», come sollecitato pure dai consiglieri capitolini Valeriani e Masini («Quanto hanno pesato gli input ricevuti per nominare Andrini?»). Replica Simone Turbolente, portavoce di Alemanno: «Nulla di nuovo, diffamazioni e calunnie saranno denunciate». (1 - continua)
[Dossier Alemanno su Tafanus]
Scritto il 11 dicembre 2010 alle 19:16 nella Alemanno, Criminalità dei politici, Impresentabili, Politica | Permalink | Commenti (0)
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Avrei voluto, sull'onda dell'indignazione per la parentopoli romana, scrivere un post. Poi, iniziando a documentarmi, ho visto che avrei dovuto scrivere un megapost illeggibile. Ho quindi deciso di frazionare la storia a puntate, e di raccogliere le puntate in un dossier scaricabile, e mantenuto aggiornato, sul tipo di quello prodotto per WikiLeaks.
Il dossier sarà al più presto inserito sulla colonna laterale del blog, e il logo del dossier sarà la copertina de "Il Marcio su Roma", paradigmatico della brutale invasività fascista su tutte le poltrone, poltroncine, sedie e strapuntini reperibili nella municipalizzate romane.
Non si era mai visto niente di così scadente, neanche nelle città italiane peggio amministrate. Forse per trovare qualcosa di altrettanto ributtante, agli occhi di chi fatica a trovare un lavoro vero, e spesso non ci riesce pur avendone qualificazione e titoli, forse si dovrebbe ritornare alla Sicilia dei cannoli, dove venivano assunti centinaia di "contatombini", e di autisti di ambulanze privi di ambulanze. Però ci hanno risparmiato le cubiste.
Ieri, in ul ultimo tentativo di cupio dissolvi, Alemanno ha provato a negare persino di conoscere la figliola del suo caposcorta, assunta per chiamata diretta. Le foto ed il filmato di Alemanno e Signora, ospiti d'onore al matrimonio della figliola in questione, hanno costretto il sindaco ad una imbarazzata retromarcia. E il bello è che le foto sono state scaricate da un altro figliolo del capèoscorta, anche lui "sistemato" per chiamata diretta in un'altra municipalizzata.
Pubblicheremo a rate TUTTO quanto è emerso ed emergerà su questa storia, e raccoglieremo tutti i posts nel "Dossier Alemanno", scaricabile da tutti. Avviso di lavoro: scaricabile anche dalla Procura e dalla Corte dei Conti, qualora abbiano problemi di personale... Tafanus
Scritto il 09 dicembre 2010 alle 21:51 nella Alemanno | Permalink | Commenti (3)
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