...e perchè no? visto che non c'è più il Partito Fascista...
Vero o falso? o "falso ma verosimile"? In fondo, cosa ci sarebbe di strano? Da una che ha fatto la riforma "Exodus", possiamo aspettarci di tutto. Tafanus
ATTENZIONE! Questo è un blog dedicato alla politica pornografica, o alla pornografia politica! Aprire con cautela!

...e perchè no? visto che non c'è più il Partito Fascista...
Vero o falso? o "falso ma verosimile"? In fondo, cosa ci sarebbe di strano? Da una che ha fatto la riforma "Exodus", possiamo aspettarci di tutto. Tafanus
Scritto il 03 aprile 2013 alle 15:23 nella Berlusconi, Monti, Politica, Satira, Tafanus | Permalink | Commenti (14)
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Intervistato da un giornalista di Ballarò, il neo eletto Paolo Bernini rivela il complotto: "I microchip nel corpo umano servono per il controllo della popolazione" (fonte: Libero)
"Un microchip sotto la pelle per controllarci nella vita di tutti i giorni". Il neo deputato grillino Paolo Bernini è preoccupato. Lui vede complotti ovunque. Ormai lui ha paura di tutto. La sua visione del mondo è dettata dal Movimento Cinque Stelle. E durante un video mandato in onda a Ballarò, Bernini spiega la sua visione del mondo: "Il movimento mi ha fatto vedere il mondo in modo completamente diverso. I media non fanno solo informazione ma dirigono anche le scelte”. Il popolo secondo Bernini è manovrato dai fili di un potere alto:
“Ci sono tre capitoli: religione, Undici settembre e massoneria”, e poi arriva il piatto forte: "Non so se lo sapete ma in America hanno già iniziato a mettere i microchip nel corpo umano per registrare, per mettere i soldi, per il controllo della popolazione ”. Bernini è preoccupato perché le persone “non sanno a cosa vanno incontro lasciandosi impiantare il microchip” e afferma: “Con internet queste verità stanno venendo fuori e noi andremo a portare la voce dei cittadini”. Ormai siamo spiati da tutto e da tutti. Parola di onorevole grillino.
Speriamo porti in parlamento una proposta di legge per abbassare il costo del tagliando per il microchip che portiamo sotto pelle. Costa troppo...
Questa uscita di uno che da oggi guadagnerà a spese mie 14.000 euri al mese avrebbe dovuto farmi incazzare. E invece, lo confesso, mi ha procurato un momento di irrefrenabile ilarità. Perchè se questi sono i cazzoni che vogliono "fare la rivoluzione", siamo messi abbastanza bene. Basta non accettare caramelle microchip dagli sconosciuti.
Ma - lo confesso - c'è anche un personale motivo egoistico, dietro la mia euforia. Il tizio mi ha ringiovanito di alcuni decenni, e mi ha riportato nella Milano degli anni '70. Una boccata di gioventù.
Lavoravo in centro, in via Cusani (Largo Cairoli), e quando il tempo era bello mangiavo qualcosa coi miei amici nel dehors di un baretto. Puntuale come la cometa, ogni giorno passava LUI. Il Mitico C.T. Era uno svitato simpatico, che girava con un carrettino a pedali. Aveva eletto a sua zona di operazioni il triangolo "Cordusio-Cairoli-Cadorna". Portava a spasso sul suo triclico due enormi cartelli. Due versioni della stessa "teoria del complotto".
Uno dei due (nella foto) recitava:
Carlo Torrighelli, in arte CT, il guru milanese di Parco Sempione che predicava contro l’operato della religione è tornato alla ribalta grazie al remix dei suoi slogan realizzato da Vittorio Merlo. La chiesa uccide con l’onda è infatti diventata una sorta di cult della rete.
Un clamore che oggi ha ricordato a Flavia Alman che nel lontano 1973 aveva realizzato come operatrice video una bella intervista a CT che è stata resa disponibile in rete. Nove minuti in cui Torrighelli racconta le sue lotte contro le onde invisibili, una piccola perla di memoria milanese (FONTE)
Noi, in fondo, al mitico C.T. dobbiamo molto. E' il padre putativo di tanti nostri giornalisti "di vaglia" (in che senso, scusi?)... da Giulietto Chiesa a Claudio Messora, a Formigli, agli "insiders" delle scie chimiche e delle scie sismiche (anche questi "uccidevano coll'onda"). Ora, finalmente, anche il Mò Vi Mento a 5 Palle ha il suo complottista ufficiale, l'uomo dei microchips.
Benvenuto nel mondo dell'intelligenza (artificiale) a Paolo Bernini. Tafanus
Scritto il 06 marzo 2013 alle 11:46 nella Grillo, Impresentabili, Politica, Satira, Tafanus | Permalink | Commenti (47)
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La Prima Bolla Imperiale avrebbe aumentato la quota di raccolta fiscale da tenere in loco al 75% delle entrate. Ma anche se non l'hanno detto chiaramente, era già negli accordi che l'Euro sarebbe stato sostituito dalla più antica Palanca. Ogni Patano avrebbe avuto il diritto di stabilire da solo il proprio livello di tassazione (d'altronde c'era un illustre precedente: da anni il Papi Nobile ha deciso che per "diritto naturale" (?) ogni bravo cittadino può evadere tutte le imposte che superino il 33,3 periodico di imposizione).
Avrebbero anche ufficializzato che la Sede Imperiale sarebbe stata istituita a Monza, dove già i Patani dispongono di una bellissima sede (temporaneamente inutilizzata) di tre locali e cesso, in piena Reggia di Monza. Unico neo: i mobili in truciolato massello fatti arrivare da Catania (Africa).
Era anche definito che ogni Patano avrebbe avuto diritto ad un prosciutto Rovagnati al mese, una carta ricaricabile (la Patan Card) con 1000 Palanche a settimana, e il diritto naturale a sparare ad immigrati, zingari, meridionali e froci. C'è anche da perfezionare il capitolo "più figa per tutti", ma si tratta solo si mettere a punto qualche dettaglio. Ad esempio: un Patano di pura razza Patana può accoppiarsi con una somala, o con una filippina, o una napoletana? Bel problema... specie per il fidanzato di una napoletana...
Ma i Patani a volte fanno le pentole, ma si dimenticano di costruire gli appositi coperchi. Nella fattispecie, man mano che evaporavano i fumi del metanolo che li aveva sorretti durante la "Settimana Costituente", si sono accorti che mancavano alla costituzione dell'Impero due tasselli fondamentali:
Capita anche ai Migliori: trovare in un fiat l'accordo sul colore della carta da parati, e poi andare a sbattere su dettagli come quello del consenso (non scontato) dei servi della gleba, e della scelta dell'Imperatore. Di fatto, mentre i due ubbriaconi (in senso metaforico, per carità...) disegnavano le linee-guida dell'Impero, ognuno dei due aveva in mente di giocarsi, al tavolo del Monòpoli, il proprio Candidato Imperatore, sicuro che l'altro avrebbe accettato senza battere ciglio.
Ma c'è un piccolo problema... Ognuno dei due ubbriaconi aveva un diverso Imperatore di Riferimento. Ecco come i malevoli fogli clandestini che ancora (ma solo per poco) circolano nell'Impero, descrivevano la situazione (uno per tutti, il ciclostilato che - nonostante la decisione già presa di costituire l'Impero, continua provocatoriamente a definirsi Repubblica) :
Maroni: "Stimo Alfano, ma meglio Tremonti" - Berlusconi lo boccia: "Giulio non fa squadra"
Il segretario della Lega commenta l'accordo con il Pdl in una conferenza stampa. "Dopo le elezioni daremo il via all'euroregione del Nord" con Piemonte, Lombardia e Veneto allineate sotto la guida del Carroccio. Battibecco a distanza con l'alleato sulla guida di Palazzo Chigi
Berlusconi annuncia: "C'è accordo con la Lega. Forse Alfano premier, io ministro dell'Economia". L'alleanza con il Pdl è cosa fatta. Ma per farla digerire a militanti e colonnelli Maroni insiste sulla necessità di far di tutto per vincere in Lombardia. E si gioca tutto sull'escamotage di Silvio non candidato premier, ma solo capo della coalizione. "Silvio Berlusconi ha suggerito come possibile candidato premier Angelino Alfano, persona che stimo e con cui ho lavorato, non mi dispiace. Io mi permetto di indicare un'altra candidatura che è quella del ministro Giulio Tremonti". Così il segretario del Carroccio in conferenza stampa nella sede del partito in via Bellerio a Milano. Ipotesi che provoca subito la reazione stizzita del Cavaliere, a dare già il passo di un'intesa che si preannuncia tutt'altro che serena.
Il leader del Carroccio ribadisce ancora una volta il ritiro della candidatura del Cavaliere, una delle condizioni su cui si regge l'accordo con il Pdl. "E' un fatto rilevante - dice Maroni - voglio esprimere la soddisfazione e la riconoscenza per questo gesto di Berlusconi. Non c'è il candidato premier, verrà indicato congiuntamente dalle due forze politiche se vinceremo le elezioni" (...avete capito bene. I Sudditi saranno chiamati a votare senza sapere per chi. L'Imperatore sarà nominato "di comune accordo" - che per ora latita - DOPO aver vinto le elezioni. De minimis non curat praetor... NdR)
In serata, a Telelombardia, l'ex premier descrive Tremonti come "persona particolare, molto intelligente ma difficile. Come ministro dell'Economia in Italia ce ne è uno solo migliore di lui: il sottoscritto". Tuttavia, nella veste di premier Berlusconi non vede bene Tremonti: "gli manca il talento di tenere unito il gruppo. Dopo poco che ci parli, capisci che Tremonti pensa: 'lui è un cretino e io sono intelligente', questo non fa fare squadra". Dunque, tra Tremonti ed Alfano "meglio Alfano". E in un rimpallo televisivo ad alto tasso di asprezza, Tremonti da Piazzapulita rintuzza il Cavaliere: "Lui all'Economia? E' ministero molto complicato, lo vedrei allo Sviluppo: potrebbe dimostrare le sue effettive capacità di imprenditore".
L'Euroregione del Nord. L'alleanza con il Pdl è necessaria per vincere in Lombardia e realizzare il nuovo sogno del Carroccio, l'Euroregione del Nord, con Piemonte, Lombardia e Veneto allineate sotto la guida leghista. "Creeremo una macroregione - spiega Maroni - dove il 75% delle tasse sarà trattenuto in modo che le amministrazioni regionali le possano restituire ai loro cittadini sotto forma di servizi. La prima cosa che faremo è abolire l'Irap. E poi c'è da intervenire "sull'Imu, abolire il bollo auto, completare il collegamento con Malpensa" (...Maroni non lo ha detto per pudore, non ha voluto anticipare anche i progetti di abolire l'IVA, l'IRPEF, i pedaggi autostradali, il prosciutto Rovagnati e il tema esistenziale di "più figa per tutti". Le buone notizie devono essere centellinate. NdR)
Maroni sicuro di vincere. "Non temo nessuno", continua Maroni a proposito delle elezioni regionali. "Albertini è destinato a un modesto piazzamento, ricordo che qualche settimana fa disse "se Maroni vince gli regalerò una Ferrari", gli dico di prenotarla. Non temo né lui né Ambrosoli dei due perché sono sicuro di vincere".
"Io sono io, e voi con siete un cazzo (e non rompetemi i maroni)"
(dalla tragicommedia "Il Marchese di Varese")
Scritto il 08 gennaio 2013 alle 14:31 nella Berlusconi, Cultura, Fronte del Porco, Impresentabili, Politica, Satira, Tafanus | Permalink | Commenti (10)
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Oggi sono sinceramente grato al sito di Camila Giorgi (lo dico senza ironia) perchè mi ha regalato momenti di autentica ilarità. Dunque, sono entrato nel sito, per passare in rivista la quotidiana rassegna-stampa degli insulti dei soliti noti (che colleziono con amore, come medaglie al valore), e sul penultimo post del sito ho trovato un nuovo adepto. Suonatore di vuvuzelas? PEGGIO! Un madrigalista da bigliettini dei Baci Perugina. Una cosa di una sdolcinatezza da estratto di vaniglia. Più che un messaggio dolce, un messaggio dolciastro.
Non ho niente contro i madrigalisti alla vaniglia. Ognuno, in fondo, ha il diritto di scegliere in che modo rendersi ridicolo. Ma vediamo il commento di questo nuovo commentatore alla vaniglia:
Alex
PRIMO PERUGINA:
Adelaide.. hai il sole negli occhi. I riflessi dei colori nei paesaggi,
umidi di pioggia, di Neruda. La raffinatezza di Baudelaire.
L'astrattezza colorata di Verlaine. La luna, tempestosa e romantica, di
Shelley.. Non mi sono riferito, casualmente, ad alcuni dei miei poeti
preferiti, perchè tu sei la più pura, essenziale, sensuale
sequenza di poesia, che sia mai stata concepita.
SECONDO PERUGINA:
con ogni tua foto, sei stata capace di regalarmi un'emozione diversa..
un'emozione, vera, viva.. e poi hai il più bel taglio di occhi e
lineamneti del viso, che abbia mai visto..:) Adelaide.. semplicemente
splendida!
Alex
ps adoro il tuo look.. sei una ragazza veramente glam (3 anni fa)
Ma non è finita, perchè lo stesso bigliettino Perugina (nella prima versione) lo manda alla escort Milena Cavalli ...
Ora noi, che siamo stronzi ma
generosi, vorremmo indire una colletta, affinchè Alex possa comprare una
nuova scatola di Baci Perugina, e rinnovare la biblioteca dei suoi
madrigali (oltretutto i Baci Perugina di tre anni fa saranno anche
scaduti, no?) Insisti, Alex... vedrai che prima o poi qualcuna
abbocca... Tafanus
Scritto il 03 gennaio 2013 alle 18:11 nella Satira, Tafanus, Tennis | Permalink | Commenti (5)
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Si parva licet, ma per completare il poco incoraggiante elenco, occorre riconoscere che dopo alcune storiche nuotate nel golfo di Taranto, con il debito accompagnamento sonoro che nel format della sua tv Antenna 6 alternava "Momenti di gloria" alla Cavalcata delle valchirie, nel 2009 Giancarlo Cito è riuscito ad attraversare lo Stretto di Messina. Come spesso capita in questi casi, non è facilissimo ricostruire le ragioni di questa impresa, mentre al contrario resta impressa nella memoria la scritta della maglietta che l'ex sindaco di Taranto indossava al momento di annunciarla: "In culo alla balena" - e così fu.
Quanto a Grillo, domani suoi proseliti calabresi lo accompagneranno a Cannitello e accoliti siciliani lo accoglieranno, dopo tre orette, a Punta Faro di Messina. Nel corridoio marino in cui è prevista la traversata ci sarà, come sempre accade, una barca d'appoggio, più vari ed eventuali natanti destinati a ospitare ulteriori seguaci, fotografi e telecamere.
Una volta sull'isola, sperabilmente non nello stesso giorno, il tribuno-nuotatore abbandonerà cuffia, occhialetti, muta e si farà podista: e allora il programma elettorale prevede che egli comincerà a correre in compagnia "come Forrest Gump", ha già notificato a chi volesse raggiungerlo su quelle strade. E dunque, anche all'insegna della grande fiction, tra acqua e terra, schizzi e polvere, bracciate e sudore, il marketing del corpo del leader pianta dietro di sé un'altra pietra miliare.
Nel vuoto di ideali e nel deserto di speranze e progetti, la carne si mette in mostra come estrema risorsa per un consenso elementare, ma fino a un certo punto. E suonerà pure eccessivo, ma nella traversata elettorale grillina, come in tante altre prestazioni, rischia di avversarsi ciò che diceva Nietzsche: "C'è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza".
Scritto il 09 ottobre 2012 alle 12:38 nella Grillo, Politica, Satira | Permalink | Commenti (34)
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Scritto il 11 agosto 2012 alle 00:36 nella Off Topics, Politica, Satira | Permalink | Commenti (3)
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Tutti in rete! tutti in rete! magari senza sapere come usarla, e cosa farne! Sentivamo un bisogno lancinante della nascita di una nuova "minchiata 2.0", dopo quelle di Renzi & Civati, di Grillo, e di tanti altri che ormai appiccicano un "2.0" persino alle brioches che comprano al mattino. Voglio una vita spericolata. Una vita 2.0
La notizia ce la da il Fatto Quoridiano, che a sua volta ha una edizione 2.0, curata da Peter Gomez 2.0. E tutti questi due punto zero mi ricordano l'era felice della quotazione in borsa di "qualsiasicosa-dot-com", di cui ancora oggi paghiamo prezzi salati (pedaggio alla bolla internet). Ecco come riporta l'ideona di Maroni il Fatto Quotidiano:
Il profilo sul sito di microblogging inaugurato con l’hashtag #primailnord è stato salutato dall'ex ministro dell'Interno con un post sulla sua pagina Facebook: “Poteva mancare alla squadra un profilo su Twitter? Grazie ragazzi: siete forti! Prima il Nord”

La Lega 2.0 sbarca anche su Twitter (@LegaNordPDN). A darne notizia è stato il segretario del Carroccio Roberto Maroni, che nella giornata di ieri ha lanciato una serie si iniziative che puntano ad accrescere l’appeal della Lega sulla rete. Il profilo Twitter, inaugurato con l’hashtag #primailnord, è stato salutato da Maroni con un post sulla sua pagina Facebook:
“Poteva mancare alla squadra un profilo su Twitter? Grazie ragazzi: siete forti! Prima il Nord”. In un giorno ha raccolto poco più di un centinaio di followers, pubblicando una ventina di tweet. Non propriamente un inizio con il botto, ma certamente dimostra la volontà di esserci in tutta la galassia social. Maroni infatti non si è limitato a cinguettare, ieri ha anche lanciato il profilo di Google+, sempre tramite la sua celebre finestra sul web ha scritto: “Senza tregua!! Anche su Google+…” (...caspita! persino su Google+!)
Ma non è tutto. L’operazione compiuta ieri dalla Lega assomiglia a qualcosa di simile allo sbarco in Normandia. Dopo quelli di Twitter e Google+, Maroni ha postato un altro link, dando il suo “personale benvenuto su FB alla rinnovata pagina ufficiale della Lega Nord Padania” che ha raccolto circa 650 like nella sua prima giornata di vita, salutando la nuova pagina come: “un ulteriore strumento di crescita e di dibattito per tutti coloro che credono nei nostri ideali e ne condividono il programma politico! Grazie sin d’ora a chi ha fattivamente collaborato alla sua realizzazione in così breve tempo! Prima il Nord!”. A questa va ad aggiungersi la pagina ufficiale della Lega Nord Senato: “Senza tregua – ha scritto ancora Maroni -. Dopo il profilo ufficiale della Lega Nord Padania, ancora una volta, con molto piacere vi comunico che è attiva su FB la pagina ufficiale della Lega Nord Senato”. Quest’ultima, a dirla tutta, appare molto compassata.
Accanto a queste lunga serie di pagine ufficiali, a partire proprio dal profilo di Bobo, sulla rete ce ne sono una marea tra inattive, non riconosciute o locali. L’obiettivo dichiarato della Lega di Maroni è quello di riuscire a fare una sintesi di tutto il magma digitale di pagine e profili che popolano i social network per concentrare gli sforzi, dare un indirizzo comune, condiviso e massimizzare il risultato.
Tuttavia non sarà un lavoro semplice. Su Twitter, dove lo stesso Maroni ha un account seguito da 2250 persone (@maroni_leganord), bisogna fare i conti con profili attivi da tempo, come @LegaNordPadania, fermo dal 12 giugno 2009, che conta 3120 followers e si presenta con il vecchio simbolo, quello che riporta il nome di Bossi. Una pagina che può creare confusione e che, prima o poi, qualcuno potrebbe anche pensare di riattivare. Oppure c’è @LegaNord2_0, che si presenta come “Account ufficiale Lega Nord su Twitter”, ma che, ammesso lo sia mai stato, evidentemente da ieri non lo è più. A questi si aggiungono le leghe locali, le sezioni, i personaggi, i simpatizzanti che a vario titolo parlano in nome del movimento, ciascuno esprimendo il proprio punto di vista e le proprie istanze prima ancora di quelle del movimento. Un altro profilo twitter che non viene più aggiornato da tempo è quello di Renzo Bossi (@renzobossi), fermo dal 17 gennaio con un bagaglio di 4341 followers (il doppio di Maroni!).
Su Facebook, dove Roberto Maroni è attivo dal dicembre 2011 (caspita... ce ne hanno messo, di tempo, as accorgersi dell'esistenza di facebook... NdR) con un profilo personale che ha raggiunto subito la capienza massima di contatti, le cose sono ancora più articolate e complesse. Qui i profili attribuibili alla Lega Nord, tra seri e meno seri, si sprecano. Alcuni contano una manciata di amici, altri possono vantare migliaia di adesioni e anche in questo caso non sempre c’è univocità nella scelta dell’immagine del profilo. Qualcuno preferisce gli slogan di matrice maroniana, altri espongono ancora l’effige del Senatùr o il vecchio simbolo, con il nome di Umberto Bossi. In alcuni casi si scade nel culto della persona, come la pagina “Bossi la lega che unisce”, nato il 17 gennaio ha appena 230 “mi piace” e una lunga sequela di video e immagini che ritraggono il Bossi dei tempi andati. (Il Fatto Quotidiano)
Povero Bobo! dal tamburello e dalla tastiera alle media-strategies! Deve aver orecchiato, senza capirla, l'opera di tale Marshall McLuhan, che ha teorizzato la prevalenza dei contenitori sui contenuti. La celeberrima sintesi "Il medium è il messaggio". Che non significava affatto che se scrivi una rivista su carta patinata (prendiamo un giornale a caso; "Capital"), questo diventi ipso facto più autorevole di (prendiamo un altro giornale a caso: "Cuore"), che era stampato sulla più schifosa carta riciclata reperibile in commercio. Esattamente come mandare una diretta di wrestling su RaiSport lascia la qualità e l'immagine di questo sport esattamenente dove si trovava quando a mandarla in onda era solo Tele Pantegana.
La Lega può diventare 2.0 (ma che cazzo significa), e potrà persino diventare, col tempo, 3.5, e persino 12.7.3 , ma finchè il medium ospiterà gli alti pensieri di Maroni, di Giorgetti, di Salvini, di Borghezio e di Gentilini, resterà ciò che è sempre stata: un ammasso di razzisti coi congiuntivi bisognosi di un tagliando, col motore grippato, e con la carrozzeria vecchia ed anmmaccata. Insomma, una cagata 2.0
Auguri, Bobo 2.0! Tafanus 0.0.1.
Scritto il 21 luglio 2012 alle 11:45 nella Media , Politica, Satira | Permalink | Commenti (1)
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IL PARTITO DEI CARINI - Una rete sul territorio. Mille facce nuove. Montezemolo inaugura il grillismo chic. E si prepara alla sfida elettorale. Pensando a una donna candidato premier. E tenendo per sé il ruolo di regista
(di Marco Damilano - l'Espresso)
Si riunirono per la prima volta, tra gli stucchi e gli arazzi di palazzo Colonna, il 7 ottobre 2009, la data cruciale della legislatura: quel giorno la Consulta bocciò il lodo Alfano e il governo Berlusconi cominciò la lunga corsa verso l'autodissoluzione. Muniti di braccialetto rosso con la scritta "Italia Futura" si aggiravano sotto l'affresco della battaglia di Lepanto i Malagò, i D'Urso, gli Abete, i Vanzina più altri 800 invitati. E qualcuno si lasciò scappare una perfida battuta: "È il momento giusto per fare shopping ai Parioli. Le strade saranno deserte, sono tutti qui" (...insomma, l'ennesimo "partito popolare", attento ai bisogni dei ceti meno abbienti... NdR)
A distanza di tre anni il think tank di Luca Cordero di Montezemolo non è più (solo) il circolo degli amici dei quartieri alti divisi tra il Natale a Cortina e l'estate a Sabaudia. Il Partito dei Carini, crudelmente sbeffeggiato da Maurizio Crozza, ha fatto proseliti. "Ci sono mille nomi. Selezionati in questi mesi con colloqui, incontri, individuati con un criterio: avere qualcosa a che fare con il cambiamento. Mille potenziali candidati pronti a rinunciare alle loro attività, a cambiare la loro vita e a entrare in politica quando sarà il momento", si esaltano nel quartier generale del presidente della Ferrari, in un tranquillo e borghese appartamento della Roma sabauda, a due passi dal Cupolone. Per ora sono top secret e sembra uno schema già sentito, la berlusconiana discesa in campo (...io quest'anno ho cambiato solo il PC e l'olio alla macchina... può bastare, per essere accolti mel"partito del cambiamento? NdR)
Ma gli uomini di mister Ferrari anticipano l'obiezione: "Non abbiamo Publitalia alle spalle. Non siamo il partito dei padroni: tra di noi la percentuale di imprenditori è inferiore ad altre categorie. E soprattutto non c'è l'uomo solo al comando. Montezemolo non è Berlusconi: il suo pregio è saper fare squadra" (...certo, non hanno Pubblitalia, alle spalle... solo la Fiat e mezza Confindustria. Per il resto, sono uguali uguali a noi. SAnche loro - salvo eccezioni - hanno due gambe e due braccia - NdR)
E allora vanno visti da vicino questi Mille pronti all'impresa, ora che le elezioni si avvicinano e che la macchina messa su da Montezemolo si prepara finalmente ad accendere i motori dopo un'attesa sfiancante di anni. A partire dal cambio di strategia delle ultime settimane, reso obbligatorio dal crollo del Pdl ma anche della Lega al Nord e dall'irresistibile avanzata nei sondaggi del Movimento 5 Stelle.
Beppe Grillo, chi l'avrebbe mai detto? I consiglieri di Montezemolo studiano le sue mosse, le tecniche di comunicazione e di reclutamento, non nascondono l'ammirazione e perfino la vicinanza su alcuni temi (...azz... i venerabili maestri partono dal comico bollito... Chi l'avrebbe mai detto? NdR)
Per esempio, il fascino per gli strumenti di democrazia diretta come i referendum confermativi quando si tratta di riforme istituzionali, leggi elettorali o leggi che riguardano la politica come il finanziamento pubblico, o la possibilità di revocare il mandato al parlamentare assenteista e voltagabbana, l'anglosassone istituto del recall. "Noi siamo liberali in economia, ma nelle istituzioni siamo estremisti democratici", spiega Carlo Calenda, un passato a fianco di Montezemolo come direttore dell'area Affari internazionali di Confindustria e come manager della Ferrari, oggi direttore generale di Interporto campano, presieduto da Gianni Punzo, uno dei più vicini all'ex presidente della Fiat. "Non abbiamo mai accusato Grillo di anti-politica. In una società aperta chi si candida ha ragione. E ha buoni motivi per farlo anche chi si astiene: alle regionali del 2010 siamo stati i primi a dichiarare che di fronte allo scadente cine-panettone della politica italiana i cittadini avevano il diritto di non andare a votare" (...peccato che Grillo non si sia candidato. Vero, Calenda? NdR)
Prima lezione di Grillo: fare rete. Con un ben dosato mix di territorio, gruppi locali motivati a organizzarsi per gli appuntamenti elettorali, a fare raccolta fondi, e di campagne on line (...oddio NO!... un altro partito "dot.org"!)
L'uomo incaricato di mettere su i circoli di Italia Futura è il quarantacinquenne Federico Vecchioni, già presidente di Confagricoltura, con una rete capillare di iscritti in tutta Italia. È lui a raccogliere le adesioni. Sono 3 mila i gruppi modello meet up (sic!) e 50 mila gli aderenti. A coordinarli c'è un direttivo nazionale, con un altro manager ex Confindustria e ex Ferrari, Simone Perillo, e Giacomo D'Arrigo, rappresentante degli amministratori under 35 dell'Anci.
Seconda lezione: largo alle facce nuove. Il Pdl berlusconiano vorrebbe mascherarsi da lista civica, il Pd è tentato dall'idea di affiancare al tradizionale simbolo di partito un rassemblement con esponenti della società civile. In Italia Futura si cercano i potenziali Pizzarotti, gli sconosciuti da pescare nelle realtà locali. "Portare nell'agone politico persone che ora non ci sono", traducono i montezemoliani.
Personaggi come Diego Della Valle, attivo nel backstage ma ben attento a non farsi vedere sul palcoscenico. E guai a parlare di federazioni, alleanze, destra e sinistra, tutto antiquariato da mettere alle spalle. Tra i montezemoliani con pedigree politico abbondano i delusi della rivoluzione liberale berlusconiana e i nostalgici del Pd veltroniano, vagheggiato al Lingotto e subito abortito. "I riformisti", li chiama lo storico Andrea Romano, primo direttore di Italia Futura, un passato a sinistra nella fondazione Italianieuropei di Massimo D'Alema. Come Calenda che ai Ds era iscritto nella sezione Mazzini, la stessa di Baffino.
Terza e ultima lezione imparata dal boom di Grillo: dopo il disastro berlusconiano gli elettori non ne vogliono più sapere dell'uomo della Provvidenza. È più facile far vincere una squadra di nomi interamente nuovi che portare a votare per l'ennesimo Salvatore della Patria. E dunque, sarebbe questa la novità più clamorosa, non è affatto scontato che sia Montezemolo il candidato premier di Italia Futura. Anzi: l'ex presidente della Fiat sa bene di non poter predicare l'innovazione del sistema politico e poi proporsi come guida del governo a 65 anni compiuti e con un curriculum sterminato. Meglio fare il testimonial, come Grillo con i suoi ragazzi. E sponsorizzare una figura che dimostri la carica di novità necessaria per vincere, magari una giovane donna. Come Irene Tinagli, 38 anni, docente all'Università Carlos III di Madrid, economista esperta di sviluppo, innovazione e creatività, già testata di fronte al pubblico televisivo con le sue apparizioni a "Ballarò" e a "Servizio Pubblico" (...qualcuno potrebbe spiegarmi come si diventa "esperti di creatività"? Sono imbarazzato, perchè pensavo che la creatività fosse un dono di natura, non una materia d'insegnamento...Dove posso specializzarmi in "creatività"? NdR)
Un grillismo chic, ben pettinato e molto educato. D'altra parte il Montezemolo anti-Casta del 2007, l'ultimo intervento da presidente a un'assemblea di Confindustria, fece arrabbiare i partiti ben più del Grillo del Vaffa-day, che arrivò qualche mese dopo. "Ma la nostra è una lista costruttiva e inclusiva al posto di un populismo distruttivo", distinguono in Italia Futura. Aperta a intellettuali, imprenditori ma anche ai politici di professione. I ministri del governo Monti? Tutti amici, per carità, compreso quel Corrado Passera che abbandonò il gruppo dei fondatori di Italia Futura dopo un richiamo di Giulio Tremonti, Montezemolo non l'ha dimenticato. Ma anche i tecnici appartengono già al passato. "C'è l'occasione di costruire una forza riformista che in Italia non è mai esistita, sempre travolta dai populismi di destra e di sinistra", si proietta verso il 2013 Romano. "Abbiamo l'occasione di portare al governo le eccellenze del Paese". I Mille di Luca hanno poco tempo per aspettare. Tra poco si parte. Parioli addio
...oddio...non vorrei che MontePrezzemolo usasse il termine "eccellenze" con lo stesso significato dato al termine da Roberto Formigoni in relazione alla sanità lombarda...
Tutto OK, Luca Cordero di Savoia Montezemolo Viendalmare. Ma siamo sicuri che un partito che prende a modello il "Mo' Vi Mento" di un comico bollito, qualche cascame di Confindustria e dell'UdEur di Mastella, e qualche altisonante tri-cognome, sia ciò che il Mondo si aspetta? Comunque, non creda che sia così facile. Tutte le volte che si è aggiunto un cazzaro al desco dei populisti (più o meno colti), il buffet è rimasto quello che era, e le porzioni sono diventate via via più piccole.
Poi, con calma, ci illustri il suo programma. Qualche altisonante aggettivo in meno, magari, e qualche tabella in più coi numeretti. Tafanus
Scritto il 02 giugno 2012 alle 19:28 nella Politica, Satira, Società e costume | Permalink | Commenti (0)
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Berlusconi già nominato Presidente della Repubblica: da Angelino Alfano
Scritto il 26 maggio 2012 alle 10:57 nella Berlusconi, Fronte del Porco, Satira | Permalink | Commenti (3)
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Oggi Angelino Alfano - al quale nessuno ha avuto ancora il coraggio di comunicare il raggiunto stato di coma vegetativo - ci parlerà della preannunciata Più Grande Novità Politica Degli Ultimi 150 Anni. Di che si tratta? Del ritorno al Lombardo-Veneto? al Regno delle Due Sicilie? al Ducato di Parma e Piacenza?
Niente di tutto questo! Si tratterebbe di "affiancare" al defunto PdL di Alfano-Berlusconi un Lista Civica Nazionale, guidata dal "nuovo che disavanza" Berlusconi, che si affiancherebbe al "nuovo-che riavanza" Luca Cordero di Monteprezzemolo in Fenech (classe 1947), che si affiderebbe (?) al ggiovane vecchio Matteo Renzi maritato Gori (quello che "gli altri dopo due mandati devono tornare a coltivare il campicello").
Insomma, una marmellata. I fottuti della Prima e della Seconda Repubblica già stanno mandando il curriculum all'Ufficio del Personale della Terza Repubblica (fondata a Sarego addì 22 Maggio 2012 da Giuseppe Rag. Grillo)
Luca Cordero di Montezemolo (Bologna, 31 agosto 1947), di professione "Collezionista di Poltrone e Sofà", di mogli e di onorificenze - Un uomo del Popolo, alla guida del Popolo (visto che alla guida della Ferrari ha lasciato alquanto a desiderare...)
Un uomo che ama molto la famiglia. Infatti ne ha avute già quattro. Ma dove Monteprezzemolo è davvero insuperabile, è nel ruolo di collezionista di Poltrone e Sofà (tanto che a un certo punto, per rompere la dipendenza da fornitori esterni, ha comprato anche la Frau (la Società, non una poltrona). Non disdegna neanche la collezione di "onorificenze", mentre per il momento snobba la collezione delle figurine Panini. Lui non raccohglie le figurine Panini, lui E' una figurina Panini.
LE UMILI ORIGINI
Primogenito dei tre figli di Massimo Cordero dei marchesi di Montezemolo (Rosignano Marittimo 23 dicembre 1920 - Roma 14 maggio 2009) e di Clotilde Neri (nata a Bologna il 26 agosto 1922),[2] Luca di Montezemolo appartiene a un'antica famiglia piemontese per generazioni al servizio di Casa Savoia,[3] della quale sono rappresentanti il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo e il colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo
LA COLLEZIONE DI POLTRONE & SOFA'
Presidente della Ferrari; Amministratore Delegato della Ferrari; Presidente della FIAT; Presidente della Fiera Internazionale di Bologna; ex presidente della Luiss; Presidente di NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori); Consigliere di Amministrazione de "La Stampa", del Gruppo PPR SA (Pinault/Printemps Redoute), di Tod's del mastelliano Diego della Valle, di Indesit, di Campari, ex presidente della Maseratimembro del Consiglio Direttivo e della Giunta dell'Assonime. Membro dell'International Advisory Board di Citi Inc.. Fondatore di Charme, proprietario di "Poltrona Frau", di Ballantyne, di Cappellini, Thonet e Gufram. Ex presidente della FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) e degli Industriali della Provincia di Modena, consigliere di amministrazione di Unicredit Banca d'Impresa, TF1, amministratore delegato della RCS Video, della Cinzano International e della Itedi. Ex presidente di Confindustria. Presidente di Telethon. Amministratore Delegato della Cinzano International, Responsabile America's Cup di vela con l'imbarcazione Azzurra. Direttore Generale del comitato organizzatore della Coppa del Mondo di Calcio Italia '90. Vicepresidente esecutivo della Juventus. presidente onorario del Bologna Calcio
LA COLLEZIONE DI FAMIGLIE
Dopo essere stato marito di Sandra Monteleoni, è stato il compagno di Barbara Parodi Delfino, e poi dell'attrice Edwige Fenech; Ludovica Andreoni
LA COLLEZIONE DI ONORIFICENZE
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - Cavaliere del Lavoro - Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - Cavaliere della Legion d'Onore - Ufficiale della Legion d'Onore (ad opera di Chirac) - Commendatore della Legion d'Onore (ad opera di Sarkozy)
LA COLLEZIONE DI LAUREE
Gli sono state conferite quattro lauree honoris causa: in Ingegneria Meccanica dall'Università degli Studi di Modena, in Gestione Integrata d'Impresa dalla Fondazione CUOA di Vicenza, in Ingegneria Gestionale dall'Università degli Studi di Genova, in Ingegneria del Design industriale dal Politecnico di Milano. Gli è stato conferito, inoltre, un dottorato honoris causa in Fisica dei Materiali della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste
LA SCARNA COLLEZIONE DI CARICHE POLITICHE
Nel luglio del 2009 è cofondatore dell'associazione Italia Futura di cui è l'attuale presidente.
LO STATO DI INGIGENZA
Nell'anno 2009 è stato il quarto manager italiano per stipendio.
(Fonte: Wikipedia)
Scritto il 25 maggio 2012 alle 11:33 nella Impresentabili, Politica, Satira, Tafanus | Permalink | Commenti (26)
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Oggi parliamo di cose serie: di Grillo
Chiamerà Solange anche per farsi aiutare nella stesura del programma? Lo farò assumere come consulente di Pizzarotti a Parma? Si farà dare i numeri al lotto? Certo che tutto questo è molto, ma molto ggiovane e moderno!
(Cortese segnalazione di JeSuis Stephanie)
Scritto il 23 maggio 2012 alle 00:12 nella Grillo, Off Topics, Satira | Permalink | Commenti (11)
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I sosia
Ci vuole niente a passare dalle buone intenzioni al surreale. La richiesta di curriculum per vagliare «assessori a 5 stelle», avanzata dal candidato sindaco grillino di Parma, è di quelle che non avrebbero sfigurato nella commedia all’italiana. Ma prima ancora bisogna soppesare questa storia degli «assessori a 5 stelle». Non solo partendo dal fatto che, come sosteneva il carosello di una marca di salumi (e un mirabile cantautore in una delle sue più belle canzoni), «le stelle sono tante, milioni di milioni» – tenuto conto dell’abbondanza, Parma potrebbe ritrovarsi con più assessori di quanti guerrieri di terracotta (circa ottomila) ebbe l’antico imperatore cinese. Non è questo, non è il rivangare in lode la società civile e il rimestare in letame quella politica: i ladri! i corrotti! i figli di mignotta! – di là; la gente! gli onesti! i poveri figli di mamma! – di qua! Sobrietà, soldi pochi, integrità – braccino corto sempre. Ottime intenzioni. Bene.
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Grillo è uno. Tutti gli altri son nessuno
Ormai nei talk show si parla solo dei grillini, che poi non vogliono essere chiamati così, ma allora devono fornirsi di un altro nome, perché francamente movimentocinquestellisti richiede uno sforzo esagerato. Non per dare ragione al presidente Napolitano, ma almeno dalla nostra postazione televisiva, il «boom» dei grillini non lo abbiamo sentito neanche noi. Abbiamo però conosciuto tre nuovi personaggi, giovani e simpatici, ma abbastanza deludenti dal punto di vista politico.
Il primo dei tre è già sindaco di Sarego, paese noto per essere sede del parlamento padano, inesistente come la padania tutta. Si chiama Roberto Castiglion e ha l’aria gentile di quello che una volta si sarebbe detto un ragazzo dell’Azione Cattolica. A precisa domanda di Andrea Vianello, conduttore di Agorà, non ha voluto dire per chi ha votato nelle elezioni precedenti, ma siccome lo aveva già dichiarato in una intervista, abbiamo saputo che in passato ha votato un po’ per tutti, tranne che per la Lega. È già qualcosa.
Altro grillino, altra storia: Paolo Putti, laureato in fisica, molto votato a Genova. Purtroppo, nell’entusiasmo delle prime ore di esposizione televisiva è incappato in un fantozziano «se andessimo» che non possiamo proprio perdonargli. Meglio un vaffanculo alla Grillo.
Terzo grillino conosciuto in tv: Federico Pizzarotti di Parma, ancora in corsa nel ballottaggio. Anche lui, come gli altri, fa un gran parlare di «stare tra la gente» e ascoltare tutti, ma secondo noi della vecchia scuola, la politica deve anche saper dire la sua, perché se no rischia di fare la fine della Lega: si parte dal territorio e poi si comprano le lauree in Albania. In conclusione, ha ragione Beppe Grillo, che di spettacolo se ne intende: i grillini in tv farebbero meglio a non andarci, se non vogliono sembrare uguali agli altri. Magari anche un po’ peggio.
(Maria Novella Oppo - Fronte del Vodeo - l'Unità)
Scritto il 10 maggio 2012 alle 10:32 nella Grillo, Razzismo, Satira | Permalink | Commenti (2)
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...eppure dovevavo vincere tutto-ma-proprio-tutto: scudetto, Champions League, Coppa Italia, Coppa del Nonno, e persino il Trofeo Topolino... Ora a Galliani rimane solo quella foto del goal fantasma sul telefonino...
Senza quel goal fantasma Galliani avrebbe vinto anche la Coppa Davis, la Fed Cup e la Coppa ai Frutti di Bosco. Invece, come direbbe Mou...
Zero Tituli
Scritto il 06 maggio 2012 alle 23:53 nella Satira, Sport, Tafanus | Permalink | Commenti (6)
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Benvenuti a Paternò, la Città del Mare
Sarebbe bello, se a Paternò ci fosse il mare.. Ma "Il Candidato" ha presentato, come suo programma per Paternò, un copia&incolla del programma di un candidato genovese.
Tornano i tempi belli del mitico Pili, giovane testa d'uovo (o testa di c...?) di Forza Italia in Sardegna, candidato governatore, che aveva parlato delle "nostre otto provincie", copiando di sana pianta il programma dell'eccellenza lombarda Roberto Formigoni... Per piacere, non ptivateci di questi personaggi! Ci siamo divertiti tanto, ai tempi di Berlusconi! Ecco la notizia, come è stata riportata da Italpress , ed alcune delle magnifiche foto "marine" di Paternò, subito apparse sul web:
CATANIA - Clamorosa svista in un programma elettorale per le amministrative, a Paternò: un candidato copia da un suo «collega» genovese e propone un porto per la cittadina dove il mare non c'è. Spiagge dorate con ombrelloni, tramonti con le palme, "noci di cocco dell'Etna". Sono le cartoline da Paternò, in provincia di Catania. Dove c'è il mare, almeno secondo il programma elettorale di un aspirante consigliere comunale. In vista delle amministrative, infatti, l'uomo ha promesso di realizzare un porto in città: ma è stata una promessa a sua insaputa, visto che se n'è accorto solo dopo averla presentata. Il "ragionier x", infatti, ha fatto "copia e incolla" dal programma elettorale di un candidato di Genova che, lui sì, poteva promettere agli elettori mari e monti.
IRONIA IN RETE - Un capoverso, infatti, recita: "Rifacimento dell'area portuale, dell'industria navale e del lungomare". Una svista, fatta da lui stesso o dai suoi collaboratori. Ma, dopo la figuraccia, è iniziato lo sfottò dei suoi compaesani su Facebook: oggi il gruppo "Paternò a mare" è formato da oltre 2mila persone. Con un ricca gallery di fotomontaggi: si va da "Via dei Platani Beach" dove c'è chi scorazza sulla moto d'acqua, ai cartelli "Benvenuti a Paternò città del mare", alla gara di off-shore. I goliardi paternesi hanno modificato la cartina geografica della Sicilia creando il "Golfo di Paternò", indetto un concorso pubblico per il "guardiano del faro", segnalato gabbiani sui tetti, perfino proclamato la "Repubblica Marinara di Paternò" [...]
Però non è il caso di sghignazzare tanto, visto che a Paternò c'è anche (e questa è vera) la sede dell'Associazione Nazionale Mariani d'Italia... Ad ogni buon conto, vista la brillante idea di fare un porto in terraferma, vi inviamo delle cartoline illustrate della Nuova Paternò, Repubblica Marinara. Buona Domenica a tutti. Tafanus
Scritto il 05 maggio 2012 alle 22:00 nella Impresentabili, Politica, Satira, Tafanus | Permalink | Commenti (6)
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Scritto il 25 aprile 2012 alle 14:15 nella Berlusconi, Criminalità dei politici, Fronte del Porco, Satira | Permalink | Commenti (0)
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...quanto è trash quel candidato... (di Natascia Gargano - FpS Media & l'Espresso)
Surreali video autoprodotti e caricati su YouTube, improbabili jingle con karaoke, testimonial senza nessun senso del ridicolo, riferimenti sessuali come se piovesse. Mentre al Governo ci sono i tecnici, nelle piccole liste ci si inventa di tutto per un po' di visibilità
Che sarà, che ne sarà dei partiti dopo Monti chi lo sa. Di sicuro la convalescenza della nomenklatura italiana post governo tecnico sarà lunga e faticosa. Anche perché la fiducia degli elettori nei confronti dei partiti tradizionali è ai minimi storici. In attesa delle elezioni politiche dopo i professori, il prossimo 6 e 7 maggio oltre mille comuni andranno al voto per l'appuntamento con le amministrative. E qui è tutta un'altra storia: lontano da Montecitorio, nei municipi italiani è un fiorire di micro partiti, liste civiche e autopromozioni fantasiose, tra lotte all'ultimo manifesto elettorale, confronti a luci rosse, sindaci senza veli, indipendentisti di ritorno e immigrati 2.0. Ed è sul web che si nascondono le migliori performance dei candidati fai da te.
Come quella di Alfonso Restivo, meglio conosciuto in città come Fonziu Purtusu, il "Paladino per Agrigento" che ha annunciato la sua candidatura a sindaco, poi sfumata, con un'improbabile presentazione su YouTube. Venticinque punti in programma, tra cui sostituire i templi con i grattacieli e far sgorgare "vinu e gazzusa" da una fontana del centro storico. Il tutto declamato con tanto di fascia tricolore e toni apocalittici. In quanto a megalomania elettorale, prima di lui fece Claudio Piras, candidato per le comunali di Porto Torres del 2010, tra inni personali in versione karaoke e fotomontaggi con Obama e Ghandi a sostegno della sua candidatura.
Memorabili performance multimediali anche quelle di Claudio Moro, esponente di Razza Piave, in versione
Chuck Norris su YouTube. Ma la chicca di queste amministrative è la micro lista civica di Mario Cipolat Mis, 30enne candidato sindaco di Aviano (Pordenone). Online ha presentato la sua discesa in campo (durata del video: 1:00:06), su YouTube ha dato le sue "risposte agli avianesi" e con un promo artigianale ha formato la sua squadra di governo: "Ehi tu, dico a te", esordisce il candidato con un primo piano alla I want you for Us Army, "lo so che sei in gamba". Ed ecco comparire l'arto di un manichino in braccio al sindaco, che poi passa alle presentazioni: "Lei si chiama Vittoria", indicando una donnina ammiccante, e di cognome "alle elezioni". Per qualche secondo si potrà anche godere dello spettacolo del candidato in déshabillé di fronte alle telecamere.
Ma gli elettori delle amministrative 2012 hanno rischiato di trovare ben altri aspiranti sindaci senza veli. Prima Ilona Staller, la fu Cicciolina già parlamentare radicale negli anni '80 e habitué della candidatura a prima cittadina, che per un pelo non ha sfidato la Lega a Monza con la sua lista "Democrazia, Natura, Amore". Poi la collega Emilia Cucciniello, in arte Milly D'Abbraccio, candidata per Torre del Greco. Peccato per i cultori della porno politica, entrambe hanno dato forfait all'ultimo. Restano a bocca asciutta anche gli oltre 2mila fan di Rocco Siffredi sindaco di Palermo: il gruppo Facebook dove l'attore hard metteva a disposizione i suoi "mezzi" si è rivelato una bufala. Si sono concluse in un nulla di fatto pure le candidature a luci rosse di Taranto, con ben due pornodive a caccia di poltrone, Luana Borgia e Amandha Fox. E' calato il gelo su una corsa che si preannunciava bollente.
Dici Puglia e non puoi non pensare alla lotta a colpi di manifesto elettorale di Lecce. "Ciao Casalinga, sono Paolo Perrone. Alto, brizzolato, slanciato, tennista. Cucino, lavo, stiro...Se vuoi conoscermi sono sempre in Comune. Astenersi perditempo. Si accettano anche comuniste". Lui è l'attuale sindaco della città salentina, candidato al secondo mandato ed eletto con una lista civica sostenuta dal centrodestra. Una sorta di Silvio al cubo, che già nella precedente campagna aveva dato sfogo al suo estro da affissione, comparendo in mutande nei manifesti elettorali. Le reazioni non si sono fatte attendere, prima fra tutte quella della sua principale avversaria, Loredana Capone: "Paolo Perrone è sicuramente un bell'uomo, usciteci pure a cena, corteggiatelo, fatelo sentire speciale. Saprà stirare e cucinare, ma non è molto bravo con la gestione della cassa: i conti del Comune li conoscete tutti, sono disastrosi". Touché.
Ma mister affissione 2012, già vincitore 2011, è Armando Siri. Il leader del Pin, Partito Italia Nuova, ha tappezzato con il suo volto autobus, pensiline e palazzi di Genova, città dove si presenta come sindaco. Il candidato itinerante ha fatto il bis: l'anno scorso aveva riempito di manifesti elettorali Milano, dove aveva tentato di sfidare Giuliano Pisapia. Sempre nella città della Lanterna, menzione speciale per la lista civica degli immigrati "Fratelli e Fratellastri" e il videomessaggio elettorale del candidato sindaco Simohamed Kaabour, che inizia così: "Caro concittadino leghista e cara concittadina leghista". Una specie di Maurizio Crozza (stessa parlata) in versione musulmana. Da queste parti i genovesi rimpiangono ancora il top of the pops dell'autopromozione via web: Sandro Biasotti, candidato governatore nel 2010, e il suo testimonial d'eccezione Marino D'Angelantonio, volto noto delle tv locali per la pubblicità di una ditta d'arredamento, berretto di lana con pon pon e jingle agghiacciante. Frontiera trash del video elettorale autoprodotto.
Lungo la Penisola prossima al voto si incontrano altre originalità elettorali, come quella dell'associazione Il Grembiule, pronta a presentarsi alle amministrative di Maniago (Pn) con il candidato sindaco Valerio Zago, dopo aver riunito i tartassati di Equitalia e aver tentato di fare un falò del fantoccio della società di riscossione tributi. Obiettivo comune ai colleghi indipendentisti sardi dell'iRS - indipendèntzia Repùbrica de Sardigna, che ci vanno giù più pesante, dalle occupazioni alle sedi di Equitalia fino agli scioperi della fame contro le ingiustizie fiscali. Infine un chiaro messaggio alla vecchia politica arriva dal rinnovato fronte autonomista friulano Front Furlan, con il suo slogan "vonde monadis!". Un appunto che suona più o meno così: "Basta ca..ate!".
FpS Media
Scritto il 10 aprile 2012 alle 07:59 nella Impresentabili, Media , Politica, Satira | Permalink | Commenti (2)
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Scritto il 09 aprile 2012 alle 13:52 nella Impresentabili, Politica, Satira, Tafanus | Permalink | Commenti (12)
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I mistici di tutto il mondo lo stavano aspettando. Casini, con la sua tipica espressione rassicurante (quella del tizio che a un funerale guarda di nascosto l’orologio) lancia il suo ascetico monito ai futuri alleati dell’Udc: i partiti di centrodestra e quelli di centrosinistra (al mare, Casini era il classico tipo che si innervosiva perché quando si rispondeva ai test psicologici dei rotocalchi non si potevano barrare tutte le caselle).
Casini sollecita tutti i partiti ad approvare la riforma del lavoro senza chiedere modifiche «altrimenti si rischia la rottura». «C’è chi tira da una parte e chi tira dall’altra», ha dichiarato incredulo, non potendo capacitarsi che ancora esistano partiti così nostalgici da prendere posizione.
In Italia Casini non gode della fama che merita, ma in oriente è una leggenda. In India, nella zona del Karnataka, i seguaci di Balyogi Baba, un mistico che è stato in bilico con una gamba alzata per quattro anni, hanno abbandonato il santone per dedicarsi al culto di Casini Baba, che da vent’anni è in bilico tra maggioranza e opposizione senza cadere mai. Come i grandi mistici sopravvivono per anni senza cibo, Casini è l’unico leader che sopravvive senza essere segretario di partito. Come i grandi mistici ha il dono dell’ubiquità.
A differenza dei vecchi democristiani dorotei e morotei, che sapevano solo stare al centro inclinandosi un po’ a destra e un po’ a sinistra, Casini riesce a stare contemporaneamente a destra e a sinistra, a manifestarsi nello stesso momento sia in una coppia di fatto che al Family Day. Per Casini, i partiti devono comunque sostenere il governo, sia ora che stravolge l’Articolo 18 sia prima, quando assicurava di non voler toccare l’Articolo 18 perché la priorità era la crescita. Recita il mantra di Casini Baba: «La crescita è per il governo quel che la dieta è per gli italiani: sempre rinviata a lunedì».
Che mi crediate o meno, LO GIURO! Non ho mai invidiato un grande ricco, o un attore famoso, o un grande atleta miloiardario... Ma ho sempre invidiato (e continuerò a farlo) chi suona il piano come Bill Evans, o chi suona il sax come John Coltrane, o chi riesce ad essere... piacevolmente velenosa come Francesca Fornario: una penna al curaro che ho sempre sognato di possedere, senza mai riuscirvi. Ecco perchè rubo questo scritto a Francesca (che mi sono premurato di avvertire): perchè sposo il suo post come fosse mio, senza cambiare neanche una virgola. Tafanus
Credits: ringrazio nonnaMana per la segnalazione dei questa perla.
Scritto il 27 marzo 2012 alle 16:15 nella Politica, Satira | Permalink | Commenti (4)
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Richiedete per email al Tafanus i pratici sacchetti anti-vomito
Non ci volevo credere... eppure è tutto rigorosamente vero, tratto dal sito ufficiale del PdL...Sullo "Spazio Azzurro", in un empito di entusiasmo, tale Annamaria Belli scrive:
“inno bellissimo entusiasmante commovente vorrei poterlo sentire ogni giorno ciao a tutti”
Cara Annamaria, non vorrei vederla soffrire per una crisi da astinenza... se mi manda in forma riservata il suo indirizzo, me masterizzo una copia e glielo spedisco su CD o DVD. Mi dica lei cosa preferisce...
Ma ecco i testo integrale del nuovo inno, scritto dalla deputata Mariarosaria Rossi (vedi foto), organizzatrice di "cene eleganti" per Silvio, donna molto amata da Emilio Fede e Lele Mora (non c'è male, come credenziali vero?)
"Gente che ama la luce, che non prova invidia e odiare non sa.
Gente che non ha rancore e ha come valore la sua libertà
e porta insieme una bandiera nuova, che non si arrende e non si arrenderà,
che lotta per la verità, é questo il popolo della libertù
Grande sogno che ci unisce, un sogno si realizzerà,
grande la forza che ci chiama, la forza che ci dice che il bene vincerà per sempre.
Grande la voglia di votare, la voglia di cambiare l'Italia che verrà.
Noi siamo il popolo della libertà.
Gente che crede e che lotta, che crede nel sogno della liberta',
gente che prende la mano, che guarda lontano, che resisterà
e porta insieme una bandiera nuova, che non si arrende e non si arrenderà,
che lotta sempre per la verità.
E' questo il popolo della libertà.
Grande é il sogno che ci unisce, il nostro sogno che si realizzerà,
grande la forza che ci chiama, la forza che ci dice che il bene vincerà per sempre.
Grande la voglia di lottare, la voglia di cambiare l'Italia che verrà.
Noi siamo il popolo della libertà, noi siamo il Popolo della libertà
Grande zziu Sirviu...Già alla seconda riga, c'è una frase che é un'ode a Sigmund Freud... eccola:
...Gente che non ha rancore e ha come valore la sua libertà...
Non è fantastico??? ...ha come valore la sua libertà... per la nostra, c'è tempo...
...e un ras del PdL parla (e scrive) dello sfascio: "Il PdL è morto. Congressi inutili, e dirigenti fermi"
(l'Unità)
«Son tornato da Roma a pezzi. Vado a fare l'avvocato (per fortuna che lo so fare) col cuore gonfio. Berlusconi che vuol fare il listone per Monti. Averlo detto corrisponde alla volontà di disintegrare il Pdl. Mentre noi facciamo i congressi in articulo mortis e nessuno dei leader si muove per salvare il centrodestra. Era meglio se in vita mia pensavo più a me che alla politica e alla gente. Prima Fini poi questi qui...».
Uno sfogo accorato. Quanto significativo. Visto che l’autore, che lo ha pubblicato sulla sua pagina Facebook, non è un peone colto dallo sconforto bensì il vice-tesoriere del partito in via di liquidazione coatta. Maurizio Bianconi, aretino, 66 anni, è il numero due di Rocco Crimi, gestore delle casse di via dell’Umiltà, e l’uomo forte di Altero Matteoli in Parlamento.
Fino a questo momento, la prova vivente che una sinergia tra ex An ed ex forzisti era possibile. Uno che, all’apice dello scontro al calor bianco tra Berlusconi e Fini sull’appartamento di Montecarlo, si era spinto ad accusare il Quirinale di «tradimento della Costituzione». Uno che, da uomo di legge, aveva difeso a spada tratta il Cavaliere finanche nel delicato passaggio di Ruby certificata nipotina di Mubarak dal Parlamento.
Adesso Bianconi si arrende. Dà voce allo smarrimento degli ex An, dei parlamentari allo sbando, dei dirigenti pidiellini sul territorio che si dedicano alla stagione congressuale mentre Berlusconi dall’estero archivia partito e nuovo segretario. Così il vicetesoriere, un tempo falco, protesta contro il canto del cigno del suo partito.
Nota a margine: in questo post sono affiancati lo sfascio della musica, lo sfascio del botulino, lo sfascio di un partito, e lo sfascio di un uomo allo sfascio. Tafanus
(credits: ringrazio nonnaMana che ha segnalato la pubblicazione dell'inno ufficiale)
Scritto il 03 marzo 2012 alle 19:13 nella Berlusconi, Cultura, Impresentabili, Musica, Politica, Satira, Tafanus | Permalink | Commenti (24)
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Monza, il governo Monti chiude i ministeri - Calderoli: «Sarà guerra senza quartiere»
L'ufficio del Pres. del Cons. della Panzania - Uno schermo da PC spento, i ritratti di Umberto Bossi e Giorgio Napolitao alle pareti, e sulla scrivania Alberto da Giussano con lo spadone di latta, ma neanche una matita o un post.it... D'altronde, a cosa servirebbe una matita, nel Paese di Panzania?
Le sedi distaccate dei ministeri per la Semplificazione e per le Riforme nella Villa Reale di Monza sono state chiuse con la nascita del governo Monti. Lo ha riferito mercoledì pomeriggio alla Camera il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda. Il ministro ha ricordato che la presidenza del Consiglio era stata condannata il 9 novembre per comportamento antisindacale per l'apertura di queste sedi, e ha annunciato che lo scorso 9 febbraio, Palazzo Chigi ha rinunciato ad opporsi a questo decreto del Tribunale di Roma, perché nel frattempo era cessata l'operatività delle sedi.
Giarda ha aggiunto che sono state dismesse le utenze, sono stati ritirati i beni immobili che erano stati messi a disposizione e l'immobile (Villa Reale) è rientrato nella «piena disponibilità» del proprietario. Il ministro ha anche osservato che «nessuna unità di ruolo di comando o comandata ha mai preso servizio presso le sedi distaccate dei dicasteri» [...]
LA RABBIA DI CALDEROLI - «Questo Governo ancora una volta prende a schiaffi il Nord privandolo di quella minima rappresentatività derivante dai ministeri decentrati di Monza», ha scritto in una nota il Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli. «Del resto - aggiunge - non c'era altro da aspettarsi da un Presidente come Mario Monti, nato in provincia di Varese, residente a Milano, che a precisa domanda della stampa dichiara di abitare a Roma e a Bruxelles, rinnegando pubblicamente le proprie origini. La chiusura delle sedi ministeriali di Monza è l'ultima goccia che il popolo del Nord ha dovuto subire: d'ora in poi sarà guerra senza quartiere».
Breakin' News - Dobbiamo segnalare che la guerra senza quartiere dichiarata dal Ministro della Guerra della Panzania Roberto Calderoli all'Italia è già cominciata, con una manifestazione che ha visto scendere in piazza alcuni milioni di Patani scesi dalla Val Brembana, armati di tutto punto. Ma questo è solo l'inizio. Domani il Governo della Panzania richiamerà a Cassano Magnago l'ambasciatore patano presso il Governo Romanocentrico per consultazioni. Tafanus
Scritto il 16 febbraio 2012 alle 07:59 nella Impresentabili, Monti, Satira, Tafanus | Permalink | Commenti (6)
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Grande successo della petizione lanciata 5 giorni fa da Mariano Giunta per l'uscita dell'Italia dall'euro. Su un obiettivo di 10 milioni di firme, in cinque giorni ne sono già state raccolte due (la sua, e un'altra).
Con questo andamento, si calcola che l'obiettivo dei dicei milioni di firme potrà essere raggiunto già fra 138.886 anni. Tafanus
Scritto il 13 gennaio 2012 alle 22:47 nella Satira | Permalink | Commenti (2)
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...piangiamoci su...
Scritto il 07 dicembre 2011 alle 12:42 nella Satira | Permalink | Commenti (1)
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...questa storia è ambientata in Grecia, ma potrebbe accadere ovunque...
E' una bella giornata in un piccolo paesino della Grecia. Le strade sono quasi deserte, perché i tempi sono difficili, tutti hanno solo debiti e cercano di sopravvivere come possono.
Arriva un turista tedesco e si ferma in un alberghetto locale. Chiede al proprietario di poter vedere qualche camera, per pernottare forse un paio di notti. A titolo di garanzia, mette sul bancone una banconota da 100 euro. Il proprietario gli dà un paio di chiavi.
Mentre il cliente si trova al piano di sopra per ispezionare le camere, il proprietario prende i soldi e corre dal macellaio per pagare i debiti.
Il macellaio con i 100 euro si fa tutta la strada a piedi fino all'azienda dell'allevatore, a saldare le forniture.
L'allevatore, incassato il denaro, va subito a pagare il conto in sospeso con il centro frigo di stoccaggio.
L'addetto al magazzino prende i soldi e li consegna ad una prostituta che lavora in un bar, con la quale aveva un debito.
La prostituta corre all'albergo per chiudere un conto da 100 euro. Il gestore rimette i soldi di nuovo sul banco.
In quel momento, il turista tedesco ridiscende le scale, riprende la banconota dal bancone e se la rimette in tasca, dicendo che nessuna camera l'ha soddisfatto e che dunque non soggiornerà. Detto questo, lascia il paesino.
Nessuno ha prodotto nulla.
Nessuno ha guadagnato nulla.
Ognuno ha solo saldato i propri debiti, e guarda di nuovo con ottimismo al futuro.
Scritto il 25 novembre 2011 alle 12:26 nella Economia, Satira, Tafanus | Permalink | Commenti (15)
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Discorso semiserio di Charly Brown su un tema che non avrebbe raggiunto il grande pubblico senza il meritorio contributo di Beata Ignoranza MaryStar Gelmini. Grazie a lei, il mondo finalmente si interroga: i soldi spesi per il tunnel Ginevra - Gran Sasso sono stati spesi bene? E le innumerevoli multe comminate ai neutrini per eccesso di velocità saranno sufficienti a ripagare gli enormi investimenti? Grazie a Charly, oggi sappiamo... Tafanus
Immagina: Marystar si reca da un concessionario Maserati per acquistarne l’ultimo modello. Il concessionario, che la mette al corrente dei dettagli tecnici la informa che questo modello ha una velocita’ massima di 298 km/h. Al ritorno dal suo giro di prova, ha constatato che la velocita’ raggiunta dall’auto su alcuni tratti era di 306 Km/h. Ne informa il concessionario, il quale con un alzata di spalle le dirà che forse ha avuto il vento in poppa, o che ha percorso un tratto in lieve discesa. Niente di strano. In fin dei conti, la velocità massima data sulla tabella tecnica è una velocità misurata in condizioni normali, ciò non toglie che in altre condizioni, favorevoli o sfavorevoli, la velocità del bolide potrebbe differire da quella scritta sulla tabella.
Ora invece immagina Merystar che vive su un pianeta, in una galassia molto lontana da noi, in un epoca molto più evoluta e progredita della nostra. Si reca da un concessionario di astronavi interstellari per acquistarne l’ultimo modello. Quest’ultimo, dopo averla messa al corrente dei dettagli tecnici, l’informa che quest’apparecchio ha una velocita’ massima di 298.854,546 km/s. Al ritorno dal suo giro di prova, ha constatato senz’ombra di dubbio alcuno che la velocita’ raggiunta era di 306.000Km/s. Marystar lo fa presente al concessionario, il quale, seguendo una logica lineare, con un alzata di spalle le dirà che forse ha avuto il vento solare il poppa, o che viaggiando in direzione del sole, si è avvantaggiata dell’attrazione gravitazionale di questo. Niente di strano. In fin dei conti, la velocità massima data sulla tabella tecnica è una velocità misurata in condizioni normali, ciò non toglie che in altre condizioni, favorevoli o sfavorevoli, la velocità del velivolo potrebbe differire da quella scritta sulla tabella.
Se però Il secondo scenario venisse riproposto su questo pianeta, nella nostra attuale realtà, il concessionario di astronavi - alla notizia che il velivolo abbia potuto superare il limite massimo scritto sulla tabella - impallidirebbe, grugnendo fra i denti “impossibile”. Al che Marystar, non capendone la ragione solleciterebbe dal concessionario, in termini moooolto semplici, la spiegazione del "perchè” :
“Vede signora, il limite scritto sulla tabella tecnica, non è il limite di velocità dell’astronave, ma il limite di velocità assoluto raggiungibile da qualunque elemento materiale fornito di massa. Se davvero lei lo avesse sorpassato, o soltanto eguagliato, la sua astronave avrebbe assunto una massa infinita e il barattolo di pelati che ha comprato al mercato, che si è portata dietro, avrebbe trasformato l’universo in una salsa per maccheroni. Quindi lei signora Marystar, si deve essere sbagliata”
Tornando seri: è noto che la base portante della Teoria della Relatività di Einstein si fondi sul postulato della velocità della luce che rimane costante in qualunque condizione, anche indipendentemente dal fatto che la fonte si muova in direzione di chi osserva o viceversa. E di conseguenza il fatto che questo limite non potrà mai venire superato da qualunque massa maggiore di zero. Questo dato è pressochè rimasto inconfutabile per oltre un secolo di esperimenti effettuati in merito ai fenomeni di propagazione delle onde magnetiche.
Ha resistito alle migliaia di attacchi della dissidenza, che trovava assurde, illogiche e insostenibili le conseguenze “pratiche” che dall’elaborazione di detto postulato derivano. E non sono poche: dalle origini dell’universo, fondate sulla teoria del Big Bang, alla teoria dei buchi neri, alle difficoltà di eventuali viaggi interstellari, alla concezione di un tempo-spazio, alla contrazione temporale e all’elisir di lunga vita per chi avesse la fortuna di viaggiare a velocità vicine al limite assoluto e alla meccanica quantistica. E ho citato solo le cose più notevoli e più note.
Tutta la fisica moderna si è arrotolata su questa concezione come edera, costruendo castelli di spiegazioni fantasiose, ipotesi fumose e di spiegazioni per spiegare altre spiegazioni, senza mai pervenire ad un’immagine coerente e convincente per tutti gli aspetti che ne derivano.
Il 10 settembre 2010, venne inaugurato in pompa magna l’acceleratore di particelle di Losanna, costato al contribuente europeo quasi 8 miliardi di euro, impostato prevalentemente per la ricerca del bosone di Higgs (non scendo in dettagli tecnici); comunque, di una particella teorica il cui ritrovamento avrebbe potuto confermare le teorie correnti sulle origini dell’universo e che invece, il 31 ottobre scorso ha serrato i battenti sulla ricerca di qualcosa che quasi certamente non esiste. A completare il malessere, il 23 settembre scorso, dall’acceleratore di Losanna è partita in direzione del Gran Sasso una comitiva di neutrini (se abbiano usato il tunnel Marystar o meno, sembra ancora da accertare) che hanno percorso il tratto ad una velocita’ di circa 306.000 Km/s. E’ altresi’ acertato che a differenza di cio’ che si credeva in precedenza, i neutrini sono particelle materiali dotate di massa.
Il che significa, al netto di altri tecnicismi acrobatici - che non sono mancati e che non mancheranno nel prossimo futuro - che la Teoria della Relatività, e tutto ciò che ne consegue, è un pochino come la “Corazzata Potemkin” di fantozziana memoria.
(charly Brown)
Scritto il 20 novembre 2011 alle 14:00 nella Charly Brown, Satira, Scienza | Permalink | Commenti (18)
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Scritto il 12 novembre 2011 alle 19:09 nella Satira | Permalink | Commenti (50)
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Da alcuni mesi non arrivavano sul Tafanus insulti ed insegnamenti da un sito che, nei nostri confronti, era stato sempre prodigo non solo di insulti e pesanti ironie da Bagaglino, ma anche di preziosi insegnamenti su come si porti avanti con successo un buon blog...
La mia incommensurabile presunzione mi ha sempre impedito (per fortuna) di seguire gli insegnamenti del Giulivo. Oggi, insospettito da mesi di assenza sia di insulti che di insegnamenti, sono tornato rispettosamente in visita al sito-maestro, e, con grande dolore ed enorme sorpresa, ho potuto solo constatarne la morte clinica... Ecco cosa ho trovato:
Sospensione delle pubblicazioni
Il rischio di poter essere perseguito da questa magistratura, i recenti casi di condanna occorsi a Legno Storto e ad altre persone o siti schierati con Silvio Berlusconi, mi suggerisce la dolorosa scelta di sospendere le pubblicazioni de ilGiulivo.com
Un ringraziamento a tutti coloro che lo hanno animato, hanno stretto sincere amicizie e si sono riconosciuti in un'iniziativa di liberta' che vivra' sempre nel mio cuore.
Un grande abbraccio a tutti.
Edoardo
(Per qualche giorno sara' ancora possibile commentare sul sito)
25 febbraio 2011
Scritto il 09 novembre 2011 alle 22:33 nella Politica, Satira, Tafanus | Permalink | Commenti (10)
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...se per salvarci da Berlusconi dobbiamo sperare in una donnetta che ancora qualche mese fa si esaltava per il fatto che Berlusconi - mito dei suoi figli - riusciva a scopare come un mandrillo a 75 anni...
La Carlucci e il modello bunga bunga - L'impietosa memoria da elefante della rete
Gabriella Carlucci, 52 anni, da dieci deputato berlusconiano, dice a Radio 24: “Per i miei figli adolescenti Berlusconi è un mito perché parla una lingua che loro conoscono, racconta le barzellette ed è anche super potente da un punto di vista sessuale”. I figli della Carlucci hanno 14 e 15 anni.
“I ragazzini lo ammirano, come la maggior parte degli italiani che vorrebbero essere come lui. Quanti italiani a 70 anni si sognano di andare con le donne dalla mattina alla sera? Pochissimi! Berlusconi sta conquistando anche i giovani, davvero”
“I miei figli lo vedono come una persona che ha costruito dal nulla un impero, il Milan, un partito che ha vinto più e più volte le elezioni. Poi dicono anche: è uno che a 74 anni, all’età dei loro nonni, ha tutte queste donne. Loro non vanno a sottilizzare chi sono tutte queste donne…”
Il bunga bunga dello zio Silvio come modello per i figli adolescenti: beh, a simili vette finora non s’era spinto nemmeno Stracquadanio.
Del resto la Carlucci è sempre stata un Caterpillar. Ha appena proposto una commissione d’inchiesta sui libri scolastici troppo di sinistra. In tv, dove ha trascorso una vita intera (da Portobello al festival di Sanremo), la si ricorda soprattutto per le sfide estreme: una volta volle salire in groppa a François, un toro d’Aquitania di 900 chili, resistette sei secondi, quindi cadde procurandosi una contusione e uno stiramento. (Concetto Vecchio - Blog Repubblica - 19/04/2011)
Come diventare Gabriella Carlucci e vivere derisi e contenti/1
La cosa è relativamente semplice: mettiamo che di mestiere facciate il tassista, e vi mettiate a contestare sul loro terreno il Prof. Dulbecco, o Rita Levi Montalcini; oppure che facciate l’impiegato all’ufficio delle imposte, e vi mettiate a contestare Veronesi sull’oncologia. E’ esattamente quello che ha fatto la mitica Gabriella Carlucci, di professione “velinette”, problemi molto seri persino con la sintassi italiana, che si è messa a contestare nientemeno che sulla Fisica delle particelle (anzi, "della particella", una sola) il prof. Lucio Maiani, uno dei massimi esponenti mondiali in materia…
Ecco, il gioco è fatto: potrete immediatamente diventare un mito del web. Mentre scrivo (5 marzo, ore 22,00), sul sito della Carluccia, http://www.gabriellacarlucci.it/, solo sul post dedicato alla contestazione di Maiani, ci sono oltre 360 commenti. Tutti di scherno. Ma la Carluccia è come il colonnello Bottiglione di Alto Gradimento: è una che non si arrende mai, neanche di fronte all’evidenza. Abbiamo selezionato per voi i commenti più telegrafici e gentili.
Alberto scrive:
Ma perche’ non riporti quello che c’e’ scritto sull’articolo invece di riportare ritagli di frasi che sembrano uscite dal tg4 ? Dai documenti che pubblichi si evince solo che sei in malafede, oltre che un po’ isterica. Coraggio Gabriella, pensa che sei una persona fortunata. Vivi in un paese dove esiste un partito (il tuo) che con le persone come te riesce a fare miracoli e ti manda in televisione e in parlamento.
Bifido scrive:
Signora Carlucci, sono convinto che in Italia ci sia molto più bisogno di scienziati capaci che di onorevoli soubrette. se vuole fare un servizio al nostro Paese potrebbe almeno iniziare a studiare fisica. Lei dice: “se Maiani e i suoi amici sono, come Lei dice, luminari stellari stimatissimi in tutto il mondo, perché non hanno mai vinto il premio Nobel ?” Ma ha idea che vincere il Nobel non è come vincere il Telegatto?
Michele Apicella scrive:
Adesso, ovviamente, tutti si chiedono: “come mai una che fino a ieri vendeva padelle in TV ora si interessa tanto di fisica delle Particelle???” Ma secondo voi chi è che la sta imbeccando (anche se la risposta a Glashow è deve essere sicuramente farina del suo sacco)?
Federico scrive:
Ma perché insistere nella brutta figura? Anche nell’errore si può dare dimostrazione di intelligenza o di stupidità.
Giancarlo Albricci scrive:
Insegno Matematica e Fisica nelle scuole superiori e sono scandalizzato dalla pochezza intellettuale della signora Carlucci. Non contenta di aver diffuso notizie false e diffamatorie, non contenta di essere stata smentita dal Premio Nobel Glashow, continua insieme al quotidiano Libero in questa farsa, senza rendersi conto che gli Italiani non sono tutti dei cretini. O lei, signora carlucci, pensa questo? Abbia un po’ di pudore, chieda scusa alle persone che ha offeso e diffamato e torni a fare spettaclo laddove lo sa fare meglio.
Jarni scrive:
On. Carlucci (così detta…) perché non ci spiega dettagliatamente dov’è questo madornale errore di cui lei parla? Mi indica per favore la riga esatta dove è presente questo sbaglio? Io non riesco proprio a trovarla. Lo deve fare, On. Carlucci(sempre così detta), altrimenti quelle tre scansioni appiccicate là in bella vista rimangono solo un patetico tentativo isterico di scalare una montagna con i pattini a rotelle(chieda a sua sorella Milly…). FATTI, NON PUGNETTE!!!
Nikolino 77 scrive:
ahah ma per favore on.Carlucci… coraggio on.Carlucci… una figura di merda non è certo la fine del mondo :D..dio ma che roba..ma questa che presentava San remo si mette a parlare di fisica delle particelle... dio ce ne scampi
g45 scrive:
E’ incredibile come quelli che la stanno spingendo da dietro se ne infischino del fatto che ormai “On. Carlucci” è diventato sinonimo di “dabbenaggine irresponsabile”. Non ha la minima idea degli argomenti di cui parla e straparla, si rivolge ad un Premo Nobel con toni inqualificabili “..non dica bugie, saprò sorprenderla..”, insiste fino ai limiti estremi del masochismo invece di mandare a quel paese chi l’ha messa nei guai, chiedere umilmente scusa e dedicarsi ad altro.
franco scrive:
… consiglio acquisto di dizionario inglese-italiano per apprezzare il significato del termine distracted.
igenogigen scrive:
onorevolissima carlucci, non é chiaro se lei sia mal consigliata, in mala fede, mal informata o semplicemente non sappia leggere l’inglese (in tal caso sarebbe interessante investigare sulla sua conoscenza delle altre 4 lingue che dichiara di conoscere). […]
pi scrive:
Dottoressa Carlucci, possibile che non ci sia una persona a lei cara e che le vuole bene (il marito, i figli) che, con dolcezza le dicano “tesoro, cerca di capire, questa cosa che ti hanno costretto a fare più la rimescoli e più puzza, stai letteralmente sprofondando nella *****, lascia perdere la fisica e i fisici, soprattutto non confonderti mai più con ZiBo”. Tutti noi, per il suo bene, confidiamo in un suo sollecito ritorno al Bagaglino.
Nicola Tomassetti scrive:
Gentile Onorevole Gabrilla Carlucci, […] A causa della sua insistenza, questa vicenda è ormai diventata la barzelletta del web, e sicuramente motivo di grande imbarazzo anche per la Sua stessa parte politica che immagino non tarderà a prendere le distanze. Le consiglio, come suggerito anche da altri, di fare marcia indietro e portare le Sue scuse ai proff. Maiani e Glashow per i Suoi miserabili tentativi di diffamazione.Mi piacerebbe inoltre vederla tornare ad occuparsi di televendite televisive, cosa in cui ha sempre mostrato una ammirevole professionalità. Un suo sincero ammiratore.
Mattia scrive:
Gentile on. Carlucci, questa sua crociata contro Maiani è diventata il motivo di maggior risate per me e i miei compagni studenti di Fisica. Degli articoli che ha scannerizzato Lei sa leggere qualche parola? Temo proprio di no. Sono indignato che persone come Lei ci rappresentino in Parlamento […]
Tafanus scrive:
Gabriellina scrive: “…Pubblico i documenti apparsi sulla rivista NATURE, in cui si evince…” Gabriellina, massacri pure la fisica, se crede; si metta pure a disquisire di cose che non conosce, prese da Libbero e da Isabella Bertolini. Ma lasci in pace, per favore, la lingua italiana: just in case, “da cui” si evince, non “in cui” si evince. Gabriellina, fra una velinata e l’altra, ha avuto modo di completare le scuole dell’obbligo?
Edera scrive:
Non sono un fisico, però mi permetto di suggerire un’idea: invitiamo Gabriella Carlucci alla Sapienza, a un contraddittorio con Maiani & Co.. Ve lo immaginate? Per Professori, Ricercatori e Studenti sarebbe un momento fantastico: non credete che apprezzerebbero un paio d’ore di sano divertimento? Dai, meglio che andare al circo! Due ore di svago e comicità ai nostri Fisici: di soldi ne vedono pochini, almeno facciamoli divertire! Chi sottoscrive l’idea?
San Remo scrive:
Grazie. Ho passato una serata bellissima. San Remo in cuffia. I gialappas al commento su Radio Due. Mi sono letto tutti i suoi blog su Maiani e tutti i commenti. Fantastico. Non mi sono mai divertito tanto. Grazie di cuore. Adesso basta però: chieda scusa e si vada a nascondere.
franco scrive:
quante smentite devi ancora ricevere, cara Gabry, per ammettere di esserti ormai infognata? forse l’unica chance è una smentita direttamente dalla particella J/Psi?
Timido Stanco scrive:
Shledon Glashow, premio Nobel, John Ilipolous, Accademico di Francia, Alvaro de Rujula, probabilmente il piu’ grande fisico spagnolo vivente, hanno detto cosa pensano di Lei e del prof. Boschi. Sembra che Einstein abbia chiesto di organizzare una seduta spiritica, perche’ anche lui non riesce a trattenersi dal dirgliene quattro…
michelangelo scrive:
Giunti al 64mo commento, forse un pensierino dovrebbe cominciare a frullare per la testa dell’on carlucci: “Come e’ possibile che 64 commenti su 64 mi diano contro? Ma chi lo legge il mio blog? Dove sono i miei cari elettori? nessuno disposto, in qualche misura, non dico a darmi ragione, ma almeno a difendermi? Forse ho veramente preso una cantonata?”
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Rileggendo queste perle (mie e altrui), una domanda a Pierferrdi sorge spontanea: "ma devi proprio raccattare tutto e tutti? Passi mettere la mano sul fuoco per il mafioso Totò Cuffaro (in fondo, non si diventa il maggior partito in una regione come la Sicilia dove non si muove foglia che Totò (Riina? Cuffaro?) non voglia. (A proposito, sei guarito bene dalle ustioni?). Passi avere il Cesa come numero due. Ma la fisica della particella, ammiratrice, insieme ai suoi figli, del Bunga Bunga seriale, per un cattolico integralista come te, adoratore della Madonna dal Velo Azzurro!... Stammi bene, Pierferdi... E cerca di scopare più di Silvio, altrimenti perderai rapidamente il rispetto della carluccia, e dei suoi figlioli. TafanusScritto il 07 novembre 2011 alle 10:49 nella Impresentabili, Satira, Scienza, Tafanus | Permalink | Commenti (14)
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SACCONI NEL SACCO - Che la minestra Sacconi non fosse una cima, lo si sapeva già. Ex socialista (si capisce ex post che socialista fosse!), poi forzista servo, quindi schiavo a pieno regime, per distogliere l’attenzione dal suo operato di minestra fallita e senza sale, ha messo le mani avanti e ha invitato qualche residuale terrorista a venire in soccorso del governo terrorista e omicida. Così, se qualcuno lo prende in parola, lui potrà dire: avete visto, io l’avevo detto. Io sono un profeta. Invece di criticare il governo che uccideva l’Italia bisognava prevenire il terrore.
Poveretto! Mi dicono che si sia convertito e che dialoghi con qualche cardinale all’uopo; ma se invece di convertirsi si ritirasse a vita privata a coltivare cavoli, non invidierei né i cavoli, né la povera moglie, se ne ha una. Con uno così, non può che essere aspirante al suicidio. La signora deve stare attenta perché con un terrorista per casa non si sa mai. Sacconi, come qualsiasi ignorante in fatto di economia, quando parla pontifica e vuole dare l’impressione di avere studiato a Oxford. Noi però sappiamo che ha fatto l’asilo con Craxi e poi dalle elementari fino al diploma di saccente ha frequentato la rinomata scuola privata di Arcore. Rien ne va plus!
LA SORA LEOPOLDA (OVVERO RENZO IL BISCHERO) - Non sapevamo, ma ora lo sappiamo, che la fidanzata di Berlusconi, quella segreta, ora ha un nome e cognome, svelata a Firenze. Si chiama Leopolda Renzi, la quale tanto per non smentirsi, si dice iscritta e appassionata del Pd, il quale Pd a sua volta ha la vocazione consacrata ad un solo obiettivo: salvare Berlusconi sempre, comunque e dappertutto. La Leopolda Renzi fornica con Berlusconi che lo aveva convocato ad Arcore per dargli «gratis» lezioni di berlusconismo populesco di seconda e terza mano. Dopo avere studiato bene la parte, cosa fa la Polda Renzi? L’unica cosa che non doveva fare: farsi ingravidare da B con l’inseminazione artificiale, vista l’impotentia coeundi dell’impotente di Arcore.
La Renzi appare innocua, pagnottella, e con uno strascico di parlata toscana che le dà un tocco di civettuolità che fa sempre un tono. Invece è un pirla, un bischero, un pallonetto gonfiato che crede di essere uno statista. Berlusconi è di nuovo alle corde, sta per cadere, deve andare in parlamento dove le trappole sono tante e forse questa volta ce la facciamo, siamo appesi ad un filo perché se riusciamo a spedire il mafioso corrotto e indegno alla Caienna, forse, anzi sicuramente salviamo l’Italia, le pensioni, i salari, il lavoro, la scuola e anche la cioccolata calda di sabato e di domenica... Ma no! Arriva la Leopolda Renzi a gettare lo scompiglio nel Pd con in vista una grave scissione, logicamente a destra. Berlusconi è salvo.
Già di suo Bersani sta cercando alleanze con Casini, Fini e Montezemolo: lui sta con tutti purché si faccia una svolta. Come dire: vado con chi mi paga meno. Poi in omaggio alla svolta, corrono in parlamento, e per senso di responsabilità votano o si astengono o sono assenti, in modo che i decreti, le leggi e gli interessi di Berlusconi passino a maggioranza. Ci mancava solo la Leopolda Renzi che, come si vede dalle reazione, è ben vista, elogiata, esaltata dalla destra che non sperava così tanto.
Non ci resta che aspettare qualche giorno o qualche mese, finché qualche magistrato non scopre in qualche telefonata di troppo che la Leopolda Renzi ha ricevuta qualche milione di euro Da Berlusconi per tramite di Lavitola o di qualche prostituta che passava di lì per caso. Il prossimo partito Berlusconi/Renzi si chiamerà «Casa chiusa aperta». Tra prostituti e ignobili ci si intende sempre.
Paolo Farinella, prete
Scritto il 04 novembre 2011 alle 16:00 nella Paolo Farinella, Politica, Renzi, Satira | Permalink | Commenti (36)
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Oggi tutti chiusi in casa, intorno all'ora di pranzo. Sarà l'ora in cui sapremo. Un Big BloB emergerà da tutte le fessure catodiche, da tutti i siti, da tutti i Wiki del mondo, per rendere onore all'Inventore Telecomandato. Sappiamo già quanti saranno gli ingredienti del Big Blob: 100. Non uno di più, non uno di meno.
Se gli inventori con microfono cronometrato della Leopolda, inserorabilmente fermati dal Big Gong dopo 5'00", staranno spiegando e dimostrando di aver messo a punto la fusione fredda, saranno fermati. Esattamente come l'ennesimo che salirà sul palco formato tinello Ikea per spiegare che la soluzione di tutti i problemi italiani è "metà parlamentari a metà stipendio".
Ho resistito (lo confesso) allo streaming da Firenze per 22 minuti. Poi, ho ceduto. Mi sono arreso.
Purtroppo, da certe rape non si riesce a cavare nessun sugo. Inutilmente decine di giornalisti (ma che ci vanno a fare? cosa sperano di sentire?) hanno fatto a Renzi la domandina facile facile, quella che si fa a coloro ai quali si vuole dare il 18 politico: "Ti candidi o non ti candidi alle primarie"?. Niente da fare, da buon topo d'oratorio ha svicolato. Lo avete presente, il topo da oratorio, no? E' quello dal quale mai saprete se "si tocca". Perchè toccarsi è peccato, ma anche dire di non toccarsi, mentendo, è peccato.
Cento idee per la Big Marmellata. Non una di più, non una di meno. Mi ricorda tanto la "cultura" aziendale di stile anglosassone che tanto faceva arrapare, negli anni 60/70, noi provincialotti italiani, che ci affacciavamo alla cultura del management. Le tre regole d'oro. Le tre W. I decaloghi. The ten check-points for an effective advertising.
Io ero un provocatore anche allora, e mi divertivo moltissimo, non appena mi era possibile, a declinare le mie (eventuali) idee in 9 punti, o in 11, schivando accuratamente il mitico (ed insignificate) comandamento del numero 10. A volte mi divertivo ad accontetare l'amore viscerale degli americani per i numeri tondi, infilando al decimo posto il "NMTS". Alcuni, pensando a proprie lacune in glottologia aziendale, non osavano neanche chiedermi cosa fosse. Altri osavano confessare la loro ignoranza, e chiedevano chiarimenti. Spiegavo che il punto 10, "NMTS", era l'acronimo di "Nothing Meaningful To Say". Il gelo in sala riunioni era assicurato.
Altre volte, nei miei business-plans, non c'erano dieci idee, ma una sola, però vincente. La ficcavo all'undicesimo posto, lasciando di stucco l'uditorio, spiegando che era una idea piuttosto buona (e spiegando, ovviamente, il perchè). Però mi affrettavo ad aggiungere che era solo l'undicesima (fuori sacco), quindi eventualmente poteva essere stralciata, e tenuta magari di riserva per il business-plan dell'anno successivo.
Che ci crediate o meno, in alcuni luoghi canonici anglosassoni sono riuscito a guarire molta gente dal tic del "decalogo". Ora aspettiamo il "centalogo di Renzi", poi ne riparleremo. Andando a scoprire quali siano i tre punti fondamentali non toccati - o toccati male - e quali siano i 95 punti messi dentro per arrivare a cento, numero tonto.
Per ora mi fermo qui, non senza avervi fatto dono di alcune lettere di fiorentini al Corriere Fiorentino, imprudentemente scritte prima che gli schizzi del big Bang ricoprano i media. Tafanus
Messaggio a Renzi parafrasando La Fontaine
Grande non più d'un ovo di gallina
vedendo il bove e bello e grasso e grosso,
una rana si gonfia a più non posso
per non esser del bove più piccina. -
Guardami adesso - esclama in aria tronfia - son ben grossa?
Non basta,o vecchia amica...
E la rana si gonfia e gonfia e gonfia
infin che scoppia come una vescica.
Borghesi,ch'è più il fumo che l'arrosto,
signori ambiziosi e senza testa,
o gente a cui ripugna stare a posto...
quante sono le rane come questa!
Più vecchio lui dei rottami - gvizzola
Ma insomma, uno che se la prende con quelli del suo stesso partito, che sta attento a non attaccare Berlusconi (del resto è andato a cenare ad Arcore), uno che spara (anzi, fa sparare) proposte senza dire in fondo nulla di chiaro.... Uno così, non ricorda un po' troppo da vicino la vecchia DC? Forza Renzi!
Lettore_1112292
Quando vidi per la prima volta Berlusconi in televisione circa 18 anni fa ebbi una reazione fisica negativa che non posso descrivere.Renzi dice cose accattivanti in modo più serio di Berlusconi ma siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Non mi meraviglio dunque che ottenga - per ora - tanto favore tra gl'italiani, così come lo trovarono Berlusconi ed altri prima di lui. E' il momento dei nani
fvsimply
Poche parole, tante ne merita il personaggio. La sua arroganza aumenta dietro l'understatement esibito come marchio doc di giovinezza digitalizzata. Però non sempre si contiene, e le sue ultime uscite sulle pensioni enunciate con piglio manageriale, lo hanno rivelato per quel che è: un nano del pensiero che in mezzo all'attuale squallore politico crede d'essere un gigante. Proposte
Capricorno
(continua)
...ma come sono nuove e ggiovani, le Cento Idee...
Scritto il 30 ottobre 2011 alle 10:45 nella Impresentabili, Politica, Renzi, Satira, Tafanus | Permalink | Commenti (13)
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...come si cambia, per non morire... la metamorfosi kafkiana del gestore del sito prossimaitalia.it - E' lo stesso che in gennaio di quest'anno (non un secolo fa...) ha sciolto i cani contro il Tafanus, reo di aver chiesto che fine avesse fatto Renzi... Ma oggi sono buono, e voglio fare pubblicità al blogghino di Paolo Cosseddu. Finito il tempo dell'ammore, ecco cosa scrive di Matteo Renzi. Sembra proprio il Tafanus! Benvenuto, Cosseddu, fra coloro che cominciano, seppur molto lentamente, a capire.
Per conto mio, quando il Big Blob di Firenze sarà finito, e che piaccia o meno ad alcuni lettori del Tafanus il fatto che io dedichi lo 0,69% del mio spazio a questa robaccia, ripercorrerò le tappe salienti di questo movimento di sfasciacarrozze che si stanno sfasciando a vicenda. Ma diamo la parola ai PROTAGONISTI, iniziando da quel Paolo Cosseddu per il quale solo 9 mesi fa toccare Renzi era come "nominare il nome di Dio invano". Ecco cosa criveva ieri:
Per cinque minuti, chi sale sul palco deve far finta di essere a palazzo Chigi, ma la scenografia è quella di una casa.Matteo, continui a fare confusione.
Alle 21 e 59 sale sul palco l’inventore dei Gormiti. Pensavo fosse uno scherzo, invece c’è davvero. Matteo li colleziona tutti, i suoi ultimi acquisti sono stati Fioroni e Bobba. Dopo l’introduzione di inizio serata di Davide Faraone, grande attesa in sala per il prossimo ospite in grado di dire Coca Cola correttamente. Forse domani, ci dicono dalla regia. Spezzone video con Albertazzi, nato a Fiesole, in provincia di Firenze. Allora ditelo. Intanto, vorrei ricordare che quest’anno la toscana è 52 due metri sotto il livello normale della sua toscanità.
22 e 17, si parla di startup. Dove l’ho già sentita?
(...si, Paolino... l'hai già sentita sul blogghe prossimaitalia, ed è una sezione, chiamata [Startup], dedicata alla raccolta delle "idee"... Peccato che in quasi un anno non ci sia neppure una idea. O, se ci sono idee, non sono pervenute... Quindi imprudente da parte tua citare questa faccenda fallimentare, poco intelligente da parte di quelli del Big BloB di Renzi copiarla... NdR)
Matteo annuncia lo stop ai toscani. Avevano già parlato tutti. Stavo per scrivere “beh, dai, i contenuti ci sono”. Poi una ha detto “la Rai ci inondi di fiction sulle donne”. E insomma, tra l’altro col livello medio della qualità Rai non è esattamente una bella prospettiva.
Dopo l’intervento femminista 2.0, Matteo ha ricordato le immortali parole “bisogna far girare la patonza”. E’ tanto sensibile, Matteo.
Date due fave da sbucciare a Faraone e Richetti, date un senso alla loro presenza, dopotutto è un tavolo da cucina. Noto che tutti hanno il cordino appesa al collo, ma nessuno ha il badge. Tanto, a parte Matteo, non è importante sapere chi parla. (Disclaimer: cattiva, ma abbastanza vera).
Vabbè, cose buone e altre meno, ma è normale. Come dissero i Beatles dopo che gli U2 tennero un live da un tetto: già fatto. Richetti e Faraone si fanno piedino da sotto il tavolo. La solitudine è una cosa tremenda, a volte.
22 e 52, sta parlando un petroliere. Ma sostenibile, eh? Si prepara intanto un commerciante d’armi. Ma mica quelle mine di una volta, vecchie e brutte, no, lui fa quelle che sembrano giocattoli… Mi chiedono di aggiungere che era un petroliere della fondazione Kennedy. Ah beh, allora.
Kindergarten alla Leopolda, come un anno fa. Ma quest’anno serve da fasciatoio per Richetti e Faraone.
Si parla di riforma della giustizia. Matteo, di già? «Siamo noi, siamo noi padri e figli». De Gregori fa capolino, travestito da Veltroni. «Se fossi io il Presidente del Consiglio, a proposito della riforma della giustizia…». Ma sì, diamogli anche dei suggerimenti.
Matteo legge un messaggio proveniente dalla Liguria alluvionata. Il cataclisma è stato organizzato da Bersani per dar fastidio alla Leopolda.
23 e 20, si ode uno schianto pazzesco. E’ la versione di quest’anno del gong, indica che il tempo dell’ospite che sta parlando è scaduto. L’anno prossimo si affitterà un plotone d’esecuzione. Tema: cosa faresti se fossi Gheddafi?
Si parla di “piattaforma politica”, anche se col microfono figo ad archetto, come neppure nel più vetero dei circoli dalemiani. Matteo, dietro le quinte, strozza gli autori. Fatto: dicono tutti, tutti le stesse cose che Matteo dice sempre. Solo, sono pettinati diverso. Ma diamogli tempo.
Saluti finali con Baricco. A seguire, Porta a Porta.
«Matteo mi costringe a parlare”, dice Baricco, sorpreso, dopo due mesi di annunci della sua presenza a Firenze su tutti i mezzi d’informazione compreso il bollettino degli ortodontisti. Scusate, mi dicono che dopo Baricco in effetti non c’è Vespa. Si passa direttamente a Marzullo. L’intervento di Baricco da l’idea che gliel’abbia scritto Matteo. Consiglierei l’inverso.
Sigla, e per stasera finisce qui. La morale la tiriamo domenica, magari. Spero sia stato divertente per i lettori di Popolino quanto lo è stato per me. Ma domani non replico, lo dico per tranquillizzare gli animi, nei commenti ne ho visti alcuni turbati e davvero non è il caso. Si stava solo cazzeggiando, comunque, e a un livello molto più artigianale dell’oggetto stesso del cazzeggio. Notte, e ricordatevi che quelle che fate sotto le coperte non sono Big Bang, sono puzze. (Paolo Cosseddu)
Devo, senza ironia, ringraziare il mitico Cosseddu. Un articolo scritto molto bene. Con tutto il livore che si dedica in genere alle fidanzate che ci hanno abbandonati... Grazie, Paolo. Io non avrei potuto scrivere di peggio. Non su una persona che fino all'altro ieri hai difeso, omaggiato, leccato.
Ma, come spesso ti accade, sbagli i tempi. Nessuno ti aveva avvertito che mentre tu sparavi a palle incatenate contro Renzi, il tuo capo Pippo Ciwati era già in macchima per una "comparsata di riavvicinamento" al fiorenzino? Ma come, il tuo padrone non ti informa neppure delle tue mosse? Oltre che scrivere, a volte conviene anche leggere, mittico!
Così oggi ti ritrovi spiazzato, ancora una volta. Ti gira la testa, e non è una forma di labirintite. No, amico, è qualcosa di diverso, e di peggio. E' come andare in macchina, guidata da un altro, per i tornanti del Sella, cogli occhi bendati, senza poter guardare la strada. Ci si sente male.
E ora, magari, prima di ricominciare a parlar bene dello statista Renzi, chetati per mezza giornata, e chiedi il permesso a Ciwati. Fosse mai che stia già pensando alla mossa del cavallo, e che tu ti debba ancora una volta ritrovare a fare "zig" mentre Pippo si accinge a fare "zag"... Prudenza, Paolo, Prudenza...
Con immutata disistima, Tafanus
Scritto il 29 ottobre 2011 alle 13:04 nella Censura, Impresentabili, Politica, Renzi, Satira, Tafanus | Permalink | Commenti (9)
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...un po' per gioco, un po' per non morire...
Il Trota non capisce come Silvio possa pagare 50.000 Euro una Escort di 18 anni se la valutazione Quattroruote è di 500 Euro.
Il Trota quando il suo papi è caduto voleva chiamare il 118, ma non ricordava il numero...
Il Trota, per non far cadere il padre di notte dal letto, lo farà dormire di giorno.
Il Trota ha detto che suo padre predica bene e ruzzola male.
Il Trota ha detto che in un incidente si è rotto il braccio destro, ma non capisce perchè la polizia indaghi sul sinistro.
Leggendo i necrologi, il Trota ha detto che non capisce come fa la gente a morire in ordine alfabetico.
Il Trota ha detto che spiare le coppiette in macchina non è reato ma, fecondazione assistita.
Il Trota ha chiamato il suo cane stop perchè è un incrocio.
Il Trota non ha bisogno delle chiavi inglesi perchè non ha mai avuto una casa a Londra.
Il Trota ha detto che non capisce come mai tutti come password scelgono sempre solo asterischi !!!
Il Trota ha detto che se al reattore di Fukushima si è fuso il nocciolo, possono sempre sostituirlo con un mandorlo.
Il Trota ha detto che Garibaldi era un drogato perchè si faceva l'eroina !!
Il Trota per non ingrassare mangia solo il buco della ciambella !!
Il Trota prima di uscire di casa accende tutte le luci per vedere se sono spente ...
Il Trota ha detto che le rose senza spine vanno a batteria.
Il Trota ha detto che il poliziotto più sfigato è quello che muore al posto di Blocco, mentre il più fortunato è Blocco.
Il Trota ha detto che il Sahara è un deserto e su questo non ci piove...
Il Papa non vuole incontrare il trota perchè ha paura di cambiare idea sull'uso del preservativo...
Scritto il 21 ottobre 2011 alle 12:00 nella Impresentabili, Politica, Satira, Tafanus | Permalink | Commenti (9)
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