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Scritto il 18 giugno 2013 alle 08:01 nella Berlusconi, Corruzione, Criminalità, Criminalità dei politici, Giustizia, Off Topics | Permalink | Commenti (31)
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Scritto il 17 giugno 2013 alle 08:01 nella Berlusconi, Corruzione, Criminalità, Criminalità dei politici, Giustizia, Off Topics | Permalink | Commenti (0)
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Scritto il 17 giugno 2013 alle 00:04 nella Berlusconi | Permalink | Commenti (6)
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Purtroppo l'Espresso non riesce più a far a meno di un cazzaro. A turno, li ha appoggiati tutti. In sequenza, ha ravvisato "Il Sol dell'Avvenire" in Di Pietro, nei girotondi, nelle sciarpette viola, nei rottamatori... Poi nel geniale comico bollito, e, adesso che il comico risulta in caduta libera persino all'Espresso, si ritorna al pezzetto di rottamatori coté Renzi (che nel frattempo ha divorziato dal coté Civati, e con la Serracchiani che pende a targhe alterne verso l'uno o verso l'altro, in attesa di capire quale sarà il carro vincente).
Forse un giorno persino l'Espresso capirà che la politica non è - alla lunga - una guerra fra diversi cazzarismi, ma una contrapposizione di politiche di destra e di sinistra. E che il numero di "followers" su twitter, piuttosto che i "like" su facebook, contano esattamente quanto i sondaggi della Ghisleri, che prima del crollo aelle amministrative dava il PdL al 30% e il PD al 20 %. Sappiamo come sia finita la storia.
Ora l'Espresso dimentica quali siano stati i comportamenti di Renzi alla vigilia delle primarie (lancio di accuse da infante di terza elementare (...non mi vogliono far giocare, i grandi sono prepotenti...), il suo girovagare per serate, comparsate TV e camper (tutto tranne che il sindaco di Firenze). Dimentica il "chiagne 'e fotte" prima sulle "regole", e a primarie concluse con la sua sconfitta netta, sui brogli. Ptima denunciati rumorosamente, poi scomparsi dallo spartito del chiagne 'e fotte senza una parola di spiegazioni o si scuse.
Adesso il copione riprende pari pari per il Congresso: le "regole", chi vota al congresso (chi, Renzi, se non gli iscritti???) e via mettendo le mani avanti, alla busca di "regole" a lui favorevoli. Quanto reggerà, l'immagine di Renzi (o ciò che ne resta) ad una tornata-fotocopia di "chagne ' fotte"? Quanto resisteranno, gli italiani a rivedere l'ennesima fotocopia di una replica? L'Espresso ci regalerà, prima o poi, una bella analisi sul potere sedativo delle "repliche delle repliche"? Oppure una bella amalisi semiologica sul vuoto spinto delle battutine ad effeto del Bischero di Frignano? Magari una pagina a due colonne: a sinistra la battutina e l'applauso degli astanti estatici; a destra il significato sostanziale della battutina. Attendiamo impazienti. Tafanus
Qui ci vuole una "antirenzi" (di Marco Damilano - l'Espresso)
Dice il ministro: «Con Berlusconi non c'è nessun problema. Per noi è come un padre nobile, ci chiama, ci sta vicino, ci spinge a presentare più proposte possibile. E noi siamo una squadra unita».
Dice il parlamentare di lungo corso: «Nel Pdl è un disastro, il risultato delle elezioni amministrative è stato una catastrofe. In un altro partito sarebbero stati convocati gli organi dirigenti e il segretario si sarebbe presentato dimissionario. Da noi, zero».
Lunedì 10 giugno, mentre le dimensioni del crollo prendevano corpo, sedici a zero per il centrosinistra nei comuni capoluogo al voto, a partire dalla Roma che fu di Gianni Alemanno senza contare la Sicilia ex roccaforte berlusconiana, il Cavaliere ad Arcore riceveva il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, reggente dell'Anci, l'associazione dei comuni italiani, una delle poche fasce tricolori che ancora può vantare il partito azzurro. Il sopravvissuto Cattaneo, 34 anni appena compiuti, ha il vantaggio di essere giovane, sindaco e aspirante rottamatore: tre caratteristiche che gli hanno garantito sui media negli ultimi mesi il soprannome di Renzi del centrodestra. E pazienza se il carisma e la determinazione non sono esattamente gli stessi del collega di Firenze e se un anno fa, al primo rimprovero del segretario Angelino Alfano, i rottamatori del Pdl, i formattatori in assemblea a Pavia si riallinearono nel giro di un pomeriggio. Tanto basta per farlo partecipare al prossimo gioco di società del Pdl, per non morire di larghe intese.
Operazione Renzi, si potrebbe chiamare. «Dobbiamo trovare un Renzi che ricostruisca il Pdl da capo, un ritorno alla Forza Italia delle origini», si entusiasma la bionda sottosegretaria Michaela Biancofiore, una delle poche a non deprimersi dopo il risultato dei ballottaggi dell'ultima settimana. «Meglio ancora se donna: una Renzi». Il Cavaliere, in realtà, avrebbe voluto assoldare l'originale. Non c'è solo il famoso pranzo di Arcore, ormai datato a due anni fa. E neppure il piano Rosa tricolore, il progetto di rifondazione del partito ideato da Diego Volpe Pasini, l'imprenditore amico di Vittorio Sgarbi che ora figura tra i promotori del fantomatico Esercito di Silvio, l'organizzazione volontaria che dovrebbe difendere l'ex premier dai giudici di Milano, ma anche dai traditori interni: in quelle pagine si sognava che Renzi potesse diventare il capo dei moderati italiani. Anche il faccendiere Luigi Bisignani nel suo libro racconta che «Berlusconi ha corteggiato Renzi in tutti i modi, nei sondaggi volava». Ma ora che il sindaco di Firenze è saldamente sul fronte opposto, tra qualche mese potrebbe diventare leader del Pd con una struttura leggera, nel Pdl ci si interroga su chi potrebbe confrontarsi con lui.
Alfano è escluso. Mantiene l'incarico di segretario del Pdl, ma nel partito la sua popolarità è ai minimi storici. «Macché Renzi», sbotta un deputato. «Ci accontenteremmo di un Epifani: Alfano non è neppure quello». Nella sua Sicilia il centrodestra ha perso il sindaco di Catania al primo turno ed è rimasto fuori dai ballottaggi nei capoluoghi di provincia, dopo aver perso nel 2012 nel giro di quattro mesi i comuni di Palermo e di Agrigento (città natale di Angelino) e la regione Sicilia. Eppure Alfano nel partito e nel governo mantiene intatto un potere che in pochi hanno accumulato prima di lui, nella Prima e nella Seconda Repubblica. La carta di diventare qualcosa di simile a un Renzi del Pdl è stata giocata quando prima del voto di febbraio il segretario si impuntò per fare le primarie nonostante la freddezza di Berlusconi. «Angelino, lascia perdere, andrai a schiantarti. E più tardi rinuncerai alle primarie, più ti farai del male», gli aveva consigliato bonariamente l'uomo forte del partito Denis Verdini. È finita bene per l'ambizioso politico siciliano, al Viminale e vice a Palazzo Chigi avendo perso tutte le elezioni, chi meglio di lui? Difficile però che si possa proporre come volto nuovo del centrodestra in caso di una crisi anticipata del governo Letta e di un nuovo scontro elettorale con il centrosinistra questa volta guidato da Renzi.
Verdini a travestirsi da rottamatore non ci pensa neppure, per fortuna. Lui con Renzi ha in comune soltanto l'origine toscana. Però si sta intestando il piano più radicale di rottamazione del Pdl attuale. Scritto con Daniele e Daniela, ovvero Capezzone e Santanchè (...azz... se pensano a questa roba come "squadra vincente devono essere messi proprio male... NdR), prevede un vertice (con un presidente, indovinate chi?) e una struttura leggera, in grado di funzionare con poche risorse economiche, in vista di una riforma del finanziamento pubblico dei partiti. Un mega-comitato elettorale, con un partito ancora più presidenziale di quanto non sia ora, per lasciar affondare i notabili ancora in attività, i Cicchitto e i Gasparri, diventati nel frattempo i più tenaci difensori del modello partito pesante: specularmente ai loro colleghi del Pd, i nemici di Renzi.
A guidarlo ci sarebbe la Santanchè, già nominata due mesi fa responsabile dell'organizzazione del partito, la più dura dopo il risultato negativo delle amministrative: «È la sconfitta di una classe dirigente che non mette un impegno, una dedizione, una passione e soprattutto la voglia di scegliere per il meglio», attacca: «Non so se nel Pdl ci siano falchi e colombe. Di certo io non sono un piccione». (...più che un piccione, forse credeva di essere una passera... anche se piuttosto malconcia... NdR)È la Santanchè la Renzi al femminile invocata dalla Biancofiore? La deputata di Cuneo ci crede: se Berlusconi dovesse fare un passo indietro (o essere impossibilitato a candidarsi per motivi giudiziari) lei sarebbe pronta a rappresentare l'ala movimentista del centrodestra. Una prospettiva che fa tremare mezzo gruppo parlamentare e quasi tutta la delegazione ministeriale. Anche perché l'ascesa della Santanchè coincide con l'atteggiamento sempre più critico nei confronti del governo Letta. La deputata bombarda sull'assenza di misure sull'economia, è impaziente di vedere i risultati almeno quanto lo è Renzi sul fronte opposto in concorrenza con l'amico-rivale premier Enrico. E la squadra di governo soffre il fuoco amico. «Che devo dire? Noi lavoriamo, sentiamo l'incoraggiamento di Berlusconi, quello del partito proprio non c'è», ribadisce un altro ministro del Pdl.
Anche tra i filo-governativi, però, c'è la convinzione che l'assetto del partito così com'è non basterà ad affrontare le prossime bufere quando arriveranno. Avanzano altri nomi per la guida del partito: gli ex ministri Raffaele Fitto (pluri-inquisito) e Mariastella Gelmini (una luminare della fisica dei neutrini), per esempio, benché siano stati entrambi sconfitti in casa, in popolosi comuni della Puglia amministrati da anni dal Pdl e a Brescia, la città dell'ex ministro della Pubblica istruzione. Mentre al Sud, in controtendenza, il Pdl ha vinto nella provincia di Salerno (a Scafati, Pontecagnano e Campagna), commissariata da Mara Carfagna. Nelle settimane tra il primo e il secondo turno l'ex ministro è stata richiestissima per la campagna elettorale anche fuori dalla sua regione, la Campania. Tutto esaurito per lei a Santa Marinella, sul litorale laziale, e anche in quel caso vittoria nelle urne. Un pezzo di Pdl guarda alla Carfagna come possibile nome nuovo, anche in virtù di un percorso che l'ha portata a 37 anni a essere donna di partito all'antica, sezioni, tesseramenti, candidature, voti da conquistare, la ruvida quotidianità della professionista della politica molto lontana dall'esordio glamour da copertina. La stessa che la portò a raccogliere 55 mila preferenze alle ultime elezioni regionali in Campania. Era il 2010, la Carfagna era ministro, Berlusconi passava da un trionfo elettorale all'altro, secoli fa (...non è che coloro che affollavano le sale-Carfagna speravano in una
performance sculettante, come ai tempi belli del velinismo Fininvest?
NdR)
Oggi ancora una volta il berlusconismo è chiamato a reinventare se stesso, in vista di settimane infuocate: dopo la sconfitta alle elezioni, sono in arrivo le prime scelte scomode del governo Letta (alzare l'Iva di un punto?) e soprattutto due sentenze decisive (la Corte costituzionale sul processo sui diritti Mediaset, il Tribunale di Milano in primo grado sul processo Ruby), la possibile interdizione e dunque ineleggibilità del Cavaliere. C'è chi dice che di fronte a una condanna Berlusconi potrebbe essere tentato di schierare in campo l'unica persona di cui si fida davvero per la successione, la figlia Marina, da sempre in prima linea nella difesa del padre dalle accuse giudiziarie. Sarebbe lei la Renzi donna? Una rottamazione per via ereditaria, una bizzarria. Ma, in fondo, un'operazione verità: chi sarà il Renzi di Arcore lo stabilirà Silvio (...Marina??? Oddio, NOOOO!!!! c'è un limite alle disgrazie che siamo in grado di sopportare... NdR)
Scritto il 14 giugno 2013 alle 16:00 nella Berlusconi, Fronte del Porco, Impresentabili, Politica, Renzi, Tafanus | Permalink | Commenti (3)
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Le elezioni hanno questo di bello. Basta contare le schede e il peso delle chiacchiere d’incanto svanisce nel nulla. Ancora ieri aleggiava la funesta dottrina del Corriere della Sera. Che recitava così: «Il Pdl ormai è sopra il Pd in ogni rilevazione. Il Pd ogni settimana perde uno 0,7 per cento».
E quindi che aspettate poveri dannati, prima che il malato terminale crepi e il cavaliere concluda la sua marcia trionfale, a salire sul carro dell’ultimo vostro salvatore possibile?
Ma, appunto, le schede posseggono la straordinaria capacità di parlare. È sufficiente conteggiarle con pazienza una dopo l’altra per vedere la verità affiorare mentre le favole impallidiscono. Al Corriere, che prende come una solida realtà i sondaggi, e rifila i processi empirici nel regno della pura illusione, i voti raccolti non diranno molto. Purtroppo però i consensi effettivi sono testardi e da essi bisogna pur sempre muovere. E i voti, nella loro fattuale evidenza, dicono che queste elezioni amministrative sono un evento, senza precedenti nel loro genere. Da prendere certo con le molle, vista la montagna delle astensioni. E però, la sinistra che conquista 16 città capoluogo su 16, è una solida notizia. Un fatto inoppugnabile, non una semplice interpretazione.
Il chiacchiericcio di queste settimane, fastidioso come un ronzio e falso come la menzogna, diceva che Berlusconi dettava solo lui l’agenda ad un governo sempre genuflesso. Il pallino del gioco era nelle sue mani. I tempi e le scelte pendevano dalle sue labbra. Non gli restava che passare all’incasso per il personale timbro messo sul rinvio dell’Imu. E il Pd, nella vulgata, era solo una combriccola di aspiranti suicidi, sporcati dalla frequentazione di Schifani e Brunetta.
Ora che Imperia rivela la forza del Cavaliere (la sinistra raccoglie oltre il 76 per cento) e Treviso misura la consistenza della Lega con il suo ormai spento sceriffo, queste miserie spacciate per ricognizione di tendenze oggettive saranno costrette a rifluire.
La destra è ovunque a pezzi, malgrado i pigri santoni del Corriere che, aggrappandosi alla divinazione fasulla dei sondaggi, predicono per lei un fulgido presente e preannunciano un radioso avvenire. Al nord è ovunque un disastro. Brescia si colora di rosso. Come tutte le città del centro, l’aggredita Siena compresa. In Sicilia il primo turno canta la stessa melodia. E solo velleitario (con il 36 per cento) si rivela il proposito coltivato da Alemanno a Roma di abbozzare una via di fuga alternativa, cioè di ridare fiato ad una destra ex missina relegata ai margini e umiliata nella mappa del potere del Pdl.
Anche quando la realtà sembrava evaporare in favola, con i grandi media omologati accaniti nel supplicare il Pd di donarsi inerme ad un qualche novello incantatore, in grado di affrontare il cavaliere sul suo stesso terreno della commedia, i fatti, accantonati come un ricordo spiacevole, riacquistano la loro solidità e si vendicano dei rapidi costruttori di presuntuosi castelli di carta.
Il voto una cosa soprattutto suggerisce. E cioè che la destra è costretta a progettare l’oltre Berlusconi, se vuole sopravvivere. Non è vero che solo la destra ha il detonatore del governo a disposizione e può accendere la miccia per trasferirsi agevolmente al potere quando crede più opportuno farlo. La destra è travolta dal voto espresso nelle città, sepolta dalle astensioni. E resa impotente, proprio dal governo delle larghe intese, nel recuperare la sua carta di sempre. Quella della chiamata alle armi del suo popolo mobilitato per resistere alla sinistra appestata che usurpa, tassa e imbroglia.
Questo ritornello non funziona più, il suonare la carica non scomoda un elettorato pigro che nessuno riesce più a smuovere dal torpore per indurlo ad avvicinarsi ai seggi. E per questo il potere di ricatto che la destra avrebbe in dote è un semplice miraggio. La destra, per come esce malconcia dalle urne, ha bisogno di tempo, più ancora della sinistra. Sul Cavaliere come eterna arma letale, non può più realisticamente fare affidamento.
Il voto amministrativo per la destra non è un segnale di qualcosa che deve ancora accadere. È questo qualcosa che già è accaduto. Ciò che le è capitato è trasparente: la destra non ha leader, non ha una offerta politica, non ha alleanze credibili. Se il sistema politico assediato dalle astensioni mostra che tutti gli attori stanno male, la destra sta conciata ancora peggio degli altri. Solo dei nuovi errori della sinistra, che si illude di contrastare la destra e Grillo inseguendoli sul terreno dell’antipolitica (presidenzialismo, tagli del finanziamento ai partiti), potrebbe rianimarla.
Scritto il 11 giugno 2013 alle 23:38 nella Berlusconi, Politica | Permalink | Commenti (12)
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Tutta la manfrina che sta girando intorno a questa porcheria di "Governo delle Larghe Intese" conferma i peggiori sospetti che avevamo nutrito fin dall'inizio. Qualcuno ricorderà cosa avevamo implorato, auspicato, chiesto a gran voce: un programma brevissimo, che prevedesse sostanzialmente un punto numero UNO preliminare e condizionante rispetto a qualsiasi altro punto di programma: l'abrogazione del porcellum del dicembre 2005, che sta condizionando l'attività di questo governo (anzi, meglio: ne sta condizionando l'inattività).
Le "Larghe Intese
I perchè di questo ignobile galleggiamento sono diversi, e tutti poco puliti:
-a) Inizialmente, con la fola dei sondaggi del PdL che volavano alti, TUTTI sapevamo che nessuno avrebbe potuto toccare il porcellum: i berluscones perchè lo agitavano, con messaggi mafiosi, come l'arma fine-di-mondo: o si fa ciò che diciamo noi, oppure questo governo cade, e si torna al voto col porcellum e - visti i sondaggi - prendiamo tutto.
-b) Letta si è affezionato immediatamente ai voli di stato, al leccaculismo nei confronti dei "potenti del mondo" (due ore dopo il primo Consiglio deri Ministri era già dalla Merkel a riferire, chiedere benedizioni ed endorsement). Che sono arrivati solo a parole.
-c) La "Manfrina Oscena del Compromesso" è andata in onda con la storia dell'IMU: scagli la prima pietra che ha capito se è stata "abolita come volevamo noi del PdL", oppure se è stata sospesa, o "rimodulata", e in che termini. Fra qualche giorno scadrebbe il termine per la prima rata, e nessuno sa cosa fare.
-d) Idem per l'aumento dell'IVA. Cancellato? Rinviato di sei mesi?
-e) Nessuno, da Letta in giù, è stato in grado di indicare una sola fonte di finanziamento per tutto ciò che si sta mettendo al fuoco (almeno a parole): IMU, IVA; cassa integrazione, incentivi per l'occupazione giovanile, esodati, riduzione del cuneo fiscale... Sembra che l'arma segreta sia il ritiro della procedura d'infrazione verso l'Italia perchè il deficit scenderebbe dal 3,1% del PIL (vietato) al 2,9% (permesso). Ma come è permesso il 2,9% di deficit, se abbiamo firmato una cambiale che prevede il pareggio di bilancio?
-f) E se abbiamo firmato la cambiale del pareggio di bilandio, non abbiamo un margine di un decimo di punto sul PIL (dal 2,9% al 3,0%) in cui muoverci, ma 2,9 punti di PIL da azzerare ancora. Fatto il conticino? Non c'è nessun tesoretto da "rientro dalla procedura d'infrazione", che comunque sarebbe di 1,5 miliardi (mentre ne servono il triplo solo per abolire l'IMU sulla rpima casa), ma abbiamo un debito derivante dagli impegni presi con l'Europa pari a 2,9 punti di PIL, pari a circa 45 miliardi di euro da recuperare.
-g) In tutto questo, si straparla di bicamerali (senza chiamarle così per pudore), di "saggi", di revisione della legge elettorale rinviata in coda alla riforma costituzionale. Con la quale tutti si trastullano, ben sapendo che non se ne farà niente, visti i vincoli dettati dall'art. 138 della Costituzione (doppia lettura delle variazioni in Camera e Senato a distanza di tre mesi, referendum confermativo). E tutto quesi ben sapendo che sulle riforme da varare, nessuno è d'accordo con nessuno.
-h) Aspettando questo Godot delle riforme, il porcellum resta saldo al suo posto, puntato come una testata nucleare contro nuove elezioni che nessuno vuole: non Berlusconi, che vedrebbe svanire l'unica speranza di salvezza che gli è rimasta, e cioè quella di continuare a ricattare il governo con un sondaggio in una mano, e il porcellum nell'altra; non Letta, che si è "affezionato" alla poltrona. Talmente tanto, che accetta - ma con elegante ambiguità - tutto quanto viene chiesto dal centro-destra. E ogni volta che gli vengono poste domande sui tempi delle "riforme", la risposta è sempre uguale. A marzo gli servivano 18 mesi. Anche in aprile gli servivano 18 mesi. E in maggio, e in giugno. Ma non dovrebbe scalare di un mese ogni mese?
-i) Niente affatto. Ha già lanciato l'ideuzza (per vedere che effetto che fa) di durare fino al 2108. A far cosa, con Cicchitto e la Biancofiore, nessuno lo ha capito.
-l) Non saranno i Prodi Grillini a mandare a casa il governo. Ce li vedete 163 (anzi, adesso sono 161) parlamentari grillini che votano per tornare dai 14.000 euro al mese più fringe-benefits a fare i supplenti precari in una media inferiore, o i disoccupati laureati in ontopsicologia, o le infermiere di notte? Siamo seri...
Quindi invochiamo la sinistra del PD (se ancora esiste una sinistra del PD) di passare, con Letta, dalle "tavole rotonde" ai tavoli fratini spaccati in testa. Spieghino a Letta che non voteranno più uno straccio di decreto, o di ddl, se non sarà messa al primo e preliminare posto dell'agenda del Governo e del Parlamento l'abrogazione del Porcellum. Lo si faccia per decreto. E' una leggina di tre righe. Si sia pronti a porre la fiducia. Berlusconi non è l'unico a possedere armi di ricatto. I suoi sondaggi si stanno dimostrando farlocchi (e domani pomeriggio lo vedremo meglio), e comunque la via d'uscita dai guai giudiziari per lui non sono nuove elezioni. Lui ha bisogno quanto Letta (per motivi diversi) di giochettare con saggi e riforme costituzionali.
Questo, e solo questo, consente lo scorrere implacabile del tempo, col suo carico di possibili prescrizioni, nuovi tentativi di leggi ad personam, e quant'altro. E nel frattempo Letta può continuare a giocare senza costrutto al "Piccolo Premier" (Edizione Giochi Preziosi), e rinviare sine die un confronto vero all'interno del PD, coi renziani da una parte, e dall'altra con le altre correnti che nel frattempo si stanno organizzando contro Renzi. Il quale sa benissimo che il tempo non gioca a suo favore. Anche i ggiovani bischeri, col tempo si logorano...
Tafanus
Scritto il 09 giugno 2013 alle 17:43 nella Berlusconi, Enrico Letta, Impresentabili, Napolitano, Politica, Renzi, Tafanus | Permalink | Commenti (5)
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Scritto il 07 giugno 2013 alle 08:00 nella Berlusconi, Off Topics | Permalink | Commenti (6)
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Non si rassegnano. Ancora stasera, dopo che tutte le persone di buon senso hanno fatto i loro conti, quelli del "Fatto" continuano a blaterare di Grillo che avrebbe perso metà degli elettori in tre mesi. Come se questa fosse una passeggiata...
Puntigliosamente, ci tengo a dimostrare ciò che ho affermato stanotte, mentre Travaglio dormiva il sonno del giusto: Grillo non ha perso metà dell'elettorato (che - in tre mesi - già sarebbe un fatto drammatico, mai riuscito neanche a Bossi e a Craxi). Grillo ha perso due terzi dell'elettorato.
Alla Signora Ghisleri, Paleontologa Oceanografica, vorrei dire che Grillo non è al 20%, ma è sotto il 12%, e in calo continuo e verticale.
Sempre alla paleontologa, vorrei far vedere - cifre alla mano - che il prodigioso recupero del suo donatore di lavoro è totalmente smentito dai voti di pietra. Si dia una calmata. Chi glielo fa fare???
In calce riporto i dati puntuali (una tabella numerica, e una cogli stessi dati in percentuale) coi risultati dei sedici comuni capoluogo dove si è votato:
...da febbraio a maggio 2013, in valori assoluti...
...e in valori percentuali...
(Fonte: eleborazione del Tafanus dai dati degli Interni)
Sarò grato a chiunque voglia e possa contribuire alla diffusione di questi dati sui social networks eventualmente frequentati. Sono stufo di sentire sia i colti guru del "Foglio", sia masse di cagnolini da riporto, ripetere i due ritornelli illustrati alla Ghisleri.
Intanto, per "uomini veri", linko l'artocolo più cretino di Antonio Padellaro, da quando fingeva di essere komunista... Non ne posto neanche un paragrafo. Chi vuole, se lo legga. A Padellaro, che parlando del PD si chiede "cosa abbiano da essere soddisfatti", fornisco un breve abstract. Magari gli torna buono per un prossimo articolo più meditato... Dunque:
Ora, caro Padellaro, perchè non prova a dormirci su, e a scrivere un articolo, anzichè fare una marchetta?
Tafanus
Scritto il 28 maggio 2013 alle 23:07 nella Berlusconi, Grillo, Media , Politica, Tafanus | Permalink | Commenti (68)
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Scritto il 24 maggio 2013 alle 00:17 nella Berlusconi | Permalink | Commenti (2)
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Marina Berlusconi in versione "sexy" (?)
Appena due giorni fa, avevamo scritto un post dedicato alla tetragona Marina Berlusconi, una donna incapace di arrossire persino di fronte alla maialate del vecchio satrapo. Lo avevamo intitolato "Malattie ereditarie: colpita Marina Berliusconi"
Oggi su Repubblica cartaceo un lettore di Corrado Augias gli scrive sullo stesso tema, e Augias risponde da par suo.
Gentile Augias,
Marina Berlusconi ha attaccato pesantemente la Boccassini per il caso Ruby. Viene da domandarci se i nostri figli avrebbero fatto altrettanto, se ci fossimo trovati nelle condizioni del Cavaliere. Sapendo, cioè, che abbiamo dato 4,5 milioni di euro ad una ragazza marocchina senza arte né parte, esperta solo nel suo antico mestiere. Se sapessero che stipendiamo alcune signorine con 2.500 euro al mese, più vitto e alloggio. Fatti accertati al di là di ogni dubbio. Che direbbero i nostri figli? Io mi vergognerei da non poterli più guardare. Berlusconi invece non solo guarda negli occhi i suoi figli, ma tutti noi, e sono milioni quelli che addirittura lo amano, gli hanno affidato, e vorrebbero tornare ad affidargli il destino del Paese. Augias, sono i tanti soldi a fare la differenza, il potere, o che?
Questa la risposta di Corrado Augias:
Alla sdegnata Marina Berlusconi sottopongo queste poche righe del signor Gennaro A. di Napoli:
«Una prostituta chiama sul cellulare il presidente del Consiglio impegnato all'estero in una riunione di Capi di Stato e Governo, per informarlo che una comune giovane amica (!) è trattenuta in Questura a Milano. Lui si precipita a telefonare alla Questura suggerendo di affidare la ragazza ad una sua incaricata, trattandosi della nipote di un Capo di Stato estero».
Marina Berlusconi, c'è bisogno di altro? 0 basta questo? Non sappiamo se il processo si chiuderà con una condanna, ma chiediamo a Marina se ha mai considerato che la condotta di suo padre - uomo pubblico - coinvolge 60 milioni di persone. Come ha giudicato le amicizie con pregiudicati, la corte di ragazze leggere che lo ricattavano per spillargli denaro, che si davano il cambio sulle sue ginocchia toccandolo "nelle parti intime" (le foto hanno fatto il giro del mondo), salvo dileggiarlo al telefono con apprezzamenti feroci sulla sua condizione fisica?
Uno zimbello sputa soldi in mano a un gruppo di avide mestieranti. Come ha valutato Marina il livello morale di suo padre? il suo livello culturale, il buon gusto con quelle barzellette che erano stupide prima di essere oscene e almeno in un caso blasfeme. Sono cose che non hanno rilevanza penale, a meno che non sia diversamente provato. Ammettiamo pure che non ne abbiano. Ma la considerazione verso un padre non dipende anche dalla stima che i suoi comportamenti possono suscitare?
Marina stima un genitore che si è coperto di ridicolo davanti all'Europa e al mondo? (e noi con lui, purtroppo). 0 non lo compiange in cuor suo, e vorrebbe avere un padre migliore, lei che presiede la più importante azienda editoriale privata ed è circondata da libri di ogni genere, oltre a quelli contabili? Lo difenda in pubblico ma faccia anche, in privato, qualcosa per salvarlo da una così penosa vecchiaia.
Corrado Augias
Vecchio satrapo e giovani troie
...ed ecco la pronta risposta della virago in difesa del satrapo...
Egregio direttore,
nel suo intervento dedicato principalmente alla vicenda Ruby, Corrado Augias arriva dove nessuno aveva ancora osato arrivare. Arriva a criticarmi per i sentimenti, la stima e la considerazione che ho per mio padre, giunge addirittura a farmi la predica su come dovrei o non dovrei comportarmi con lui. Ma come si permette, il signor Augias? Non si rende conto che tutto ciò appartiene alla peggiore inquisizione?"
"Su questa storia di fango e calunnie, mio padre ha già spiegato più volte come sono andate davvero le cose", prosegue la primogenita di Silvio Berlusconi. "Io posso solo ribadire quello che ho già detto. Conosco molto bene mio padre, conosco la persona che è e la profonda correttezza con cui si è sempre comportato, il rispetto che ha sempre avuto nei confronti degli altri, sono orgogliosa di lui e di essere sua figlia e non c'è stato mai nulla, assolutamente nulla, che potesse anche minimamente mettere in discussione questo orgoglio".
"Non è d'accordo, il signor Augias? - chiede la presidente di Fininvest - Affari suoi. Ma il suo intervento è la migliore, o peggiore, dimostrazione degli enormi guasti che sono stati provocati da chi, in modo spesso consapevole, continua a non distinguere tra opinioni personali di tipo morale, o moralistico, giudizi politici, procedimenti giudiziari. Augias avrà le sue opinioni su mio padre, milioni di italiani, a cominciare dalla sottoscritta, ne hanno altre, radicalmente diverse. I Tribunali però non si occupano, o non si dovrebbero, occupare di opinioni. E la Procura di Milano pochi giorni fa ha chiesto per mio padre la condanna a 6 anni di reclusione e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Su questa enormità Augias non ha nulla da dire".
"Anzi - obietta Marina Berlusconi -, liquida il tutto con un inciso sconcertante: 'ammettiamo pure', bontà sua, 'che tutte queste cose non abbiano rilevanza penale'. Di che cosa stiamo parlando, allora? E' proprio nell'inciso l'ennesima conferma del fatto che il processo Ruby proprio per questo è stato costruito, nessuna prova, nessun reato, solo una grancassa mediatica per poter infangare chi non ha fatto nulla per meritarselo".
"Su quali basi, secondo Augias, si dovrebbe dunque arrivare a una condanna? - si chiede ancora Marina Berlusconi -. Perché a lui e a quelli che la pensano come lui non piacciono, cito testualmente, 'il buon gusto' di mio padre e 'le barzellette' che racconta? Non si permetta, il signor Augias, di insegnare a una figlia che cosa deve pensare di suo padre. Si preoccupi di rispettare, di fronte ai propri lettori, chi ha idee diverse dalla sua. E soprattutto non tenti di spacciare le opinioni per assolute verità". (Marina Berlusconi su Repubblica) (17 maggio 2013)
...io, da parte mia, ho da aggiungere solo una domanda alla "signora" Berlusconi:
SIGNORA, MA NON SI VERGOGNA???
Scritto il 17 maggio 2013 alle 14:53 nella Berlusconi, Criminalità dei politici, Fronte del Porco, Tafanus | Permalink | Commenti (13)
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Scritto il 15 maggio 2013 alle 22:30 nella Berlusconi | Permalink | Commenti (12)
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Mi sono accorta che Libero ha taroccato le carte della Procura: non vorrei fare supposizioni errate, ma confrontando le carte (389 pagine) che mi ero scaricata da non ricordo quale sito, ma tutte recanti il timbro della Procura della Repubblica e redatte con uno specifico carattere, e leggendo quelle messe [online su Libero] online su Libero , ho notato che non solo sono 309, che sono state ritrascritte con carattere diverso, e che hanno tolto alcune pagine:
dal foglio nr. 31 al 46
dal
foglio nr. 50 a 55: 17. Relazione Dott.ssa Giorgia lafrate, inerente le
circostanze dell'affidamento della minore in data 28 Maggio 2010;
dal foglio nr. 65 al 72 mezza rubrica Conceicao
dal foglio nr. 94 a 133
dal foglio nr. 137 a 142 traffico agganciato a celle dislocate ad Arcore
dal foglio nr. 360 a 362 Schema da cui risultano i contatti tra Spinelli Giuseppe + l'estratto conto trimestre
il foglio 389 informazione di garanzia ex art.369 + invito a comparire del nostro B.
Poichè
a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina, ho aperto il
documento scaricabile dal Tafanus, per vedere a cosa corrispondono le
pagine nascoste da Libbbero. Ecco cosa si può osservare:
Fogli dal 31 al 46 (possiamo chiamarla Sezione "Nessun Dorma"): c'è tutto l'intenso traffico telefonico che si sviluppa la fatidica sera del fermo della "nipote di Mubarak" fra personaggi ed istituzioni molto interessanti, col frenetico susseguirsi di orari, personaggi e interpreti.
La sarabanda inizia alle 23:25, con una chiamata dalla questura di Milano al PM Fiorillo; due minuti dopo da Conceicao (la prostituta brasiliana) a Nicole Minetti); 3 minuti dopo la Minetti chiama la sede del PdL a Roma, in via dell'Umiltà; 23 minuti dopo,
e dopo aver ricevuto una telefonata dal Presidente del Consiglio, il
dr. OstUni (Viminale) chiama la questura, per chiedere chi sia il
funzionario di turno; non passa mezzo minuto, e Ostimi viene richiamato dalla questura, che lo informa sul "funzionario di turno": la Dott. Iafrate; due minuti, e Ostumi chiama la Iafrate; 2 minuti dopo, la Minetti invia un SMS alla Conceicao; 1 minuto dopo, Ostuni chiama la Iafrate; 1 minuto dopo, Conceicao invia um SMS alla Minetti; 2 minuti dopo, Ostuni contatta nuovamente la Iafrate; ancora 3 minuti, e dopo una nuova chiamata dalla Pres. del Cons., Ostuni chiama di nuovo la Iafrate; due minuti dopo (si son fatte le 0:10) nuova telefonata di Ostuni a Iafrate; altri 3 minuti, e Ostuni chiama direttamente il Questore Indolfi; 14 minuti, e la Iafrate chiama il PM Fiorillo; 5 minuti, e la Iafrate contatta Ostuni; 8 minuti, e Ostuni chiama Morelli (Interni) per comunicargli della telefonata di Berlusconi; 4 minuti, e Morelli chiama la Iafrate; 11 minuti, e Morelli chiama Ostuni; 1 minuto, e la Iafrate chiama Ostuni; 3 minuti, e la Iafrate chiama la Fiorillo; 14 minuti, e la questura di Milano chiama Ostuni; 4 minuti, e Ostuni chiama la Iafrate; 2 minuti, e Ostuni chiama Morelli; 1 minuto, e Morelli chiama la Iafrate; 8 minuti, e Ostuni chiama la Iafrate; 2 minuti, e Ostuni chiama Morelli; 1 minuto, e Ostuni chiama la Iafrate; 2 minuti, e Ostuni richiama la Iafrate; 11 minuti, e Ostuni richiama la Iafrate; 16 minuti (e siamo alle 2:00) e la questura AFFIDA LA MINORE alla Minetti; 12 minuti, e Ostuni richiama la Iafrate; 8 minuti, ed
alle 2,20 la Iafrate chiede per fax che siano fatti accertamenti
sull'identità della minore, e autorizza solo ad accertamenti compiuti
l'affidamento di Karima alla Minetti (alla Minetti, non ad una puttana); alle 4,53 Ruby fa una connessione internet. E' già a casa della prostituta Conceicao. Quindi la Minetti la ha custodita, al massimo, per un paio d'ore.
Le
pagine successive sono i verbali delle dichiarazioni incrociate fra
questura, procura, viminale, sulle rispettive iniziative, controlli o
mancati controlli.
Una telefonata allunga la vita, ma 35 di più
- Mancano poi, da Libbbero, le pagine da 50 a 55, dove si prova, dai
tabulati telefonici, l'esistenza di ben 35 telefonate fra Ruby e la
Minetti, fra il 28 e il 31 maggio; la permanenza costante di Ruby non a
casa della Minetti ma della Conceicao; il verbale della lite fra Ruby e
Conceicao.
Dal Foglio 65 al 72, Libbbero omette di pubblicare la rubrica telefonica di Conceicao, che presenta alcuni nomi molto intriganti... (Sandro
Frisullo Pulitico, Gan Agente Amigo, Autista Beluscone, Aerio Privato
Toni, Amico Bobo Jocador, Linss Troia, Laura Amiga Putana Napule, Edita
Picolina Troia, Vanesa Amiga Troia, Alesandra Troia Italiana, Florinfa
Troia, Milena Troia, Baiby Grande Fratelo, Sonia Amiga Troia, Pulisia
Buccinasco, Luca Polisioto Buccinasco, Gino Finansa 2, Natalia Troia
Brasil, Masimo Media 7, Ronnie Pulitico Strosi, Drogado Lodolo, Papi
Silvio Berluscone, Casa Roma Silvio...)
Insomma, la Minetti ha
scaricato la figlia di Mubarak, a lei affidata, ad una tizia che ha
l'agenda piena di numeri di troie, strani personaggi, e di Papi...
Mancaniìo da Libbbero i fogli dal 94 al 133: vediamo le cose più sospette. Al foglio 94, la nota 55:
Nota della Direzione Centrale Polizia Anticrimine - Servizio Centrale Operativo - datata 10.01.2011 inerente la presenza ad Arcore della minore Karima EL MAHROUG nelle giornate:
14 (domenica) - 20 (sabato) - 21 (domenica) - 27 (sabato) - 28
(domenica) febbraio 2010; 09 (martedì) marzo 2010; 04 (domenica -
Pasqua) - 05 (lunedì dell'Angelo) - 24 (sabato) - 25 (domenica - Festa
della Liberazione) - 26 (lunedì) aprile 2010; 01 (sabato - Festa del
lavoro) - 02 (domenica) maggio 2010; contestualmente agli indagati FEDE Emilio, MINETTI Nicole, MORA "Lele" e altre partecipanti alle serate.
Poi
ci sono i tabulati dell'aggancio celle e delle telefonate di Ruby, di
Nicole,Minetti, di Emilio Fede, di Lele Mora, della Faggioli, di Ioanna
Visan, Elisas Toti, Garcia Polanco, Alessandra Sorcinelli... tutti
insieme appassionatamente, "agganciati alle celle giuste, nelle serate
giuste...
Mancano a Libbbero i fogli dal 137 al 142. A pag 137 (per aiutare Belpietro e Feltri): "...Imma
chiama Iris chiedendole se ci sono delle novità. Iris dice che quello
stronzo non farà nulla ne quella sera ne l'indomani sera.
Iris aggiunge che Nicole ha sentito lui, e questi le ha detto che non ci
sarebbe stato. Iris continua dicendo che loro lo hanno tartassato
talmente tanto di telefonate che ha spento il cellulare. Iris dice che
l'unica fortuna è che Alessandro ha detto ad Imma di fermarsi ancora due
giorni dopo mercoledì, in modo che si possano vedere. Imma chiede se
Iris abbia sentito Alessandro. Iris dice che lui l'ha chiamata
sull'altro telefono, mentre lei stava chiamando papi con il telefono con
cui sta parlando..."
Mancano a Feltri e Belpietro i fogli dal 360 al 362. A Pag 360 c'è il grafico delle chiamate intercorse fra il mitico Rag. Spinelli, e le "giovani aiutande" del Residence di "Via Orgettina": ci sono praticamente tutte, anche quelle che hanno dichiarato che pagavano l'affitto di tasca loro... Per esempio dalla Garcia Polanco ci sono 27 chiamate verso Spinelli, e 13 da Spinelli. A pag. 361 gli estremi dei bonifici alla Sarcinelli, per conto di papi.
Infine
(ma è il meno...) Libbbero non riporta l'invito a comparire della
procura a papi... forse perchè non deve emergere che il reato principale
è la concussione? A saperlo...
P.S.: Se Belpietro e Feltri fanno fatica a trovare le pagine mancanti (che peraltro ormai sono in rete ovunque, a cominciare dal Tafanus) ci facciano sapere, che possiamo fornir loro il documenbto integrale, senza buchi. Tafanus
Scritto il 14 maggio 2013 alle 19:49 nella Berlusconi, Fronte del Porco | Permalink | Commenti (4)
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Il pm Ilda Boccassini, al termine della requisitoria del processo Ruby, ha chiesto sei anni di reclusione per l'ex premier Silvio Berlusconi, imputato di concussione e prostituzione minorile. Il pm ha anche chiesto per il leader del Pdl l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.
La Boccassini ha spiegato che la "procura non ritiene che l'imputato Silvio Berlusconi debba meritare le attenuanti generiche, per "la gravità dei reati commessi". Se pensiamo ad esempio "alla concussione - ha aggiunto -, un reato gravissimo". Cinque anni sono stati richiesti per il reato di concussione, mentre uno per prostituzione minorile. Il 3 giugno prenderà la parola la difesa di Berlusconi, mentre un'altra udienza, probabilmente per eventuali repliche e sentenza, è stata fissata per il 24 giugno. Secondo l'avvocato dell'ex premier, Niccolò Ghedini: "Per il tipo di reato contestato - dice - è una richiesta molto alta, spropositata, ma siamo a Milano, ci si aspetta di tutto...".
La requisitoria. "Non v'è dubbio che Ruby aveva fatto sesso con l'imputato e che ne aveva ricevuto benefici". Attacca la pm Boccassini, nel corso della requisitoria al processo di Milano, spiegando che Ruby "mente" quando "nega di avere avuto rapporti sessuali" con Silvio Berlusconi e per affermarlo ha avuto "un tornaconto personale quantificato in milioni di euro". "Le ragazze invitate" ad Arcore, spiega Boccassini, "facevano parte di un sistema prostitutivo organizzato per il piacere di Silvio Berlusconi". Secondo l'avvocato dell'ex premier, Niccolò Ghedini: "Per il tipo di reato contestato -dice - è una richiesta molto alta, spropositata, ma siamo a Milano, ci si aspetta di tutto...".
Ruby "di una furbizia orientale". Ruby, dice il procuratore, era "furba di quella furbizia orientale propria della sua origine". "I genitori - aggiunge - sono persone umili che non riescono a tenerla a freno. Lei ha in mente un solo e unico percorso". Lei, prosegue, "riesce a sfruttare l'avvenenza fisica da un lato e il fatto di essere musulmana dall'altro, lasciando credere di subire il padre padrone e di essere scappata". La Boccassini traccia il profilo di una ricattatrice, parlando di Ruby, spiegando che lei era preoccupata che Berlusconi, allora premier, potesse non ottenere la fiducia dalle Camere e che potesse cadere il Governo, perché in quel caso lei non avrebbe potuto più sfruttare la sua ricattabilità legata proprio a quella sua particolare posizione ai vertici dello Stato. La Boccassini cita una telefonata di Ruby in cui lei stessa riassume brevemente la cosa a un interlocutore: "Io adesso mangio", dice, ma se Berlusconi dovesse non essere più premier, dice, "che cazzo mangio più?".
La prima notte ad Arcore e il fermo in questura. Il magistrato ricostruisce nel dettaglio tutta la vicenda Ruby, concentrandosi sui due passaggi principali: la sua prima notte ad Arcore, il 14 febbraio 2010, e il suo fermo in questura, il 27 maggio 2010.
Fede la portò ad Arcore sapendo che era minore. "Il 14 febbraio 2010 - sottolinea Boccassini - al di là di ogni ragionevole dubbio, Emilio Fede, portando Ruby ad Arcore, sapeva che quella ragazza era minorenne perché era stato il presidente della giuria del famoso concorso di bellezza (in Sicilia nel 2009, ndr), quindi non poteva non sapere". I protagonisti di quella serata, ha aggiunto, "sono Fede e Mora". "Mora - ha spiegato - aveva un interesse assoluto a favorire Silvio Berlusconi. La sua società era in fallimento, la sua vita attaccata a un filo e aveva bisogno di tanto danaro". "Il presidente Silvio Berlusconi - ha continuato - ha elargito una somma pari a circa 5 milioni di euro a Lele Mora, cercando di salvarlo dal fallimento. Soldi che lui ha intascato: in parte sono andati in Svizzera, in parte a Emilio Fede. Questo è il contesto del 14 febbraio 2010". E quel giorno "non solo Emilio Fede era a conoscente della minore età della ragazza, ma anche Mora", ha concluso Boccassini, sottolineando che è stata la stessa Ruby a dirlo.
Berlusconi sapeva che era minorenne. "Il presidente imputato - dice Boccassini - sapeva che la ragazza era minorenne e lo sapeva da vari canali. Lo sapeva perché lo sapeva Emilio Fede, Lele Mora, la Consensuao, la Pasquino, cioè tutto l'entourage". "Possiamo credere che una persona come Fede, che aveva la sua vita e il suo credo nel presidente del Consiglio, non lo abbia avvertito che stava introducendo ad Arcore una minore?". Una ipotesi poco credibile per Boccassini, anche alla luce del fatto che "proprio il governo Berlusconi ha introdotto ulteriori paletti nella tutela dei minori" per quanto riguarda i reati legati alla prostituzione.
Ruby ad Arcore tutte le feste comandate. Ruby frequentava Arcore in tutte le "feste comandate", ha proseguito, spiegando che l'allora premier Silvio Berlusconi, compatibilmente con i suoi impegni istituzionali, "approfittava" proprio di quei giorni di riposo per ricevere le ragazze, e Ruby c'era sempre: Pasqua (che quell'anno case il 4 aprile), 25 aprile, e primo maggio. Secondo le riscostruzioni della procura Ruby andò ad Arcore il 20 e 21 febbraio, il 9 marzo, il 4 e 5 aprile, il 24-25-26 aprile e il primo e 2 maggio 2010.
Questura. Il pm passa poi ad esaminare la vicenda del fermo, un episodio che la Boccassini definisce "imprevedibile". Tuttavia, sottolinea, le diffuse notizie di stampa di quel periodo davano "un quadro sulla sfera personale del premier che trascendeva la sfera personale e sfiorava ipotesi di reato. Questo non poteva essere sconosciuto dai funzionari della questura di Milano".
Minetti sapeva che Ruby era minore. Anche "la Minetti - dice Boccassini - è consapevole della minore età di Karima. Sa che ha frequentato Arcore, che si è fermata a dormire, e sa quello che succede ad Arcore. È di tutta evidenza che la Minetti, nel momento in cui si precipita in questura, sapeva che la Karima era minorenne". "Siamo di fronte - continua - a un rappresentante delle istituzioni, consigliere regionale della Lombardia. Son so se a tempo pieno gestisse le case di via Olgettina, oppure se era più invasivo il lavoro in Regione. Questo non lo so, ma sta di fatto che aveva questo doppio lavoro: uno alla luce del sole, l'altro non alla luce del sole, sul quale forse spendere una parola di più sarebbe anche deprecabile".
La telefonata tra la questura e la pm Fiorillo. L'agente di polizia Ermes Cafaro la sera del 27 maggio 2010, chiamò il pm di turno Annamaria Fiorillo, continua la Boccasini, spiegando che la giovane aveva dato le sue corrette generalità, Karima El Mahroug, e che aveva correttamente detto di essere marocchina. Cafaro riferisce alla Fiorillo, prosegue Boccassini, "che risulta una denuncia di scomparsa da una casa famiglia di Messina", dalla quale confermano che la ragazza è minorenne. Dice "che la ragazza è lì davanti a lui e che al momento è senza documenti". "Il pm si informa di tutto - continua Boccassini - chiede chi è la persona denunciante, perché era successo il fatto, qual era il rapporto tra le due donne. Cafaro spiega le due versioni, sia quella della Pasquino che quella della minore". Cafaro spiega che le due condividono un appartamento, che costa 850 euro di affitto al mese. "Il pm - prosegue la Boccassini - chiede come si guadagnava questi soldi. Nella telefonata si sente Cafaro che lo chiede alla ragazza e lei che risponde "la danza del ventre''.
La comunità: "I genitori di Ruby persone per bene". La questura sentì anche la comunità di Messina dalla quale Ruby era scappata. "Per quello che le posso dire i genitori sono veramente delle bravissime persone", riferì al telefono con la questura la signora Mirodi, responsabile della comunità, spiega la Boccassini. La stessa responsabile, continua Boccassini, disse: "La comunità è abituata a ricevere persone che hanno un percorso familiare di disagio. Questa persona, a differenza di quello che fa apparire ha genitori che sono persone tranquille, pacifiche e per bene". Cafaro, parlando al telefono col giudice Annamaria Fiorillo, "chiede se la deve fotosegnalare. La Fiorillo risponde "si sì, è obbligatorio" e aggiunge: "La autorizzo a trattenerla fino a domattina finché il pronto intervento non le trova un posto".
Arriva la telefonata di Berlusconi. Ruby "era già stata identificata e fotosegnata, disposizione impartita fin dalle 19.13 dal pm di turno Fiorillo. Erano già state interpellate le comunità che però non avevano posto. La minore doveva restare in questura fino al mattino successivo. Questa era la situazione in essere fino alla telefonata tra il funzionario della questura Pietro Ostuni e l'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi". 'Si sapeva - aggiunge Boccassini - anche già che la minore era scappata da una comuinità in Sicilia. Non solo, ma la dottoressa Iafrate e gli altri funzionari sapevano che la famiglia della minore viveva in Sicilia e non a Milano". "Quando Ostuni - prosegue - riceve la telefonata del presidente del Consiglio, è a casa". L'uomo della scorta di Berlusconi che lo chiama, gli annuncia l'allora premier e glielo passa.
Quando il funzionario della questura di Milano Pietro Ostuni chiama la sera del 27 maggio 2010 l'allora questore Vincenzo Indolfi "sa perfettamente che la circostanza che Ruby era la nipote di Mubarak era una colossale balla, che la ragazza era minorenne e che però interessava l'allora presidente del consiglio", prosegue Boccassini. "Possiamo credere - rincara - che se fosse stata un minimo diversa la situazione, il questore, ricevendo la chiamata da un suo capo di gabinetto sull'arresto di una parente di un capo di Stato straniero, non informava la segreteria del capo della polizia, che per contro avrebbe dovuto avvisare il ministro dell'Interno? Se non si fossero resi conto che vi era solo un interesse personale del presidente del Consiglio di togliere la ragazza dalla situazione in cui si trovava", conclude, certamente avrebbero attivato una catena di comunicazioni col Viminale.
Ostuni, sottolinea Boccassini, aveva già appreso dalla funzionaria Giorgia Iafrate "che il fotosegnalamento era già avvenuto, che la ragazza era marocchina, che lei stessa aveva escluso qualsiasi tipo di parentela con Mubarak". "Possiamo pensare che Ostuni non avesse capito i reali interessi del presidente Berlusconi e cioè quello personale di farsi carico, per ragioni sue, in un contesto già noto all'opinione pubblica non solo italiana ma purtroppo internazionale, dello status della minore?", conclude.
Apparato militare per difendere Berlusconi. "C'è un apparato militare che si scatena per proteggere" Ruby quando finisce in questura la sera del 27 maggio 2010, prosegue nella sua ricostruzione la Boccassini. "Non possiamo credere" che tutto questo si fece solo per la ragazza, e che il vero obiettivo era evidentemente difendere l'allora premier Silvio Berlusconi. L'ipotesi che la questura potesse davvero credere che Ruby era la nipote di Mubarak "è talmente risibile tutto che mi vergogno quasi a insistere su questa circostanza".
Scritto il 13 maggio 2013 alle 18:32 nella Berlusconi, Corruzione, Criminalità, Criminalità dei politici, Fronte del Porco, Giustizia, Impresentabili, Politica | Permalink | Commenti (16)
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Sul sito di Repubblica, a questo link, è in corso la diretta audio della requisitoria di Ilda Bocassini, nel processo "Troie & Magnaccia"
ATTENZIONE: Requisitoria sospesa per una breve pausa, fino alle 11,45.
Scritto il 13 maggio 2013 alle 11:23 nella Berlusconi | Permalink | Commenti (2)
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"Racconto la verità al grande pubblico" - Su Mediaset va in onda il caso Ruby con il titolo "La guerra dei vent'anni" (stasera, ore 21,10 su Canale5. Da non perdere - Seguira la proiezione de" La Piccola Fiammiferaia", di Hans Christian Andersen) - Nella fotina: La Principessa sui Piselli
Se ci sarà una nuova puntata della campagna ormai martellante sulle reti Mediaset "contro i vent'anni di persecuzione" del Cavaliere, dipenderà anche da quel che accadrà domattina nell'aula di Tribunale a Milano, in una delle ultime udienze del processo Ruby. Così racconta chi ha lavorato a quella sorta di documentario che andrà in onda stasera, in prima serata, su Canale5.
Si intitola proprio così. "La guerra dei vent'anni: Ruby, ultimo atto", in programma alle 21,10 ed è solo l'appuntamento odierno della sequenza di interviste e speciali e approfondimenti che sull'ammiraglia (e non solo) delle reti Mediaset è stata imbastita da giorni per raccontare nel merito la difesa di Silvio Berlusconi, a ridosso della sentenza. Campagna pianificata - raccontano nel Pdl - con i direttori delle testate giornalistiche. "Perché ho l'esigenza di offrire al grande pubblico la verità sul caso Ruby, quella che non ho avuto modo di raccontare in aula" è stato l'input del Cavaliere allo stato maggiore della comunicazione (...infatti gli è sempre stato impedito di raccontare in tribunale la verità. Per legittimo auto-impedimento. NdR)
Così, per la prima volta, stasera saranno mostrate la sala delle cene [eleganti] e la taverna, luogo del "presunto" "bunga-bunga". Saranno riproposte le registrazioni originali delle testimonianze rese ai giudici. Sarà ricostruita minuto per minuto la notte del fermo in questura di Karima el Mahroug, attraverso le dichiarazioni in sonoro dei funzionari e dei pubblici ministeri in servizio quella sera. Le testimonianze dei pm dei minori Annamaria Fiorillo, del capo di Gabinetto Piero Ostuni, del medico dell'ex premier Alberto Zangrillo, di Carlo Rossella, che alle cene aveva partecipato.
E infine, un'intervista alla stessa Ruby. E una allo stesso Berlusconi. In una sorta di arringa difensiva, spiega: "Alle cene non poteva succedere nulla che potesse essere definito scorretto e imbarazzante. C'era un grande tavolo, io attiravo l'attenzione di tutti, si parlava di calcio, di politica. A nessuno mai fu chiesto di lasciare il telefonino, tutti potevano fotografe o raccontare perché non c'era alcunché di non raccontabile. Io non ho niente da nascondere". E poi prosegue: "Ruby venne una sera a una cena e raccontò una storia drammatica, disse di essere figlia di una ricca famiglia egiziana che i genitori avevano cacciato perché aveva deciso di abbracciare la religione cattolica".
Nell'intervista l'ex premier racconta che Ruby "mostrò cicatrici di olio bollente, parlò di difficoltà enormi, di comunità e di essere arrivata a Milano poco tempo prima dove aveva trovato un lavoro da cameriera in un ristorante. Una storia che commosse tutti i presenti". E che lui, comunque non ha "assolutamente mai avuto rapporti intimi con lei: una ragazza che si era presentata con una storia terribile, e che non induceva nessun sentimento diverso dalla commiserazione" Fonte: Repubblica.it)
Scritto il 12 maggio 2013 alle 12:05 nella Berlusconi, Criminalità, Criminalità dei politici, Tafanus | Permalink | Commenti (40)
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Ci
risiamo. Il Pdl riprova a boicottare la riforma della legge elettorale.
La partita non è ancora cominciata e già il neo ministro per le
riforme, il pidiellino, Gaetano Quagliariello, tenta di buttare la palla
fuori campo.
Perché, sostiene l’ex saggio, fare la legge elettorale “prima di decidere dove si va con le riforme istituzionali sarebbe un papocchio”. E aggiunge: “Del resto, se ci accorgessimo che la situazione politica non dura, potremmo sempre intervenire modificando il Porcellum in tempi rapidi”. Come se non sapesse, il ministro, che il governo in cui è entrato è sorretto da due partiti tra loro avversari, che solo in nome dell’emergenza di una crisi di sistema possono stare insieme. Se questa è “la situazione politica” perché mai dovrebbe durare più dello stretto necessario?
E qual è il punto nevralgico di questa crisi se non una legge elettorale che impedisce la governabilità e la scelta dei candidati? La ragione principale che ha impedito e impedisce un nuovo ricorso alle urne è proprio il rischio, concretissimo, che il voto riproduca uno stallo simile a quello attuale. Ma una volta approvata una nuova legge elettorale e alcune misure urgenti a favore del lavoro, il Pd non avrebbe più molti motivi di tenere in piedi l’attuale governo.
Il disegno del Cavaliere dunque è chiaro: lasciare la riforma elettorale in sospeso per tenere in ostaggio Il governo fino a quando gli farà più comodo. Sta al Pd impedire che il gioco gli riesca e imporre l’abrogazione del Porcellum.
Il ripristino del Mattarellum può essere fatto molto velocemente, come ha ricordato la Finocchiaro e come lo stesso Letta ha detto nel discorso con cui ha chiesto la fiducia. Poi si potranno fare tutte le modifiche e tutte le riforme costituzionali che il tempo e la volontà dei partiti consentiranno. Ma almeno avremo la certezza di aver spazzato via la porcata. (Fonte: Lavinia Rivara)
Ho voluto riprendere integralmente questo articolo dal blog di Lavinia Rivara (responsabile politica di Repubblica TV), perchè mi vergognavo un po' a ripetere per la centesima volta le stesse cose. Così, pavidamente, mi sono servito del pensiero di Lavinia Rivara, che rassomiglia terribilmente a ciò che vado predicando da settimane. Ma, come ho scritto qualche ore fa, temo che ormai sia tardi. I sondaggi (per quel che valgono) tirano a destra, e il bandito farà di tutto per staccare la spina al governo in vigenza del porcellum.
Prendiamone atto. In un anno e mezzo abbiamo perso tutti i treni che sono passati. Ci siamo dissanguati per sostenere Monti che nel frattempo pensava più al suo personale futuro che a quello degli italiani, e stiamo versando le ultime gocce di sangue facendo ciò che Grillo voleva farci fare: il PdL col PD-L. E mentre noi facciamo il governo di salute pubblica con un blocco di incompetenti, fascisti, inquisiti e pregiudicati, l'icona del banco del governo è e sarà la fotina di Enrico Letta cheeck-to-cheeck con l'Angelino Alfano che - con grande senso delle istituzioni, appreso dal suo mèntore "Sirviu 'u Curtu", oggi manifesterò contro l'istituzione Giustizia. Complimenti ad Alfano, ma complimenti anche a noi.
Tafanus
Scritto il 11 maggio 2013 alle 16:21 nella Berlusconi, Enrico Letta, Fronte del Porco, Giustizia, Grillo, Impresentabili, Politica, Tafanus | Permalink | Commenti (9)
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Il partito si mobilita dopo la
sentenza di Milano, mentre i suoi esponenti di prima fila continuano ad
affermare che le vicende processuali del leader non influiranno
sull'intesa di governo. Brunetta: "Accanimento giudiziario distrugge
vita democratica". Anm: "Pericolosa delegittimazione". (Fonte: Repubblica)
ROMA - Il Popolo della libertà
scenderà in piazza sabato prossimo a Brescia "in difesa di Silvio
Berlusconi". La manifestazione, annunciata da una nota del partito, si
terrà a Brescia alle 16 e vi parteciperà lo stesso leader del Pdl.
All'annuncio della manifestazione, come alle numerose esternazioni di
esponenti del Pdl su "uso politico della giustizia" in merito alla
sentenza di secondo grado che al processo sui diritti Mediaset ha
confermato la condanna del Cavaliere a quattro anni di reclusione e a
cinque di interdizione dai pubblici uffici, risponde una nota in cui
l'Associazione italiana magistrati denuncia "espressioni violente e
offensive", la delegittimazione della giurisdizione e ricorda l'invito
del capo dello Stato a "evitare prese di posizione che ingenerino nei
cittadini sfiducia nelle istituzioni".
L'annuncio della
manifestazione di Brescia giunge mentre dai vertici del partito
continuano ad arrivare 'rassicurazioni' sul fatto che le vicende penali
del Cavaliere non avranno impatto sull'intesa di governo.
La
sentenza è "ingiusta", ma non avrà ripercussioni sul governo. E' il
pensiero, ad esempio, di Maurizio Lupi in riferimento alla sentenza
della corte d'appello di Milano che ieri ha confermato la condanna a Silvio Berlusconi per la vicenda dei diritti tv: "Non sarà
una sentenza ingiusta a far cadere il governo - ha detto il ministro
delle Infrastrutture alla Telefonata di Belpietro su Canale 5 - .
Semmai sarà l'incapacità mia e di questo governo" ad affrontare e
"risolvere i temi" più importanti dell'economia e della crisi.
Toni alti da una parte e rassicuranti dall'altra anche da Maurizio
Gasparri: "La prosecuzione di un accanimento e la tentazione di chiudere
per via giudiziaria una sfida politica che per via politica la sinistra
non è riuscita a chiudere nei confronti di Silvio Berlusconi è una cosa
inaccettabile - ha detto il senatore a Omnibus su La7 - e quindi non
può non avere ripercussione sul dibattito politico e sui suoi
protagonisti".
"Contestiamo
un uso politico della giustizia che da molti anni sussiste con
chiarezza - ha aggiunto Gasparri - ma ci teniamo a distinguere l'azione
del governo dalle valutazioni che noi facciamo, per questo i ministri
del Pdl del governo non hanno fatto dichiarazioni. Credo che questo sia
una fatto significativo che rafforzi l'intenzione di Berlusconi di
tenere separati i giudizi sul governo dal contesto, ma certamente sarei
un ipocrita a negare che il contesto non possa finire per condizionare
il clima politico".
Di "sentenze annunciate" fatte "sulla base di
teoremi politico-giudiziari" parla Gregorio Fontana, del cordinamento
nazionale Pdl: "Dai giudici di Milano è venuta l'ennesima conferma che
la mobilitazione contro l'uso politico, e 'personalizzato', della
giustizia non solo è legittima, ma è necessaria - dice Fontana - . Bene
facemmo, dunque, a manifestare davanti al palazzo di Giustizia e altre
manifestazioni, ovviamente, dovranno essere organizzate per
sensibilizzare gli italiani contro l'accanimento giudiziario nei
confronti di Silvio Berlusconi".
Secondo il neoeletto presidente
della Commissione Ambiente al Senato, Giuseppe Marinello, "è evidente a
tutti che contro Berlusconi da parte della magistratura di Milano manca
qualsiasi serenità. Le sentenze di rito ambrosiano sembrano prestampate,
con il chiaro intento di condannare un uomo politico che da 20 anni è
l'indiscusso leader dei moderati italiani".
Il senatore Giancarlo
Serafini si spinge fino a proporre di "raccogliere dieci milioni di
firme contro la sentenza Mediaset, tanti quanti sono i voti che il
presidente Berlusconi ha ottenuto nelle ultime elezioni politiche".
Senza remore anche il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta: "La
sentenza della corte d'appello di Milano contro Berlusconi rappresenta
un accanimento giudiziario che finisce col distruggere la vita
democratica in Italia".
Secondo Daniela Santanché, invece, "una
parte della magistratura è ormai fuori controllo": "Il leader del
centrodestra e il Pdl sono sotto attacco. Dopo l'inconcepibile sentenza
Mediaset, oggi arriva la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di
Berlusconi per un altro processo assurdo, quello sulla presunta
compravendita di senatori, senza fondamento e prove, basato su accuse
generiche. Non temano questi magistrati che avranno pane per i loro
denti".
Anm: "Pericolosa delegittimazione dei magistrati".
"L'Anm ancora una volta deve denunciare le dichiarazioni di numerosi
esponenti politici e rappresentanti delle Istituzioni che commentano
singole iniziative o decisioni giurisdizionali, delle quali oltretutto
non sono note le motivazioni, utilizzando espressioni violente e
offensive estranee a ogni legittimo esercizio del diritto di critica.
L'Anm, nel rilevare che tali reazioni costituiscono pericolosa
delegittimazione del ruolo della giurisdizione nella nostra democrazia,
così come disegnato dalla Costituzione, auspica che vengano accolti i
reiterati inviti del Capo dello Stato a evitare conflitti e prese di
posizione in grado di ingenerare tra i cittadini sfiducia nelle
Istituzioni della Repubblica". E' quanto si legge in una nota
dell'Associazione Nazionale Magistrati.
SCHEDA 10 anni di indagini
I PROCESSI DI BERLUSCONI
Archivio Il primo grado
REP TV Randacio: "Rischia interdizione"
Solo ad una simile massa di sciancati della democrazia può venire in mente di scendere in piazza (a Brescia???) per manifestare contro una condanna. E con questi sciancati siamo "alleati di governo". Dio mio, come siamo caduti in basso!... Tafanus
Scritto il 09 maggio 2013 alle 17:24 nella Berlusconi, Criminalità, Criminalità dei politici, Fronte del Porco, Impresentabili | Permalink | Commenti (51)
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Scritto il 09 maggio 2013 alle 00:57 nella Berlusconi, Corruzione, Criminalità, Criminalità dei politici, Economia, Formigoni, Monti, Off Topics | Permalink | Commenti (12)
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Scritto il 08 maggio 2013 alle 17:34 nella Berlusconi, Monti, Politica | Permalink | Commenti (29)
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La sesta sezione penale della Suprema Corte ha respinto l'istanza di spostamento dei procedimenti Ruby e Mediaset presentata dai legali del Cavaliere.
Longo e Ghedini hanno annunciato una nuova richiesta di rinvio del processo Mediaset, in fase di appello, in attesa del verdetto della Consulta sul conflitto di attribuzione sollevato nel 2011 dalla Presidenza del Consiglio dopo il rigetto in tribunale di un legittimo impedimento
...le disgrazie non arrivano mai da sole...
ROMA - No al trasferimento dei processi Mediaset e Ruby a Brescia: i procedimenti a carico di Silvio Berlusconi restano a Milano. Lo hanno deciso i giudici della Cassazione riuniti in camera di Consiglio. Il dispositivo della sentenza, firmato dal presidente della Sesta Sezione Penale della Suprema corte Giovanni De Roberto, è stringato: si "rigetta la richiesta di rimessione e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali".
Durante l'udienza a porte chiuse, durata circa un'ora e mezza, i legali di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Pietro Longo, hanno ribadito la loro richiesta di trasferimento "per legittimo sospetto", rispetto a un presunto condizionamento dei giudici milanesi, dei due procedimenti che vedono coinvolto l'ex premier. Berlusconi aveva chiesto alla Cassazione di essere sentito, ma il 18 aprile scorso, con un'ordinanza interlocutoria, i giudici della Suprema Corte avevano respinto la richiesta sottolineando che l'audizione di un imputato è possibile solo in processi in materia di estradizione.
I due processi, dunque, finora sospesi in attesa della decisione della Cassazione, potranno continuare davanti ai magistrati di Milano. Il processo Ruby, che vede Berlusconi accusato di concussione e prostituzione minorile, è ancora fermo al primo grado.
Quanto al processo Mediaset, per il quale Berlusconi è stato condannato in primo grado a 4 anni, con l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, è attualmente in fase d'appello: il reato contestato all'ex premier è quello di frode fiscale per presunte irregolarità nell'acquisizione dei diritti tv.
Longo e Ghedini hanno anticipato che alla ripresa delle udienze, mercoledì prossimo, la difesa di Berlusconi chiederà un rinvio in attesa del verdetto della Consulta sul conflitto di attribuzione sollevato nel 2011 dalla Presidenza del Consiglio in relazione al rigetto da parte del Tribunale di un legittimo impedimento dell'ex premier.
Secondo la ricostruzione della Procura, il sistema organizzato da Fininvest negli anni Novanta per acquisire i diritti dei film americani era finalizzato a frodare il fisco. Comprando i diritti non dalle major, ma da una serie di intermediari e sottointermediari, era possibile gonfiarne il prezzo così da poter poi stornare la "cresta" a beneficio della famiglia Berlusconi. Fininvest quindi, secondo la tesi del pm Fabio De Pasquale, avrebbe sistematicamente aumentato il prezzo dei diritti di trasmissione dei film delle major americane. Facendo così avrebbe aumentato le voci passive dei propri bilanci, con risparmi notevoli da un punto di vista dell'imposizione fiscale, riuscendo al tempo stesso a produrre fondi neri.
Scritto il 06 maggio 2013 alle 23:27 nella Berlusconi | Permalink | Commenti (6)
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Più ci penso, e meno capisco. Ma come diamine ha potuto pensare, Enrico Letta, che la nomina di una ignorante che da anni si rende ridicola col le sue oscene "sloorpate" a Berlusconi, e con le sue ripetute dichiarazioni omofobe in puro stile nazi-fascista, il popolo del PD (che pure ha dimostrato spesso di essere di bocca buona), avrebbe potuto ingoiarla? Enrico Letta ha forse pensato che qualsiasi impresentabile venga presentata, seppure in "quota PdL", debba essere supinamente accettata dalla base del PD, che tiene in piedi ANCHE Enrico Letta?
Bene (anzi, male, malissimo!)... Letta ha fatto male i conti. Molti hanno ingoiato la Lorenzin... e passi; si sono ingozzati con la Nunzia Di Girolamo, e va bene. Ma, arrivati alla Biancofiore, hanno detto BASTA. Se Berlusconi, quando governa col suo partito proprietario, vuole nominare ministre come la Gelmini o la Brambilla, come la Carfagna o la Presti-a-Giacomo, e magari anche Ruby alla Integrazione e la papi-girl di Casoria Ministra della Ggioventù, nulla quaestio. E' un governo che firma lui. Ma che il PD (che, ricordiamolo, non appartiene ad Enrico Letta) possa, o semplicemente debba, controfirmare qualsiasi idiozia in nome di questa oscena "alleanza", proprio no.
Ieri sul web è stata rivolta. Nelle sezioni del PD è stata rivolta (e noi speriamo, abbiamo la presunzione di pensare, che questa rivolta sia merito anche nostro, nella misura dello 0,00000001%).
Oggi la notizia che non poteva non arrivare: la Biancofiore è stata cacciata a furor di popolo. Riprendiamo la notizia da Giornalettismo, ma ogni sito e ogni giornale va bene. E su twitter...
"... Odo augelli far festa, e l'oca giuliva, tornata in su la via, che ripete il suo verso..."
Povera Michaela Biancofiore. Tolta la delega perché non ha rispettato le regole, non perché è platealmente omofoba
NON PASSA MICHAELA BIANCOFIORE - S’era ribellato mezzo paese alla notizia dell’assegnazione, da parte del presidente del consiglio Letta, della delega alla Pari Opportunità a Michaela Biancofiore, in passato responsabile di orribili dichiarazioni omofobe, tipiche della destra più retriva. Non sembrava proprio la persona più adatta, sia per le numerose dimostrazioni d’intemperanza e fanatismo offerte in passato, che per una chiara incompatibilità con la funzione che in nessun paese d’Europa le avrebbe permesso d’accedere a una carica del genere.
Dopo la rivolta contro la delega che ieri ha percorso la rete, l'intervista suicida
IL SUICIDIO - Per fortuna ci ha pensato da sola a togliersi di mezzo, una volta al centro della ribalta infatti si è lasciata andare a interviste e a commenti, offrendo a Letta l’occasione di castigarla perché non ha rispettato l’impegno dei ministri e sottosegretari a evitare fughe in avanti. Dicono i retroscenisti:
Fonti di palazzo Chigi spiegano che la limitazione delle deleghe per il sottosegretario Michaela Biancofiore è motivato dall’intervista rilasciata oggi a la Repubblica, dopo che ieri durante la cerimonia di giuramento, il premier Letta aveva richiamato la squadra di governo a una certa sobrietà nelle dichiarazioni. L’intervista, quindi, è stata considerata una contravvenzione a quelle regole chieste dal presidente del Consiglio, e la scelta – sempre secondo le stesse fonti – viene considerata come l’ultima chance per Biancofiore. (Fonti: AGI/Ansa) (...ovviamente trattasi di puttanata colta al volo, perchè allora avrebbero dovuto ritirare le deleghe anche a Zanonato per le sue dichiarazioni sul nucleare... O no? NdR)
Nell’intervista la neo-nominata si era infatti lasciata andare oltre il lecito, prima esibendosi nel classico numero del “Io non sono omofoba, sono loro che sono gay”, stretto parente retorico di “ho degli amici gay/neri/ebrei”:
“Non mi preoccupo del loro giudizio, non mi intimoriscono. Mi piacerebbe per una volta che anche le associazioni gay, invece di autoghettizzarsi e sprecare parole per offendere chi non conoscono, magari condannassero i tanti femminicidi delle ultime ore. Difendono solo il loro interesse di parte”
POCHE IDEE, MA CONFUSE - Dichiarazione lunare, e non solo perché è stupido rispondere a un’associazione che si preoccupa di un problema, accusandola di non occuparsi del resto dei problemi del mondo, ma anche perché subito condita da un’asserzione abbastanza imperativa, anche se confusa e sgrammaticata, sulla linea del governo:
“Penso che faremo un ddl che cavalcherà la modernità civile. Personalmente dico “no” alle nozze gay e “sì” alle unioni civili. È la linea di Berlusconi”
LEGGI ANCHE: Michaela Biancofiore vuole andare al Gay Pride
L’URLO DELL’IGNORANZA - Che bestia sia “un ddl che cavalcherà la modernità civile” non si può sapere, ma è comunque stato sufficiente a motivare il cartellino rosso da parte di Letta, che così ha provato a trarsi d’imbarazzo dopo aver colpevolmente convalidato una nomina impresentabile. Tanto impresentabile che fonti del PDL hanno già fatto sapere che il cambio della delega a Biancofiore non avrà ripercussioni.
TUTTI CONTENTI - Inutile dire che la decisione è stata accolta con favore da quanti avevano sollevato giustamente la questione, che oggi si dividono tra quanti plaudono a Letta e quanti prendono la sua decisione come un’ammissione di una colpa grave (per la precisione, noi apparteniamo a questa seconda scuola. NdR), perché di che cultura sia portatrice Biancofore non era un mistero, ma anche perché è proprio assurdo mettere alle Pari Opportunità Biancofiore che usa la parola “genere” per insultare Anna Paola Concia, dimostrando d’ignorare il significato stesso del termine che indica proprio quelle “questioni di genere” di cui era stata chiamata a occuparsi.
UN INSULTO - L’errore di Letta non è quindi stato un errore da poco, perché affidare le Pari Opportunità a un tale esponente della destra più reazionaria e omofoba, equivale all’insulto alle donne e alla comunità LGBT, e quindi a più di metà del paese, platealmente discriminata ogni giorno da una cultura che ha in donne come Biancofiore uno dei suoi più vocali esponenti, visto che la sua attività politica si può essere riassunta tutta nel tentativo di giustificare il possesso di un harem e le acrobazie sessuali di Berlusconi.
...e ora Letta si dia una calmata, e capisca che non è stato eletto Imperatore, ma semplicemente primo ministro di compromesso di un governicchio che potrebbe non arrivare al solstizio d'estate. Meno di un classico "governo balneare". Siamo "alleati" col PdL, e già questa è una merda difficilissima da digerire. Ma se poi guarniamo la pietanza anche con lassativi come la Biancofiore, allora Letta si prepari a mangiare da solo. Noi non ci stiamo. T
Scritto il 04 maggio 2013 alle 16:40 nella Berlusconi, Enrico Letta, Impresentabili, Politica, Tafanus | Permalink | Commenti (12)
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ATTENZIONE!!!! Questa donna, che voi ci crediate o meno, è sottosegretaria del Governo Letta! (in omaggio la frase "le cose che Berlusconi aborrava")
“Fidanzata con Berlusconi da sempre”, a partire da quell’anello di brillanti firmato Damiani. E poi l’amore con l’ex titolare degli Esteri, Franco Frattini. Queste ed altre storie sono contenute nell’autobiografia di Michaela Biancofiore, amazzone del Cavaliere eletta alla Camera dei Deputati.
A riportare il contenuto di quelle 265 pagine intitolate “Il cuore oltre gli ostacoli. Nel sogno di Silvio” e ancora in cerca di editore, è Beatrice Borromeo sul Fatto Quotidiano. In quelle pagine Biancofiore ripercorre la sua vita, dal rapporto con la sorella all’anello di Damiani ricevuto dal Cavaliere che porta “alla mano destra, senza mai toglierlo. Perché in fondo sono fidanzata con lui da sempre”. Ma, precisa, “politicamente, si intende”. Perché il suo cuore è appartenuto prima a Flavio e poi a Franco. Il primo “al momento di fare l’amore la respinse”. Il secondo è Franco Frattini, ex ministro degli Esteri: “Era bello, giovane, raffinato, elegante, colto, anzi coltissimo”. Ma “gli mancava quel passetto in più, un po’ di berlusconite”.
Con Berlusconi è stato “amore” fin dal primo incontro: da quel 22 novembre 2003 a Macherio, “fu un’esplosione nel cuore, un marchio a fuoco nella pelle”. Da quella data miliare, scolpita nel cuore, Michaela ha rintracciato tutti i segni del destino: a partire dall’onomastico, il 29 settembre, giorno della nascita del Capo. O il cartone che ha cambiato la sua vita: “Candy Candy”, storia di una bambina candida come un bianco fiore, che guarda caso andava in onda nelle televisioni di B. Proprio come la sua soap opera preferita, “Sentieri”. E come il settimanale che si leggeva in famiglia: Tv sorrisi e canzoni. Tutto “casualmente appartenente sempre a Berlusconi”. Ma sopra ogni cosa, l’amore. Quello per la politica, certo. Tra delusioni (“Non so quante lacrime ho pianto ma penso di essermi davvero prosciugata”) e pura felicità (“Solo davanti allo sgorgare di una vistosa goccia di sangue, capii che era tutto vero”: l’amazzone sarebbe diventata onorevole, B. la voleva a Roma. E le regalò un anello di Damiani, in brillanti, che “io porto alla mano destra, senza mai toglierlo. Perché in fondo sono fidanzata con lui, da sempre. Sono una kamikaze imbottita di tritolo berlusconiano puro”. (Fonte: BlitzQuotidiano)
...è troppo per tutti, ma specialmente per chi, come il sottoscritto, si fa il mazzo quadrato da anni, dodici ore al giorno, per cercare di impedire che la gnocca diventi l'alfa e l'omega delle scelte politiche. Questa tizia è al di sotto di qualsiasi mia possibilità di resistenza...
Negli anni ci è toccato ingoiare la Pivetti, Titti la Rossa, Isabella Bertolini detta 'a culonnetta, la ragazza di Silvio Francesca Telecafona Pascale, Lara Comi, la Ravetto, Nicole Minetti, la nipote di Mubarak, la Brambilla Autoreggenti e la Gelmini 'de Neutrini, Mara Carfregna, nani e ballerine, magnaccia e consumatori ministeriali di cocaina...
Ma almeno di trattava di "cosa loro", e a noi restava l'opportunità e il piacere di sparare a zero. Chiederci di abbozzare, invece, da "fedeli alleati di governo", a Nunzia di Girolamo e Lorenzin ministre, e a Michaela Biancofiore sottosegretaria, NO. Not in my name.
Berlusconi che si candida a padre-costituente, sapendo che gli diranno di no, per poter proporre poi l'osceno scambio con ciò che veramente gli interessa (le commissioni Giustizia e Comunicazioni, una per Gasparri, l'altra per l'ex proprietario di TV porno Romani), è l'altro corno del problema. A costui interessano solo due cose: i suoi guai giudiziari, e "la robbbba".
No, Letta, gli elettori del PD stanno divorziando da questo troiaio. Si fermi finchè è in tempo. Così il PD va a sbattere, e ne verrà fuori una costola - non so quanto piccola - di dissidenti che non vogliono morire alleati di Michaela Biancofiore. Lei non era obbligato, se avesse avuto un minimo di dignità, ad accettare qualsiasi porcheria di nome le arrivasse scritto - su un pizzino - dagli "alleati di governo".
Se dobbiamo rompere, facciamolo prima di scendere all'8%. E non venga a parlarci di stato di necessità, perchè questo obbrobrio di alleanza è fra gente talmente distante per ideali, elettorato di riferimento, cultura della legalità, che non riuscirà a varare neanche una leggina sul divieto di sosta sui passi carrai.
PER PIACERE! Non vi chiediamo neanche di fare una legge elettorale. Vi chiediamo di abrogare il porcellum e di tornare a votare. Lo so. Vincerà Berlusconi, abrogherà l'IMU, ci restituirà quella dell'anno scorso, non aumenterà l'IVA, darà dentiere e prosciutti Rovagnati a tutti, costruirà un campo-pratica di golf in tutti i nuovi quartieri di case popolari che costruirà sul modello di Milano Due.
Faremo la fine della Grecia, ma almeno non saremo corresponsabili. Se questi stronzi vogliono sfasciare il paese, che lo facciano da soli, e non con la nostra gentile collaborazione. E Napolitano prenda finalmente atto che con questa gente non c'è nessuna possibilità di fare governi di coalizione. No, l'Italia non è la Germania. In un anno siamo riusciti a bruciare dodici punti di vantaggio (e non è solo colpa di Bersani, intendiamoci... vero, Renzi?).
Ora cerchiamo di prendere atto che non c'è NULLA, ma proprio NULLA che ci possa far fare un tratto di strada insieme Michaela e Nunzia, a Silvio e a Maurizio, alla Lorenzin e ai nanetti del Popolo dei Lestofanti.
Tafanus
Scritto il 04 maggio 2013 alle 09:33 nella Berlusconi, Cultura, Impresentabili, Politica | Permalink | Commenti (15)
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I Tg di giovedì 2 maggio - La diciassettesima legislatura e il gabinetto Letta si sono aperti nel nome di Berlusconi e del suo profeta, Renato Brunetta. Non che Grillo non abbia meritato e non meriti attenzione: anche oggi, di riffe o di raffe come vedremo, M5S è nei titoli e nei servizi per tutti. Ma è Brunetta – questa sera affiancato dal Capo intervistato a lungo da Tg 5 – a sventolare più di tutti il drappo del Pdl e a rilanciare, come in un tormentone, l’abolizione e la restituzione dell’Imu. Tg 3 e Tg 4 lo riprendono ancora una volta in quello che il direttore de La Repubblica chiama da giorni “il ricatto dell’Imu”. La consueta aggressività dell’attuale capogruppo alla Camera del Pdl prende le forme di un puntare i piedi e mordere i microfoni che gli vengono offerti. Un consiglio? Non è che qualche giornalista, oltre a porgere il gelato, potrebbe chiedergli dove concretamente trovare gli 8 miliardi necessari, e non accontentarsi della “palla buttata in Svizzera”? Lo stesso consiglio vale per il collega Pamparana, che nell’intervista a Berlusconi “dimentica” di porre la questione.
Che l’Ocse suggerisca di tagliare sul costo del lavoro piuttosto che sulle tasse per la casa, per Brunetta, intervistato dal Tg 3, è un errore e basta. Sempre sulla testata diretta da Bianca Berlinguer l’economista Boeri cerca di scendere sulle possibili opzioni concrete. Ma certamente deve sbagliarsi anche lui oppure, forse, si tratta di un comunista camuffato.
Per tutti attenzione al taglio del tasso di sconto della Bce, ma è soprattutto Tg La 7 che sottolinea fin dall’apertura il record dello spread sotto quota 260.
Per la politica è sempre Mentana a ricordarci che in serata inizia la battaglia per i sottosegretari. Letta appena rientrato da Bruxelles (apertura per Tg 2 e Tg 3) non è “servito e riverito” come eravamo soliti osservare per le prime trasferte del “tecnico” Monti.
Lo scioglimento di Rivoluzione Civile sembra non suscitare lacrime nemmeno tra le forze che l’avevano fondata, mentre le affermazioni dell’ (ex?) ideologo di M5S Professor Becchi, comprensive verso le manifestazioni di violenza di questa ultimissima stagione, trovano stroncature da tutti e smentite dagli stessi cittadini-parlamentari del Movimento. [...]
(Fonte: Lorenzo Coletta - l'Unità)Scritto il 02 maggio 2013 alle 23:55 nella Berlusconi, Economia, Enrico Letta, Fronte del Porco, Grillo, Impresentabili | Permalink | Commenti (0)
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Scritto il 02 maggio 2013 alle 08:00 nella Berlusconi, Off Topics | Permalink | Commenti (6)
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Scritto il 01 maggio 2013 alle 18:48 nella Berlusconi, Economia, Politica | Permalink | Commenti (20)
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Come alcuni ricorderanno, con Civati ho avuto un pesante contenzioso, a base di insulti reciproci, subito dopo la prima "Leopolda": quando Renzi & Civati pretendevano di rottamare chiunque non fosse dalla loro parte.
Poi, in un mesetto dalla nascita dell'ammmore, Renzi & Civati arrivarono al divorzio: Renzi era stato a cena di nascosto ad Arcore, Civati ha osato dire che lui non lo avrebbe fatto. Fine della cooperazione di Renzi sul blog comune dei due (prossimaitalia.it). E il Tafanus, che fa il suo mestiere di tafano, ha chiesto più volte a Civati come mai Renzi non comparisse più su "Prossimaitalia".
Lungi dal rispondere nel merito, il Civati, fiancheggiato dal suo camerire, tale Cosseddu, iniziò ad accusare il sottoscritto di essere un troll. Finchè non ho spiegato al Civati che non avevo il tempo di trolleggiare, visto che ero impegnato a gestire un blog che aveva, grosso modo, dieci volte i visitatori di "prossimaitalia".
La storia è finita con la "bannatura" nel noioso Tafanus, uno che faceva troppe domande.
Ora Civati è l'autore di un'intervista rilasciata a "l'inkiesta.it", nella quale dice cose che non condivido, ma persino alcune cose che condivido. Questo il post de "linkiesta":
"Larghe intese? Non ne abbiamo mai discusso. Avanti così ci troveremo il Cavaliere alla Giustizia"
«Eppure nel Pd non ne abbiamo ancora discusso», si lamenta. Civati è pronto a non votare la fiducia all’esecutivo. Stando alle minacce di qualche dirigente democrat, potrebbe essere espulso dal partito. «Allora dovrebbero espellere anche tutti i nostri elettori che non condividono questa decisione». Intanto il Partito Democratico rischia di dover sostenere il ministro Renato Brunetta. «Se questa è la logica, perché non Berlusconi alla Giustizia?».
On. Civati, iniziamo dalla fine. Quando il governo Letta andrà alle Camere lei voterà la fiducia?
Al momento sono per il no. Anche se mi piacerebbe che ci fosse la
possibilità di discuterne. Nel partito finora non c’è stata l’occasione
per confrontarsi.
Francesco Boccia ha avvertito: «Chi non vota la fiducia è fuori dal Pd».
Onestamente trovo gravissimo che il numero due di Enrico Letta attacchi
in questo modo chi non è d’accordo. Da un premier delle larghe intese mi
aspetterei un po’ di dialogo. Magari duro, ma un confronto ci deve
essere. Proprio oggi è il 25 aprile. Parlare di espulsioni appartiene a
una cultura politica che non è la mia.
Intanto gli incontri con il Pdl proseguono.
Secondo me questa è una brutta giornata per il governo Letta. Vedere
Denis Verdini al tavolo delle trattative fa capire il gioco al rialzo
che ha impostato Berlusconi.
Eppure il governo di larghe intese sembra l’unica soluzione.
Non è così. Poteva nascere anche un governo di scopo. Un esecutivo istituzionale senza la presenza di leader politici.
Intanto si discute di ministri. Il Pdl ha proposto Brunetta.
E perché non Berlusconi? Se noi mettiamo Enrico Letta è giusto che anche
loro puntino sul proprio leader. In questo governo, per esempio, Alfano
ci deve essere per forza. Ripeto, io non sono assolutamente d’accordo.
Ma non capisco con quali argomenti il Pd può opporsi. Perché adesso
facciamo gli straniti o i sorpresi? Siamo stati noi ad accettare questa
logica. Mi limito a sottolineare che Berlusconi ministro della Giustizia
potrebbe creare qualche problema..
Quanto potrà durare un governo di questo tipo?
Secondo me durerà poco. E non saremo noi a decidere quando finirà.
E quali riforme potranno essere approvate?
Ho visto che Enrico Letta intende partire dall’eliminazione del
finanziamento pubblico ai partiti. Mi sembra fosse un tema caro al Pdl.
Poi si passerà all’Imu. Se la togliamo anche ai benestanti penso che
Silvio Berlusconi sarà d’accordo. Mi auguro che almeno Letta si presenti
al tavolo delle trattative con una riforma elettorale precisa.
Altrimenti rischiamo di non portare a casa neppure quella. I soggetti
sono gli stessi che hanno provato a cambiare il Porcellum per tutto lo
scorso anno. Presentare il governo alle Camere senza una riforma della
legge elettorale sarebbe un argomento in più per non votare la fiducia.
C’è il rischio che una parte dell’elettorato non capisca questa scelta?
No, c’è la certezza che una parte consistente dell’elettorato non
capisca questa scelta. Non so se Letta e i suoi vogliono espellere anche
loro. Mi piacerebbe discutere. Sono stato eletto in una coalizione con
Nichi Vendola, e ora Sel non c’è più. Su Rodotà non abbiamo mai aperto
un confronto. Abbiamo affossato Romano Prodi con il voto segreto di un
centinaio di franchi tiratori, e nessuno sa chi sono. Ne vogliamo
parlare?
Caro Civati,
parliamone. Al netto dagli insulti che hai avuto la carineria di inviarmi quando non ero d'accordo con la tua politica della "rottamazione a prescindere", adesso che voi sfasciacarrozze avete perso la battaglia del "rottamare a prescindere", riscoprite il valore (anzi, che dico! la "imprescindibilità") del dialogo fra le parti.
Lo dico senza ironia. Condivido gran partte della tua intervista, ma mi sarebbe piaciuta di più se avessi colto l'occasione per dire che la "Rottamazione" di chi non piaceva a te e Renzi era una pura STRONZATA ANTIDEMOCRATICA" , a prescindere. Parente stretta della minaccia di espulsione ora minacciata da Boccia (margherito maritato con una italoforzuta), e da Enrico Letta.
Purtroppo mi succede sempre più spesso: appena parlo male di qualcuno, mi tocca fare il revisionista e parlarne "parzialmente bene". Così come, specularmente, appena parlo bene di qualcuno, mi tocca fare rapide (anche se parziali) retromarce con grattata.
Carlo Boccia, caro Enrico Letta... la "base" non è stata consultata, sull'idea di mettere a sedere sugli stessi banchi del governo inquisiti per associazione mafiosa e magistrati antimafia, veline e ricercatrici, politici e arruffapopolo, economisti e fiscalisti specializzati in protezione degli evasori, realisti e moracolieri. Io, per esempio, conto meno del due di coppe. Ma nessumo mi ha chiesto se volevo allearmi con la Gelmini e con Mara Carfagna. Non volevo.
Ora, per piacere, abbandoniamo l'idea di un programma che realisticamente richiederebbe anni, da portare avanti con Verdini e Cesa, con Berlusconi e Quagliariello, col la Carfagna e con la Santanché.
Presidente Napolitano, non ci infligga altri mesi di galleggiamento "a morto". Imponga che si faccia - ci vuole una settimana - l'abrogazione del Porcellum. Letta vada in Parlamento come fece Ciampi: con una lista di ministri "non soggetta a modifiche e trattative. Se sarà bocciato, faccia un "Governo del Presidente" (Grasso? Boldrini? Zagrebelski?) che abbia solo il compito di cancellare il porcellum e di indire nuove elezioni.
Ho lottato per una vita per non morire democristiano, figuriamoci se posso accettare di morire come "collega di governo" di La Russa o di Santanchè... Siamo seri.
A Letta dico di smentire immediatamente la storia alquanto sporca della minaccia di espulsione ai dissidenti. L'assenza di vincolo di mandato è in costituzione. Lo abbiamo ricordato, come maestrini con la bacchetta in mano, agli imbecilli guidati da Crimi e Rottermeier Lombardi, e adesso Boccia & C. minacciano di adottare nei confronti dei dissidenti de PD gli stessi sistemi della "Casaleggio & Grillo Ltd."?
A Letta & Boccia chiedo di rinsavire. A Civati chiedo di spiegarci se il Civati vero è quello di oggi, tutto proteso alla ricerca del dialogo, o quello del 2009, che insieme a Renzi impugnava (senza dialogo) il martello dello sfasciacarrozze, e non la grisaglia del "dialogatore". Grazie
Tafanus
Scritto il 27 aprile 2013 alle 13:47 nella Berlusconi, Bersani, Enrico Letta, Grillo, Impresentabili, Monti, Napolitano, Politica, Renzi, Tafanus | Permalink | Commenti (8)
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Ora siamo alla commedia della politica, in puro stile vaudeville. "Cielo, mio marito"... Amanti che si nascondono negli armadi, mariti coglioni che non si accorgono di niente, smemorati di Collegno che un giorno dicono una cosa e il giorno dopo un'altra, come pensate che possiamo fare un governo con Cicchitto e Gasparri, facciamo un governo con Cicchitto e Gasparri, i comunisti mangiano i bambini anzi no...
Usciamo dal vaudeville, e torniamo alla politica. La porcheria che sta nascendo non ha sbocchi operativi. Non può averli, perchè si mettono insieme due debolezze che non potranno sommarsi se non su incontrovertibili questioni di principio: dobbiamo voler bene alla mamma, aiutare le vecchine ad attraversare la strada, mettere i ladri in galera, e ripetere il mantra della lotta dura senza paura a sprechi, corruzione ed evasione fiscale. Il tutto ipotizzando al Ministero della Giustizia un indagato per "associazione esterna" e favoreggiamento alla mafia.
Partiamo da un presupposto: i due schieramenti (Monti non lo nomino neppure perchè conta quanto le monetine da un cent di euro) hanno elettorati con obiettivi diversi, quando non diametralmente opposti: su bioetica, lotta all'evasione, gestione della giustizia, evasione fiscale, politica dei condoni, gestione del territorio, distribuzione del reddito, politiche del lavoro, TAV, Ponte delle Meraviglie, precariato, patrimoniale, criteri di inelegibilità, gestione del conflitto di interessi, criteri di assegnazione delle risorse pubbliche (acqua, energia, frequenze TV, frequenze per la banda larga), scuola confessionale e relativi finanziamenti, e via elencando.
Ci avviamo, per l'appunto, verso un governissimo (ma perchè cazzo lo chiamano governissimo e non governicchio?) che sarà inchiodato al far nulla da veti incrociati. Il grande Brunetta ha già iniziato su veti e diktat. Coi veti e coi diktat si va a sbattere in cinque miunuti, ma si perdono altri mesi preziosi, dominati dall'immobilismo.
IL SALVAVITA - In una strana tendenza verso un triste cupio dissolvi, assistiamo all'inizio del settennato di Napolitano che è la prosecuzione con altri nomi delle politiche fallimentari del governissimo Monti. Larghe intese, governo di scopo, governo di servizio. Chiamatelo come vi pare. Napolitano spinge per continuare con l'ammucchiata che fin qui di memorabile ha prodotto solo un avvallamento della recessione, 600.000 esodati, aziende che cadono come mosche, disoccupazione che aumenta al galoppo, giovani incazzati perchè ormai privi di speranza.
Leggo invece la lista della spesa delle cose urgenti, da fare in un fiat, e poi "al voto, al voto", e mi vengono i brividi. C'è dentro roba per un ventennio. Legge elettorale, lotta all'evasione, rilancio dell'economia (come? con quali soldi?) macroregioni, costi standard, riforme istituzionali, abolizione del bicameralismo perfetto, riduzione del numero di parlamentari... Manca solo tirar fuori ancora l'abolizione delle province, delle auto blu, la riduzione del numero dei consiglieri d'amministraziome, del tetto agli stipendi dei boiardi, l'ennesima riforma della scuola, e poi abbiamo fatto un bel piano trentennale.
IL MIO CATTIVO PENSIERO - Se vogliono fare tutto questo, di fatto vogliono una sola cosa: vogliono galleggiare e banchettare allegramente insieme. Vogliono far finta di litigare di giorno, e trovare accordi di notte.
E' chiaro che due parti politiche opposte per elettorati di riferimento, non potranno fare NULLA. Quindi bene avrebbe fatto Napolitano a dire (e bene farebbe ora Letta a imporre) una cosa molto semplice: "facciamo pure un programma di pochi punti urgentissimi (massimo 140/150 punti, incluso l'indilazionabile accordo per scambi culturali con l'Uzbekistan), ma concordiamo una cosa:
NON SI METTE MANO A NESSUN PUNTO 2, 3, 4.... 152, se prima non si approva (ci vogliono sette giorni) l'abrogazione della legge istitutiva del porcellum. E senza discutere prima sulla legge da varare. Punto. Si abroghi il porcellum, e "per default" si torna come minimo al Mattarellum, che non scalda i cuori, ma permette di portare in parlamento un certo numero di eletti (e non di cooptati), di avere forse maggioranze omogenee alla Camera e al Senato, e di ridurre gli aspetti peggiori del maggioritario all'amatriciana, secondo il quale um partito del 20% potrebbe avere il 55% dei deputati.
POI, E SOLO POI, si può iniziare a discutere degli altri 152 punti, inclusa una nuova legge elettorale. Avendo però incamerato la certezza che se qualcuno pensa di prevaricare l'altro (come inevitabilmente accadrà), si può tornare al voto senza il Porcellum, esattamente in 5 minuti.
Vincere è meglio che perdere (esattamente come - secondo alcuni - comandare è meglio che fottere). Ma che almeno ci sia un vincitore, che potrà/dovrà assumersi l'onore e l'ònere di governare. Senza alibi. Senza invocare il classico "non mi hanno lasciato lavorare". Berlusconi vuole non solo abolire l'IMU per il futuro, ma anche restituire quella "rubata" nel 2012? Lo faccia. Si assuma - nelle commissioni e non nelle piazze, l'onere di indicare le fonti di finanziamento. Grillo vuole dare 1000 euro al mese per tre anni a 3,5 milioni di "aventi diritto"? Lo faccia, dopo aver indicato dove diamine pensa di prendere 70.000 miliardi di lirette all'anno. Dalla vendita in promozione della washball?
CARO NAPOLITANO, CARO LETTA, fate pure il governo che vi pare. Con chi volete, col programma che volete. Indicate pure un programma in 12.327 punti da completare il 12 mesi. Però, per piacere, non prendiamoci per il culo. PD e PdL insieme litigheranno ancor prima di nascere. E allora fate un preambolo che suoni più o meno così:
"Nessun punto del programma puà essere portato all'esame delle commissioni o dell'aula, se prima non viene abrogata la legge elettorale attuale"
Poi, fatto questo (che è il vero salvavita per i cittadini, e non per i politici) si parli pure dell'accordo culturale con l'Uzbekistan. DOPO.
P.S.: Qualcuno noterà che non ho parlato di Grillo e dei suoi magnifici 163. Cosa avrei dovuto dire? Ormai è chiaro anche alle panchine di granito del parco. Grillo e i suoi sono surgelati. Per scelta (sbagliata) e per insipienza. Non vogliono fare nulla (al momento delle scelte perderebbero metà del loro elettorato: o quello che si riconosce genericamente nella sinistra, o quello vicino a casapound); non SANNO far nulla. Se si pensa che il meglio che sono riusciti a portare in parlamento sono l'archivista Crimi e la filo-fascista Lombardi, quale sarà la qualità dei prossimi "capigruppo a rotazione"? Prima o poi, a botte di due capigruppo ogni tre mesi, avremo anche l'idraulico e l'infermiera. Con tutto il rispetto.
Tafanus
Scritto il 26 aprile 2013 alle 13:37 nella Berlusconi, Bersani, Economia, Enrico Letta, Fronte del Porco, Giustizia, Grillo, Impresentabili, Monti, Napolitano, Politica, Tafanus | Permalink | Commenti (14)
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Chi ha registrato questa marchetta di sito?
Domain ID:D168370656-LROR
Domain Name:BERLUSCONIALQUIRINALE.ORG
Created On:06-Apr-2013 18:06:17 UTC
Registrant Name:Alessandro Bertoldi
Registrant Organization:PdL
Registrant Street1:Via Brennero, 15
Insomma, una oggettiva storia di Berlusconi raccontata dal cameriere junior di Michaela Biancofiore , a sua volta cameriera senior di Silvio Berlusconi
________________________ ALTRA BIOGRAFIA…
Alessandro Bertoldi, Italiano di lingua italiana,
nato a Bolzano nel 1994, risiede a Pineta di Laives. Ha vissuto anche a
Laghetti di Egna e a Bolzano. Attualmente studia al Liceo italiano delle
Scienze Sociali di Bolzano (Pascoli).
Nel gennaio del 2007 fonda il mensile della scuola media Rainerum “La
Gazzetta del Rainerum” che dirige per i due anni successivi, durante i
quali intervista personaggi di spicco della politica e della scena
locale come l’allora presidente del consiglio provinciale dott. Riccardo
Dello Sbarba, l’allora vescovo della diocesi di Bolzano e Bressanone
Mons. Wilhelm Egger, il sindaco di Bolzano dott. Luigi Spagnolli. Nello
stesso periodo scrive per vari blog e siti internet giovanili e
periodici.
Essendosi appassionato sin da subito di politica ed essendosi avvicinato
alle idee e agli ideali del partito del Presidente Berlusconi, Forza
Italia, nel gennaio del 2009 entra in FI e dopo soli tre mesi nasce il
PdL, ora è militante del Popolo della Libertà. Si impegna ora per
contribuire alla crescita del Partito e soprattutto del movimento
giovanile e studentesco locale finchè nel dicembre 2009 il presidente
nazionale di Alternativa Studentesca, Basini, lo nomina presidente
provinciale della stessa associazione. Nei mesi successivi contribuisce
assieme ad altri giovani alla crescita del movimento giovanile del PdL,
finchè il Coordinatore nazionale dei Giovani PdL, Pasquali, lo nomina
Coordinatore provinciale di Giovane Italia – Giovani PdL. Dal luglio
2009; attualmente interviene assiduamente sui quotidiani locali: ALTO
ADIGE, CORRIERE DELL’ALTO ADIGE e TRENTINO. Ha sostenuto l’On.
Biancofiore nella campagna elettorale delle EUROPEE del maggio 2009, il
centro-destra con Oberrauch candidato sindaco a Bolzano e i candidati
consiglieri On. Biancofiore, Cons.prov. Urzì, Frizziero e Giovannetti
assieme al movimento giovanile, mentre a Laives ha sostenuto Christian
Bianchi sindaco PdL e i candidati consiglieri Inguscio, Borin e Gavoni,
sempre assime al movimento giovanile. E’ inoltre impegnato per la causa
della liberazione di Cuba dal castrismo-comunista e trai primi firmatari
della lettera recapitata all’ambasciata cubana in Italia indirizzata a
Fidel Castro con cui si chiedono maggiori diritti e la liberazione dei
prigionieri politici cubani, per questo è stato citato più volte anche
dai media nazionali (Rai Radio 1, Zapping etc.) Esce assiduamete sulle
agenzie di stampa nazionali sul tema scuola.
Scrivimi: alebert94@yahoo.it
E voi scrivetegli!
I commenti: su 294 commenti inviati, solo sette sono stati pubblicati, come si può dedurre da questo URL:
http://berlusconialquirinale.org/info/comment-page-1/#comment-294
Eccoli: sono splendidi, non perdeteveli (il mio non c'è... che peccato!)
(Credits: grazie a JeSuis Stephanie per avermi segnalato questa minchiata suprema!)
Scritto il 11 aprile 2013 alle 11:55 nella Berlusconi, Impresentabili | Permalink | Commenti (27)
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In una intervista di qualche giorno fa, Burlesquoni aveva proposto per il Colle due nomi di tutto rispetto: il pregiudicato Silvio Berlusconi, o la sua badante Gianni Letta. Senza vergogna... Credo che Napolitano abbia forzato questo "incontro" fra Bersani e Berlusconi, che otterrà l'unico risultato di indebolire ulteriormente l'immagine di Bersani, e consentirà ai grillacei di gridare all'inciucio. Niente inciuci. Chi ha vinto distribuisce le carte, chi ha perso salta un turno.
Caro Burlesquoni, non c'è alcunchè da trattare. Lo "spoil system" lo avete inventato voi, nel '94, quando per la prima volta nella storia della Repubblica vi siete presi la Presidenza di Camera e Senato, coi grandissimi statisti Pivetti & Scognamiglio, ricorda?. E non vi siete presi il Quirinale solo perchè non era in scadenza, altrimenti avreste preso anche quello.
Esattamente come vi siete impadroniti, manu militari, delle commissioni di controllo, che storicamente ed ovviamente erano sempre state, per definiziobe, appannaggio delle opposizioni. Perchè una commissione deve controllare l'operato dell'esecutivo. Se è nominata dall'esecutivo, è solo una barzelletta.
Quindi Bersani non molli NIENTE. In calce, il grafico che illustra come, con l'arrivo di Berlusconi al governo, sia stato immediatamente attuato lo spoil system. Anche se in seguito hanno attribuito Scalfaro alla sinistra, Scalfaro è sempre stato un autorevole rappresentante della DC. E comunque lo hanno trovato li, e nonostante tutti i loro lodevoli sforzi, non sono riusviti a cacciarlo. Quindi il primo governo della c.d. "seconda repubblica", ha preso TUTTO. Perchè Forza Italia è nata come ricettacolo degli spariti DC e PSI:
Come si vede dal grafico in alto, nella prima repubblica una camera era in mano al PCI (Iotti, Napolitano... altra statura rispetto alla neo-metallara Irene Pivetti...) e il Senato era presieduto da un rappresentante del pentapartito al governo.
Con la seconda Repubblica, Forza Italia ha inaugurato il sistema di prendersi tutto. Dall'impresentabile accoppiata Pivetti/Scognamiglio, alla coppia Casini/Pera, all'oscena accoppiata Fini/Schifani.
Ache noi, a posteriori, abbiamo adottato lo stesso sistema (...accà nisciuno è fesso...) ma almeno abbiamo avuto la decenza di affiancare a presidenti della Camera di sinistra (Violante, Bertinotti), i post-democristianoni Mancino e Marini.
Ora, per piacere, Berlusconi faccia un giro a piedi, o si assuma la responsabilità di giostrare per andare di nuovo al voto col porcellum. In fondo, quella che adesso Berluska definisce una legge oscena, Forza Italia l'ha voluta con tutte le sue forze. Qualcuno ricorda i trafelati dibattiti sul porcellum che hanno portato alla sua approvazione il giorno dell'anti-vigilia di Natale 2005?
Tafanus
Scritto il 09 aprile 2013 alle 19:27 nella Berlusconi, Bersani, Politica | Permalink | Commenti (1)
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"Se la situazione di stallo continua - aggiunge - azzarderei la scelta di fare le commissioni. Da questo punto di vista, do perfino ragione al Movimento 5 Stelle". Quanto al prossimo capo dello Stato, il senatore democratico osserva: "Deve essere uno che ci mette la faccia, che vada anche a prendersi i fischi, che cerchi di rinsaldare il rapporto tra cittadini e istituzioni, uno che rispetti le leggi e che non si presenti come un accordo di Palazzo. Se il Pdl è d'accordo con un identikit di questo tipo, benissimo, ma rifiuto l'idea che sul Presidente della Repubblica si faccia una pastetta". Infine, un giudizio sui possibili candidati: "A me piace la Bonino e mi piace anche Rodotà".
Quella di Mineo non è l'unica dichiarazione sopra le righe in arrivo dal Pd. In in partito che pare sempre più in preda a convulsioni e scontri sotterranei, Roberto Reggi, fedelissimo di Matteo Renzi, sostiene oggi in un'intervista al Quotidiano Nazionale che "Berlusconi e Bersani hanno paura del rinnovamento e in questo senso discutono anche di un possibile governo per sbarrare la strada a Matteo Renzi e "non solo a lui. Tra Pd e Pdl, mi pare che l'unica logica sia quella di trovare un presidente della Repubblica che consenta a Berlusconi di evitare i processi e a Bersani di formare un governo" (Fonte: Repubblica.it)
Questo post potrebbe intitolarsi: "Riuscirà Napolitano a rovinare in
sei mesi l'immagine di se che ha costruito in sei anni e mezzo?"
Come è
noto, ho spesso difeso Napolitano da attacchi che ho trovato
strumentali (ad esempio, di persone che pretendevano da Napolitano cose
che non rientrano fra i poteri costituzionale del Presidente). E non gli
sarò - non gli saremo - mai abbastanza grati di averci liberato del
nano pittato prima della scadenza, e senza passare per un esplicito voto
di sfiducia.
Io, come tanti, ho apprezzato la scelta di Monti per la guida del governo in uno scorcio di legislatura caratterizzato dal rischio concreto di fare la fine della Grecia, e ho tollerato persino provvedimenti economici durissimi, ma forse necessitati, nel novembre 2011.
Trascorsa la fase dell'emergenza, nessuno è riuscito ad avvistare né la fase dell'equità, né quella dell'impulso alla crescita. Dopo i primi due mesi di governo, Monti ha iniziato - se non con la complicità, con la tolleranza di Napolitano - una lunga fase di galleggiamento che, come avremmo gradualmente scoperto in seguito, è stata usata da Monti per la più oscena delle operazioni: la preparazione della sua "salita in politica", fatta sfruttando la visibilità che aveva conquistato come Cincinnato Salvatore Della Patria.
Tutti ricordiamo ancora il rapidissimo passaggio dalla fase "non si può toccare niente, se togliamo l'IMU poi dobbiamo rimetterla raddoppiata", alla visione delle "lucine in fondo al tunnel" (che nessuna istituzione economica vedeva), funzionale alla "salita in campo" che ovviamente innescava la gara delle promesse (a chi le spara più grosse). La gara del Prosciutto Rovagnati. Chi ne offre di più?
E' noto il malumore e la contrarietà di Napolitano all'annuncio ufficiale della "salita in campo". Ma in certi casi una educata contrarietà non basta. Bene avrebbe fatto Napolitano a spiegare a muso duro a Monti che lui aveva dato l'incarico (e di fatto operato da "King Maker") a Monti-Cincinnato. Monti del gruppo Monti-Casini-Fini-Montezemolo era altra cosa, che non aveva più niente di istituzionale, né di super partes. Napolitano non aveva i poteri di mandare a casa un primo ministro "fiduciato" dal Parlamento, ma avrebbe avuto gli strumenti (la c.d. moral suasion) per imporre a Monti, con le buone o con le cattive, un comportamento all'interno del perimetro della decenza.
Avrebbe potuto chiederglielo a muso duro nelle segrete stanze, anche minacciando il ricorso a un devastante "messaggio alle Camere", così come avrebbe potuto suggerire discretamente a Bersani di chiedere una verifica della fiducia in Parlamento.
Napolitano non lo ha fatto, semplicemente perchè sfiduciare Monti avrebbe significato sfiduciare se stesso e le sue proprie scelte. E non lo ha fatto perchè ha sempre sopravvalutato i poteri salvifici di Monti in termini di rapporti con la BCE, l'Europa, e i mitici mercati. E la prova della sopravvalutazione di Monti Salvavita la si è avuta all'inizio degli scrutini, quando - seppur per poche ore - gli exit-polls davano il centro-sinistra largamente vincente sia alla Camera che al Senato, e lo spread premiava il komunista Bersani precipitando a quota 250 (quota che il salvifico Monti non aveva mai avvistato, neanche col cannocchiale).
Ha ragione Mineo. Dare un incarico condizionato alla matematica certezza preventiva di avere una maggioranza sia alla Camera che al Senato, è stata una presa per il culo. Napolitano sapeva benissimo che Bersani non avrebbe mai avuto il consenso preventivo alla fiducia di Grillo al Senato, così come sapeva che proporre al PD di suicidarsi facendo un nuovo governo di larghe intese col pregiudicato Berlusconi sarebbe stato un autogoal che il PD avrebbe respinto.
L'unica ipotesi ragionevole era quella di Bersani: un governo senza maggioranza precostituita, che sarebbe andato in Senato a chiedere la fiducia su un "programma che non si poteva rifiutare". Forse l'avrebbe ottenuta, più probabilmente no. Ma in tal caso avrebbe denudato i partiti dei cazzari e dei pregiudicati, costringendoli ad assumersi agli occhi dell'opinione pubblica TUTTA la colpa di aver impedito di fare le riforme possibili.
Al termine - de factu - del tentativo di Bersani, Napolitano ha scelto la strada peggiore: quella di tenere in vita, con le flebo, il governo Monti (che, ricordiamolo, di fatto non è stato MAI formalmente sfiduciato, e quindi può muoversi ben oltre l'ordinaria amministrazione). Ha prodotto l'oscena invenzione dei Dieci Grandi Saggi che - come tutti sanno, ma solo Onida ha sempre detto, a microfoni spenti e a microfoni aperti, è un placebo per tirare fino al 18 aprile, giorno in cui inizieranno le votazioni per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica.
Napolitano avrebbe ottenuto lo stesso scopo (passare la patata bollente al successore) dimettendosi in anticipo, ed interrompendo i vincoli istituzionali da "semestre bianco". Invece ha scelto la strada di tenere ancora in vita questa pagliacciata di Governo Monti post "salita in campo", facendo perdere al paese altre settimane.
Conosco l'obiezione: non si può tornare al voto con questa legge elettorale. Verissimo. Ma allora non bisognava inventarsi i Dieci Saggi (fra i quali, non dimentichiamolo, siedono anche tali Giorgetti e Quagliariello... absit iniuria verbis...). Molto più utilmente - e realisticamente - avrebbe potuto chiedere a tre costituzionalisti autorevoli e di chiara fama di produrre in una settimana una proposta di legge elettorale da sottoporre alle aule.
O, ancor più facilmente, avrebbe potuto convocare coloro che gridano "al voto, al voto!", e spiegare che se avessero fatto la cosa non perfetta ma più rapida e più semplice (la cancellazione della legge-porcata, che avrebbe condotto quasi automaticamente al ritorno obbligato al Mattarellum, non bello ma neanche puzzolente), lui avrebbe sciolto le camere e indetto nuove elezioni un minuto dopo. Non lo ha fatto.
Non lo ha fatto, perchè sospetto che, sopravvalutando l'effetto da elisir si lunga vita di uno squalificato Monti sui mitici Mercati e sull'Europa, sta di fatto manovrando per obbligare le forze politiche al altri lunghi mesi di galleggiamento, guidate da un tizio che ricomincerebbe a galleggiare senza avere più neanche quell'autorevolezza che aveva nel novembre del 2011: un figlioccio di Casini, a sua volta figlioccio di Forlani.
Caro Napolitano, uma brutta uscita di scena, che lei avrebbe potuto risparmiare a noi, ma anche a se stesso.
P.S.: Sulla proposta del nome di Emma Bonino (co che mi farò altri nemici) non sono assolutamente d'accordo con Mineo. E nel mio disaccordo non c'è alcuna preclusione di genere. Niente contro le donne. Infatti alle passate elezioni presidenzialio ho tifato sia per Finocchiaro che per Tina Anselmi. Entrambe donne, e nessuna preclusione partitica: una ex PCI, ma anche una ex DC.
Certo, anche a me piacerebbe, per una volta, una donna al Quirinale. Ed ho persino il mio consiglio per gli acquisti, appena sussurrato: una donna di grande cultura politica, e di indiscussa statura morale: Barbara Spinelli.
Il problema che mi spinge a dire NO a Bonino è il fatto che è una stimabile leader politica, ha fatto bene in Europa, ma è tutto tranne che un probabile "presidente di tutti". Bonino non ha mai respirato senza prima chiedere il permesso a Pannella. E Pannella è uno dei più faziosi personaggi che abbiano calcato le scene della politica. Niente a che vedere col profilo di un "Presidente di tutti".
Inoltre, non ho mai perdonato all'accoppiata Pannella/Bonino la colpa di aver trattato gli italiani (che peraltro se lo meritano) da incolti analfabeti istituzionali, per aver varato una costosissima campagna TV (Emma Bonino for President). Una campagna "consumer", costata otto miliardi di lire. Un imbroglio, perchè non sono le casalinghe di Voghera che eleggono il Presidente della Repubblica, come è noto.
Una campagna surrettizia a favore del partito radicale, veicolata truffaldinamente come una campagna per "Emma Presidente". Il Partito Radicale con quegli otto miliardi di lire ha di fatto comprato un 8% di menti fragili, ha raccattato qualche posto in parlamento, per coprire i debiti ha dovuto vendere le preziose frequenze di Radio Radicale Due. L'effetto è durato una legislatura. Alla successiva tornata elettorale, i radicali sono tornati al loro fisiologico livello dello zerovirgola. Un affare fantastico.
Tafanus
Scritto il 08 aprile 2013 alle 15:16 nella Berlusconi, Bersani, Grillo, Impresentabili, Monti, Napolitano, Politica, Renzi, Tafanus | Permalink | Commenti (26)
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Ruby Mubarack Rubacuori, la Vittima
I Tg di giovedì 4 aprile - L’appuntamento dato ai giornalisti sulla scalinata del Tribunale di Milano ha fatto di Ruby ex-Rubacuori la star della serata dell’informazione. Tutti i Tg hanno riproposto almeno in parte il suo “sfogo”, apparso per altro scritto da mano giuridicamente sapiente. Esulando dal rispetto che ogni persona merita quando esprime proprie posizioni e/o versioni di fatti comunque inquietanti e tenendo conto che comunque si tratta di una giovanissima donna che all’epoca dei fatti era ancora minorenne, quello che non meraviglia, ma che fa il sangue amaro, è la strumentalizzazione che i Tg Mediaset hanno fatto della giornata milanese di Ruby. Per Tg 4 non basta lo spazio di un ampio servizio, ed ecco a seguire lo “speciale” dove le parti della difesa di Berlusconi e quelle dei giornalisti si sovrappongono integralmente. Ruby, così, diventa “santa subito” non per aver difeso la sua reputazione di ragazza difficile, ma per aver affermato l’innocenza di Berlusconi. Una bellissima pagina di giornalismo che, come spesso capita, anche in questo caso sottomette le persone concrete, in carne ed ossa, con dolori reali, limiti e virtù, alle convenienze dei soliti noti.L’altra star di serata è stato il sindaco di Firenze Matteo Renzi, “titolato” da tutti i Tg ed interpretato in salsa centrodestra da Tg 5 e Tg 4 in relazione alle due dichiarazioni delle ultime ore nell’intervista al Corriere della Sera. Lunga intervista “esclusiva “ su Tg 1. Ma quale che sia il giudizio sulle recenti posizioni di Renzi, ritenute dure, offensive e non condivisibili dalla maggioranza bersaniana, una cosa è certa: la strumentalizzazione che ne ha fatto il centrodestra, anche attraverso i titoli e i servizi su Tg 4 e Tg 5, è patetica. Anche Renzi, a suo modo, per la Gelmini (su Tg 3) appare un credibile candidato se non alla santità, alla beatitudine.
Buono il servizio del Tg 1 sulle tensioni in casa Cinque Stelle, riprese per altro un po’ da tutti. Nel pilota automatico che guida la linea editoriale di Tg 5 qualcosa stasera non ha funzionato: involontariamente, infatti, parlando del “dissidente” del giorno Currò, il Tg di Clemente Mimun ha avvalorato la tesi della possibile frana a vantaggio del “nemico” Bersani.
La Zanzara esprime un giornalismo che all’esame da professionista – per quello che vale – sarebbe doverosamente bocciato. Ma quando la voce del giornalista diventa quella dell’imitatore, accade che la gente – anche vip – ci caschi. Le impressioni cuore in mano di un reale Valerio Onida confessate ad una falsa Margherita Hack sulla funzione dilatoria della doppia commissione dei “facilitatori” motivano le scuse dell’ex Presidente della massima Corte e – forse, forse – l’invidia di qualche noto cabarettista televisivo.
Lorenzo Coletta
Dati Auditel dei Tg di mercoledì 3 aprile 2013
Tg1 – ore 13:30 4.163.000, 23,24% ore 20:00 5.747.000, 23,01%.
Tg2 – ore 13:00 2.861.000, 17,49% ore 20:30 2.409.000, 8,85%.
Tg3 – ore 14:30 2.291.000, 13,97% ore 19:00 2.388.000, 13,94%.
Tg5 – ore 13:00 3.212.000, 19,58% ore 20:00 4.605.000, 18,42%.
Studio Aperto – ore 12:25 2.223.000, 16,99% ore 18:30 875.000, 6,46%.
Tg4 – ore 14:00 766.000, 4,36% ore 18:55 1.019.000, 5,99%.
Tg La7 – ore 13:30 936.000, 5,21% ore 20:00 1.911.000, 7,63%.
Fonte: www.tvblog.it
su Osservatorio Tg - Autore: Ecosistema Informazione - 2013-04-04
Scritto il 06 aprile 2013 alle 17:55 nella Berlusconi, Criminalità dei politici, Fronte del Porco, Giustizia, Gossip, Grillo, Impresentabili, Media , Politica, Renzi, Società e costume, Tafanus | Permalink | Commenti (6)
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